mercoledì 30 settembre 2009

L'Uomo Pubblicità

Per concludere il mio ragionamento di ieri, a cena sono uscito con un amico, con il quale commentavo la situazione dell'Italia. Gli raccontavo che sto leggendo "No Logo" di Naomi Klein... o meglio, ci sto riprovando.
Sì, perchè ci ho già provato in passato tre volte, ed in ogni occasione non sono andato oltre pagina 20. Questa volta mi sono imposto di superare lo scoglio di queste prime noiosissime facciate, e devo dire che ora il libro ha ingranato molto bene.
Ad ogni modo, nella descrizione della Klein di come si sia diffuso ed imposto il Logo, il branding, negli ultimi 15-20 anni, riscopro una metodica utilizzata evidentemente da Berlusconi. Il Premier, a parer mio, si pone come branding di sè stesso.
Il concetto è il seguente: originariamente, il Logo era un qualche cosa di contorno al prodotto venduto. Si trattava di un simbolo di riconoscimento, ma nulla più. Negli ultimi decenni, invece, la tendenza è sempre più stata quella di trasformare un semplice simbolo in uno stile di vita, in un modo d'essere. Il Logo, quindi, è diventato un'essenza che ci pervade ogni qual volta indossiamo un capo d'abbigliamento o compriamo un'auto o un profumo. Non si tratta più di vestire firmati, ma di essere noi stessi la firma. Tutto questo si è perpetrato con sponsorizzazioni sempre più spietate, al punto che alcune Brand hanno acquistato intere strade o eretto piccole città quale simbolo vivente del loro nome.
A ben guardare, Berlusconi ha sempre fatto e sta facendo la stessa identica cosa.
Si pubblicizza, ed in questo ci ha imposto uno stile di vita (il Berlusconismo), che trascende le regole tradizionali del gioco democratico. Le stira, le svilisce, le stupra e, spesso e volentieri, le modella a suo bisogno. Il Governo non è più un'Istituzione ma un Brand, dove i Ministri parlano in un certo modo (spesso barbaro) e di cui il Premier è l'Uomo Immagine, il Logo per l'appunto.
Questo Berlusconi lo sa benissimo, ci sguazza, d'altronde è uomo di televisione e ha sempre venduto solamente immagine, nulla più. Il problema grosso, a mio avviso, è che le regole del gioco sono state talmente stravolte, che l'opposizione è completamente spiazzata ma anche un eventuale successore di Berlusconi (penso a Fini, per esempio), si troverebbe malissimo, perchè sarebbe costretto a dare nuovamente un'immagine della politica grigia e noiosa (questo all'occhio dell'italiano medio), quando invece con Berlusconi era un gioco, uno scoppiettante fuoco d'artificio ogni giorno, fra gaffe (meditate e studiate a tavolino, ne sono convinto), gossip, soldi, potere e belle donne.
Ovviamente, come già accennavo ieri, in tutto questo non c'è spazio nè per la morale, nè per l'etica, nè tato meno per il confronto democratico o per il giudizio.
E ben lo sanno, ultimo capitolo della solita saga, AnnoZero, Ballarò, Report e la Dandini.

Saluti

martedì 29 settembre 2009

Scudo fiscale scudo del Crimine

Anche oggi è andata in scena il solito capitolo di propaganda populista del Cavaliere. Quale momento migliore per consegnare altri 400 alloggi se non il giorno del proprio compleanno? il massimo dello spettacolo e dell'audiance per un uomo, che della messa in scena ha fatto la sua filosofia di vita. Certo lui può. Può dare quello che gli altri chiedono, e può togliere ciò che non gli piace; può decidere l'ascesa di un nome ed il declino di un altro; lui può, perchè ha imposto il suo modo di intendere e vedere le cose: ora e subito, del futuro non preoccupiamocene. Il medesimo segnale trasmesso ogni giorno da centinaia di emittenti televisive, ventiquattr'ore su ventiquattro. Belle donne, successo, soldi, auto e cellulari, yacht e discoteche: tutto e subito, perchè se ce l'ha fatta uno come lui, che era un Signor Nessuno, chiunque di noi può avere la sua occasione ed i suoi cinque minuti di gloria.
E così i terremotati non sono un problema, bensì una televendita; la crisi non esiste e per dimostrarlo invita ad andare al mare ed in vacanza; le leggi, le regole, lo Stato stesso sono legacci, lacci e lacciuoli (come dice lui), che andrebbero tagliati. Così come andrebbe tagliato il potere di giudicare della Magistratura.
Lui è pronto a dare, ma non a rendere conto.
Chiedete e vi sarà dato, se stiamo parlando di beni materiali, ma guai a chiedere di morale ed etica: cose troppo complicate che disturbano, distraggono dal turbinìo di colori che scoppietta attorno alla sua persona. Ed anche il linguaggio è studiato e calibrato sul target (ormai non siamo più elettori ma un target da raggiungere, come con la pubblicità): è il linguaggio della gente comune, che si esprime come Bossi o Brunetta.
E mentre tutto questo circo mediatico va in scena, in Parlamento stanno mettendo la fiducia sullo scudo fiscale all'evasione ed ai capitali esteri.
La GdF stima che rientreranno circa 300 miliardi di euro.
Mi chiedo: apparterranno tutti a poveri e piccoli risparmiatori, che per evitare un fisco ed uno Stato vampiro, hanno deciso di affidarsi a banche straniere?

Ma tanto a noi che ce ne frega? tutto e subito, questo è quel che conta, al resto ci pensa lui. E se si tratta di contravvenire a qualche piccola regola o legge, poco male: in un batter di ciglia e con un paio di colpetti di tacco si risolverà anche quella.

Saluti

lunedì 28 settembre 2009

La mattanza dei delfini: The Cove

Dopo "The Age of Stupid", vorrei portare alla vostra attenzione un altro film-documentario di cui sono venuto a sapere casualmente tramite l'Espresso.
Si tratta di "The Cove", un documentario girato in gran segreto da Rick O'Barrey, lo storico addestratore del delfino Flipper ed ora pluri arrestato attivista di GreenPaece, che ha fatto della libertà di questi simpatici mammiferi la sua missione.
Il documentario testimonia la mattanza di migliaia di delfini, che ogni anno si svolge in alcune baie nascoste della costa giapponese e rese off limits dai "prescatori" (le virgolette sono d'obbligo), con tanto di blocchi stradali, controllo delle autovetture sospette e filo spinato.
La strage di delfini viene perpetrata da circa 400 anni, senza che alcuno, in Giappone, ne sapesse nulla (stento a crederlo).
Come procedono i pescatori? Decine di barche si radunano nei pressi della costa, ed i pescatori iniziano a percuotere le chiglie con bastoni e remi. Il rumore prodotto si propaga in acqua, risultando talmente insopportabile e doloroso per i delfini, che questi cercano la fuga nell'unica via libera lasciata dai loro assassini: verso la riva. Chiusi così in un recinto di reti, i migliori delfini vengono selezionati da veterinari ed esperti e venduti al mercato dei parchi acquatici (un delfino può valere anche 150 mila euro), mentre il resto viene trucidato senza troppi convenevoli. Tutto, di questi mammiferi, viene utilizzato: dalla carne (che spesso viene venduta come sostituto della balena), alle pinne, alle ossa.
Qui trovate il link al sito del documentario.


Saluti

domenica 27 settembre 2009

Europa Unita

Io e mia moglie siamo appena tornati da un fine settimana a Parigi.
Io sono italiano, lei polacca, e nostra figlia, che nascerà il prossimo 10 Gennaio, avrà alle spalle due culture completamente differenti per crescere, arricchirsi e divenire cittadina del mondo.
Ci siamo conosciuti durante l'anno Erasmus in Germania, a Stuttgart, nel 2002-2003, anche se poi, a fasi alterne, ci siamo persi di vista e ritrovati fino al 2006, anno in cui è iniziata la nostra relazione. Io mi trovavo a Liverpool per lavoro, ci sono rimasto quasi un anno, ed abbiamo iniziato a frequentarci nei week end... non ho mai volato così tanto come quell'anno. Inizialmente parlavamo solo in tedesco, poi lei ha studiato un po' di italiano (con esiti sorprendenti, devo dire), e si è trasferita in questo strano Paese nel Settembre 2007. Ora stiamo per diventare genitori.
Perchè vi faccio questo romantico riassunto della nostra vita insieme? Perchè siamo figli di un'esperienza che, a parer mio, andrebbe resa quasi obbligatoria nelle università e, magari, nelle scuole superiori: l'esperienza di vita rappresentata da un anno investito (alcuni usano il termine speso, ma lo trovo svilente), all'estero per motivi di studio.
A Parigi, quest'anno, siamo riusciti ad organizzare per la quarta volta di seguito un incontro dei ragazzi che erano in Erasmus con noi a Stuttgart. Il primo anno, nel 2006, ci siamo incontrati tutti nella città che ci ha regalato tanto (Stuttgart, appunto), poi a seguire abbiamo ripetuto l'esperienza nel 2007 (Budapest), nel 2008 (Barcelona), e quest'anno (Parigi). Per l'anno prossimo siamo già tutti d'accordo che ci incontreremo a Praga. Ogni volta si muovono non meno di venti persone, da 10-11 differenti Paesi europei, tutte impegnate in attività ed esperienze completamente differenti, ma unite da un unico comun denominatore, rappresentato da quei dodici mesi scarsi trascorsi assieme.
Ecco cosa dovrebbe essere, secondo noi, l'Europa Unita: un insieme di persone legate assieme da molto più che qualche accordo economico. Popoli diversi che però condividono destini comuni (e non vuol essere retorica, lungi da me). Credo, in effetti, che se Barroso, Sarkozy o Berlusconi avessero amici stretti in Inghilterra, nella Repubblica Ceca o in Portogallo, ci penserebbero due volte prima di inventarsi qualche nuova norma svilente per quei Paesi, non credete?
Va bene, scusate la parentesi "personale", ma mi andava di condividere con voi questa cosa, per spiegare quello che penso debba essere il senso di questa nostra Europa, divisa a causa di troppe persone ancora convinte, che il proprio orticello vada difeso da un alto muro di cinta.

Saluti

venerdì 25 settembre 2009

Prospettive future: The Age of Stupid

Mentre a Pittsburgh prende il via il G20, con la solita sfilza di buoni propositi, nelle sale di 45 Paesi del mondo e a partire dal 22 Settembre viene proiettato "The Age of Stupid", un film documentario prodotto da GreenPeace, di cui qui trovate un link interessante sul sito di PeaceReporter. Il film tratta essenzialmente di un potenziale disastro ambientale annuciato, scaturito dalla situazione attuale di inquinamento ed abuso delle risorse energetiche.
Qual'è il succo della questione? di qualche giorno fa le uscite di Ban Ki Moon (Segretario Generale ONU) e Barak Obama sul fatto che, ormai, il Pianeta si sta avviando verso una fase di non ritorno per quanto riguarda l'inquinamento e che, peggio ancora, se continuiamo così dovremo aspettarci catastrofi apocalittiche stile Hollywood.
Lasciando da parte i "Ve l'avevamo detto", dato che sono almeno 10-15 anni che si sentono queste cose, mi pare che le premesse al G20 siano migliori di altri anni. Il disarmo nucleare, una Terra più Verde, forme di regolamentazione di quel sistema che ha prodotto il tracollo finanziario ed economico dell'ultimo anno (per il quale, lo ribadisco, non ho visto teste importanti cadere).
Lo so, sono il solito ingenuo, ma che ci posso fare? ogni anno i soliti propositi: la mia speranza è che per la legge dei grandi numeri, una volta almeno qualche cosa venga davvero deciso.
Ritornando a The Age of Stupid, trovo molto interessante il fatto che questo film-documentario sia stato programmato nelle sale (mi piacerebbe sapere quante e quali hanno accetato di proiettarlo, perchè a Padova non ne ho trovato traccia), proprio in occasione del G20, per tentare di spronare i Governi a torvare soluzioni rapide che, essenzialmente, si possono riassumere in cambiamenti radicali delle nostre abitudini quotidiane.
Alcuni esempi? facciamo andare i nostri figli a scuola in bici anche se fa un po' troppo freddo o un po' troppo caldo, invece che muovere la macchina? proviamo a chiudere l'acqua quando insaponiamo i piatti? torniamo ad abituarci a non usare il condizionamento selvaggio come facevano, anno più anno meno, fino ad una ventina di anni fa? ora sembra che senza tutte queste comodità non si possa sopravvivere, ma che ne dite di parlare con i nostri genitori e nonni, e chiedere loro come sono sopravvissuti?
A proposito di sopravvissuti, l'inizio di The Age of Stupid recita più o meno così: "Anno 2055, in una base in mezzo al mare artico che conserva tutta la conoscenza umana, un sopravvissuto al disastro ambientale che ha sconvolto la Terra si chiede costernato: "Potevamo salvarci e non l'abbiamo fatto, in che stato mentale ci trovavamo?"
Già, in che stato mentale di troviamo?

Saluti

giovedì 24 settembre 2009

Condoni, Amnistie, Sanatorie e Scudi: armi del potere

Il susseguirsi di azioni volte a salvare i facinorosi e gli evasori è incalzante come una rullata di tamburo in un pezzo metal.
Non bastavano le scandalose leggi "ad personam", che ormai così poco scalpore sollevano se non all'estero, dove non si sono ancora del tutto assuefatti all'anomalia italiana, ora (ma non è cosa nuova), ci si mettono anche i Ministri della Repubblica con scudi, amnistie e condoni creati a bell'apposta per salvare i ladri. Perchè questo è l'obiettivo, e credo che sia stupido girarci attorno.
Uno scudo fiscale per permettere ai soliti noti di riportare in Italia i loro tesori dall'estero, viene mascherata da norma necessaria per riportare nel nostro Paese un po' di liquido, un po' di linfa vitale. Ovviamente si omette di sottolinerare come, in questa maniera, si agevolino coloro i quali avevano scelto di salvare i loro soldi all'estero, per evitare le tasse italiane o per nascondere i modi illeciti con cui erano stati guadagnati.
Ora Giulio Tremonti, Ministro dell'Economia, di concerto con Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, pretenderebbero di estendere lo scudo fiscale anche ai reati finanziari, fra cui il Falso in Bilancio.
Al di là della polemica politica, anche l'ANM si è espressa in maniera molto dura contro questo provvedimento, poichè, se dovesse passare sotto le mentite spoglie del DL Anti-Crisi, la certezza della pena contro reati finanziari sarebbe un ricordo (già adesso è quasi un miraggio).
Naturalmente le repliche del Governo sono state stizzite ed irritate, poichè qualcuno osa alzare la voce contro il suo operato.
Alfano ha affermato: "...Fanno resistenza al cambiamento dello status quo, ogni volta che proponiamo una riforma ci viene detto che in realtà vogliamo riformare i giudici. Ci sono resistenze corporative ma questo governo e questa maggioranza ce la possono fare".
Povero Angelino, sembrerebbe quasi convinto di fare del bene, anche se nelle sue parole si legge fra le righe "mettetevela via, perchè tanto noi continueremo imperterriti a farci i cazzi nostri e voi non ci potrete fare nulla".
Napolitano aiutaci tu.

Saluti

martedì 22 settembre 2009

Ipocrisie di Regime: Seconda Parte

Come in tutti i regimi che si rispettino, coloro che dovrebbero diffondere notizie, umori, giudizi e commenti vengono spesso traviati, nel loro senso critico, dal portafoglio.
Un piccolo ed isolato caso, che pochi hanno diffuso e che probabilmente cadrà nel dimenticatoio molto rapidamente (vi si perdono fatti ben più gravi ed importanti), credo sia significativo per descrivere un certo tipo di atteggiamento molto diffuso in questa nostra Italia.

Nel 2003-2004 due differenti episodi interessarono l'allora Direttore di RaiFiction Del Noce e Valerio Staffelli (qui nella foto, guardatelo bene), inviato di Striscia la Notizia. Al primo incontro (fine 2003), Staffelli si beccò un paio di colpi di microfono ed un pugno sul naso, al secondo (Gennaio 2004) la lite non degenrò sul fisico.
Gli avvocati di Staffelli chiesero 200mila euro di risarcimento. Quelli di Del Noce 4 mesi di reclusione per il "giornalista" (scusate, ma le virgolette sono d'obbligo).
Conclusione: di oggi la sentenza, secondo cui Del Noce dovrà pagare 800 euro a Staffelli più le spese processuali, ammontanti a circa 8.000 euro.

In tutta questa squallida vicenda ci sono due elementi molto interessanti, a parer mio:
1) Le richieste degli avvocati e la facilità con cui, certa gente, ricorre all'uso della giustizia e di un giudice: non ci sono cose più importanti cui dovrebbe pensare un giudice, invece che perder tempo con queste stupidaggini?
2) Le lungaggini del processo: dal 2003-2004 siamo arrivati a fine 2009; probabilmente queste lungaggini, fin troppo spesso chiamate in causa per aggredire in maniera assolutamente ingiustificata (o meglio, pergettamente giustificata, se ci mettiamo dal punto di vista di chi vorrebbe così evitare la galera), i giudici sono causate proprio dalle centinaia di persone che ricorrono alla giustizia per battibecchi come questi;

I commenti alla sentenza (e qui arrivo al nodo legato al regime), da parte di Staffelli sono stati incomprensibilmente entusiati (aveva chiesto 200.000 euro e gliene sono stati dati 800): "Questa sentenza e' un bene per tutti noi , per tutti i giornalisti: potremo continuare a fare domande senza aver paura di essere picchiati, la richiesta di condanna a quattro mesi di reclusione mi aveva preoccupato perche' se fosse stata accolta sarebbe stata la fine della liberta' di stampa", queste le testuali parole del "giornalista".
Ed ecco l'inghippo che dimostra come Staffelli quei quattro mesi di reclusione se li sarebbe potuti anche fare, in modo da poter così diventare uomo e, in quanto tale, un po' più coerente con i suoi comportamenti e le sue affermazioni. Il giornalista (questo non ha bisogno di virgolette), che ha intervistato Staffelli, a questa sua dichiarazione così pomposa gli ha subito cosa pensasse della querela di Silvio Berlusconi a La Repubblica e L'Unità e della polemica attorno alla libertà di stampa delle ultime settimane. La risposta di Staffelli è stata la seguente: "La nostra politica e' quella di non commentare il lavoro degli altri. Scusate ancora sono molto emozionato".
Staffelli vergognati!!!

E c'è gente che continua a perdere tempo davanti alla televisione e a dare soldi a 'sta gente.
Di nuovo: Vergogna!!!

Saluti

domenica 20 settembre 2009

Ipocrisie di Regime

La Santanche' inscena una sorta di protesta contro il burqa, proprio nel periodo di fine Ramadan e dichiara: "Mi hanno aggredita". Mi chiedo se l'ariana esponente della destra piu' becera non abbia nulla di meglio da fare, che inscenare questo tipo di proteste. Che si tratti di fuoco sacro per i diritti della donna o piuttosto una scenata razzista contro pratiche e culture diverse dalla nostra? La cosa buffa e' che, al giorno d'oggi, qualcuno si berra' le dichiarazioni bufala della destra del tipo "Noi lottiamo per i diritti delle donne". Dichiarazione dello stesso tenore di quelle di Calderoli e Bossi che, all'ennesimo respingimento a suon di fucilate, affermano "Noi respingiamo i clandestini, perche' vogliamo aiutarli a casa loro, perche' e' solo con la diplomazia che risolveremo questo problema".
Certo, con il Premier che ci ritroviamo chiunque puo' spararla ed essere preso sul serio.
Un po' come Brunetta, nuovo strumento molesto al servizio di Berlusconi, che spara a zero contro la Sinistra affermando: "Sinistra parassitaria, che vada morire ammazzata!". Ed orgoglioso, convinto di aver colpito al cuore i problemi del nostro Paese, non si pente e non chiede scusa.
Qualcuno dovrebbe fargli notare che la Sinistra non siede piu' nemmeno in Parlamento.

Il tema del giorno, pero', non sono queste scaramucce di poco conto, ma il ritorno delle salme dei 6 soldati italiani uccisi in Afghanistan.
Non voglio sollevar polemiche e la mia solidarieta' per le famiglie che soffrono e' totale ed sincera.
Quello che pero' mi manda in bestia, e che trovo altresi' offensivo proprio per quelle persone che soffrono come mai nella loro vita, private per sempre dell'affetto di un figlio, di un marito, di un padre, e' l'ipocrisia delle Istituzioni e l'appellativo di "eroi" con cui i ragazzi, ora, vengono nominati.
Perche' "eroi"? Il dolore non deve far scordare, che quei ragazzi stavano lavorando e sono morti, in guerra, come migliaia di persone ogni giorno. Quei ragazzi stavano svolgendo compiti, condivisibili o meno, in nome di un'occupazione illegale che il popolo afgano non ha chiesto. Questo e' un dato di fatto.
Un altro dato di fatto e' che la Democrazia non si puo' esportare con le bombe e con le armi, ma con la diplomazia e costruendo infrastrutture.
Un terzo elemento oggettivo e' che dobbiamo smetterla di pensare (come, a quanto pare, continua a fare la Santanche'), che la nostra cultura sia la migliore possibile e quindi sia degna di essere "esportata" in Paesi e verso popoli ai quali non potrebbe fregargliene meno.

Chiudo questo intervento con una piccola nota polemica, questa si': perche' i quasi mille morti all'anno sul lavoro (le cosiddette Morti Bianche, senza volto, senza nome), non sono Eroi di Stato? non rendono forse abitabili le nostre case questi muratori? non lavorano alle raffinerie che producono la benzina per i nostri SUV? non costruiscono le infrastrutture che ci permettono di muoverci attraverso il nostro Paese?
Presidente Napolitano, io la stimo molto in quanto ex-partgiano, ma non sono forse degne di essere dichiarate Eroi anche queste maestranze di caduti anonimi? o coloro che combattono giorno dopo giorno contro la Mafia e sono abbandonati dallo Stato o, peggio ancora, umiliati davanti all'opinione pubblica e traferiti ad altro compito, solo perche' hanno messo il naso dove non avrebbero dovuto?

Saluti

venerdì 18 settembre 2009

Prove di Libertà

E non mi riferisco alla "libertà" propagandistica dei mostri mediatico-politici di Berlusconi, mi riferisco alla Libertà, quella di ogni cittadino ed essere umano di poter disporre del proprio corpo e di poterne decidere liberamente la sorte ed il destino: quel genere di Libertà costituzionale per la quale tante guerre, nel corso della storia, sono state fatte contro regimi oppressori, che spesso mascheravano come "segni di umanità", battaglie reazionarie ed oscurantiste.
La Libertà, in questo caso, è quella decretata dal Tar (Tribunale Amministrativo Regionale), del Lazio, in merito all'Ordinanza emanata dal Ministro Sacconi in occasione della vicenda di Eluana Englaro. Ricordo, per gli smemorati, che a quella povera ragazza (ma anche e forse soprattutto alla sua famiglia), venne impedito il diritto all'autodeterminazione da un Ministro e da un esecutivo, che si trasformarono nel braccio armato e legislativo del Vaticano. Si urlò all'Eutanasia, si minacciò la scomunica, la clinica di Udine che si era resa disponibile a "staccare la spina", venne minacciata e fu oggetto addirittura di atti vandalici da parte di quei gruppi per la "difesa della vita", che altro non sono che masse di estremisti cattolici. Alla fine l'Ordinanza, votata ed approvata in tempi record (nel giro di poche ore, nel cuore della notte), voluta e presentata dal Ministro Sacconi (era il 16 Dicembre 2008).
Ora il Tar dichiara che quel provvedimento è incostituzionale, e che nessuno ha il potere di vietare quel diritto costituzionale all'autiodeterminazione.
"... i pazienti in stato vegetativo permanente - si legge nella sentenza - che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti... ", questa la sentenza.

Naturalmente le reazioni sono state varie emolteplici.
Il Movimento per la Difesa del Cittadino (che aveva presentato il ricorso), esulta, così come numerosi esponenti PD (chissà cosa ne pensa la Binetti...). Quello che però preoccupa sono le dichiarazioni di quei "difensori della libertà", come Sacconi e Gasparri, che molto probabilmente apriranno una profonda ferita non solo etica ma anche legislativa.
Ricordo infatti che la legge per il Testamento Biologico, già approvata alla Camera ed ora al vaglio del Senato, di fatto è in contrasto con la sentenza del Tar.
Sateremo a vedere.

Saluti

mercoledì 16 settembre 2009

Relitti Velenosi

Il titolo di questo mio intervento, oggi, non si riferisce al Premier o ad una certa politica che, a giudicare da come si stanno mettendo le cose, forse forse ha tufato più di qualche potere forte. I relitti velenosi richiamati, senza alcun riferimento metaforico, sono navi che riposano sui fondali dei nostri mari (ma non solo).
Alcuni di questi cadaveri rugginosi sono stati affondati in maniera del tutto premeditata e dolosa come, per esempio, la motonave russa Cunsky, affondata ad alcune miglia al largo delle coste cosentine e che ora, ad una profondità di circa 500 metri, si scopre contenere un certo numero di fusti ripieni di materiale tossico, forse radioattivo.
Al momento è in corso un'indagine, condotta da Bruno Giordano procuratore di Paola (Cosenza), per indagare sull'affondamento della nava (solo l'ultimo di una lunghissima serie), perchè è ormai cosa nota che dietro al dolo di queste azioni ci sia lo zampino, tanto per cambiare, del Crimine Organizzato. La Camorra e la Mafia traggono enormi profitti con lo smaltimento illegale dei rifiuti, sia che si tratti di normale immondizia sia che si tratti invece di materiali molto più pericolosi. Cito qui alcune navi, riportando integralmente un estratto da questo articolo apparso su Repubblica l'altro giorno: "... nel 1985, durante il viaggio da La Spezia a Lomè (Togo), sparisce la motonave Nikos I, probabilmente tra il Libano e Grecia. Sempre nel 1985 s'inabissa a largo di Ustica la nave tedesca Koraline. Nel 1986 è il turno della Mikigan, partita dal porto di Marina di Carrara e affondata nel Tirreno Calabrese con il suo carico sospetto. Nel 1987 a 20 miglia da Capo Spartivento, in Calabria, naufraga la Rigel. Nel 1989 la motonave maltese Anni affonda a largo di Ravenna in acque internazionali. Nel 1990 è il turno della Jolly Rosso a spiaggiarsi lungo la costa tirrenica in provincia di Cosenza. Nel 1993 la Marco Polo sparisce nel Canale di Sicilia".
Ed ancora: "Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga?". "E il mare? Che ne sarà del mare della zona se l'ammorbiamo?". "Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi che con quelli, il mare andiamo a trovarcelo da un'altra parte...".
Si pensi solo che a partire dal 1987 operava la Odm (Oceanic Disposal Management) di Giorgio Comerio, che si presentava su Internet offrendo i suoi servigi di affondamento su commissione. A quel tempo era già in vigore la Convenzione di Londra, che vietava (e vieta) espressamente lo scarico in mare di rifiuti radioattivi, ma la Odm sosteneva che non si trattava di scarico "in" mare ma "sotto" il mare perché la tecnica proposta consisteva nell'uso di una sorta di siluri d'acciaio di profondità che, grazie al loro peso e alla velocità acquisita durante la discesa, s'inabissano all'interno degli strati argillosi del fondo marino penetrando a una profondità di 40-50 metri.
Questo è il Belpaese.

Saluti


domenica 13 settembre 2009

"Il Grande Sogno" di Michele Placido

So che gli ultimi due interventi fanno apparire Societa' Pensante piu' come un cineforum che un blog social-politico, ma mi e' sempre piaciuta l'idea di usare questo spazio per presentare cose interessanti, e credo che il cinema lo sia.
Dopo le enormi polemiche sorte a Venezia alla presentazione de "Il Grande Sogno" di Michele Placido, ho deciso (cosi' come per Videocracy), di andarmelo a vedere.
L'accusa mossa al film, sostanzialmente, e' stata quella di essere scontato.
Beh, al contrario delle critiche, a me il film e' piaciuto molto e lo ho trovato tutt'altro che banale.
Ad essere sinceri, credo che un film sul '68 non possa che risultare scontato (sotto certi aspetti), perche' ne sono state dette talmente tante e sono stati girati talmente tanti cortometraggi, lungometraggi e documentari sull'argomento, che difficilmente un film, adesso, potrebbe dirci qualche cosa di nuovo.
Tuttavia credo che Michele Placido abbia costruito una bella storia, ambientata in quegli anni: una storia credibile.

Non voglio qui fare un trattato sul sui movimenti che hanno animato quella stagione (Martin Luther King, la Guerra in Vietnam, il movimento studentesco, ecc), ma semplicemente dire questo, e cioe' che Placido ci ha raccontato una storia, seria e contestualizzata, con un inizio ed una fine. E guardate, che il fatto di avere una fine non e' cosi' scontato.
Quanti film di questo genere iniziano con mille buoni propositi e poi terminano senza finire? lasciano quell'amaro in bocca come a dire "bello, e quindi?". Questo non tanto perche' siano pessimi film, credo, ma semplicemente perche' il tema trattato (il '68, appunto), e' un tema scottante, che impone a chi si cimenta con esso di considerare i propri giudizi morali, convinzioni politiche, basi culturali. Troppo spesso, pero', per paura di dare una sterzata troppo brusca ai significati del film, il regista preferisce tenere un profilo basso, lasciando nel dubbio lo spettatore se il '68 sia stato giusto o sbagliato, se abbia vinto o meno, se anche solo ribellarsi sia una strada da perseguire oppure no.
Placido, al contrario, credo abbia tracciato una storia e dei personaggi con dei caratteri ed una morale ben definiti, dei sognatori, dei visionari, a modo loro, che vivono le battute del film fino alla fine, e si confrontano con una realta' (l'Universita', la polizia, la famiglia, le amicizie), con la quale, davvero, chiunque di noi potrebbe trovarsi a dover fare i conti. Le scelte, il sacrificio, la paura, la gioia, la passione, muovono i tre personaggi principali attraverso le vicende di quel particolare momento storico, fino al momento in cui, naturalmente e spontaneamente, tutti e tre arrivano (in tempi e modi differenti), ad un punto in cui le priorita' iniziano a cambiare, vuoi per disillusione, vuoi per intervenuti eventi esterni: e credo che anche questo sia un aspetto, che tocca tutti, prima o poi, nella vita.

Infine un plauso agli attori, Riccardo Scamarcio (che credo si stia togliendo molto bene di dosso quel completo di belloccio un po' scemo, famoso solo per filmetti di serie B), Jasmine Trinca (gia' vista in "La Meglio Gioventu'" di Marco Tullio Giordana), e Luca Argentero.

Saluti

venerdì 11 settembre 2009

Videocracy di Erik Gandini: visto per voi

Mi sembra di essere una rubrica di TrovaCinema, con questo titolo, ma visto quanto emerso nelle ultime settimane a proposito di "Videocracy - L'importante è apparire", la censura di RAI e Mediaset, le contestazioni di attacco al Governo, l'uscita in alcune sale italiane, solo quelle un po' d'essay, insomma, ieri sera sono andato a vedere questo ennesimo scandalo.
Se devo dire la mia, non è stato nulla di eccezionale.
Mi spiego.
Il documentario è e propone quanto promette: uno spaccato inquietante della società italiana, in cui Berlusconi e Mora hanno costruito un impero mediatico, "insegnando" agli italiani cosa sia davvero importante. Berlusconi, il grande leader, è diventato addirittura Presidente del Consiglio ed è in politica da quindici anni: possiede un impero di televisioni, giornali e riviste senza pari, e con questo non solo manovra a suo piacimento le informazioni ma, come detto, impone un modello culturale agli italiani tramite la televisione. Il messaggio? la vita è grigia e noisa, ma la televisione e la notorietà possono renderla colorata, frizzante, sempre allegra. A patto di scendere ad un piccolo compromesso.
Lele Mora, dietro le quinte, è il burattinaio, quello dei "lavori sporchi", il talent scout che cerca e trova i tronisti, le veline, le letterine e chi più ne ha più ne metta. Li raccoglie dalla strada, li scolpisce e plasma, e li lancia nel mondo dei soldi facili. Che poi sia un fedele fascista, questo poco importa. Così come poco importano, in generale, gli orientamenti politici: l'apparire non ha confini.
Il terzo personaggio è Corona, la testa calda quello che, malato di denaro, "fotograferebbe sua madre e sua figlia per i soldi" (così lo descrive Mora).

Questo il documentario.

Che cosa manca? a mio parere un giudizio. Erik Gandini produce una grande raccolta di immagini, di storia e di intrallazzi da gossip, ma non esprime giudizi. Non è, per intendersi, un Michael Moore.
Personalmente sono uscito dalla sala con l'amaro in bocca. Chi ha un minimo di sensibilità e consocenza dei fatti sente un retrogusto di "già sentito". Chi appoggia e crede in questo modello esce rafforzato nelle sue convinzioni.
Certo, forse Gandini non voleva provare a convincere nessuno ma in conclusione, questo film-documentario, è un grande spot in favore di questo stile di vita? chi proverà disprezzo nel guardarlo se non chi, già prima, era completamente estraneo al mondo della televisione?

Un moto d'orgoglio, però, me lo concedo: sono ancora più orgoglioso di essere uno di quegli animali strani senza televisione in casa, senza quel falso compromesso del "ma certo, tutti lo sanno, ma io il Grande Fratello lo guardo solo per ridere", della risata a denti stretti di Striscia la Notizia, dei telegiornali inguardabili perchè non informano. Forse l'unico vero segnale che andrebbe dato è che, in Italia, la televisione ha fallito ed è diventata un'arma di corruzione e plagio.

Saluti

mercoledì 9 settembre 2009

Mozioni PD e dibattito interno

Colgo con positivo stupore la partecipazione al mio ultimo intervento, dove ho raccontato quanto emerso al dibattito alla Festa del PD di Padova con protagonista Piero Fassino, sostenitore della mozione Franceschini.
Nell'essermi espresso sostanzialmente in favore di quanto detto dall'ultimo Segretario DS, ho ricevuto numerosi commenti da parte vostra, ai quali ho cercato di rispondere nella maniera più sincera ed istintiva possibile.
Per arricchire comunque questo scambio di vedute, vi riporto alcuni elementi emersi dai commenti citati prima, perchè penso che sia sempre utile confrontarsi su questi argomenti.

In primis vi segnalo i link riportati da Iazk, sostenitore della mozione Bersani (che potete trovare per intero qui), che si riferiscono ad alcuni interventi alla Festa del PD di Milano di D'Alema, Letta, Bindi e Bersani stesso (http://piazzedemocratiche.ilcannocchiale.it).

In secondo luogo vi riporto i link della mozione Marino e di quella Franceschini, per chi avesse voglia di leggersele.

Infine vorrei riassumere, se ho capito bene, i dubbi emersi dai commenti di Matteo, del Rockpoeta e del Russo, amici di blog che seguo spesso.
Sostanzialmente si accusa il PD (più che un'accusa, forse è un timore), di due cose: il primo è di perdere una vera identità di sinistra; il secondo è di portarsi appresso, come pesi vivi, i teodem come la Binetti.
Il mio punto di vista, in merito, è credo noto a tutti.
Penso che il PD debba necessariamente riallacciare i rapporti con la sinistra, con il mondo dei movimenti e dell'associazionismo, e con i verdi, ma credo anche che questi soggetti, giriamola come vogliamo, si siano tirati più di una zappata sui piedi per forme di purismo identitario. Oggi nessuno di loro siede in Parlamento, questo è il primo dato. Il secondo dato è che, nonostante questo, sono ancora a farsi le pulci in casa su chi sia più di sinistra.
Sinceramente credo che la sinistra abbia sbagliato molto, per esempio, sulle questioni immigrazione e sicurezza. E mi piange il cuore per come sono finiti ideali in cui mi rispecchio e nei quali mi riconosco profondamente.
Quello che, al contrario, non posso evitare di constatare è il risultato elettorale del centro sinistra: quando Prodi si è presentato alle elezioni ha sempre vinto, e questa credo sia la riprova più chiara che, l'Italia, è disposta a dare fiducia ad un'alternativa a Berlusconi (che vince, essenzialmente, perchè ha campo libero attorno a sè, non perchè sia particolarmente bravo). Non solo, è la prova che l'Italia non è (ahimè), un Paese di sinistra (nonostante la grande tradizione del PCI), ma un Paese, fondamentalmente, di centro, magari teso verso il populismo.
Per quanto riguarda invece la questione Teodem, sono abbastanza sicuro che, in un modo o nell'altro, ce li leveremo dalle scatole (spero non sia una pia illusione).

Anche perchè, e questa è la cosa che mi preme più di tutte, o ci diamo una mossa, con grandi sforzi e compromessi, per far partire un'idea di partito, che poi possa essere migliorata in mille e una maniere nel tempo, oppure resteremo sempre al palo, soffocati dai fuochi interni del tutti contro tutti e senza un vero leader in grado di far prevalere una linea politica seria, convincente e, soprattutto, univoca.
Insomma, il PD non è il migliore dei partiti possibili, ma penso sia la nostra uinca speranza, al momento, non solo per battere Berlusconi sui numeri, ma anche (e questo è forse più importante ancora), per batterlo sui programmi e sulle prospettive future.

Infine un commento su Bersani e Marino.
Sinceramente faccio fatica a riconoscermi in Bersani, uomo acclamato a Rimini e vicinissimo a CL. Franceschini avrà i Teodem, ma Bersani ha la Compagnia delle Opere.
Marino? a parole convincente, ma francamente un outsider. Insomma, non voglio criminalizzare la ricchezza culturale, ci mancherebbe (ed è proprio questo il motivo che ci dovrebbe spingere a riallacciare con al sinistra e con i verdi), ma penso sia arrivato il momento, davvero, di fare quadrato attorno ad un'idea di partito, più che ad un'ideologia.

Saluti




domenica 6 settembre 2009

Festa Democratica: Fassino a Padova

Ieri sera, in un sabato scandito dalle discoteche o da qualche partita di calcio, me ne sono andato alla Festa de l'Unità... ehm, scusate, Festa Democratica provinciale di Padova, a mangiarmi un pollo ai ferri con qualche amico. L'obiettivo della serata non era riempirsi lo stomaco delle tradizionali pietanze (quanto divertimento a lavorare come volontario alla Festa de l'Unità), ma il dibattito con Piero Fassino.
Ufficialmente il tema erano le amministrazioni locali proiettate nel futuro, argomento di cui so poco e, se devo dire la mia, anche poco coinvolgente per i non addetti ai lavori. Tuttavia Piero, incalzato anche dalle domande della ragazza che conduceva il dibattito, si è ampiamente espresso sull'attuale Governo Berlusconi, sulla crisi che si sta producendo nel Centro-Destra, sul Congresso del PD di fine Ottobre e sul sogno legato al nuovo partito, il PD appunto.
Al di là dello spessore dell'uomo e del politico, che ho sempre apprezzato, devo dire che sono emersi alcuni interessanti elementi.
Il primo è che il Governo ha in programma più di 40 Grandi Opere, per le quali i progetti in sè sono stai approvati ma è stata stanziata una copertura non superiore al 15% del singolo costo per ciascuna opera. La logica conclusione è che i cantieri non verranno mai aperti, poichè nessuna azienda mondiale si potrebbe accollare il rischio di intraprendere opere, la cui copertura ufficiale prevista ammonta al solo 15% della spesa complessiva.
Il secondo elemento interessante è legato alla crisi che si sta producendo nel centro destra, ed allo smarcamento di molte "anime" del PdL. La radicalizzazione della Lega su certe questioni, il movimento nascosto di correnti più vicine alla sinistra o al centro e l'esprimersi di personalismi (si pensi al Partito del Sud), sono secondo Fassino la riprova che si sta pensando seriamente al dopo Berlusconi, e che il Paese non vede e non percepisce una leadership forte, che spazzi via ogni velleità di "io ce la faccio meglio da solo". Nessuno sa, ovviamente, quando sarà questo "dopo" ma tutti si stanno preparando.
Il terzo elemento di discussione è stata, naturalmente, la crisi economica, per fare fronte alla quale USA, Francia, Germania ed Inghilterra hanno messo in circolo grandi quantità di denaro ed hanno pesantemente investito sulle esportazioni. L'Italia, invece, è ferma al palo, perchè le politiche interne hanno previsto essenzialmente un'iniezione di soldi alle banche, che però non hanno rimesso in circolo la liquidità, ed una chiusura su politiche autocratiche di stampo ottocentesco. Le esportazioni sono state pesantemente penalizzate.
Infine il Congresso del PD e la mozione Franceschini.
Direi che Piero è stato convincente anche su questo tema. Al di là della propaganda, sul fatto che il PD è un sogno nato per guardare al futuro e chiudere con le divisioni del passato (si pensi che nel '96 l'Ulivo era una coalizione di 14 partiti; in Parlamento sedevano 39 partiti in quasi una decina di shieramenti diversi; oggi, grazie al PD ed ai meccanismi che ha innescato, tutto si è ridotto ad un terzo, a discapito forse di qualche personalismo, ma a vantaggio della governabilità), Piero si è espresso con sostanziale appoggio a Franceschini per alcuni motivi: il primo è che Franceschini è segretario da soli 6 mesi, un periodo troppo breve (anche storicamente) per poter valutare un leader; in secondo luogo Franceschini ha preso in mano il PD in un momento molto difficile e secondo Fassino ha comunque lavorato bene (si pensi alla batosta Veltroni, al caso Englaro, alla collocazione del PD in Europa); in terzo luogo il voto a Franceschini sarebbe un segnale di continuità essenziale da dare anche al Paese: cambiare segretario ad ogni singhiozzo non fa bene all'immagine; infine, in occasione dei DICO, la Chiesa aveva inviato un'indicazione molto chiara ai Parlamentari italiani cattolici di votare seocondo i dettami della Fede: i parlamentari cattolici e laici del Centro-sinistra avevano inviato una lettera in tutta risposta, dove affermavano che i dettami della Fede sono per un cattolico le regole morali più alte, nella vita, ma che quando un cattolico ricopre ruoli istituzionali, prima di tutto vengono le ragioni di Stato. Questa lettera l'aveva scritta Franceschini.

Insomma, ho sentito un Fassino motivato e convincente e devo dire, ad essere sincero, che mi ha fatto respirare per quasi un'ora quell'aria di dibattito aperto, schietto e sincero tipico delle Feste de l'Unità.
Unica nota negativa: eravamo davvero pochi, forse un'ottantina di persone.

Saluti

venerdì 4 settembre 2009

Videocracy: 4 Settebre 2009

Ricordo a tutti che oggi esce nelle sale italiane Videocracy, il discusso film-documentario di Erik Gandini, di cui mi ero già brevemente occupato in un mio intervento di qualche giorno fa, ed il cui trailer RAI+Mediaset si sono rifiutati di mandare in onda, poichè giudicato (ovviamente) aggressivo nei confronti del Premier Berlusconi.
Riprendo e rilancio la segnalazione del blog "Parole nel Vento", che ieri indicava le sale romagnole dove potrete vedere il film.
Per quanto riguarda quanti di voi vivono a Padova o provincia, sappiate che da oggi il film sarà proiettato al Cinema Multiastra di Via Tiziano Aspetti, che come tutti sanno è un cinema d'essay.
Buona visione a tutti

Saluti

giovedì 3 settembre 2009

Sei tu Libertà?

Il momento è critico. Un susseguirsi senza precedenti di attacchi plateali e perpetrati alla luce del Sole contro non solo la libertà di stampa, ma contro tutto quanto implichi libertà di pensiero ed opinione, si sta producendo nel nostro Paese. Il mandante è solo uno: Silvio Berlusconi.
Per non creare malintesi, ci tengo a distinguere libertà ed anarchia, e voglio essere chiaro nel ribadire, che debbano esserci regole del gioco chiare ed uguali per tutti, anche nei rapporti e nell'espressione pubblica del pensiero personale.
Detto questo, l'escalation del Presidente del Consiglio, evidentemente terrorizzato e stretto alla corda, ha precedenti forse solo nel Fascismo.
Riassumiano, giusto per lasciare traccia di quanto accaduto.
Il 2 Dicembre 2008 i direttori de La Stampa (Giulio Anselmi) e de Il Corriere della Sera (Paolo Mieli), rilevano il conflitto di interessi dietro la decisione di inasprire l'iva per Sky (forse unico competitor di Mediaset sul digitale). A seguito di questa azione "fuori controllo", viene espresso il primo grande editto di quest'ultima stagione "I direttori di giornali come La Stampa e Il Corriere della Sera dovrebbero cambiare mestiere", commenta Berlusconi.
Il 6 Aprile 2009 Mieli lascia il Corriere ed il 20 Anselmi abbandona la Stampa.
Nel Febbraio di quest'anno Mentana aveva lamentato il negato spazio per raccontare la vicenda di Eluana Englaro: Il Grande Fratello aveva avuto la meglio.
Mentana si critica e perde il posto.
L'escalation procede, e nell'ultimo mese Boffo, direttore de l'Avvenire (un giornale non esattamente comunista), è oggetto di un attacco giornalistico e mediatico, per aver criticato la condotta morale del Premier. Le accuse a suo carico? è Gay, come se questa fosse una delle colpe peggiori, e gettando così benzina sul fuoco incrociato già preoccupante nei confronti delle comunità gey di Roma.
Al fronte inedito contro il Vaticano, si aggiungono quello contro la carta stampata (il semplice e naturale proseguimento di quanto già accaduto), e l'Europa.
Repubblica si becca una denuncia per le famose 10 domande, e proprio ieri anche l'Unità viene citata con una richiesta di risarcimento pari a 2 milioni di euro: dietro all'azione legale c'è evidentemente il tentativo di chiudere la testata.
Berlusconi, tramite i suoi legali (il padovano Ghedini in testa, e questo mi fa vergognare della mia città), fa sapere di voler intraprendere azioni legali anche contro alcune testate giornalistiche.
Considerando che oggi dedicano articoli al nostro Presidente del Consiglio, in ordine sparso, Nouvel Observateur, Le Monde, Liberation, The Indipendent, The Guardian, Reuters, Irish Times, El Pais, El Mundo, La Vanguardia e la Tribune de Geneve, penso che le denunce fioccheranno.
Non soddisfatto, e in completo delirio di onnipotenza, Berlusconi intima anche alla UE di stare zitta e non criticare le politiche di governo rispetto ad informazione ed immigrazione altrimenti, e qui la minaccia, sarà blocco dell'Unione.

Ci vogliamo rendere conto del livello cui siamo arrivati? ci vogliamo svegliare? fino a qualche tempo fa alcuni parlavano di dittatura morbida. Io credo che sia ora di parlare di rischio di dittatura in piena regola.
A me hanno insegnato che la libertà non è una cosa scontata, che ci sarà sempre qualcuno pronto a togliercela. Per la libertà si deve lottare, talvolta combattere e morire, ed il passato ed il presente sono pieni di esempi di questo tipo. Fino a che punto dovremo arrivare, noi italiani, per renderci conto del rischio che ora, seriamente, stiamo correndo? riusciremo a scordare tutto con un bel Reality o questa volta, forse, decideremo di non chiudere gli occhi e di alzare quindi la nostra voce?
Tanto per cominciare il 19 Settembre è stata indetta una manifestazione dalla Federazione Nazionale della Stampa, con l'appoggio di Arci, Anpi, Articolo 21, le Acli e Giustizia e Libertà.
Staremo a vedere.

Saluti

mercoledì 2 settembre 2009

Un piccolo passatempo

Sono le 22.45 e non mi va di parlare di politica e problemi nel mondo. Fuori, qui a Padova, si sentono i rimbombi dei tuoni in lontananza: speriamo che piova, che si scarichi un po' di elettricita' nell'aria, che la terra possa finalmente bere.
Vi lascio solo un paio di foto che ho appena scansionato direttamente da Dia (una delle mie piccole passioni), ed alle quali ho dato qualche piccolo ritocco di luce e contrasto con Photoshop: giusto perche' lo scanner non e' precisissimo e fedele nel riportare in digitale cio' che io vedo in analogico.


Qui le dimensioni non rendono merito al simpatico FreeStyler che si e' lasciato immortalare dalla mia macchina fotografica.
Le foto le potete trovare piu' grandi, assieme ad altre, su FotoCommunity, oppure su Flickr.
Buona visione

Saluti