venerdì 30 settembre 2011

Mafie e lobby di Stato

Dopo un lungo silenzio, dovuto essenzialmente alla nuova personcina con cui condivido il medesimo tetto, torno riportando il sunto di uno scambio di opinioni avvenuto ieri con un paio di colleghi. Si discuteva di crisi politica, di crisi economica, di crisi quasi esistenziale del Paese, su che cosa il Governo non sta facendo e dovrebbe fare per rilanciare un po' l'economia e ridare fiducia ai cittadini prima che ai mercati, e che tipo di influenza hanno sulla situazione attuale i comportamenti "leggeri" cui ormai ci hanno (e ci siamo) abituati negli ultimi vent'anni.
Non poteva non mancare la battuta sul Sud che spende invece che produrre.
Nonostante l'iniziale battuta provocatoria di uno dei due colleghi sul Meridione, devo dire che ho trovato una sponda tutt'altro che stupida e qualunquista, e la discussione sulla Mafia e sulla Camorra si è rapidamente estesa portandoci ad una conclusione. Le Mafie "ufficiali" non sono che la punta visibile (e non legalizzata), si un sistema di malaffare diffusissimo in Italia, senza il quale sembra che il Sistema Stato non sia in grado di avanzare e sostenersi. Le logge massoniche sono una forma di Mafia, le corporazioni sono una forma di Mafia, talune associazioni sono una forma di Mafia, così come (e qui mi troverò sotto il fuoco incrociato dei cecchini), talvolta il Sindacato, la Confidustria, la lobby dei notai, dei commercialisti, dei tassisti e chi più ne ha più ne metta.
In Italia la politica non vuole smantellare questo sistema, perchè la politica stessa è una forma di Mafia (essere inseriti in una lista elettiva bloccata non è una forma di "favore" all'amico dell'amico?), e di essa si nutre. La differenza con Camorra ed 'Ndrangheta? che quelle citate sono legalizzate dal sistema.
La conclusione logica è quindi che dovremmo smetterla di vedere solo il lumicino che ci mostrano, pensando (o illudendoci) che l'arresto dell'ultimo boss possa in un qualche modo bloccare il sistema mafioso in Italia. Le Mafie del Sud fanno affari d'oro al Nord, e vi si sono installate già da diversi decenni (checchè ne dica la Lega), e le Mafie del Nord investono e scaricano rifiuti al Sud. Ma questa, come detto, è solo la faccia illegale e più romanzesca della cosa, perchè in Italia "mafia" significa altro tant'è che quando Falcone e Borsellino hanno iniziato a puntare il dito sulle collusioni mafia-Stato sono stati fatti fuori.
Che cosa aspettarsi allora da questa politica? certo non tutti sono conniventi e non tutti sono sporchi, ma allo stato attuale delle cose possiamo aspettarci che qualcuno dimostri un colpo di reni e di orgoglio e rinneghi (o quanto meno ridimensioni) questo sistema che, come detto, non è solo del Sud, non è solo della Politica ma è anche di molti dei nostri commercialisti, notai, avvocati, ecc, ecc, ecc?

Saluti

domenica 18 settembre 2011

Politica temporale e politica sociale

Questa settimana ho avuto modo di vedere un paio di volte Otto e Mezzo, il programma di Lilli Gruber su La7. A seguire, sempre sullo stesso canale, giovedì ho visto la prima puntata di Piazza Pulita, il nuovo programma di approfondimento politico di e con Corrado Formigli. Sempre questa settimana ho avuto modo di leggere sui quotidiani di Tarantini, di Berlusconi, delle escort, delle deputate che le procacciavano, delle festine, degi intrallazzi, dei ricatti al Premier.
Come cittadino italiano penso di poter dire che ne ho le scatole piene.
Sono anni che, fra beghe giudiziarie e scandali sessuali, ci si occupa solamente di quello che non vorremmo che Berlusconi facesse, invece di dire chiaramente cosa faremmo noi (opposizione o liberi pensatori), al posto suo. Lungi da me l'idea di volerlo difendere, sia ben chiaro, ma davvero l'Opposizione ed i giornalisti non hanno nulla da dire sul come si pensa di uscire dalla crisi se, ipoteticamente, domani dovesse venire meno il Governo? Non ho ancora sentito nessun esponente del PD o di Italia dei Valori dire come dovrebbe cambiare il sistema Stato per evitare che una crisi come quella che stiamo vivendo non si debba ripresentare, o cosa farebbero per dare un lavoro a quel 20% di giovani disoccupati, o come vorrebbero cambiare le regole di "flessibilità del lavoro", che tanti danni ha provocato. Non ho ancora sentito nessuno che, con tono grave e sguardo serio, mi abbia convito di voler stroncare lo strapotere delle lobby e delle caste italiane, che ormai legano le mani a qualsiasi incisiva azione politica tesa ad un cambiamento reale, nonostante sia quello che chiedono, da tempo, le piazze, i movimenti e le forze extra parlamentari.
A onor del vero su L'Infedele di e con Gad Lerner, lunedì scorso ho sentito cose molto interessanti. Patrimoniale, in diverse salse e forme, ICI per la Chiesa, tasse equamente ripartite. Insomma, ho sentito delle proposte. Peccato che non fosse presente alcun big della politica.
Allora, per concludere, mi viene da fare un paragone. Così come io mi sono sempre dichiarato avverso all'istituzione Chiesa, mentre non ho mai provato alcuna antipatia particolare per religione, fede o spiritualità (per quanto io non sia credente), che nulla hanno a che fare con le implicazioni materiali e terrene, o con il potere temporale ed economico, così ora mi trovo ad osteggiare il Parlamento e l'esercizio "temporale" della politica, nonostante provi profonda ammirazione per la politica "spirituale" e sociale, e ne consideri tanto alto il valore e l'utilità. Questa cosa però mi crea profondo rammarico, perchè il Parlamento dovrebbe essere il luogo di esercizio della politica intesa nel suo senso più alto (quasi classico e filosofico), e credo che questo spazio vada riconquistato il prima possibile. Purtroppo, come faceva notare Lilli Gruber qualche sera fa, al momento non vedo grandi statisti che potrebbero incarnare questo spirito, riportandolo negli spazi che gli sono propri.

Saluti

martedì 13 settembre 2011

Firmiamo per il Referendum: aboliamo il Porcellum

Dopo qualche giorno di silenzio, torno a scrivere su questo mio blog, neo padre di una seconda splendida bambina nata alle 2.40 di ieri notte.
E proprio per lei, per noi, per le generazioni presenti e future invito tutti a spargere la voce e ad andare a firmare per il Referendum di iniziativa popolare, che ha come scopo l'abolizione del Porcellum di Calderoli, espressione di un mal governo pesantemente radicato sul nostro territorio e di una casta politica che, ormai, scrive leggi a suo uso e consumo, che le consentano di perpetrare il proprio potere.
Quindi se non siete ancora andati a firmare, correte numerosi e portate con voi più gente possibile. Rimangono ancora circa 170.000 autografi e poi l'iter del Referendum, che ci consentirà di eleggere direttamente i nostri rappresentanti in Parlamento, potrà prendere il via.
Qui un articolo riassuntivo su Repubblica.it, dove sono anche indicati i vari capanelli dove sarà possibile firmare nei prossimi 17 giorni.

Saluti

giovedì 8 settembre 2011

Also sprach Berlusconi (così parlò Berlusconi)

E Berlusconi disse a Lavitola "non tornare in Italia", meglio starsene all'estero vista la magistratura italiana che si ostina a perseguire i lazzaroni. Questa notizia arriva in uno dei momenti più difficili dello Stato italiano, in cui molti degli elettori del centro destra si sono resi conto che Berlusconi & Co non sono quello che hanno detto e promesso negli ultimi quindici anni. Questa notizia arriva a minare ancora più in profondità (se possibile, soprattutto dopo quel "Paese di merda" rivolta all'Italia di qualche giorno fa), la compromessa credibilità nazionale ed internazionale dell'esecutivo.
Ed intanto la manovra segue sempre più il tortuoso percorso della difesa degli indifendibili, con riduzione dei tagli ai benefit dei parlamentari e tassa di lusso sopra i 300.000 euro.
Non si capisce la strategia (non c'è), nè la prospettiva (non c'è), tanto che perfino gli elettori di centro destra si dimenano senza racapezzarsi, ed arrivano ad accusare il PdL di essere di sinistra viste le tasse proposte. A tal punto è arrivato il lavaggio del cervello degli ultimi decenni, che ormai chiunque proponga tasse, indipendentemente dalla fede politica, dal partito o dalla contingenza storica ed economica, diventa irrimediabilmente di sinistra.
La crisi economica mi preoccupa, ma ancora di più mi preccupa come riusciremo a recuperare il deficit sociale e culturale imposto da questa classe politica.

Saluti

mercoledì 7 settembre 2011

Il Governo del Fare: una settimana dopo

Una settimana fa avevo introdotto la situazione in cui giace (perchè di stasi si sta parlando), il cosiddetto Governo del Fare, e dell'assoluta immagine di inaffidabilità che sta fornendo al Mondo esterno.
Oggi, a distanza di una settimane, le cose non sono affatto cambiate, nonostante ci sia stato anche un esplicito richiamo (lunedì sera), del Presidente della Repubblica ad una soluzione rapida e precisa.
Berlusconi & Co stanno ancora spandendo fumo e confusione, giusto per rendere ancora più incerta la manovra finanziaria e, se possibile, instillare un dubbio ancora maggiore nei mercati e negli investitori sulle loro effettive capacità di risollevare il Paese dalla crisi. Ora pare si sia tornati ad una sorta di "contributo solidarietà" per redditi sopra i 300.000 euro e che l'IVA sarà alzata al 21%. Ovviamente nulla di tutto ciò va verso lo sviluppo del Paese.
Inoltre, come in questo blog si è più volte fatto notare, quasi tutte le proposte avanzate dal Governo mirano, direttamente o indirettamente, a far pagare sempre i soliti cittadini dipendenti, privati o statali che siano. Tagliare fondi ai Comuni, costringerà questi ad alzare i biglietti dei tram e degli autobus o a mettere a pagamento i parcheggi scambiatori (come accaduto a Padova). Tassare le società che distribuiscono energia, servirà solo a far alzare le bollette di acqua, gas ed energia elettrica. Insomma, ce ne vogliamo rendere conto?
Senza contare che la crisi viene tranquillamente usata per tagliare i diritti dei lavoratori.
Fossimo in un Paese serio, e si proponesse una sospensione dei contratti nazionali per due o tre anni, potrei anche starci. Ma con questo Governo e questi sindacati davvero non ci credo, e che pure quei poveracci dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato possano essere bellamente licenziati mi spaventa assai.
Che sicurezza e tranquillità sociale sta trasmettendo il Governo? Che certezze a noi e ai nostri figli per il futuro? nessuno.
Mi spiace, ma secondo me con questa gente non ne veniamo fuori, soprattutto finchè l'intento sarà non scontentare gli amici degli amici ed i soliti noti, a discapito dei più.

Saluti

giovedì 1 settembre 2011

Il Governo del Fare

A quanto pare il Governo del Fare, che non mette le mani nelle tasche degli italiani, non riesce a venire fuori dall'empasse sulla manovra fiscale. Una prima manovra a Giugno/Luglio, poi una seconda, poi una terza, poi chissà, e tutto solo perchè l'Unione Europea ha mandato una lettera a Berlusconi, sottolineando la necessità di modificare quanto già deciso, perchè con quelle poche cose l'Italia non si sarebbe salvata di certo. Ecco il punto, tutto a causa (o grazie), ad un monito ufficiale della tanto odiata Europa, senza la quale ora saremmo messi ancora peggio: se non altro ora è sotto gli occhi di tutti cosa il Governo non è in grado di fare.
Ad ogni modo è evidente che il Governo del Fare non ne verrà fuori, chiuso fra i fuochi incrociati delle lobby e di quelli che non ne vogliono sapere di pagare di più. Quindi via il Contributo di Solidarietà (rimettiamolo, al 5%-10%, sopra i 90.000€), più tagli ad enti locali (che dovranno aumentare il costo dei servizi per stare a galla, e quindi pagheremo noi), Robin tax sulle società che fanno servizio energia (che aumenteranno il prezzo di corrente e gas, e quindi pagheremo noi), tagli alle pensioni (forse sì o forse no). Un marasma in cui, di battuta in battuta, si scopre che dal condono fiscale del 2003 (targato Berlusconi), tantissimi evasori non hanno pagato il dovuto, si scopre che l'evasione fiscale, se efficacemente affrontata, potrebbe rendere parecchi miliardi di euro, si scopre che, forse, tassare le transazioni finanziare (vi ricordate la Tobin tax?!?), non sarebbe sbagliato.
Intanto però nessuno decide, perchè nessuno ha il coraggio di attaccare i veri poteri forti (fra cui l'impero del Cavaliere, o i tassisti romani, SIC!), per non perdere voti (quali?!? quelli della gente o quelli delle lobby?), alle prossime vicinissime elezioni.
Ed intanto l'Italia si avvia a fare la fine della Grecia.

Saluti