sabato 28 aprile 2012

La Memoria contro Franco Freda non si cancella

Solo dopo le polemiche c'è stata la retromarcia del Sindaco di Roma Alemanno (noto esponente della Destra Sociale), sulla concessione data alle edizione AR di Franco Freda, a presentare un libro su Nietzsche presso la Sala del Carroccio, in Campidoglio. Uno sdoganamento istituzionale bello e buono quello che era stato dato a Freda (che avrebbe partecipato personalmente all'evento), condannato a 15 anni per 21 attentati e ritenuto dalla Cassazione una delle mani armate di Piazza Fontana. Evidentemente il Sindaco di Roma, che si è nascosto dietro l'ormai consueto "non sapevo" (quante volte, ahimè, in questi anni abbiamo dovuto sentire questa scusa nei campi più disparati), sperava che la cosa passasse in sordina, ma così non è stato. E sono altresì certo che certi qualunquisti avranno da obiettare "ma dopo tutto 'sto tempo". Assolutamente sì, ribadisco. Non importa se passa un mese o un secolo, certe cose non vanno dimenticate e certe persone devono essere segnate dalle loro azioni a vita, restando ammonimenti viventi anche per le generazioni future.

Saluti

venerdì 27 aprile 2012

L'Oceano della Volta: Seconda Parte

Questo il secondo contributo sul muro completato ormai un mesetto fa nel mio quartiere Voltabarozzo, a Padova.


Saluti

martedì 24 aprile 2012

E questi governano l'Italia

Le intercettazioni di quelle quattro zoccole, che frequentavano Berlusconi ed i suoi dannati Bunga Bunga... mi fanno schifo... mi fanno venire una gran voglia di scendere in piazza con il forcone... e che io sono pacifista... sapete quella sensazione di essere preso per il culo da quattro mangia pane a tradimento, con la puzzetta sotto al naso, che ogni due parole mettono in mezzo un termine inglese storpiato o italianizzato per fare più figo... insomma, sono davvero incazzato, e spero che tutto 'sto schifo venga ripulito, se necessario anche da una sommossa popolare. La cosa che mi da più fastidio? è che 'ste persone accedono a possibilità che non meritano, usano soldi che non hanno guadagnato, calpestano un suolo che non meritano.
Minetti, Olgettine, Silvio, Fede, Lele & Co andatevene affanculo!!!!!
Non penso di dovermi scusare per lo sfogo.
Un cittadino schifato.

Saluti

lunedì 23 aprile 2012

Hollande-Zarkozy: 1-0

La Francia sembra virare a sinistra, dopo la tragicomica avventura quinquennale di Zarkozy, un po' come l'Italia ha deciso di chiudere la brutta storia (ahimè vent'ennale), di Berlusconi e (forse?!?) della Lega Nord.
Al di là della mia personalissima posizione, tuttavia, quello che rilevo e mi preoccupa è la cosiddetta "risposta dei mercati". Hollande vince il primo turno, quindi dovrà giocarsi ancora i ballottaggi, ma nonostante questo già i mercati rispondono a sassate, lo spread vola e le borse europeee bruciano diverse decine di miliardi in un sol giorno. Non so se questo accadesse anche dieci o venti anni fa, ma oggi trovo intollerabile questo sistema, che punisce pesantemente la democrazia e la libertà di qualsiasi cittadino di votare per chi ritiene più opportuno. Non possiamo permetterci di votare il candidato sgradito ai mercati, perchè altrimenti rischiamo ritorsioni, che i nostri stipendi e le nostre pensioni vengano tagliati, che le misure di austerità aumentino per far tornare i conti, che il numero di disoccupati e di cassa integrati salga vertiginosamente.
La Grecia è stata affossata, in maniera direi assolutamente poco solidale, da accordi europei dettati dall'opportunità dei mercati, e per quanto fosse necessario del rigore verso quella Grecia, che ha mentito sui suoi conti, non trovo corrette le modalità. Analogamente la Spagna rischia, noi siamo ad un passo dal precipizio, l'Irlanda forse è salva per un po', il Portogallo direi di no mentre la Francia stessa rischia pesantemente.
La cosa più irritante in tutto questo? la posizione dei soliti disfattisti che vorrebbero abbattare il sistema e ripartire dalle comuni, invece che tentare di riformarlo. Molte delle posizioni dei vari Beppe Grillo, per intendersi, sono assolutamente impraticabili, sono solo uno sparo alzo zero verso qualsiasi cosa faccia oggi notizia. Perchè uscire dall'euro? perchè smantellare il sistema Europa? non capisco. Invece che fare fronte comune contro questo sistema (che molti politici hanno contribuito a creare), genuflesso verso la finanza, pensiamo a distruggere e smontare.
Sarà la via giusta?

Saluti

domenica 15 aprile 2012

L'Oceano della Volta: Parte Prima

In questa domenica uggiosa ed umidiccia, con le solite questioni politiche ed economiche, che sembrano non avere mai fine, in un continuo ripetersi ed inseguirsi di scandali e difficoltà, vorrei iniziare a raccontare una storia. Questa storia riguarda un muro, come tanti se ne vedono in giro per le nostre città, grigio e decadente, che circonda il campetto da calcio della parrocchia, qui nel mio quarterie Voltabarozzo, a Padova. A Gennaio, stanco di passare davanti a questo accozzaglia di mattoni ed intonaco, sono andato a parlare con il parroco per chiedere l'utilizzo del muro e poter fare dei graffiti. L'iniziale scetticismo del prete si è trasformato in uno scetticismo finale un po' meno marcato, dopo che gli ho mostrato alcuni bozzetti e lavori, anche se lui e la perpetua avevano un'idea del tutto diversa: avrebbero preferito immagini dal Libro della Jungla, per gli scout. Ad ogni modo, alla fine mi hanno concesso carta bianca (piuttosto che lasciare il muro lì, grigio, avranno pensato che sarebbe stata comunque meglio qualsiasi cosa ci avessi disegnato su). A Gennaio ho disegnato il mio "Sogno di un Inverno nel mezzo della Crisi", che trovate su un post di quel periodo.
Questo mese, invece, ho terminato il muro (nel complesso circa quaranta metri per un'altezza di, a occhio, due metri e sessanta), con un'ambientazione marina.
Quello che più mi è piaciuto dell'avventura, durata nel complesso quattro giorni (solo per quest'ultimo pezzo e fondo bianco escluso), è stato il contatto con la gente che, incuriosita dall'attività, si è fermata numerosa per osservare, complimentarsi o dare consigli. Non solo residenti, che mediamente si distinguevano dagli altri per frasi del tipo "Finalmente quando aprirò le finestre non vedrò più questo muro grigio", ma anche gente del tutto estranea che, passandomi davanti (o sarebbe meglio dire alle spalle, visto che davo la schiena alla strada), accostavano con la macchina e scendevano per curiosare.
Insomma, una grande soddisfazione, che mi ha dimostrato (non che ce ne fosse bisogno), come la gente sia più matura delle istituzioni. Che difficoltà sarebbe stato ottenere i permessi per un muro comunale.
Qui e nei prossimi post, per concludere, vorrei lasciare qualche foto del pezzo.

Saluti


lunedì 9 aprile 2012

La Farsa della Seconda Repubblica

Tangentopoli decreto' la fine della Prima Repubblica, quella partitocratica e statalista che aveva determinato (secondo alcuni), il declino morale ed economico del Paese. Ma Tangentopoli, come effetto collaterale non indifferente, consenti' la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la sua ascesa al potere. Quella che si sarebbe dovuta distinguere dalla Prima Repubblica, per modi e contenuti, si rivelo' una delle creature piu' buie del secondo dopoguerra italiano. La completa perdita di senso dello stato, l'assoluto menefreghismo nei confronti di qualsivoglia regola del vivere sociale, il lassismo del mondo politico sulle note dei bunga bunga, hanno determinato, negli ultimi vent'anni, un pesante declino non solo ideologico ma anche e soprattutto sociale ed istituzionale nel Paese.
Poi e' arrivata la crisi, cui ci siamo dimostrati particolarmente vulnerabili anche per la tabula rasa politica che e' stata pianificata negli ultimi decenni, ed assieme ai problemi che tutti conosciamo, essa ha forse avuto o, per meglio dire, avra' l'importante effetto collaterale di spazzare via la Seconda Repubblica. Prima la totale sfiducia del Popolo nei partiti, poi le dimissioni di Berlusconi e la sua, speriamo duratura, uscita di scena, a seguire lo scandalo Lusi-Margherita ed ora la Lega. Insomma, un terremoto partitico a danno di quelle figure e personalita', che pensavano di poter trasformare impunemente le regole del gioco a loro escusivo vantaggio, in una cinica partita unilaterale al massacro sociale, condita da fastidioso disinteresse verso chi, come me e molti altri, si dovevano barcamenare ogni giorno fra iniquita' ed ipocrisie.
Beh, cara Seconda Repubblica, a mai piu' rivederci. L'unico rammarico e' che per ricostruire qualche cosa di significativo, ci vorranno diversi anni.

Saluti

mercoledì 4 aprile 2012

Politica, Democrazia partecipativa e crisi dei partiti

Prima Lusi e la Margherita, ora la Lega. Antecedenti a loro innumerevoli altri esempi. Coloro i quali, negli ultimi vent'anni, hanno sistematicamente e metodicamente demolito il sistema partitico e politico italiano, staranno festeggiando, anche se ho idea che la festa, per questi signori, sia finita. Ci hanno riempito la testa con discorsi sulla "morte delle ideologie" e la fine dei partiti, ma non sono nè le ideologie nè i partiti politici (ultimi anelli e rappresentanti materiali di un sistema ideologico), ad aver fallito e ad essere stati sommersi dal disappunto popolare, bensì le persone che hanno gestito in malo modo questi aspetti della vita civile (lo sono sia l'ideologia politica che i partiti). Purtroppo serviranno generazioni (temo) per ricostruire ciò che queste persone hanno distrutto per puro e semplice interesse personale, e per cambiare le regole di cui molti hanno approfittato contribuendo a condurci al punto in cui siamo. La crisi stessa è figlia, in parte, di questi comportamenti dato che chi era stato chiamato ad amministrare e gestire il nostro presente e a gettare le basi per il nostro futuro, aveva in mente solo una cosa: il proprio portafoglio. Ed in tutto questo marasma non aiutano coloro che pongono come unica soluzione alla crisi della polotica l'abbandono dei partiti, il loro annientamento, il ritorno ad una democrazia partecipativa. Su questi temi, lo dico chiaramente, non sono mai stato troppo d'accordo con i movimenti degli Indignados e di Occupy Wall Street, per non parlare di Beppe Grillo che non ha mai raccolto le mie simpatie. Ragionamenti come questi, secondo me, non stanno in piedi per il semplice fatto che necessitiamo di rappresentanti. Il tema è, semmai, come sceglierli, come giudicarli, come limitarne i poteri, non è di certo eliminarli come figure rappresentative e sostituirli con una piazza costituita da sessanta milioni di cittadini, dove si decide e si vota per alzata di mano.
Ribadisco quindi che trovo sbagliato far cadere le colpe degli uomini sul concetto di partito politico e di politica, essendo questa la massima rappresentazione del convivere sociale. Facciamo politica anche pagando lo scontrino, non dimentichiamocelo, e quindi la nostra quotidianità stessa è una "democrazia partecipativa".

Saluti