domenica 27 maggio 2012

La Crisi e le Soluzioni tedesche per uscirne

Come sanno tutti quelli che mi seguono, io sono un grande amante della cultura tedesca. Ho studiato la lingua, ho vissuto quasi due anni in Germani per motivi di studio, trovo che il loro senso per la Cosa Pubblica e per l'Ambiente siano encomiabili. Ma il modo di affrontare la crisi economico finanziaria, scusate, lo trovo alquanto discutibile. Certo, non si tratta delle soluzioni "dei tedeschi" ma della Cancelliera e del Governo tedesco attualmente in carica, ben inteso, ciononostante non capisco la miopia con cui si continuano a proporre misure dominate da tagli alla pubblica amministrazione, privatizzazioni e austerità, quando alle nostre spalle proprio certi tedeschi, grazie alle svendite di fine stagione che gli Stati sovrani stanno facendo (Grecia in primis), fanno affari d'oro. Sono felice della vittoria di Hollande in Francia, proprio perché spero che finalmente la Merkel non trovi più terreno fertile per le sue strategie, e si dovrà così davvero iniziare a pensare l'uscita dalla crisi in termini comunitari e, soprattutto, di investimenti per la crescita. Questo ultimo aspetto non compare mai nei programmi tedeschi: non sarà che, con la crescita dei singoli Stati, temono forse la fine dei saldi di fine stagione?

Saluti

domenica 20 maggio 2012

Il Senso di Inquietudine quando la Terra trema

Questa notte, a Padova, i muri hanno ballato al ritmo della Terra. Si è trattato solo della eco di quello che si è scatenato nel ferrarese, dove ci sono stati danni e tre morti, tutti operai (due italiani ed un marocchino), ma è stato sufficiente a trasmettere un forte senso di inquietudine ed impotenza. Posso solo immaginare cosa significhi esserci davvero dentro, con le case che crollano, i palazzi che si sgretolano, le strade che si spaccano, le vite che finiscono, ed ancora più triste è quindi realizzare come, nel caso de l'Aquila, le Istituzioni ed il Governo siano stati così poco vicini alla gente. Non dico materialmente, anche se ridare loro rapidamente un tetto sarebbe stato un bel gesto, ma anche e soprattutto psicologicamente. Credo che nulla sia più sconfortante, oltre alla constatazione di aver perso tutto, la sensazione di essere dimenticati, il sentirsi soli in un momento così pesante e drammatico. 
Questa notte ho capito che lo Stato, per lo meno negli ultimi quindici anni, ha perso numerose occasioni per essere vicino alla gente, e forse la crisi di valori che viviamo ha radici anche in questi comportamenti.

Saluti

sabato 5 maggio 2012