martedì 12 maggio 2015

Salvini e l'Immigrazione

Ieri sera ho ascoltato Salvini a Piazza Pulita. Il Segretario leghista è ormai un animale da palcoscenico, snocciola battute e dati con estrema nonchalance, risponde alle domande senza veramente rispondere, accusa chi discrima per il colore della pelle di essere "antico, demente", sostiene che bisognerebbe risolvere i problemi dell'Africa in Africa e non pensare di travasare 200.000 milioni di persone in Italia, perchè semplicemente non c'è spazio. Commentando con mia moglie ho osservato come la destra abbia ormai fatto sue alcune tematiche la sinistra ha sempre portato avanti, e che si è ingenuamente lasciata soffiare, e come davvero sembra che talvolta i ruoli si siano invertiti. Poi la domanda trabocchetto: come possiamo pensare che gli Stati Europei accettino una ripartizione obbligatoria delle quote di immigrati se nemmeno le Regioni Italiane dimostrano solidarietà le une con le altre? nella sola Pozzallo ci sono diverse volte gli immigrati di tutte le regioni del nord messe assieme, come si giustifica questo? la perdita di senso dello Stato e di Solidarietà? A quel punto Salvini (e dopo di lui il più schietto Fedriga, capogruppo Lega Nord alla Camera), si è lanciato in un ragionamento che ha svelato il mistero. La Lega (e la Destra in genere) non ha fatto sue istanze della sinistra, le sta semplicemente usando come un lenzuolo per raccogliere voti, ma alla fin fine la natura intrinseca non è cambiata: la Lega vuole nascondere la testa sotto la sabbia, vuole ripulire il proprio giardino fregandosene di quello degli altri (se poi sono terroni...), non vuole saperne di trovare una soluzione al problema. La questione di andare in Africa a "offrire aiuto", in realtà, si traduce in un bombardamento dei barconi (vuoti?!?), perchè sappiamo bene che le questioni africane sono più complicate e di più vecchia data di quanto Salvini (o la Meloni) vorrebbero dare a bere. Senza ovviamente nascondere le pesanti responsabilità di una politica occidentale fallimentare (non ultima quella della States), che hanno alimentato miseria, guerre e povertà. Ad ogni modo, alla fine della serata ho tirato un sospiro di sollievo: esiste ancora una differenza fra destra e sinistra. Quest'ultima, in particolare, dovrebbe renderse conto con maggior orgoglio e non scadere nell' "accogliamoli tutti" che è semplicemente impraticabile, ma proponendo politiche serie di integrazione e, se del caso, rimpatrio. Imparando, in questo, un po' di più dai fratelli siciliani.

Saluti