Sito denuclearizzato

mercoledì 30 settembre 2009

L'Uomo Pubblicità

Per concludere il mio ragionamento di ieri, a cena sono uscito con un amico, con il quale commentavo la situazione dell'Italia. Gli raccontavo che sto leggendo "No Logo" di Naomi Klein... o meglio, ci sto riprovando.
Sì, perchè ci ho già provato in passato tre volte, ed in ogni occasione non sono andato oltre pagina 20. Questa volta mi sono imposto di superare lo scoglio di queste prime noiosissime facciate, e devo dire che ora il libro ha ingranato molto bene.
Ad ogni modo, nella descrizione della Klein di come si sia diffuso ed imposto il Logo, il branding, negli ultimi 15-20 anni, riscopro una metodica utilizzata evidentemente da Berlusconi. Il Premier, a parer mio, si pone come branding di sè stesso.
Il concetto è il seguente: originariamente, il Logo era un qualche cosa di contorno al prodotto venduto. Si trattava di un simbolo di riconoscimento, ma nulla più. Negli ultimi decenni, invece, la tendenza è sempre più stata quella di trasformare un semplice simbolo in uno stile di vita, in un modo d'essere. Il Logo, quindi, è diventato un'essenza che ci pervade ogni qual volta indossiamo un capo d'abbigliamento o compriamo un'auto o un profumo. Non si tratta più di vestire firmati, ma di essere noi stessi la firma. Tutto questo si è perpetrato con sponsorizzazioni sempre più spietate, al punto che alcune Brand hanno acquistato intere strade o eretto piccole città quale simbolo vivente del loro nome.
A ben guardare, Berlusconi ha sempre fatto e sta facendo la stessa identica cosa.
Si pubblicizza, ed in questo ci ha imposto uno stile di vita (il Berlusconismo), che trascende le regole tradizionali del gioco democratico. Le stira, le svilisce, le stupra e, spesso e volentieri, le modella a suo bisogno. Il Governo non è più un'Istituzione ma un Brand, dove i Ministri parlano in un certo modo (spesso barbaro) e di cui il Premier è l'Uomo Immagine, il Logo per l'appunto.
Questo Berlusconi lo sa benissimo, ci sguazza, d'altronde è uomo di televisione e ha sempre venduto solamente immagine, nulla più. Il problema grosso, a mio avviso, è che le regole del gioco sono state talmente stravolte, che l'opposizione è completamente spiazzata ma anche un eventuale successore di Berlusconi (penso a Fini, per esempio), si troverebbe malissimo, perchè sarebbe costretto a dare nuovamente un'immagine della politica grigia e noiosa (questo all'occhio dell'italiano medio), quando invece con Berlusconi era un gioco, uno scoppiettante fuoco d'artificio ogni giorno, fra gaffe (meditate e studiate a tavolino, ne sono convinto), gossip, soldi, potere e belle donne.
Ovviamente, come già accennavo ieri, in tutto questo non c'è spazio nè per la morale, nè per l'etica, nè tato meno per il confronto democratico o per il giudizio.
E ben lo sanno, ultimo capitolo della solita saga, AnnoZero, Ballarò, Report e la Dandini.

Saluti

martedì 29 settembre 2009

Scudo fiscale scudo del Crimine

Anche oggi è andata in scena il solito capitolo di propaganda populista del Cavaliere. Quale momento migliore per consegnare altri 400 alloggi se non il giorno del proprio compleanno? il massimo dello spettacolo e dell'audiance per un uomo, che della messa in scena ha fatto la sua filosofia di vita. Certo lui può. Può dare quello che gli altri chiedono, e può togliere ciò che non gli piace; può decidere l'ascesa di un nome ed il declino di un altro; lui può, perchè ha imposto il suo modo di intendere e vedere le cose: ora e subito, del futuro non preoccupiamocene. Il medesimo segnale trasmesso ogni giorno da centinaia di emittenti televisive, ventiquattr'ore su ventiquattro. Belle donne, successo, soldi, auto e cellulari, yacht e discoteche: tutto e subito, perchè se ce l'ha fatta uno come lui, che era un Signor Nessuno, chiunque di noi può avere la sua occasione ed i suoi cinque minuti di gloria.
E così i terremotati non sono un problema, bensì una televendita; la crisi non esiste e per dimostrarlo invita ad andare al mare ed in vacanza; le leggi, le regole, lo Stato stesso sono legacci, lacci e lacciuoli (come dice lui), che andrebbero tagliati. Così come andrebbe tagliato il potere di giudicare della Magistratura.
Lui è pronto a dare, ma non a rendere conto.
Chiedete e vi sarà dato, se stiamo parlando di beni materiali, ma guai a chiedere di morale ed etica: cose troppo complicate che disturbano, distraggono dal turbinìo di colori che scoppietta attorno alla sua persona. Ed anche il linguaggio è studiato e calibrato sul target (ormai non siamo più elettori ma un target da raggiungere, come con la pubblicità): è il linguaggio della gente comune, che si esprime come Bossi o Brunetta.
E mentre tutto questo circo mediatico va in scena, in Parlamento stanno mettendo la fiducia sullo scudo fiscale all'evasione ed ai capitali esteri.
La GdF stima che rientreranno circa 300 miliardi di euro.
Mi chiedo: apparterranno tutti a poveri e piccoli risparmiatori, che per evitare un fisco ed uno Stato vampiro, hanno deciso di affidarsi a banche straniere?

Ma tanto a noi che ce ne frega? tutto e subito, questo è quel che conta, al resto ci pensa lui. E se si tratta di contravvenire a qualche piccola regola o legge, poco male: in un batter di ciglia e con un paio di colpetti di tacco si risolverà anche quella.

Saluti

lunedì 28 settembre 2009

La mattanza dei delfini: The Cove

Dopo "The Age of Stupid", vorrei portare alla vostra attenzione un altro film-documentario di cui sono venuto a sapere casualmente tramite l'Espresso.
Si tratta di "The Cove", un documentario girato in gran segreto da Rick O'Barrey, lo storico addestratore del delfino Flipper ed ora pluri arrestato attivista di GreenPaece, che ha fatto della libertà di questi simpatici mammiferi la sua missione.
Il documentario testimonia la mattanza di migliaia di delfini, che ogni anno si svolge in alcune baie nascoste della costa giapponese e rese off limits dai "prescatori" (le virgolette sono d'obbligo), con tanto di blocchi stradali, controllo delle autovetture sospette e filo spinato.
La strage di delfini viene perpetrata da circa 400 anni, senza che alcuno, in Giappone, ne sapesse nulla (stento a crederlo).
Come procedono i pescatori? Decine di barche si radunano nei pressi della costa, ed i pescatori iniziano a percuotere le chiglie con bastoni e remi. Il rumore prodotto si propaga in acqua, risultando talmente insopportabile e doloroso per i delfini, che questi cercano la fuga nell'unica via libera lasciata dai loro assassini: verso la riva. Chiusi così in un recinto di reti, i migliori delfini vengono selezionati da veterinari ed esperti e venduti al mercato dei parchi acquatici (un delfino può valere anche 150 mila euro), mentre il resto viene trucidato senza troppi convenevoli. Tutto, di questi mammiferi, viene utilizzato: dalla carne (che spesso viene venduta come sostituto della balena), alle pinne, alle ossa.
Qui trovate il link al sito del documentario.


Saluti

domenica 27 settembre 2009

Europa Unita

Io e mia moglie siamo appena tornati da un fine settimana a Parigi.
Io sono italiano, lei polacca, e nostra figlia, che nascerà il prossimo 10 Gennaio, avrà alle spalle due culture completamente differenti per crescere, arricchirsi e divenire cittadina del mondo.
Ci siamo conosciuti durante l'anno Erasmus in Germania, a Stuttgart, nel 2002-2003, anche se poi, a fasi alterne, ci siamo persi di vista e ritrovati fino al 2006, anno in cui è iniziata la nostra relazione. Io mi trovavo a Liverpool per lavoro, ci sono rimasto quasi un anno, ed abbiamo iniziato a frequentarci nei week end... non ho mai volato così tanto come quell'anno. Inizialmente parlavamo solo in tedesco, poi lei ha studiato un po' di italiano (con esiti sorprendenti, devo dire), e si è trasferita in questo strano Paese nel Settembre 2007. Ora stiamo per diventare genitori.
Perchè vi faccio questo romantico riassunto della nostra vita insieme? Perchè siamo figli di un'esperienza che, a parer mio, andrebbe resa quasi obbligatoria nelle università e, magari, nelle scuole superiori: l'esperienza di vita rappresentata da un anno investito (alcuni usano il termine speso, ma lo trovo svilente), all'estero per motivi di studio.
A Parigi, quest'anno, siamo riusciti ad organizzare per la quarta volta di seguito un incontro dei ragazzi che erano in Erasmus con noi a Stuttgart. Il primo anno, nel 2006, ci siamo incontrati tutti nella città che ci ha regalato tanto (Stuttgart, appunto), poi a seguire abbiamo ripetuto l'esperienza nel 2007 (Budapest), nel 2008 (Barcelona), e quest'anno (Parigi). Per l'anno prossimo siamo già tutti d'accordo che ci incontreremo a Praga. Ogni volta si muovono non meno di venti persone, da 10-11 differenti Paesi europei, tutte impegnate in attività ed esperienze completamente differenti, ma unite da un unico comun denominatore, rappresentato da quei dodici mesi scarsi trascorsi assieme.
Ecco cosa dovrebbe essere, secondo noi, l'Europa Unita: un insieme di persone legate assieme da molto più che qualche accordo economico. Popoli diversi che però condividono destini comuni (e non vuol essere retorica, lungi da me). Credo, in effetti, che se Barroso, Sarkozy o Berlusconi avessero amici stretti in Inghilterra, nella Repubblica Ceca o in Portogallo, ci penserebbero due volte prima di inventarsi qualche nuova norma svilente per quei Paesi, non credete?
Va bene, scusate la parentesi "personale", ma mi andava di condividere con voi questa cosa, per spiegare quello che penso debba essere il senso di questa nostra Europa, divisa a causa di troppe persone ancora convinte, che il proprio orticello vada difeso da un alto muro di cinta.

Saluti

venerdì 25 settembre 2009

Prospettive future: The Age of Stupid

Mentre a Pittsburgh prende il via il G20, con la solita sfilza di buoni propositi, nelle sale di 45 Paesi del mondo e a partire dal 22 Settembre viene proiettato "The Age of Stupid", un film documentario prodotto da GreenPeace, di cui qui trovate un link interessante sul sito di PeaceReporter. Il film tratta essenzialmente di un potenziale disastro ambientale annuciato, scaturito dalla situazione attuale di inquinamento ed abuso delle risorse energetiche.
Qual'è il succo della questione? di qualche giorno fa le uscite di Ban Ki Moon (Segretario Generale ONU) e Barak Obama sul fatto che, ormai, il Pianeta si sta avviando verso una fase di non ritorno per quanto riguarda l'inquinamento e che, peggio ancora, se continuiamo così dovremo aspettarci catastrofi apocalittiche stile Hollywood.
Lasciando da parte i "Ve l'avevamo detto", dato che sono almeno 10-15 anni che si sentono queste cose, mi pare che le premesse al G20 siano migliori di altri anni. Il disarmo nucleare, una Terra più Verde, forme di regolamentazione di quel sistema che ha prodotto il tracollo finanziario ed economico dell'ultimo anno (per il quale, lo ribadisco, non ho visto teste importanti cadere).
Lo so, sono il solito ingenuo, ma che ci posso fare? ogni anno i soliti propositi: la mia speranza è che per la legge dei grandi numeri, una volta almeno qualche cosa venga davvero deciso.
Ritornando a The Age of Stupid, trovo molto interessante il fatto che questo film-documentario sia stato programmato nelle sale (mi piacerebbe sapere quante e quali hanno accetato di proiettarlo, perchè a Padova non ne ho trovato traccia), proprio in occasione del G20, per tentare di spronare i Governi a torvare soluzioni rapide che, essenzialmente, si possono riassumere in cambiamenti radicali delle nostre abitudini quotidiane.
Alcuni esempi? facciamo andare i nostri figli a scuola in bici anche se fa un po' troppo freddo o un po' troppo caldo, invece che muovere la macchina? proviamo a chiudere l'acqua quando insaponiamo i piatti? torniamo ad abituarci a non usare il condizionamento selvaggio come facevano, anno più anno meno, fino ad una ventina di anni fa? ora sembra che senza tutte queste comodità non si possa sopravvivere, ma che ne dite di parlare con i nostri genitori e nonni, e chiedere loro come sono sopravvissuti?
A proposito di sopravvissuti, l'inizio di The Age of Stupid recita più o meno così: "Anno 2055, in una base in mezzo al mare artico che conserva tutta la conoscenza umana, un sopravvissuto al disastro ambientale che ha sconvolto la Terra si chiede costernato: "Potevamo salvarci e non l'abbiamo fatto, in che stato mentale ci trovavamo?"
Già, in che stato mentale di troviamo?

Saluti

giovedì 24 settembre 2009

Condoni, Amnistie, Sanatorie e Scudi: armi del potere

Il susseguirsi di azioni volte a salvare i facinorosi e gli evasori è incalzante come una rullata di tamburo in un pezzo metal.
Non bastavano le scandalose leggi "ad personam", che ormai così poco scalpore sollevano se non all'estero, dove non si sono ancora del tutto assuefatti all'anomalia italiana, ora (ma non è cosa nuova), ci si mettono anche i Ministri della Repubblica con scudi, amnistie e condoni creati a bell'apposta per salvare i ladri. Perchè questo è l'obiettivo, e credo che sia stupido girarci attorno.
Uno scudo fiscale per permettere ai soliti noti di riportare in Italia i loro tesori dall'estero, viene mascherata da norma necessaria per riportare nel nostro Paese un po' di liquido, un po' di linfa vitale. Ovviamente si omette di sottolinerare come, in questa maniera, si agevolino coloro i quali avevano scelto di salvare i loro soldi all'estero, per evitare le tasse italiane o per nascondere i modi illeciti con cui erano stati guadagnati.
Ora Giulio Tremonti, Ministro dell'Economia, di concerto con Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, pretenderebbero di estendere lo scudo fiscale anche ai reati finanziari, fra cui il Falso in Bilancio.
Al di là della polemica politica, anche l'ANM si è espressa in maniera molto dura contro questo provvedimento, poichè, se dovesse passare sotto le mentite spoglie del DL Anti-Crisi, la certezza della pena contro reati finanziari sarebbe un ricordo (già adesso è quasi un miraggio).
Naturalmente le repliche del Governo sono state stizzite ed irritate, poichè qualcuno osa alzare la voce contro il suo operato.
Alfano ha affermato: "...Fanno resistenza al cambiamento dello status quo, ogni volta che proponiamo una riforma ci viene detto che in realtà vogliamo riformare i giudici. Ci sono resistenze corporative ma questo governo e questa maggioranza ce la possono fare".
Povero Angelino, sembrerebbe quasi convinto di fare del bene, anche se nelle sue parole si legge fra le righe "mettetevela via, perchè tanto noi continueremo imperterriti a farci i cazzi nostri e voi non ci potrete fare nulla".
Napolitano aiutaci tu.

Saluti

martedì 22 settembre 2009

Ipocrisie di Regime: Seconda Parte

Come in tutti i regimi che si rispettino, coloro che dovrebbero diffondere notizie, umori, giudizi e commenti vengono spesso traviati, nel loro senso critico, dal portafoglio.
Un piccolo ed isolato caso, che pochi hanno diffuso e che probabilmente cadrà nel dimenticatoio molto rapidamente (vi si perdono fatti ben più gravi ed importanti), credo sia significativo per descrivere un certo tipo di atteggiamento molto diffuso in questa nostra Italia.

Nel 2003-2004 due differenti episodi interessarono l'allora Direttore di RaiFiction Del Noce e Valerio Staffelli (qui nella foto, guardatelo bene), inviato di Striscia la Notizia. Al primo incontro (fine 2003), Staffelli si beccò un paio di colpi di microfono ed un pugno sul naso, al secondo (Gennaio 2004) la lite non degenrò sul fisico.
Gli avvocati di Staffelli chiesero 200mila euro di risarcimento. Quelli di Del Noce 4 mesi di reclusione per il "giornalista" (scusate, ma le virgolette sono d'obbligo).
Conclusione: di oggi la sentenza, secondo cui Del Noce dovrà pagare 800 euro a Staffelli più le spese processuali, ammontanti a circa 8.000 euro.

In tutta questa squallida vicenda ci sono due elementi molto interessanti, a parer mio:
1) Le richieste degli avvocati e la facilità con cui, certa gente, ricorre all'uso della giustizia e di un giudice: non ci sono cose più importanti cui dovrebbe pensare un giudice, invece che perder tempo con queste stupidaggini?
2) Le lungaggini del processo: dal 2003-2004 siamo arrivati a fine 2009; probabilmente queste lungaggini, fin troppo spesso chiamate in causa per aggredire in maniera assolutamente ingiustificata (o meglio, pergettamente giustificata, se ci mettiamo dal punto di vista di chi vorrebbe così evitare la galera), i giudici sono causate proprio dalle centinaia di persone che ricorrono alla giustizia per battibecchi come questi;

I commenti alla sentenza (e qui arrivo al nodo legato al regime), da parte di Staffelli sono stati incomprensibilmente entusiati (aveva chiesto 200.000 euro e gliene sono stati dati 800): "Questa sentenza e' un bene per tutti noi , per tutti i giornalisti: potremo continuare a fare domande senza aver paura di essere picchiati, la richiesta di condanna a quattro mesi di reclusione mi aveva preoccupato perche' se fosse stata accolta sarebbe stata la fine della liberta' di stampa", queste le testuali parole del "giornalista".
Ed ecco l'inghippo che dimostra come Staffelli quei quattro mesi di reclusione se li sarebbe potuti anche fare, in modo da poter così diventare uomo e, in quanto tale, un po' più coerente con i suoi comportamenti e le sue affermazioni. Il giornalista (questo non ha bisogno di virgolette), che ha intervistato Staffelli, a questa sua dichiarazione così pomposa gli ha subito cosa pensasse della querela di Silvio Berlusconi a La Repubblica e L'Unità e della polemica attorno alla libertà di stampa delle ultime settimane. La risposta di Staffelli è stata la seguente: "La nostra politica e' quella di non commentare il lavoro degli altri. Scusate ancora sono molto emozionato".
Staffelli vergognati!!!

E c'è gente che continua a perdere tempo davanti alla televisione e a dare soldi a 'sta gente.
Di nuovo: Vergogna!!!

Saluti