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giovedì 9 luglio 2009

G8: dopo i Grandi adesso i Piccoli

Dopo la prima giornata dove gli "adulti" hanno concordato il solito pro-forma di intenti ed intese sul Clima e sul diritto internazionale, oggi si incontreranno i "bambini", quelli che vengono invitati all'evento solo se fanno i bravi e che comunque, vada come vada, devono andare a letto prima delle 21.00, che domani ci si deve alzare presto.
Così i bambini Brasile, Messico, Cina, India, Sudafrica, che trasformano il G8 in G14, di modo che il robot multi-componente possa apparentemente diventare più grande e forte, oggi hanno fatto sapere che, forse, sarebbe ora di smetterla con la riunione dei Grandi, perchè loro non sono più tanto piccoli, ma reggono nelle loro mani un pil complessivo ben maggiore ed incisivo dei Paesi che si sono auto-eletti reggenti del Pianeta.
E difatti, mentre ieri il solito generico accordo sulla riduzione delle emissioni inquinanti è stato preso, oggi Cina ed India sottolineano come tale linea guida sia del tutto inutile senza il loro appoggio, in quanto estremi inquinatori. Questo dovrebbe far capire ai Grandi, una volta per tutte, che il G8 è un'istituzione vecchia ed inutile, che rappresenta solamente il famoso 20% della popolazione mondiale, che però consuma l'altrettanto famoso 80% delle risorse, e che senza un coinvolgimento a pieno titolo anche degli attori "in via di sviluppo" (le virgolette sono d'obbligo, perchè lo sviluppo è ben assodato e stabile), il G8 diventa solamente una passerella di begli abiti e cene luculliane, dentro aplazzi di cristallo impenetrabili.

Saluti

mercoledì 8 luglio 2009

Inizia il G8-2009, un'Istituzione Obsoleta

Oggi prendono ufficialmete il via i lavori del G8 ospitati, per l'occasione, a l'Aquila dove, in fretta e furia, è stata rimessa in sesto la scuola della GdF per dare accoglienza ai Grandi della Terra.
Inizia il G8 2009, forse nella sua ultima edizione sussurrano in molti, perchè è diventata un'istituzione ormai obsoleta, che rappresenta gli interessi solamente di alcuni Stati mondiali, gli interessi di un ricco Occidente contrapposto ai poveri ed ai Paesi in via di sviluppo.
Inizia il G8 segnato dalla clamorosa e quasi disordinata rimpatriata del Primo Ministro Cinese Hu Jintao, a causa del prolungarsi degli scontri nello Xinjiang (Turkmeninstan), con conseguenti morti e feriti: evidentemente la pillola volenta cinese non ha sortito l'effetto sperato.
Inizia il G8 e l'Italia continua a dare prova di sbattersene delle regole e degli altri, con certe forze politiche che, sul pacchetto sicurezza, non trovano requie ed accordo. Prima il pacchetto viene votato ponendo la fiducia, poi ci si accorge dell'errore e si cerca di riparare con una bella sanatoria contro il reato di clandestinità. Non sapendo dove stiano di casa i diritti umani, ovviamente, il nostro Governo ben si guarda dal chiedere ufficialmente alla Cina un rispetto degli stessi o a portare sul tavolo del G8 la questione, anche perchè qualcuno potrebbe far notare a Berlusconi che, prima di tutto, dovrebbe istruire la Lega sull'argomento. Ed infatti il Premier si sottrae ben volentieri al compito, chiedendo anzi anche ai giornalisti (televisivi e della carta stampata), di non fare domande imbarazzanti al Primo Ministro cinese, sia mai che si possa indispettire, visto che c'è in ballo con la Marcegaglia un accordo Italia-Cina su 38 accordi commerciali per circa 2 miliardi di dollari, e di fronte a tali cifre i diritti umani impallidiscono e possono essere per un attimo dimenticati.
Inizia il G8, insomma, ma l'Italia continua ad altalenarsi fra le scenografie incartapecorite e piene di sorrisi di Berlusconi, e le tensioni interne ad un Governo diviso, la protesta dei terremotati lasciati in coda, dietro ai Grandi della Terra, il desiderio di non mostrare tutto questo reprimendo ed arrestando chi vuol dare voce ad un'altra realtà, il senso di razzismo latente che sta scavando come un tarlo lo stato sociale del nostro Paese.

Saluti