Sito denuclearizzato

mercoledì 27 maggio 2009

Vogliamo denunciare queste cose?

Vorrei denunciare, come spesso faccio, un comportamento non esattamente corretto e pulito dell'azienda in cui lavoro. Da ormai quattro settimane sono tornato a Padova, nella mia città, con mia moglie, e ho trovato lavoro in una società di ingegneria, che spesso e volentieri partecipa ad appalti pubblici. I quadri amministrativi della Società? Sostanzialmente Comunione e Liberazione. Naturalmente me lo hanno detto dopo, ma per quanto brutto non è questa la questione. La cosa che invece mi preme pubblicare è che ieri questo signore (nella foto) candidato PdL al Parlamento Europeo, è stato presentato dal ns Amministratore Delegato quale "persona degna di rispetto, un Ingegnere come noi, che intendiamo supportare alle prossime elezioni europee".
Capite? una chiara indicazione di voto in diretta sul posto di lavoro.
Va bene, magari niente di male, ma allora io, da domani, inizio a volantinare per PD, Sinistra Democratica e PRC+Comunisti Italiani.
Perchè loro possono farlo e noi no? solo perchè il capo, in quanto tale, scodinzolando lecca il culo al candidato di turno per dimostrarsi amico? o magari perchè loro, CL, sono dei massoni dediti a questo tipo di pratiche che solo la DC dei tempi peggiori esercitava?
Vogliamo denunicare queste cose? vogliamo far girare queste notizie?
Saluti

lunedì 25 maggio 2009

L'aberrante ovvietà della Dittatura

Berlusconi dichiara che il Parlamento, così com'è, è troppo numeroso, addirittura pletorico.
Tutti allora ad invocare a gran voce il nome del Grande Semplificatore, che vorrebbe proporre un Ddl popolare, per trovare nella voce degli italiani quel consenso che cerca disperatamente, quell'investitura di cui, paranoicamente, di tanto in tanto necessita per soddisfare il suo Ego.
Berlusconi, in questo suo delirio di onnipotenza, sa però anche che il Parlamento non può essere riformato con due chiacchiere ed un paio di proclami, non ancora per lo meno, ed ecco il vero motivo del Ddl a "gradimento" popolare: per modificare il Parlamento, e quindi il nostro sistema Costituzionale, occorre il 75% del Parlamento oppure il consenso popolare, come ho già scritto in diversi interventi.
Tuttavia, i compari del Premier non sono altrettanto informati sulle regole del gioco, per il semplice fatto che, ormai, si è arrivati ad un punto tale di pazzia per cui ognuno pensa di poter dire e fare quel che gli gira, sicuro del fatto che nessuno lo denuncerà o criticherà. Sicuro del fatto che gli italiani si berranno ogni coglionata e se ne dimenticheranno nel giro di ventiquattr'ore.
Ecco allora il Senatùr dichiarare candidamente "... il Governo fa le leggi, non può ricorrere all'iniziativa popolare", e proseguire, "non capisco bene quello che dice Berlusconi: lui è al potere, al Governo, faccia quindi le leggi".
Il perfetto senso della Dittatura, nella sua ovvietà: il Premier decide, scrive ed approva le leggi. Nessuno scandalo, nessun problema. 
Ormai la deriva è inquietante, e nessuno pare accorgersene.
Restiamo uniti.
Saluti

domenica 24 maggio 2009

Un brutto Pensiero

L'ultimo tormentone del Nano Bagonghi è che promuoverà un Ddl a suffragio popolare per riformare il Parlamento. "Bastano 100 deputati", tuona il Premier, e non importa se da più parti gli viene ricordato il senso ed il significato dell'Istituzione "Parlamento", a lui non gliene frega nulla: ha deciso che lo riformerà e così sarà. 
Quasi di soppiatto, però, all'assemblea di Confindustria Berlusconi non ha solo detto che 100 deputati sono più che sufficienti; ha anche e soprattutto detto (anche se passato un po' in sordina), che il Premier ha troppo pochi poteri. "Si capisce", dice lui sornione, "il Parlamento nasce dopo il ventennio fascista, quindi è logico che si siano dati più poteri a questa istituzione che al Premier". Proprio per evitare un ritorno del Dittatore, aggiungo io.
Come sapete, per riformare la Costituzione ci vuole il 75% del Parlamento favorevole oppure un suffragio popolare. 
Ed ecco, temo, l'inghippo.
Berlusconi ci propone un bel Ddl per tagliare il numero dei parlamentari. "I troppi sprechi vanno tagliati", tuonerà, facendo leva su di un diffuso pensiero popolare, e cioè che i Parlamentari sono fondamentalmente tutti ladri. La gente si farà imbambolare da questi slogan e darà il massimo sostegno al Premier, che vuol semplificare la vita politica e far risparmiare soldi ai cittadini. Ed invece cosa accadrà? noi crederemo di votare un Ddl per tagliare un po' di parlamentari, ed invece firmeremo un Ddl che, in un modo o nell'altro, darà il potere a Berlusconi di riscrivere la Costituzione, facendoci incappare proprio in quello che i nostri padri fondatori volevano evitare: il ritorno del Dittatore.
Fantapolitica? tutto il peggio pronosticato su Berlusconi si è avverato, e temo che questo sia il suo intento, che però non ho visto denunciato da nessuna parte.
Saluti

sabato 23 maggio 2009

Vita Nuova per Napoli e Demenza Senile



Diffondiamo le prove del fatto che le demenziali uscite del Premier vengono effettivamente recitate, e non sono invenzioni di qualche giornale comunista o congiura di una sinistra che lavora nell'ombra. Quest'uomo parla a vanvera, senza rendersi conto di quel che dice e, forte di televisioni e giornali consenzienti e genuflessi, imbambola milioni di italiani... che, per inciso, si lasciano tranquillamente imbambolare.
Io personalmente mi auguro che questo ed altri episodi di evidente demenza senile incipiente, siano solo l'inizio di una crisi umana che porterà, finalmente, ad un mutamento nella scena politica italiana.
Saluti

giovedì 21 maggio 2009

Alla Corte dell'Imperatore

"Non vorrei che arrivo in aula e poi i nostri non ci sono. Un po' perché molti sono in giro a sostenere i nostri candidati alle europee e un po' per altri motivi. Rischio di ritrovarmi solo davanti a quelli dell'opposizione".
Mr B. (oltre alle sgrammaticature iniziali) aveva deciso, lancia in resta, di partire alla volta del Senato per difendere la sua posizione. Perchè Senato? Perchè il Presidente del Senato è Schifani. Perchè alla Camera c'è Fini che ha affermato "il Parlamento non c'entra niente con il processo di Milano". Perchè alla camera c'è Di Pietro.
Insomma, come sempre, Mr B. non cerca di difendere la sua posizione e convincere gli altri che è innocente, ma cerca un bagno di folla consenziente, telegenica e genuflessa solo per poter dire "Vedete? mi amano ancora, mentre voi mi odiate".
Anche la Lega, come Fini, non segue Mr B. nella sua crociata contro la magistratura. Almeno per ora.
Che siano i primi scricchiolii di un potere in via di decadimento?

Saluti

mercoledì 20 maggio 2009

Ecco il Dunque

Ecco che, inesorabile e rispondente alla più vecchia delle massime "Le bugie hanno le gambe corte", arriva il Dunque della questione che tiene in ballo Mr B. da almeno 15 anni, e cioè da quando un certo Signor Mills ha creato ad hoc 64 società off shore per permettere al suddetto Mr B. di non dover dichiarare in patria (leggi Italia, ndr), illeggittimi finanziari.
Il Dunque è questo: il Signor Mills è stato corrotto, per sua stessa ammissione, con 600 mila dollari.
Questo è un dato che ormai tutti hanno appreso.
L'altro dato assodato è che il Signor Mills sta a Mr B, come il corrotto al corruttore. Quindi Mr B. è il Corruttore, anche se non si può dire ufficialmente e pubblicamente, perchè a quanto pare non si può criticare il capo.
Parallelamente, in Inghilterra, l'affare dei rimborsi gonfiati, che già tanto aveva fatto discutere ed aveva portato con se un tornado politico, ha fatto cadere (metaforicamente) la prima testa: lo Speaker dei Comuni. C'è stato un illecito, questo è stato rilevato, uno dei responsabili non solo sarà processato ma, preventivamente, si è dimesso (o pe rlo meno è stato costretto a dimettersi).
In Italia, voci di corridoio assicurano che siano stati i magistrati milanesi e le opposizioni a gonfiare i rimborsi inglesi. Questo per avere la scusa di poter dire "Vedete? in Inghilterra sì che sono seri: se beccati con le mani nel sacco si dimettono e si lasciano processare, perchè in Italia no facciamo lo stesso?".

La verità, purtroppo, è che davvero in Inghilterra sono seri, mentre qui da noi non accadrà assolutamente nulla, anzi. Mr B. diverrà martire, come già nelle ultime edizioni di processi o scandali analoghi, le sue reti televisive lo proteggeranno, i giornali manco parlarne e, non appena possibile, avrà una puntata di Porta a Porta tutta per sè per poter raccontare la sua personale versione dei fatti, senza contradditorio. Tanto c'è un Lodo Alfano (criminale) che lo protegge e lo rende non processabile.
Volete saperne una? questa volta, però, ci sono dei pezzetti di carta, nero su bianco, con gli appunti del Signor Mills, che chiamano in causa direttamente Mr B. e forse sarà difficile dire che non esistono.

Saluti

domenica 17 maggio 2009

La Politica fai da te

Dopo queste ultime settimane, fra gossip di divorzio e di minorenni, fra un colpetto alle libertà individuali e le esondanti velleità indipendentiste della Lega, forse è ora di tirare un attimo il fiato e le prime somme.
Proprio l'altro giorno leggevo un interessante articolo su Il Venerdì di Repubblica, in cui l'autore portava avanti questa tesi: Berlusconi, così come molti suoi illustri omologhi del passato (si citava Peròn in Argentina), non sarà mai dittatore nel suo Paese ma avrà il merito (o demerito, a seconda dei punti di vista), di preparare il terreno per chi lo seguirà. Abbattendo costantemente ogni spirito di confronto democratico, ogni barlume di cultura politica e non, ogni senso istituzionale, alla sua scomparsa Berlusconi (e con lui, si spera, il berlusconismo), lascerà una pericolosa tabula rasa, pronta a ricevere chiunque volesse piantare il seme della dittatura, esattamente come è accaduto nelle realtà sud-americane.
D'altro canto, dimostrazione del fatto che ormai agli italiani non interessa più molto della politica, è che nonostante gli scandalosi comportamenti e le monotone battutine su veline e minorenni, il nostro Premier gode ancora di alto consenso e, anzi, risulta ancor più simpatico e compagnone del solito.
In un'intervista al Times, i genitore di Noemi Letizia (che, fra parentesi, non si sarebbe mai sognata di godere in qualche momento della sua esistenza, di tanta popolarità come in questi giorni), dichiarano che le storie emerse nelle settimane passate sono solo montature della sinistra e della stampa "contro" (ovviamente). Difficile crederlo, dato che Berlusconi imperversa in televisione (il solo Tg4 dedica al Premier il 74% del tempo). E, nonostante tutto, la madre di Noemi dichiara candidamente "Spero che Berlusconi, che io ho conosciuto negli anni Ottanta, si prenderà cura di Noemi e riuscirà a dare a mia figlia la carriera che io non sono riuscita ad avere". Capite? non si tratta solo di auspicare per la propria figlia il meglio o augurarsi che il Presidente del Consiglio possa risolvere i nostri mali, sentimenti che sarebbero comuni e normali, ma si tratta di sperare che Berlusconi possa dare una carriera a Noemi. Una carriera? e come potrebbe fare, un Premier, una cosa così diretta e particolare? a che titolo? e soprattutto, perchè proprio a Noemi e non alle altre migliaia di giovani che in Italia lottano, per esempio, con il precariato?
Domande che non troveranno mai risposta, ma necessitano di estrema attenzione, perchè sintomo di un Paese alla deriva sotto il profilo istituzionale ed ideologico.
E proprio a tal proposito, alla gente che alza gli occhi al cielo di fronte alle ormai famose 10 domande di Repubblica, sbuffando che "siamo stufi di sentire sempre le stesse cose", o che "sono cavoli di Berlusconi, l'importante è che governi bene", o ancora "tanto lo fanno tutti, sono tutti uguali, quindi perchè accanirsi sempre contro il Premier", a queste persone rispondo che la cosa scandalosa non è interessarsi di quel che accade in politica, non è porre domande al Premier (cosa che, per altro, accade abbastanza normalmente nelle normali e sane democrazie), ma non ricevere mai uno straccio di risposta.
Nessuno si scandalizzò, negli Stati Uniti (che prendiamo ad esempio solo quando ci fa comodo), quando Clinton venne messo sotto inchiesta per il caso Lewinsky. Perchè allora non dovremmo pretendere, parimenti, delle risposte dal nostro più alto rappresentante senza desiderio inquisitorio o persecutorio, ma solamente per fare luce e chiarezza su una vicenda che sta demolendo la fiducia degli italiani nei confronti della politica e l'immagine (già ridicola) dell'Italia all'estero.

Saluti