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domenica 11 agosto 2013

Legge contro l'Omofobia

E mentre a Milano iniziano a ricomparire i manifesti di Forza Italia, movimento politico di esaltazione del padre/padrone Silvio Berlusconi, e quindi continueremo insesorabilmente a parlare di lui e solo di lui, il Parlamento rimanda la Legge contro l'Omofobia, non ritenendola una priorità, perchè ormai nel nostro Paese lo Stato Sociale, l'uguaglianza e i diritti non sono più cosa importante e necessaria. 
Ma sulla coscenza di chi ricadrà il ragazzino suicidatosi a Roma? ultimo di una lunga serie.

Saluti

giovedì 16 giugno 2011

Fascistopoli

Le batoste elettorali e referendarie evidentemente non sono bastate alle teste calde (e vuote) del Governo, che continuano a dispensare compendi di idiozia ed offese a chiunque chieda (o meno) di abbeverarsi alla loro fonte. Gli ultimi cronologicamente sono il sempre verde Renato Brunetta e il mago della demagogia fascista Giorgio Straquadanio, che con i loro attacchi al pubblico impiego hanno dimostrato di non aver capito nulla da quello che gli italiani intendevano segnalare con il voto delle ultime settimane: basta con la politichetta del battibecco e dello scontro frontale.
Brunetta apre le danze al Convegno per l'Innovazione a Roma definendo i precari (in particolar modo un gruppo di giovani che aveva chiesto ed ottenuto la parola), "l'Italia Peggiore", come fosse colpa loro se sono a casa con le mani in mano. Forse in parte, forse del tutto, forse per nulla, bisognerebbe verificare situazione per situazione, certo è che il mercato del lavoro e dell'impiego non è di certo stato aiutato da questo Governo nè dalla geniale pensata sulla flessibilità ed i contratti a termini, mezzo ormai abusato dai più.
A rincarare la dose Giorgio Straquadanio, già favorevole al "metodo Boffo" (ricorderete l'epurazione del direttore di Famigila Cristiana, messo alla berlina sui giornali reali di Berlusconi), ed alla prostituzione in politica per fare carriera, ora auspica e suggerisce punizioni per i dipendenti pubblici che navigano in internet nell'orario di lavoro. Che il sistema pubblico vada riformato è un fatto, che loro lo stiano riformando in maniera reale ed efficace è tutto da dimostrare visto che, grazie a Brunetta & Co, ora gli statali non hanno più nemmeno la malattia pagata. Forte, no?!?
Da un lato l'Italia e dall'altro certa politica italiana. Dove il popolo chiama, evidentemente, questa politica non accorre e anzi, si dimena per rendere il solco di distacco sempre più profondo.
Perchè Straquadanio non inizia dando il buon esempio e proponendo multe salatissime per i parlamentari che navigano in internet o giocano a soitario (e quanti ce ne sono) durante le sedute parlamentari? o perchè non propone il taglio degli stipendi suo e dei suoi colleghi?

Saluti

venerdì 17 luglio 2009

Nell'afa di Luglio l'Italietta non muore mai

Ultimamente faccio fatica a scrivere, sarà il caldo opprimente di questi giorni, sarà che la politica offre sempre la solita minestra, a volte un po' più acida, che da decenni ci sorbiamo.
Negli ultimi anni si è fatto per esempio un gran parlare del ridimensionamento degli stipendi dei parlamentari e dei loro benefit. A parole, come al solito, tutti d'accordo, ma non appena si prova a toccare qualche cosa scoppia lo scandalo, mentre noi, poveri lavoratori in braghe di tela, arranchiamo a fatica a fine mese.
E così è arrivata la proposta di tagliare i benefit (sconti vari, ma doprattutto viaggi gratis), di circa 1550 ex-parlamentari i quali, nonostante siano passati magari solo per un annetto sugli scranni più alti della nostra Repubblica, percepiscono comunque un vitalizio. "Solidarietà, non discriminazione", sbraitano i vecchietti che hanno partecipato fin dalla sesta o settimana legislatura (oggi siamo alla sedicesima!!!). Tant'è che l'Associazione ex-Parlamentari si è mossa proponendo a Letta consulenze gratuite da parte degli attempati personaggi, per dimostrare che possono essere una risorsa e non un peso.

Come spesso accade mi vergogno di questo nostro Belpaese, dove tutti alzano i toni, fanno fumo per confondere, urlano al Lupo e promettono ai cittadini creduloni, ma quando si tratta di fare qualche cosa in concreto tolgono la mano e sono pronti a dare la vita per mantenere soldi e poltrona.

In parallelo si preannuncia grande scontro fra PD e PdL in aula, martedì prossimo, dove il PD presentarà mozione sulla "morale Berlusconi", cosa che ovviamente il PdL non è intenzionato a discutere. Ed il PD incassa su questo anche il "fuoco amico" di Bersani, che commenta non essere questo il baricentro dell'opposizione. Ribadisco: a me Bersani non piace! perchè fare socnti a Berlusconi, se infanga il nome dell'Italia ed approfitta in modo palese e plateale del suo ruolo?
L'altra mozione proposta è quella sul comportamento tenuto dal Premier nei confronti dei giornali esteri che lo hanno attaccato.
E sul comportamento tenuto nei confronti dei giornali naizonali? perchè nessuno gli chiede di rendere conto anche solo dell'invito fatto al meeting di Confindustria, dove il Premier ha chiesto agli imprenditori di non fare più pubblicità sulle pagine di Repubblica? può un Presidente del Consiglio abbassarsi a tanto, venendo meno al suo ruolo super partes?
Una delle tante vergogne d'Italia.

Saluti

lunedì 25 maggio 2009

L'aberrante ovvietà della Dittatura

Berlusconi dichiara che il Parlamento, così com'è, è troppo numeroso, addirittura pletorico.
Tutti allora ad invocare a gran voce il nome del Grande Semplificatore, che vorrebbe proporre un Ddl popolare, per trovare nella voce degli italiani quel consenso che cerca disperatamente, quell'investitura di cui, paranoicamente, di tanto in tanto necessita per soddisfare il suo Ego.
Berlusconi, in questo suo delirio di onnipotenza, sa però anche che il Parlamento non può essere riformato con due chiacchiere ed un paio di proclami, non ancora per lo meno, ed ecco il vero motivo del Ddl a "gradimento" popolare: per modificare il Parlamento, e quindi il nostro sistema Costituzionale, occorre il 75% del Parlamento oppure il consenso popolare, come ho già scritto in diversi interventi.
Tuttavia, i compari del Premier non sono altrettanto informati sulle regole del gioco, per il semplice fatto che, ormai, si è arrivati ad un punto tale di pazzia per cui ognuno pensa di poter dire e fare quel che gli gira, sicuro del fatto che nessuno lo denuncerà o criticherà. Sicuro del fatto che gli italiani si berranno ogni coglionata e se ne dimenticheranno nel giro di ventiquattr'ore.
Ecco allora il Senatùr dichiarare candidamente "... il Governo fa le leggi, non può ricorrere all'iniziativa popolare", e proseguire, "non capisco bene quello che dice Berlusconi: lui è al potere, al Governo, faccia quindi le leggi".
Il perfetto senso della Dittatura, nella sua ovvietà: il Premier decide, scrive ed approva le leggi. Nessuno scandalo, nessun problema. 
Ormai la deriva è inquietante, e nessuno pare accorgersene.
Restiamo uniti.
Saluti

domenica 24 maggio 2009

Un brutto Pensiero

L'ultimo tormentone del Nano Bagonghi è che promuoverà un Ddl a suffragio popolare per riformare il Parlamento. "Bastano 100 deputati", tuona il Premier, e non importa se da più parti gli viene ricordato il senso ed il significato dell'Istituzione "Parlamento", a lui non gliene frega nulla: ha deciso che lo riformerà e così sarà. 
Quasi di soppiatto, però, all'assemblea di Confindustria Berlusconi non ha solo detto che 100 deputati sono più che sufficienti; ha anche e soprattutto detto (anche se passato un po' in sordina), che il Premier ha troppo pochi poteri. "Si capisce", dice lui sornione, "il Parlamento nasce dopo il ventennio fascista, quindi è logico che si siano dati più poteri a questa istituzione che al Premier". Proprio per evitare un ritorno del Dittatore, aggiungo io.
Come sapete, per riformare la Costituzione ci vuole il 75% del Parlamento favorevole oppure un suffragio popolare. 
Ed ecco, temo, l'inghippo.
Berlusconi ci propone un bel Ddl per tagliare il numero dei parlamentari. "I troppi sprechi vanno tagliati", tuonerà, facendo leva su di un diffuso pensiero popolare, e cioè che i Parlamentari sono fondamentalmente tutti ladri. La gente si farà imbambolare da questi slogan e darà il massimo sostegno al Premier, che vuol semplificare la vita politica e far risparmiare soldi ai cittadini. Ed invece cosa accadrà? noi crederemo di votare un Ddl per tagliare un po' di parlamentari, ed invece firmeremo un Ddl che, in un modo o nell'altro, darà il potere a Berlusconi di riscrivere la Costituzione, facendoci incappare proprio in quello che i nostri padri fondatori volevano evitare: il ritorno del Dittatore.
Fantapolitica? tutto il peggio pronosticato su Berlusconi si è avverato, e temo che questo sia il suo intento, che però non ho visto denunciato da nessuna parte.
Saluti