Sito denuclearizzato

sabato 31 marzo 2012

Speculazione Edilizia: Un pensiero sui comitati dei cittadini

Ieri, di ritorno dal lavoro, sono andato alla Biblioteca Comunale a circa tre chilometri da casa mia, per restituire alcuni libretti presi in prestito per le mie bimbe. Nel tragitto, seguendo strade secondarie, sono passato davanti a due lottizzazioni gigantesche che, stando ai cartelli di cantiere, promettono palazzi bellissimi immersi nel verde e nelle vasche d'acqua. Al di là della veridicità di queste promesse, mi chiedo con che criterio negli ultimi dieci anni i comuni abbiano concesso i permessi a costruire a palazzinari e privati cittadini, e la risposta che mi dò è che semplicemente si sono assecondate lobby di potere ed interessi speculativi. In diverse zone della mia città, Padova, ci sono moltissime case ed edifici abbandonati, talvolta bellissime villette di inizio secolo o giù di lì, che nessuno si fila nemmeno di striscio. Eppure si continua a costruire. Andando al lavoro, sempre in bicicletta per circa sette chilometri, passo davanti ad un nuovissimo cantiere, dove si apparestano ad erigere quattro o cinque condomini, mentre a poca distanza stanno completando una trifamiliare, invero molto bella, ma ahimè esattamente sotto ad un ripetitore di telefonia modbile (non sono nemmno sicuro si possa fare). Tutto questo, ovviamente, nel contesto di un invenduto spaventoso, che il mercato edilizio si porta dietro e non riesce a smaltire.
Allora, proprio andando in Biblioteca, mi è venuta da pensare una cosa. Se ogni volta che si propone la costruzione di una centrale, grande o piccola che sia, per la produzione di energia, o che si parla di un termovalorizzatore o di un parco eolico, si formano agguerritissimi comitati cittadini contrari all'opera per mille motivi più o meno corretti, perchè non si dovrebbe iniziare a fare lo stesso anche per mega lottizzazione come quelle di cui parlo? Insomma, la Biblioteca si trova in un Comune di 13.397 anime (dato tratto dal sito del Comune ed aggiornati a Febbraio), costituito per lo più da case e condomini relativamente nuovi e dal sapore residenziale, con giardini e verde, scuole vicine all'abitato, negozi sulla via principale. Insomma, un contesto cresciuto velocemente negli ultimi vent'anni, anche per esigenze di "fuga dalla città", ma che certamente è riuscito a rispondere adeguatamente ed in maniera assennata alle esigenze crescenti. Perchè allora, nel bel mezzo dell'abitato e dove sarebbe potuto sorgere un parco bellissimo (per altro a fianco di un asilo nido), si costruiscono quattro mastodonti assolutamente sproporzionati rispetto al resto delle case e senza alcuna logica di continuità? e perchè, in generale, la gente non si mobilita contro queste opere che, oltre che inquinare (un cantiere edile inquina, udite udite), tolgono spazio vitale alla comunità? Per fare un favore al solito palazzinaro? per venire incontro alle esigenze del povero (si fa per dire) mercato del mattone? Forse la crisi si superebbe anche e più facilmente riscoprendo comportamenti civili (e civici) di rispetto e valorizzazione delle comunità, di fronte a queste palesi occupazioni ingiustificate di terreno pubblico. Pensiamoci.

Saluti

domenica 25 marzo 2012

Le Ipocrisie del Governo Tecnico

Tornata l'ora legale torno anche io a lasciare pensieri sconclusionati su questo mio blog. Ben trovati quindi a tutti, speando di non esserci persi definitivamente di vista in questi mesi di silenzio.
Come sempre, ci sono numerose cose che mi lasciano perplesso, ma ultimamente un paio in particolare, in riferimento al ns Governo Tecnico, che fin dall'inizio (ad essere onesti), ho appoggiato e sostenuto.
Innanzitutto, con il passare dei mesi, la caratteristica principale del Governo Tecnico, ovverosia l'avere le mani libere da qualsiasi elettorato e dai partiti, mi pare sia venuta meno. Anzi, forse non si è mai davvero realizzata, ed anzi i partiti, che hanno preferito farsi da parte per non mettere la faccia (ed il senso di responsabilità), su riforme impopolari, ci tengono oggi a ribadire che il Governo Tecnico dovrà comunque presentarsi in Parlamento per l'approvazione delle riforme. Quindi appare evidente quanto segue: i partiti avevano bisogno di qualcuno che si prendesse l'onere di varare certe riforme, per non rischiare i perdere elettori (quali, considerando che circa un terzo degli italiani oggi non andrebbe a votare?!?), pur matenendo il potere ultimo (e di nascosto dagli occhi dell'opinione pubblica, aggiungerei), decisionale in Parlamento.
L'altra cosa che mi pare una grossa ipocrisia sono alcuni aspetti della riforma del mercato del lavoro. Ci si può esprimere a favore o contro tale proposta, io personalmente sono favorevole a molti punti, anche se sul famoso Articolo 18 mi pare che il Governo stesso, che all'inizio aveva chiesto ai Sindacati non farne una questione ideologica, sia caduto nella trappola naricsistica di volerlo modificare. Ma non è questo il punto. Quello che proprio non capisco, e mi fa sentire un po' preso per i fondelli, è la decandata flessibilità in ingresso per i giovani, ed il di poco antecedente prolungamento dell'età pensionabile. Come si può dichiarare che il mercato del lavoro sarà più accessibile ai giovani, se tantissimi posti resteranno occupati ancora per molti anni da persone che sarebbero potute andare in pensione quest'anno ed invece dovranno continuare a lavorare ancora per tre, quattro o cinque anni? L'unica conclusione cui giungo, è che il Governo si aspetta di poter creare nuovi posti di lavoro (magari anche grazie alla flessibilità in uscita?!?), ma mi piacerebbe che ci spiegasse come e con me mezzi. Non mi piace passare da stupido, quindi avrei preferito che ci avessero spiegato la verità: "Abbiamo dovuto prolungare l'età pensionabile perchè, oggi, non ci sono i soldi per pagare le pensioni". Ecco, questo sarebbe stato onesto, così come onesto sarebbe stato affermare una cosa del tipo "Tuttavia promettiamo una revisione annuale di questa scelta, che non deve essere ritenuta definitiva". Insomma, prolungare l'età pensionabile mi pare una delle misure più inutili e dannose che si potessero fare.

Saluti

mercoledì 8 febbraio 2012

Basta ricatti dai partiti minori

Basta, sono stanco di vivere in un sistema nel quale i partiti minori, quelli del sì e no il 6%-8%, possono permettersi di ricattare i maggiori ed imporre andamenti su scelte decisive per il Paese. Voglio chiarire: non credo in un bipolarismo spinto (all'americana, per intenderci), perchè credo che in Italia sia impossibile da ottenersi, ma sono stanco di sentir parlare, prevalentemente, di Lega e Terzo Polo come di coloro che possono decretare l'esito delle elezioni o la caduta di un Governo. Non dimentico, ovviamente, che uno dei Governi Prodi cadde per colpa di Rifondazione.
Quella centrista, per sua stessa genesi, trovo sia una posizione che dovrebbe sparire dall'atlante politico. E con questo non voglio certo mancare di rispetto a chi sostiene queste posizioni politiche, ma trovo anche che tali posizioni siano semplicemente un gioco di equilibrio teso alla maggior covenienza a breve termine e non al bene del Paese.
La Lega, poi, che la smetta di urlare diktat, perchè per due decenni ha governato senza grossi risultati, ed ora gioca a fare la dura e pura solo perchè si sta rendendo conto, che il suo elettorato si è rotto le scatole. Diciamoci le cose come stanno.
Bene la pluralità di visioni, bene la commistione di idee, bene la miscela culturale, ma alla fine è necessario trovare un sintesi e chi pesa il 6% dovrebbe accettare di valere, nel ragionamento finale, il 6%. Questo non lo chiede solo il buon senso, ma anche e soprattutto il momento storico in cui già la politica, che gode di pochissima credibilità, dovrebbe capire che la litigiosità e l'arraffare spazio teso solo alla sopravvivenza e non al bene comune è ormai una pratica morta e sepolta.

Saluti

giovedì 2 febbraio 2012

Evasione fiscale: la combattiamo?

Finalmente vedo muoversi qualche cosa. Non so se si tratta solamente di propaganda o azioni spettacolari, per gettare fumo negli occhi dei cittadini, ma le ultime ondate di controlli (Cortina, Portofino, Milano, Roma), trovo siano un bel segnale e, da questo punto di vista, mi faccio gettare fumo negli occhi ben volentieri.
In effetti, ora che finalmente abbiamo un Governo con una sua dignità (criticabile quanto si vuole, ma su questo aspetto bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare), e che finalmente si sta iniziando una seria lotta all'evasione fiscale in ogni sua forma, non capisco gli argomenti e le lamentele dei disfattisti cronici, che si lamentavano sotto Berlusconi perchè non si faceva nulla, e si lamentano anche adesso etichettando i controlli a tappeto come "propaganda di regime". Ma che discorsi sono? d'accordo, forse a volte si tende a pubblicizzare un po' troppo queste azioni (telecamere in presa diretta, microfoni nascosti, dirette televisive), ma credo sia un segnale importante anche a sostegno (psicologico), di chi paga le tasse con regolarità e, direi, con senso civico.
Quindi, per quanto mi riguarda, avanti così.

Saluti

domenica 29 gennaio 2012

Sogno di un Inverno nel Mezzo della Crisi


Nonostante il freddo ed il vento, e dopo quattro giorni di lavoro, ecco l'ultima creazione dei Pinguini Sovversivi.

Saluti

sabato 28 gennaio 2012

Giornata della Memoria 2012

Ieri era la giornata della Memoria. L'anniversario dell'arrivo delle truppe russe alle porte di Auschwitz è stato preso come data simbolo per non dimenticare la Shoah, il nazismo e la seconda guerra mondiale nel suo insieme. Shoah, certo, ma proprio perchè Giornata della Memoria non dimentichiamo che, nel complesso, i morti furono quasi 40.000.000 (Istituto Comasco per la Storia del Movimento di Liberazione), contando solo gli europei, per salire a oltre 70.000.000 (College of Criminal Justice) a livello mondiale. Nel nostro continente i costi maggiori, in termini di vite umane, li pagarono la Germania (più di 7.000.000 di morti), l'Unione Sovietiva (più di 21.000.000 di morti), la Polonia (con quasi 5.500.000 morti). Trovo quindi fondamentale non dimenticare, ma un po' retorico parlare solamente della Shoah, visto che i nazisti tentarono lo sterminio sistematico anche di Rom e Sinti, di Russi e Polacchi, di slavoi in genere per non parlare dei Testimoni di Geova, degli omosessuali e dei malati mentali.
Ho ancora scolpiti nella mente i racconti dei miei nonni, che vissero quegli anni in primissima persona. In particolare il mio nonno paterno che partecipò alla Campagna d'Africa (1940-1943) ed alla Campagna di Russia. Impegnato nei reparti infermieristici, riuscì a tornare vivo da entrambe le guerre, ma profondamente segnato nello spirito, e non mancò mai di raccontarci quei momenti, il dolore, l'orrore vissuto.
E' anche e soprattutto per la memoria dei miei nonni, che trovo particolarmente offensivo il revisionismo e la nostalgia che, purtroppo, ancora in troppi dimostrano. Magari non un sentimento così esplicito, come per certi movimenti "politici" (per esempio Forza Nuova), talvolta anche solo un atteggiamento di accondiscendenza e di desiderio di riconciliazione verso le idee e gli eventi che coprirono l'Europa di sangue e distruzione. Frasi come "i morti sono tutti uguali" non dovrebbero mai essere pronunciate, e penso non ci potrà mai essere riconciliazione, nè capisco come possano le istituzioni e la società tollerare figure, anche di spicco del mondo politico, che talvolta se ne escono con atteggiamenti e discorsi palesemente razzisti e xenofobi. In Germania una cosa così non potrebbe mai accadere. Questo non significa che, anche lì, non siano presenti i nostalgici, ben inteso, ma gli anticorpi sociali sono molto più forti che da noi, e la "repressione" dialettica (mai violenta), è immediata. La verità è che forse, in Italia, non abbiamo mai davvero fatto i conti con il nostro passato.

Saluti

giovedì 26 gennaio 2012

Lo Stimolo della Condivisione

Qualche tempo sono stato all'Ufficio Anagrafico, per ritirare la carta di identità della minore delle mie figlie. Entrando ho notato un manifesto, che pubblicizzava quelli che qui a Padova vengono chiamati "Orti Urbani", ovverosia spazi verdi altrimenti abbandonati, che il Comune ha cercato di recuperare destinandoli alla coltivazione di frutta e verdura. Tuttavia, la novità non è tanto la destinazione d'uso quanto il fatto che questi appezzamenti di terra vengono suddivisi in piccoli lotti ed affittati per pochi soldi a privati, che possono così avere a disposizione lo spazio per un orticello privato. I campi, nel loro complesso, sono dotati di rimessa per gli attrezzi e di zona compostaggio (entrambe in comune), dove vengono scaricati i resti del raccolto o della lavorazione della terra. Questa iniziativa non è nuova (la capacità comunicativa del mio Comune lascia un po' a desiderare), ed è già presente anche in molte altre realtà italiane ma, soprattutto, estere. Manco a dirlo, in Germania è ampiamente diffusa.
Di recente ho letto un articolo (apparso su Die Zeit a firma Kerstin Bund) su Internazionale, a proposito proprio del tema della condivisione di beni materiali, che ultimamente e sempre di più sta facendo la concorrenza al possesso. In Germania esiste un'associazione (Meine Ernte), che gestisce spazi verdi su tutto il territorio nazionale, dandoli in affitto a privati o associazioni, e mettendo a disposizione non solo le infrastrutture (quel poco che serve), ma anche una presenza costante di persone, che danno aiuti e consigli sul come coltivare la terra ed ottenere i migliori prodotti. L'iniziativa sta avendo un grande successo, che da un lato si porebbe facilmente spiegare con la voglia della gente di consocere, finalmente, l'origine di ciò che mangia, ma dall'altro pare esserci una nuova tendenza: l'affitto e la condivisione stanno diventando più invitanti del possesso. Certo, si potrebbe obiettare che comprare un pezzo di terra per gestirselo sarebbe un onere troppo grande. Ebbene, la tendenza della condivisione sta però toccando ambiti ben diversi e molto più "materiali" della vita quotidiana.
Sempre in Germania da alcuni anni ed in diverse città hanno luogo "festival" del baratto, e su internet si possono trovare siti che consentono di mettersi in contatto con altri utenti per farsi prestare quasi qualsiasi cosa.
Chi non ha mai sentito parlare di CouchSurfing? o di CarSharing? Anche il mio Comune sta iniziando questa seconda pratica, dando per altro agevolazioni di accesso alle aree a traffico limitato.
Che si tratti solo di una moda passeggera lo dirà il tempo, per ora, comunque, questa tendenza si sta diffondendo sempre più, sopattutto fra i giovani. Su 9flats si possono trovare appartamenti, che privati cittadini mettono a disposizione per periodi più o meno lunghi in diverse parti del mondo. Analogamente su airbnb, sito che si rivolge quasi esclusivamente al mercato statunitense. Su Netcycler gli utenti si possono scambiare (quasi) qualsiasi oggetto di uso comune, mentre su Tamyca (contrazione di Take My Car), su Greenwheels o siti analoghi si può condividere l'auto per poche ore o per una settimana. Su Netflix si possono noleggiare film e serie televisive.
Insomma, se di tendenza si tratta pare essere una tendenza in via di sviluppo, anche se mi viene da pensare che una cosa di questo tipo possa prendere piede soprattutto in paesi anglosassoni, ma difficilmente potrebbe diffondersi in Italia. Temo che noi italiani siamo ancora troppo diffidenti verso l'altro e comunque ancora troppo attaccati ai nostri beni materiali. Inoltre sappiamo bene come sono andati a finire il Music Sharing (Napster e figli) o il Movie Sharing (di recente Megadownload è stato chiuso), quindi ho l'impressione che se il Car Sharing dovesse davvero prendere piede, le grandi case automobilistiche farebbero di tutto per renderlo illegale.

Saluti