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martedì 15 aprile 2014

La parodia di Auschwitz? Deprimente!

Mi pare si sia parlato fin troppo poco del pessimo post di Grillo dell'altro giorno. Qullo dove un fotomontaggio sulla famosa foto dell'ingresso del Campo di Sterminio di Auschwitz modificava la scritta "Arbeit macht frei" in "P2 macht frei". Quello dove la poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi veniva riveduta e corretta in "Se questo è un Paese" e in essa il Grillo Parlante non risparmiava nessuno.
Trovo terribile la faciloneria con cui vengono fatte queste cose, trovo spaventoso che a indignarsi siano sempre i soliti, e che nemmeno una voce di dissenso sia arrivata dal M5S. Paura di essere epurati?
Si badi bene, però, penso ci sia la solita minestra di concetti e proclami, in quello che Grillo dice e fa.
Il primo tema, il più importante, è che non è giusto usare il ricordo di un posto come Auschwitz per farsi pubblicità elettorale (perchè, ormai, a questo siamo giunti). Non è giusto per le persone che ci sono morte davvero, non è giusto per i vivi, e mi sento anche personalmente offeso nella memoria dei miei nonni che quella Guerra la hanno combattuta per consentire a noi di scrivere e pensare in libertà (nonchè di votare, lo ricordo).
Il secondo tema è il solito miscuglio di argomenti, argomentazioni e attacchi. Perfettamente d'accordo, ovviamente, sullo schifo rivolto a Berlusconi e Dell'Utri, un po' meno sul fatto che viviamo in un Paese paragonabile alla Germania nazista a causa di Napolitano e del PD.
La ciliegina sulla torta è arrivata però ieri sera, con il post del capo gruppo 5 Stelle Di Maio "Li sento tutti indignarsi per un fotomontaggio. Sono gli stessi che cantavano "Bella Ciao" mentre regalavano 7 miliardi e mezzo alle banche". Caro Di Maio quello che voi avete "fotomontato" ha fatto milioni di morti, forse varrebbe la pena ricordarsene e avere il coraggio di dire che Grillo ha fatto una gran cazzata. Anche perchè ricordo che voi sareste quelli che hanno rifiutato l'accordo con la Le Pen in Francia, perchè "ideologicamente distanti". Pessimo inizio di campagna elettorale, con Grillo che se deve ricorrere a questi mezzucci per far parlare di sè forse significa che ha già il fiato corto prima ancora di partire.
Saluti

sabato 28 gennaio 2012

Giornata della Memoria 2012

Ieri era la giornata della Memoria. L'anniversario dell'arrivo delle truppe russe alle porte di Auschwitz è stato preso come data simbolo per non dimenticare la Shoah, il nazismo e la seconda guerra mondiale nel suo insieme. Shoah, certo, ma proprio perchè Giornata della Memoria non dimentichiamo che, nel complesso, i morti furono quasi 40.000.000 (Istituto Comasco per la Storia del Movimento di Liberazione), contando solo gli europei, per salire a oltre 70.000.000 (College of Criminal Justice) a livello mondiale. Nel nostro continente i costi maggiori, in termini di vite umane, li pagarono la Germania (più di 7.000.000 di morti), l'Unione Sovietiva (più di 21.000.000 di morti), la Polonia (con quasi 5.500.000 morti). Trovo quindi fondamentale non dimenticare, ma un po' retorico parlare solamente della Shoah, visto che i nazisti tentarono lo sterminio sistematico anche di Rom e Sinti, di Russi e Polacchi, di slavoi in genere per non parlare dei Testimoni di Geova, degli omosessuali e dei malati mentali.
Ho ancora scolpiti nella mente i racconti dei miei nonni, che vissero quegli anni in primissima persona. In particolare il mio nonno paterno che partecipò alla Campagna d'Africa (1940-1943) ed alla Campagna di Russia. Impegnato nei reparti infermieristici, riuscì a tornare vivo da entrambe le guerre, ma profondamente segnato nello spirito, e non mancò mai di raccontarci quei momenti, il dolore, l'orrore vissuto.
E' anche e soprattutto per la memoria dei miei nonni, che trovo particolarmente offensivo il revisionismo e la nostalgia che, purtroppo, ancora in troppi dimostrano. Magari non un sentimento così esplicito, come per certi movimenti "politici" (per esempio Forza Nuova), talvolta anche solo un atteggiamento di accondiscendenza e di desiderio di riconciliazione verso le idee e gli eventi che coprirono l'Europa di sangue e distruzione. Frasi come "i morti sono tutti uguali" non dovrebbero mai essere pronunciate, e penso non ci potrà mai essere riconciliazione, nè capisco come possano le istituzioni e la società tollerare figure, anche di spicco del mondo politico, che talvolta se ne escono con atteggiamenti e discorsi palesemente razzisti e xenofobi. In Germania una cosa così non potrebbe mai accadere. Questo non significa che, anche lì, non siano presenti i nostalgici, ben inteso, ma gli anticorpi sociali sono molto più forti che da noi, e la "repressione" dialettica (mai violenta), è immediata. La verità è che forse, in Italia, non abbiamo mai davvero fatto i conti con il nostro passato.

Saluti

domenica 24 aprile 2011

Buon 25 Aprile, nostra Festa di Liberazione

Anche quest'anno, come sempre, arriva il 25 Aprile, la nostra Festa di Liberazione dal nazifascismo.
Nonostante quest'anno si rischi un po' la sordina, vista la sovrapposizione con la Pasqua, vorrei spendessimo un momento un po' piu' lungo del solito per ricordare quanti, in quel lontano periodo fra il 1943 ed il 1945, sacrificarono vita ed affetti per liberare l'Italia dai fascisti di Mussolini e dai nazisti di Hitler. Credo che questo ricordo non sia retorico, ne' propagandistico, ma semplicemente dovuto a quanti si sono spesi per consentirci, oggi, di vivere in una democrazia.
Stabilito che, di certo ma solo perche' siamo umani e quindi tutti diversi, anche fra i partigiani ci furono le mele marce, quel che rattrista e sconcerta e' il tentativo di alcuni (non ancora molti, ma ci siamo quasi...), di raccontare quel periodo in maniera diversa, di evidenziare come, in fin dei conti, i morti debbano essere considerati tutti uguali, di riscrivere la storia che fu.
Ebbene, a costoro vorrei dire chiaramente che i morti non sono tutti uguali, che alcuni scelsero di combattere dalla parte sbagliata, che il sentimento che la Resistenza fece riscoprire ai nostri nonni ci servirebbe anche oggi, periodo oscuro della nostra Repubblica.
Un buon 25 Aprile a tutti, quindi, con un pensiero in particolare ai miei nonni, entrambi coinvolti, anche se su fronti diversi, nella Seconda Guerra. Il primo, Gastone Strukul, padre di mia madre, disertore dopo l'8 Settembre e datosi alla macchia con i partigiani, il secondo, Vittorio Camporese, che dopo averne viste d tutti i colori nelle campagne di Russia e d'Africa, scelse di non esporsi, anche per proteggere la sua famiglia.

Saluti

giovedì 27 gennaio 2011

Giornata della Memoria

Oggi è il Giorno della Memoria, per non dimenticare i lager nazisti, gli eccidi di massa, gli orrori delle guerre.
Questa giornata non dovrebbe essere soltato il giorno di alcuni, ma di tutti, perchè certi valori dovrebbero essere universalmente condivisi e riconosciuti, indipendentemente dal colore politico o della pelle.
Attraverso questa Società Pensante mi piacerebbe invitare i genitori (ormai parlo come tale), ma non solo, a portare i propri figli nei campi di concentramento nazisti: la visita è dolorosa e non certo di piacere, ma profondamente istruttiva. Io personalmente sono stato a Mauthausen e Dachau, ed il senso di oppressione che si prova quando si entra nelle "docce" o nel seminterrato con i forni crematori non si può descrivere: deve essere provato.
Saluti