Sito denuclearizzato

Visualizzazione post con etichetta Crisi di Governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Crisi di Governo. Mostra tutti i post

lunedì 30 settembre 2013

Diversamente Berlusconiani?!?

Già, proprio così, Alfano e i Ministri dell'attuale governo si sono detti pronti a essere "diversamente berlusconiani". Non voglio fare della facile ironia sul "diversamente", ma mentre Berlusconi gioca il tutto per tutto, l'Italia (e gli italiani) languono in una situazione drammatica di incertezza e indecisione. Le rassegnate dimissioni dei parlamentari forzaitalioti (o ex pidiellini?!?), sono senza precedenti e lasciano senza parole perfino il sottoscritto, che ci ha messo qualche giorno a riprendersi dallo shock.
Cosa starebbe a dimostrare tutto ciò? Secondo me l'ennesima dimostrazione che a una certa politica le sorti dell'Italia interessano decisamente molto poco. Perfino il PD potrebbe uscrine pulito e vincitore, nonostante l'ultimo anno di altalena fra lo scandaloso e il ridicolo, ma attenzione perchè il 4 Ottobre si vota per l'inagibilità politica del Cavaliere, e il partito di Epifani potrebbe ancora regalare qualche emizione in nome della "stabilità".
In tutto questo marasma, va da sè, il M5S non poteva distinguersi, dimostrandosi quel maturo soggetto politico che vorrebbe governare l'Italia con il 100% dei consensi, e per bocca del suo Padre-Padrone ha sbraitato "O si va al voto o ce ne andiamo a casa".
La risposta più consona potrebbe essere: "'sti cazzi, accomodatevi pure".

Saluti

martedì 27 agosto 2013

Berlusconi statista? No, imprenditore

I venti di guerra soffiano non solo sulla Siria ma anche sul Governo Italiano e sul nostro Paese tutto. Il PdL ormai è in trincea e tenta in tutti i modi di salvare il padre padrone, senza il quale non esisterebbe. Non importa che si parli ora di un pregiudicato, quel che conta è l'immagine e la sbandierata limitazione delle libertà. All'affanno dei suoi per salvarlo, fa però da contraltare l'ultimo stop del Cavaliere, forse per smorzare i toni, forse per rasserenare gli animi o forse ancora per dimostrarsi uomo di stato e quindi responsabile per definizione. A ben guardare, però, non ci sono nobili cause dietro all'intervento del Caimano, semplicemente la constatazione che, causa la temuta crisi di Governo e quindi di instabilità in Italia, i mercati stanno rispondendo facendo perdere fior di milioni ai titoli Mediaset (sospesi in borsa l'altro giorno per alcune ore per eccesso di ribasso).
Ecco dunque l'ennesima dimostrazione di quali siano i reali interessi di Berlusconi: non tanto il Paese che continua a usare come capro espiatorio per i suoi guai, ma semplicemente i suoi interessi, e cioè evitare il carcere e guadagnare sempre più soldi. Con buona pace di tutti i fedelissimi che si bevono ancora la stupidaggine della discesa in campo per il bene dle Paese.

Saluti

lunedì 9 aprile 2012

La Farsa della Seconda Repubblica

Tangentopoli decreto' la fine della Prima Repubblica, quella partitocratica e statalista che aveva determinato (secondo alcuni), il declino morale ed economico del Paese. Ma Tangentopoli, come effetto collaterale non indifferente, consenti' la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la sua ascesa al potere. Quella che si sarebbe dovuta distinguere dalla Prima Repubblica, per modi e contenuti, si rivelo' una delle creature piu' buie del secondo dopoguerra italiano. La completa perdita di senso dello stato, l'assoluto menefreghismo nei confronti di qualsivoglia regola del vivere sociale, il lassismo del mondo politico sulle note dei bunga bunga, hanno determinato, negli ultimi vent'anni, un pesante declino non solo ideologico ma anche e soprattutto sociale ed istituzionale nel Paese.
Poi e' arrivata la crisi, cui ci siamo dimostrati particolarmente vulnerabili anche per la tabula rasa politica che e' stata pianificata negli ultimi decenni, ed assieme ai problemi che tutti conosciamo, essa ha forse avuto o, per meglio dire, avra' l'importante effetto collaterale di spazzare via la Seconda Repubblica. Prima la totale sfiducia del Popolo nei partiti, poi le dimissioni di Berlusconi e la sua, speriamo duratura, uscita di scena, a seguire lo scandalo Lusi-Margherita ed ora la Lega. Insomma, un terremoto partitico a danno di quelle figure e personalita', che pensavano di poter trasformare impunemente le regole del gioco a loro escusivo vantaggio, in una cinica partita unilaterale al massacro sociale, condita da fastidioso disinteresse verso chi, come me e molti altri, si dovevano barcamenare ogni giorno fra iniquita' ed ipocrisie.
Beh, cara Seconda Repubblica, a mai piu' rivederci. L'unico rammarico e' che per ricostruire qualche cosa di significativo, ci vorranno diversi anni.

Saluti

giovedì 12 gennaio 2012

VERGOGNA!!!

E così, come previsto, i quesiti referendari sono stati bocciati.
Cosa inaspettata, invece, è la bocciatura anche dell'arresto di Nicola Cosentino da parte del Parlamento. Se ne parla da un paio d'anni, addirittura, e già nel Novembre 2009 avevo fatto un intervento su questo mio blog. Oggi, dopo la presentazione di prove inconfutabili, dopo il parere positivo a procedere con l'arresto da parte di vari organi e soggetti giudicanti, dopo che molte persone sono già finite in carcere sull'onda della stessa inchiesta, Cosentino è libero.
Mi chiedo: se Cosentino fosse un comune cittadino e non un Onorevole sarebbe ora in carcere? perchè una certa parte del Parlamento si ostina a difendere persone così? e come è possibile che i partiti non abbiano un minimo di filtro, che eviti l'ingresso di determinati soggetti?
Domande cui, forse, è facile dare una risposta.

Saluti

Lunga Vita al Porcellum

E così, alla fine e confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi, la Corte Costituzionale ha respinto i quesiti referendari, che tanto tiepidi avevano trovato i partiti (tutti o quasi), incuranti di quel milione e duecentomila cittadini che, al contrario, ritenevano necessaria una rivisitazione della Legge Elettorale. Ora il problema è (di nuovo) completamente politico, e la politica (il Governo Monti), si troveranno ora a dover decidere qualche cosa. Certo è, che l'altra sera da Fazio lo stesso Monti ha chiaramento ammesso che la Legge Elettorale è un problema squisitamente politico e quindi, in quanto tale, non una priorità dell'attuale Governo.
Il timore che alle prossime elezioni ci si trovi nuovamente con questo finto bipolarismo e le solite accozzaglie di partiti, è quindi drammaticamente reale.
L'altro grande voto che desta attesa è quello parlamentare sull'arresto di Nicola Cosentino, coordinatore PdL in Campania, accusato di essere il referente politico dei casalesi.
Non si capisce l'ostinazione del PdL a voler difendere l'indifendibile e a voler impedire che la Giustizia faccia il suo corso, fino al punto di minacciare "ritorsioni" verso il Governo Monti (On. Cicchitto, mi pare davvero poco serio ricattare in questo modo i suoi colleghi parlamentari). Comunque, dopo il volta faccia della Lega (per una volta condivisibile, anche se viene il dubbio sul lavoro che i celoduristi hanno svolto per tanti anni al Governo), pare che il sì all'arresto sia cosa fatta. Staremo a vedere.
Come ho già avuto modo di sottolineare, quindi, si evidenziano ancora due modi di fare politica: uno di coerenza e trasparenza, ed uno (il solito, di cui gli italiani sono piuttosto stanchi), sempre pronto a difendere interessi personali e poco attenti al bene del Paese.

Saluti

martedì 10 gennaio 2012

Si ricomincia

Dall'ultimo intervento è passata più di qualche settimana, e non sono mancati gli amici che me lo hanno fatto notare. A dirla tutta, fra i malanni di stagione miei e di mia moglie, e quelli delle bambine, dobbiamo ancora uscire da un tunnel partito prima di Natale. Fortunatamente nulla di grave, ma sono cose che prendono per sfinimento.
Ciò detto, volevo innanzitutto fare un augurio di buon anno a tutti coloro passeranno per di qua in questo 2012. In secondo luogo volevo lasciare un pensiero sull'aria nuova che mi pare si respiri in Italia da un mesetto a questa parte.
Ovviamente mi riferisco ad aria politica e civile, che come sapete io tendo sempre abbastanza a confondere.
Emergono impressioni di rigore e serietà, non ultime nelle interviste televisive al Premier Monti e ad i suoi Ministri, che però mi sembra non siano gli unici a fornire il nostro Paese di un abito più consono ed elegante. Ci sono anche i milioni di italiani che, con le pezze al sedere (scusate la metafora), si sono resi conti che il cabaret è finito ed è giunto il momento di ricominciare a trattare la cosa pubblica con più correttezza. Ecco allora che appaiono stonati e fuori tempo gli interventi di coloro i quali si sono affrettati ad etichettare, per esempio, il blitz di Cortina come un atto mediatico (che clamoroso autogol Sindaco Franceschi), evidentemente isolati dal resto del Paese, che non ha tempo di dedicarsi alla caccia alle streghe ma pretende giustizia vera.
E, se devo essere sincero, questa aria nuova si respira anche dalle parti dei politici, che mi pare si siano divisi trasversalmente in due grandi correnti: quelli a favore e quelli contrari al Governo Monti. I primi sentono il peso di un fallimento della politica (come sottolineato da più parti), e la sua totale incapacità di trainare l'Italia fuori dalla crisi: la sostituzione della politica con un Governo tecnico/politico (non si può non dire che questo Governo non sia politico), è solo l'atto conclusivo di questa sconfitta. La seconda frangia, invece, sente (e tratta) Monti come altro da sè, e lo si nota nei toni usati da diversi esponenti, per lo più, del Centro Destra (ieri la Santanchè ha brillato in questo senso), fino a chiedere addirittura già le dimissioni di questo Governo decisionista, che tante rotture rischia di portare ai fragili equilibri di potere e di lobby.
Staremo a vedere, ma le premesse per un 2012 con il botto sono ottime.

Saluti

sabato 10 dicembre 2011

Che fine hanno fatto i Buoni Propositi?

Perchè ho l'impressione che il sedere mi bruci ancora? Un mesetto fa, si era chiesto a gran voce un Governo tecnico che facesse quello che i partiti non avrebbero potuto fare, e cioè prendere decisioni impopolari per risanare i conti dello Stato e consentirci di uscire dalla crisi.
Ora capisco che le misure impopolari erano esclusivamente verso di noi, comuni mortali, nonostante i buoni propositi di equità e progressione, nonchè le promesse di andare a toccare, per una volta, gli intoccabili.
A conti fatti, la Manovra del Parlamento non mi pare differente da quella che avrebbe potuto varare il PdL da solo (o il PD). E lo dice uno che, fino all'ultimo, sta difendendo l'operato di Monti a spada tratta. Mi rendo conto che la manovra potrebbe essere migliorata, ma mi rendo anche conto che, a volte, ad alzare le barricate come fa Di Pietro (mi viene il sospetto che voglia solo cavalcare il momento per puro e semplcie tornaconto politico personale...), non si arriva da nessuna parte.
E non a caso parlo di "Manovra del Parlamento" e non del Governo, perchè ora è il Parlamento a mettere i bastoni fra le ruote.
Torna l'ICI, ma di far pagare tasse anche alla Chiesa non se ne parla, si promettono tassazioni (invero basse), ai capitali che hanno goduto dello scudo fiscale di Berlusconi, ma pare non si possano fare, di patrimoniali nemmeno l'ombra, di tassazione delle rendite finanziarie non si parla, di asta pubblica delle frequenze televisive si sentono solo lontane eco, ed ora salta fuori che i Parlamentari si oppongno, con voto bipartisan, al taglio di 5.000 euro ai loro stipendi a partire da Gennaio. Ma porca miseria, in che cavolo di Paese viviamo? dov'è l'equità? questa gente proprio non ha ritegno? se qualcuno aveva pensato di mollare la presa, perchè con Monti si prospettavano certo sacrifici ma c'era la prospettiva di uscire dal casino, beh, lancia in resta, perchè la protesta deve riprendere fragorosa.

Saluti

sabato 19 novembre 2011

Ricominciamo a Sperare?

Certo, sapere che il nostro salvatore sarà un banchiere, ex Goldman Sachs, uno di quelli che, forse, la crisi la hanno un po' provocata, fa un certo che. Tuttavia pare che le premesse non siano negative. Monti ha ricevuto una maggioranza schiacciante alla Camera, 560 voti a favore e solo 61 voti contrari, ed una delle prime proposte è il taglio dei vitalizi ai parlamentari (sia agli ex che a quelli in carica). D'accordo, assieme a ciò si parla di tornare all'ICI (a proposito di cui, ho già espresso il mio appoggio), del taglio alle pensioni e di altre iniziative lacrime e sangue, come le aveva battezzate Berlusconi, ma pare che, in ogni caso, una delle parole d'ordine sia anche equità.
Staremo a vedere. Penso che già dalla prossima settimana sapremo di che morte morire.
Nel frattempo, ricordo che domani si vota nella cugina Spagna, dove il sottoscritto ha numerosi amici, e che spera non debbano svegliarsi sotto il sole del Partito Popolare.
Ciò detto, trovo che anche da loro sia necessaria una presa di posizione forte, contro i comportamenti facili ed iniqui, ma che la risposta a ciò non possa essere l'astensione e l'anti politica proposta dagli Indignados (per quanto mi stiano simpatici). Per mille motivi, fra cui anche il fatto che giochiamo tutti la stessa partita con regole molte simili, ed il tirarsene fuori non ha mai aiutato alcuno. Partecipazione deve essere la parola d'ordine, in un sistema (la Democrazia Rappresentativa), che deve di certo essere aggiustato e riportato ai primordi (ovunque), dato che negli ultimi decenni è stata stuprato e violentato, ma che non per questo è un sistema inefficace.
Oggi non possiamo essere noi, i diretti interessati, a non crederci.

Saluti

domenica 13 novembre 2011

Berlusconi lascia: ultimo atto?

Ieri sera, verso le 20.30, Berlusconi si è recato da Napolitano per rassegnare le sue dimissioni. Dopo un lungo colloquio e le rassicurazioni ai suoi sul fatto che "possiamo staccare la spina al Governo Monti quando vogliamo", il Premier esce da una porta secondaria, per evitare il confronto con i contestatori.
Molti, oggi, vedono l'inizio della ripresa, la fine del "secondo ventennio" italiano, l'alba di un nuovo giorno. Io, personalmente, sono scettico.
Non tanto sulle capacità di Monti nè, ovviamente, sull'opportunità di dimissioni di Berlusconi, quanto sulle analisi superficiali che i politici di quasi tutti i partiti di centro sinistra fanno. Temo una banalizzazione del momento, troppo concentrato sul "tutti contro Berlusconi" e molto poco sul "cosa facciamo adesso per il bene del Paese". Ci sono, a mio avviso, alcuni semplici esempi.
Vendola e Di Pietro vorrebbero andare ad elezioni subito.
Fino all'altro giorno erano fra i promotori della modifica della legge elettorale, per ridare potere vero ai cittadini, ma oggi, apertosi uno spiraglio per guadagnare un seggio in più in Parlamento (o di rientrarvi dopo tanti anni come nel caso di SEL), vorrebbero subito le consultazioni.
Bersani rivendica come successo del PD le dimissioni di Berlusconi.
Casini, da buon democristiano, saltella fra uno e l'altro per capire dove gli convenga sedersi.
Il Terzo Polo tutto, con il suo piccolo "per cento" cerca di pesare comportamenti ed alleanze per non scomparire.
Strategie, strategie, strategie, ma non sono questi tutti atteggiamente da piccolo orticello? ed alla gente che ora ha paura (veramente è da almeno due anni che abbiamo paura), e vuole risposte chi ci pensa? Napolitano, certo, peccato che la nostra non sia una Repubblica Presidenziale ma Parlamentare.
Quindi, per concludere, sono piuttosto scettico che le dimissioni di Berlusconi segneranno l'alba di un nuovo giorno. Tale e tanto profonda è stata l'incisione nel nostro sistema sociale e culturale operata da Silvio Berlusconi, che temo ne vivremo i postumi per molti molti anni.

Saluti

giovedì 10 novembre 2011

Berlusconi lascia

Purtroppo non il tempo materiale di seguire in diretta e minuto per minuto su questo mio blog le vicende della politica italiana. Soprattutto in questi giorni dove, ora dopo ora, le cose cambiano velocemente.
Notizia di ieri è che il Cavaliere, a quanto pare, presenterà le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. Anzi no, vedete? sono sempre in ritardo, le ha già presentate. Anzi no, scusate, le ha promesse, ma solo dopo l'approvazione del maxi emendamento alla legge di stabilità (leggi, finanziaria). Mentre Napolitano ieri sera nominava Mario Monti senatore a vita ed oggi spendeva due ore del suo prezioso tempo con quest'ultimo, Berlusconi forse non si dimetterà. No, certo che lo farà, ne sono sicuro e, detta fra noi, ci spero come ci sperano in molti. Approposito, avete visto come fuggono i topi quando la nave affonda? Fino a ieri tutti super convinti a difendere il capo e a spergiurare che, tutto sommato, la crisi non è poi così forte, oggi fanno a gomitate per formare nuovi gruppi parlamentare: che schifo, nemmeno un po' di orgoglio. I malpancisti, i frondisti, i responsabili: tutti una banda di ladroni volta faccia della peggior specie. Quasi quasi mi spiace per Berlusconi, in questo frangente, così solo ed abbandonato, vittima forse del suo stesso modo d'essere.
Ad ogni modo, se a destra le cose non vanno bene, a sinistra mi pare vadano anche peggio. La sinistra italiana trova infatti sempre un motivo per dividersi. Oggi la motivazione è che nè Di Pietro nè Vendola vogliono un Governo Monti ma spingono, al contrario, per elezioni anticipate. Ma dico, con che criterio? Con la medesima legge elettorale che ci ha regalato questo Parlamento? Ma non eravate voi, fino a ieri, a voler modificare le regole del voto prima di ogni altra cosa? e oggi che vedete qualche punto percentuale in più o la possibilità di entrare in Parlamento, allora gettate a mare le proposte degli ultimi mesi e siete disposti a mettere l'Italia (e noi poveri fessi), con le chiappe al vento per due lunghi mesi di campagna elettorale? Ma con che testa ragionate?
Insomma, sono vent'anni che aspetto la fine di Berlusconi, ed ora che forse è arrivata, la sinistra si è fatta trovare impreparata a reggere l'urto.

Saluti

mercoledì 26 ottobre 2011

Da consumatori a consumati: Licenziati e mai Pensionati

Ed ecco uno dei risultati tanto attesi (ed auspicati da alcune parti), della crisi: maggior flessibilità nel mondo del lavoro, quindi licenziamenti più facili ed innalzamento dell'età pensionabile. Sembrano essere queste le parole d'ordine della lettera che il Governo italiano ha inviato oggi all'Unione Europea, venendo in contro in toto a quanto richiesto dalla Banca Centrale e dal Fondo Monetario. Per risolvere la crisi prodotta dalla speculazione finanziaria, quindi, non si puniscono gli speculatori ma quelli che la crisi la vivono tutti i giorni, sulla propria pelle.
La cosa che non stupisce è che, ovviamente, queste sono misure che valgono solo per la gente comune, perchè di certo nessuno si sognerà di licenziare un ministro o un sotto segretario se non fa il suo dovere, o di imporgli ad andare in pensione a 67 anni. Loro, la pensione, la percepiscono se completano i 5 anni di carica istituzionale. Altri, come la moglie di Bossi (quanto brucia alla Lega dura e pura sentirsi rinfacciare che, di tanto in tanto, anche lei ne approfitta?), in pensione di sono andati a 39 anni: chissà se sarà una di quelle persone chiamate a pagare un po' di più per il beneficio da baby pensionata goduto fin'ora (e pagato da noi, come al solito).

Saluti

venerdì 14 ottobre 2011

Da consumatori a consumati: l'Ambiente

Ebbene sì, continuo con i miei piccoli interventi di condivisione sociale (quanto mi piace questa espressione), per sottolineare come, per fare fronte alla crisi, i tagli si abbattano sempre sui soliti noti. Peccato che questa volta i "soliti noti" sia l'ambiente italiano. Come ho scritto nel mio intervento di ieri, per l'anno prossimo sono stati stanziati circa 260 milioni di euro per le scuole private (ma perchè, come tutte le aziende, non possono essere a rischio fallimento? quanto forte è la lobby che le appoggia?): ebbene, notizia di questa notte, i fondi per il Ministero dell'Ambiente passeranno l'anno prossimo da 1,3 miliardi di euro stanziati nel 2008 a 120 milioni nel 2012!!! insomma, prenderanno più le scuole private che l'Ambiente italiano. Notevole, no? Se si pensa poi alle manovre di svendita delle spiagge e delle coste, al taglio dei fondi per la tutela dell'ambiente e la gestione dei parchi naturali, ed al condono previsto per i mostri edilizi in prossimità del mare nonchè alla proposta di (s)vendita di alcuni beni artistici italiani, il quadro è piuttosto sconfortante. E lo è ancora di più se si pensa alla situazione in cui ci troviamo. Insomma, cosa ci sta a fare ancora lì questo Governo? Perchè continuano a prenderci per i fondelli fingendo che la priorità sia il popolo italiano, e continuando impunemente a fare regali a qualche amico, lobby o casta che sia? Io, da cittadino, mi sento preso per il culo, soprattutto se penso al settore del turismo, che in Italia è forse uno dei pochi a tirare ancora.
Quanto durerà questa stressante agonia?

Saluti

giovedì 13 ottobre 2011

Da consumarsi preferibilmente entro

Questa mattina, mio malgrado, sono venuto in ufficio con l'auto, ma solo perchè dovevo riconsegnare il mezzo aziendale, visto che ieri sono rientrato oltre le 20 da un cantiere. Ascoltando la radio, le notizie passate sono state: nel 2012 la somma stanziata prevista per le scuole private sarà di 260 milioni di euro;sempre nel 2012 la somma stanziata prevista per le operazioni militari sarà di 700 milioni di euro; aumento del premio assicurativo per auto e moto nel 2011 da un +25% ad un +35%.
Allora mi chiedo, da povero ed ignorante cittadino: ma a me della prescrizione breve e del decreto sulle intercettazioni cosa diavolo interessa? perchè questo Governo, ormai alla frutta, continua impunemente (perchè ormai il comportamento dell'esecutivo rasenta l'offesa personale), a pensare più ai problemi del Premier che a quelli del Paese?
In questo senso sono assolutamente d'accordo con le manifestazioni di piazza, con i blocchi di protesta, con gli scioperi e con tutte le iniziative popolari non violente (assolutamente non violente, non cadiamo nel tranello), tese a sensibilizzare la gente sulla crisi attuale e sul fatto che, a oggi, Berlusconi ed i suoi non sono assolutamente in grado di gestirla. O meglio, scusate, è evidente che a questi signori non interessa minimamente gestire la crisi in cui versa il Paese.

Saluti

venerdì 30 settembre 2011

Mafie e lobby di Stato

Dopo un lungo silenzio, dovuto essenzialmente alla nuova personcina con cui condivido il medesimo tetto, torno riportando il sunto di uno scambio di opinioni avvenuto ieri con un paio di colleghi. Si discuteva di crisi politica, di crisi economica, di crisi quasi esistenziale del Paese, su che cosa il Governo non sta facendo e dovrebbe fare per rilanciare un po' l'economia e ridare fiducia ai cittadini prima che ai mercati, e che tipo di influenza hanno sulla situazione attuale i comportamenti "leggeri" cui ormai ci hanno (e ci siamo) abituati negli ultimi vent'anni.
Non poteva non mancare la battuta sul Sud che spende invece che produrre.
Nonostante l'iniziale battuta provocatoria di uno dei due colleghi sul Meridione, devo dire che ho trovato una sponda tutt'altro che stupida e qualunquista, e la discussione sulla Mafia e sulla Camorra si è rapidamente estesa portandoci ad una conclusione. Le Mafie "ufficiali" non sono che la punta visibile (e non legalizzata), si un sistema di malaffare diffusissimo in Italia, senza il quale sembra che il Sistema Stato non sia in grado di avanzare e sostenersi. Le logge massoniche sono una forma di Mafia, le corporazioni sono una forma di Mafia, talune associazioni sono una forma di Mafia, così come (e qui mi troverò sotto il fuoco incrociato dei cecchini), talvolta il Sindacato, la Confidustria, la lobby dei notai, dei commercialisti, dei tassisti e chi più ne ha più ne metta.
In Italia la politica non vuole smantellare questo sistema, perchè la politica stessa è una forma di Mafia (essere inseriti in una lista elettiva bloccata non è una forma di "favore" all'amico dell'amico?), e di essa si nutre. La differenza con Camorra ed 'Ndrangheta? che quelle citate sono legalizzate dal sistema.
La conclusione logica è quindi che dovremmo smetterla di vedere solo il lumicino che ci mostrano, pensando (o illudendoci) che l'arresto dell'ultimo boss possa in un qualche modo bloccare il sistema mafioso in Italia. Le Mafie del Sud fanno affari d'oro al Nord, e vi si sono installate già da diversi decenni (checchè ne dica la Lega), e le Mafie del Nord investono e scaricano rifiuti al Sud. Ma questa, come detto, è solo la faccia illegale e più romanzesca della cosa, perchè in Italia "mafia" significa altro tant'è che quando Falcone e Borsellino hanno iniziato a puntare il dito sulle collusioni mafia-Stato sono stati fatti fuori.
Che cosa aspettarsi allora da questa politica? certo non tutti sono conniventi e non tutti sono sporchi, ma allo stato attuale delle cose possiamo aspettarci che qualcuno dimostri un colpo di reni e di orgoglio e rinneghi (o quanto meno ridimensioni) questo sistema che, come detto, non è solo del Sud, non è solo della Politica ma è anche di molti dei nostri commercialisti, notai, avvocati, ecc, ecc, ecc?

Saluti

domenica 18 settembre 2011

Politica temporale e politica sociale

Questa settimana ho avuto modo di vedere un paio di volte Otto e Mezzo, il programma di Lilli Gruber su La7. A seguire, sempre sullo stesso canale, giovedì ho visto la prima puntata di Piazza Pulita, il nuovo programma di approfondimento politico di e con Corrado Formigli. Sempre questa settimana ho avuto modo di leggere sui quotidiani di Tarantini, di Berlusconi, delle escort, delle deputate che le procacciavano, delle festine, degi intrallazzi, dei ricatti al Premier.
Come cittadino italiano penso di poter dire che ne ho le scatole piene.
Sono anni che, fra beghe giudiziarie e scandali sessuali, ci si occupa solamente di quello che non vorremmo che Berlusconi facesse, invece di dire chiaramente cosa faremmo noi (opposizione o liberi pensatori), al posto suo. Lungi da me l'idea di volerlo difendere, sia ben chiaro, ma davvero l'Opposizione ed i giornalisti non hanno nulla da dire sul come si pensa di uscire dalla crisi se, ipoteticamente, domani dovesse venire meno il Governo? Non ho ancora sentito nessun esponente del PD o di Italia dei Valori dire come dovrebbe cambiare il sistema Stato per evitare che una crisi come quella che stiamo vivendo non si debba ripresentare, o cosa farebbero per dare un lavoro a quel 20% di giovani disoccupati, o come vorrebbero cambiare le regole di "flessibilità del lavoro", che tanti danni ha provocato. Non ho ancora sentito nessuno che, con tono grave e sguardo serio, mi abbia convito di voler stroncare lo strapotere delle lobby e delle caste italiane, che ormai legano le mani a qualsiasi incisiva azione politica tesa ad un cambiamento reale, nonostante sia quello che chiedono, da tempo, le piazze, i movimenti e le forze extra parlamentari.
A onor del vero su L'Infedele di e con Gad Lerner, lunedì scorso ho sentito cose molto interessanti. Patrimoniale, in diverse salse e forme, ICI per la Chiesa, tasse equamente ripartite. Insomma, ho sentito delle proposte. Peccato che non fosse presente alcun big della politica.
Allora, per concludere, mi viene da fare un paragone. Così come io mi sono sempre dichiarato avverso all'istituzione Chiesa, mentre non ho mai provato alcuna antipatia particolare per religione, fede o spiritualità (per quanto io non sia credente), che nulla hanno a che fare con le implicazioni materiali e terrene, o con il potere temporale ed economico, così ora mi trovo ad osteggiare il Parlamento e l'esercizio "temporale" della politica, nonostante provi profonda ammirazione per la politica "spirituale" e sociale, e ne consideri tanto alto il valore e l'utilità. Questa cosa però mi crea profondo rammarico, perchè il Parlamento dovrebbe essere il luogo di esercizio della politica intesa nel suo senso più alto (quasi classico e filosofico), e credo che questo spazio vada riconquistato il prima possibile. Purtroppo, come faceva notare Lilli Gruber qualche sera fa, al momento non vedo grandi statisti che potrebbero incarnare questo spirito, riportandolo negli spazi che gli sono propri.

Saluti

giovedì 8 settembre 2011

Also sprach Berlusconi (così parlò Berlusconi)

E Berlusconi disse a Lavitola "non tornare in Italia", meglio starsene all'estero vista la magistratura italiana che si ostina a perseguire i lazzaroni. Questa notizia arriva in uno dei momenti più difficili dello Stato italiano, in cui molti degli elettori del centro destra si sono resi conto che Berlusconi & Co non sono quello che hanno detto e promesso negli ultimi quindici anni. Questa notizia arriva a minare ancora più in profondità (se possibile, soprattutto dopo quel "Paese di merda" rivolta all'Italia di qualche giorno fa), la compromessa credibilità nazionale ed internazionale dell'esecutivo.
Ed intanto la manovra segue sempre più il tortuoso percorso della difesa degli indifendibili, con riduzione dei tagli ai benefit dei parlamentari e tassa di lusso sopra i 300.000 euro.
Non si capisce la strategia (non c'è), nè la prospettiva (non c'è), tanto che perfino gli elettori di centro destra si dimenano senza racapezzarsi, ed arrivano ad accusare il PdL di essere di sinistra viste le tasse proposte. A tal punto è arrivato il lavaggio del cervello degli ultimi decenni, che ormai chiunque proponga tasse, indipendentemente dalla fede politica, dal partito o dalla contingenza storica ed economica, diventa irrimediabilmente di sinistra.
La crisi economica mi preoccupa, ma ancora di più mi preccupa come riusciremo a recuperare il deficit sociale e culturale imposto da questa classe politica.

Saluti

mercoledì 7 settembre 2011

Il Governo del Fare: una settimana dopo

Una settimana fa avevo introdotto la situazione in cui giace (perchè di stasi si sta parlando), il cosiddetto Governo del Fare, e dell'assoluta immagine di inaffidabilità che sta fornendo al Mondo esterno.
Oggi, a distanza di una settimane, le cose non sono affatto cambiate, nonostante ci sia stato anche un esplicito richiamo (lunedì sera), del Presidente della Repubblica ad una soluzione rapida e precisa.
Berlusconi & Co stanno ancora spandendo fumo e confusione, giusto per rendere ancora più incerta la manovra finanziaria e, se possibile, instillare un dubbio ancora maggiore nei mercati e negli investitori sulle loro effettive capacità di risollevare il Paese dalla crisi. Ora pare si sia tornati ad una sorta di "contributo solidarietà" per redditi sopra i 300.000 euro e che l'IVA sarà alzata al 21%. Ovviamente nulla di tutto ciò va verso lo sviluppo del Paese.
Inoltre, come in questo blog si è più volte fatto notare, quasi tutte le proposte avanzate dal Governo mirano, direttamente o indirettamente, a far pagare sempre i soliti cittadini dipendenti, privati o statali che siano. Tagliare fondi ai Comuni, costringerà questi ad alzare i biglietti dei tram e degli autobus o a mettere a pagamento i parcheggi scambiatori (come accaduto a Padova). Tassare le società che distribuiscono energia, servirà solo a far alzare le bollette di acqua, gas ed energia elettrica. Insomma, ce ne vogliamo rendere conto?
Senza contare che la crisi viene tranquillamente usata per tagliare i diritti dei lavoratori.
Fossimo in un Paese serio, e si proponesse una sospensione dei contratti nazionali per due o tre anni, potrei anche starci. Ma con questo Governo e questi sindacati davvero non ci credo, e che pure quei poveracci dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato possano essere bellamente licenziati mi spaventa assai.
Che sicurezza e tranquillità sociale sta trasmettendo il Governo? Che certezze a noi e ai nostri figli per il futuro? nessuno.
Mi spiace, ma secondo me con questa gente non ne veniamo fuori, soprattutto finchè l'intento sarà non scontentare gli amici degli amici ed i soliti noti, a discapito dei più.

Saluti

giovedì 1 settembre 2011

Il Governo del Fare

A quanto pare il Governo del Fare, che non mette le mani nelle tasche degli italiani, non riesce a venire fuori dall'empasse sulla manovra fiscale. Una prima manovra a Giugno/Luglio, poi una seconda, poi una terza, poi chissà, e tutto solo perchè l'Unione Europea ha mandato una lettera a Berlusconi, sottolineando la necessità di modificare quanto già deciso, perchè con quelle poche cose l'Italia non si sarebbe salvata di certo. Ecco il punto, tutto a causa (o grazie), ad un monito ufficiale della tanto odiata Europa, senza la quale ora saremmo messi ancora peggio: se non altro ora è sotto gli occhi di tutti cosa il Governo non è in grado di fare.
Ad ogni modo è evidente che il Governo del Fare non ne verrà fuori, chiuso fra i fuochi incrociati delle lobby e di quelli che non ne vogliono sapere di pagare di più. Quindi via il Contributo di Solidarietà (rimettiamolo, al 5%-10%, sopra i 90.000€), più tagli ad enti locali (che dovranno aumentare il costo dei servizi per stare a galla, e quindi pagheremo noi), Robin tax sulle società che fanno servizio energia (che aumenteranno il prezzo di corrente e gas, e quindi pagheremo noi), tagli alle pensioni (forse sì o forse no). Un marasma in cui, di battuta in battuta, si scopre che dal condono fiscale del 2003 (targato Berlusconi), tantissimi evasori non hanno pagato il dovuto, si scopre che l'evasione fiscale, se efficacemente affrontata, potrebbe rendere parecchi miliardi di euro, si scopre che, forse, tassare le transazioni finanziare (vi ricordate la Tobin tax?!?), non sarebbe sbagliato.
Intanto però nessuno decide, perchè nessuno ha il coraggio di attaccare i veri poteri forti (fra cui l'impero del Cavaliere, o i tassisti romani, SIC!), per non perdere voti (quali?!? quelli della gente o quelli delle lobby?), alle prossime vicinissime elezioni.
Ed intanto l'Italia si avvia a fare la fine della Grecia.

Saluti

venerdì 26 agosto 2011

Una Crisi - Tutte le Crisi

Leggo articoli riguardanti le manifestazioni degi Indignados spagnoli e di una generazione greca tradita; leggo delle rivolte studentesche in Cile e delle proteste di tanti (soprattutto giovani), in Israele; leggo le analisi di autorevoli voci (come Noam Chomsky) sulla crisi degli Stati Uniti, dell'Europa, del Giappone. E leggo sempre le stesse cose. Da tutte le parti si chiedono più giustizia sociale, più cosa pubblica a discapito del privato, più garanzie per il futuro, più lavoro, meno finanza, meno pratiche neo liberiste, una ridistribuzione più equa dei bene, dei capitali e delle infrastrutture. Il Mondo intero è stato inquinato da teorie, prima capitaliste poi neo liberiste, che ponevano il successo finanziario al centro della vita pubblica e privata, e lo consideravano illimitato ed inarrestabile. Credo che i fatti, dal 2008 a oggi, abbiano smentito abbondantemente questa visione del mondo, ma mi sembra altresì che fin troppi potenti e politici siano ancora legati al mantenimento dello status quo. Tutto questo mentre il Pianeta è pervaso da intere generazioni che chiedono a gran voce più equilibrio e garanzie per il futuro.
Vorrei riportare alcuni passi di una lettera aperta di Veltroni e pubblicata oggi da Repubblica, che mi pare il riassunto più onesto di tutto questo e di una certa visione politica e sociale, con le proposte concrete che ne conseguono.
"... un nuovo patto del lavoro che, secondo la proposta Ichino, giustizi la precarietà e elevi la produttività, una riforma fiscale che contrasti l'evasione in un contesto di "pagare meno, pagare tutti". La rinuncia all'idea che lo Stato debba fare tutto e la fiducia nelle risorse sociali diffuse da attivare in un contesto di sussidiarietà, la fine della occupazione partitica della Rai e delle aziende locali, l'una affidata a meccanismi tipo Bankitalia e le altre ad un mercato regolato e orientato a valorizzare forze produttive innovative. Il dimezzamento da subito dei parlamentari e un sistema elettorale bipolare e uninominale , lo snellimento radicale di tutta la diffusa "professionalizzazione" della politica oggi smisuratamente più grande che nel passato. Partiti più lievi possono ritrovare il senso della loro passione ed essere più aperti, come da progetto originale del Pd. E poi la fine delle scandalose retribuzioni e liquidazioni di manager pubblici e privati, la lotta contro ogni forma di corruzione e contro quei poteri criminali che irrompono tra le maglie di una crisi economica forte e di uno Stato debole. Giustizia più rapida, meno carcere, diritto di voto agli immigrati per le amministrative, norme di sostegno al lavoro delle donne e alle politiche familiari. Scelta netta per gli Stati Uniti d'Europa e l'elezione diretta del loro Presidente , più forti politiche comuni di difesa e di bilancio, a cominciare dagli eurobond. Diritti dei gay , a cominciare dalle unioni civili, e scelta netta per le energie rinnovabili, defiscalizzazione dei contributi privati per ricerca e cultura e investimento pubblico forte e selettivo su scuola e università. E poi individuazione delle dieci opere strutturali fondamentali per il paese e affidamento del potere di realizzazione a persone oneste e stimate che possano definire tempi certi e regole per la loro realizzazione. Non manovre ogni sei mesi, ma riforme. Per spezzare il più pericoloso elemento di continuità della storia italiana: l'immobilismo rissoso...".

Saluti

mercoledì 24 agosto 2011

Questa Situazione non è Colpa mia

Sono stanco di discutere della crisi, della manovra finanziaria, dei battibecchi fra destra e sinistra (magari esistessero ancora, come una volta), degli interventi indecisi ed insicuri di sedicenti salvatori della Patria. Ognuno con la sua ricetta e privo della capacità di sintesi necessaria in questo caso, soprattutto per rassicurare un povero cittadino lavoratore dipendente come me, con moglie e figlia a carico, ed un secondo figlio in arrivo.
Non mi interessa più sottolineare come, prendendo una media di circa 140.000 € netti all'anno, ogni singolo deputato potrebbe contribuire a ridimensionare la condizione economica in cui versa l'Italia rinunciando al 60%-65% del proprio stipendio, e comunque continuando a percepire un compenso ben superiore alla media di noi poveri lavoratori.
Mi sono rotto di leggere la stampa estera (che riesce a fare sempre analisi molto più lucide della nostra, chissà poi come mai), che insiste nel parlare di "debito dell'Italia", di "faciloneria dell'economia italiana", di "lassismo dell'Italia nella gestione dei conti". IO non sono mai stato lassista nel gestire nè i conti nè gli investimenti della mia famiglia, non me lo posso permettere come la maggior parte dei cittadini italiani. NON è colpa mia se siamo in questa situazione. NON ho deciso io di passare i sabati sera a giocare alla finanza creativa e NON ho avuto nulla a che fare con l'indebitamento della nostra classe politica verso istituzioni ben più potenti di me.
SONO STANCO CHE SI CONTINUI A GENERALIZZARE E SONO STANCO CHE MI SI CHIEDA DI PAGARE PER COLPE DI ALTRI.
I miei genitori mi hanno sempre insegnato ad assumermi le mie responsabilità: se rompi qualche cosa o fai un danno, devi rimediare o pagarne le conseguenze. Perchè da noi nessuno rende conto? Perchè solo pochi di noi chiedono alla classe politica di rendere conto?
Ed intanto in nostri figli nascono già indebitati e noi, che abbiamo il supporto della pensione o dei risparmi dei nostri genitori, non potremmo garantire lo stesso sostegno ai nostri figli.
Come hanno ridotto il nostro Paese?

Saluti