Sito denuclearizzato

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lunedì 9 aprile 2012

La Farsa della Seconda Repubblica

Tangentopoli decreto' la fine della Prima Repubblica, quella partitocratica e statalista che aveva determinato (secondo alcuni), il declino morale ed economico del Paese. Ma Tangentopoli, come effetto collaterale non indifferente, consenti' la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la sua ascesa al potere. Quella che si sarebbe dovuta distinguere dalla Prima Repubblica, per modi e contenuti, si rivelo' una delle creature piu' buie del secondo dopoguerra italiano. La completa perdita di senso dello stato, l'assoluto menefreghismo nei confronti di qualsivoglia regola del vivere sociale, il lassismo del mondo politico sulle note dei bunga bunga, hanno determinato, negli ultimi vent'anni, un pesante declino non solo ideologico ma anche e soprattutto sociale ed istituzionale nel Paese.
Poi e' arrivata la crisi, cui ci siamo dimostrati particolarmente vulnerabili anche per la tabula rasa politica che e' stata pianificata negli ultimi decenni, ed assieme ai problemi che tutti conosciamo, essa ha forse avuto o, per meglio dire, avra' l'importante effetto collaterale di spazzare via la Seconda Repubblica. Prima la totale sfiducia del Popolo nei partiti, poi le dimissioni di Berlusconi e la sua, speriamo duratura, uscita di scena, a seguire lo scandalo Lusi-Margherita ed ora la Lega. Insomma, un terremoto partitico a danno di quelle figure e personalita', che pensavano di poter trasformare impunemente le regole del gioco a loro escusivo vantaggio, in una cinica partita unilaterale al massacro sociale, condita da fastidioso disinteresse verso chi, come me e molti altri, si dovevano barcamenare ogni giorno fra iniquita' ed ipocrisie.
Beh, cara Seconda Repubblica, a mai piu' rivederci. L'unico rammarico e' che per ricostruire qualche cosa di significativo, ci vorranno diversi anni.

Saluti

mercoledì 4 aprile 2012

Politica, Democrazia partecipativa e crisi dei partiti

Prima Lusi e la Margherita, ora la Lega. Antecedenti a loro innumerevoli altri esempi. Coloro i quali, negli ultimi vent'anni, hanno sistematicamente e metodicamente demolito il sistema partitico e politico italiano, staranno festeggiando, anche se ho idea che la festa, per questi signori, sia finita. Ci hanno riempito la testa con discorsi sulla "morte delle ideologie" e la fine dei partiti, ma non sono nè le ideologie nè i partiti politici (ultimi anelli e rappresentanti materiali di un sistema ideologico), ad aver fallito e ad essere stati sommersi dal disappunto popolare, bensì le persone che hanno gestito in malo modo questi aspetti della vita civile (lo sono sia l'ideologia politica che i partiti). Purtroppo serviranno generazioni (temo) per ricostruire ciò che queste persone hanno distrutto per puro e semplice interesse personale, e per cambiare le regole di cui molti hanno approfittato contribuendo a condurci al punto in cui siamo. La crisi stessa è figlia, in parte, di questi comportamenti dato che chi era stato chiamato ad amministrare e gestire il nostro presente e a gettare le basi per il nostro futuro, aveva in mente solo una cosa: il proprio portafoglio. Ed in tutto questo marasma non aiutano coloro che pongono come unica soluzione alla crisi della polotica l'abbandono dei partiti, il loro annientamento, il ritorno ad una democrazia partecipativa. Su questi temi, lo dico chiaramente, non sono mai stato troppo d'accordo con i movimenti degli Indignados e di Occupy Wall Street, per non parlare di Beppe Grillo che non ha mai raccolto le mie simpatie. Ragionamenti come questi, secondo me, non stanno in piedi per il semplice fatto che necessitiamo di rappresentanti. Il tema è, semmai, come sceglierli, come giudicarli, come limitarne i poteri, non è di certo eliminarli come figure rappresentative e sostituirli con una piazza costituita da sessanta milioni di cittadini, dove si decide e si vota per alzata di mano.
Ribadisco quindi che trovo sbagliato far cadere le colpe degli uomini sul concetto di partito politico e di politica, essendo questa la massima rappresentazione del convivere sociale. Facciamo politica anche pagando lo scontrino, non dimentichiamocelo, e quindi la nostra quotidianità stessa è una "democrazia partecipativa".

Saluti

martedì 15 febbraio 2011

Se non Ora Quando? Chiariamoci

Ieri sera, durante i vari telegiornali che commentavano la Piazza di domenica, si ribadiva il fatto che "le manifestazioni non vogliono essere politiche". Perchè? solo perchè negli ultimi dieci, dodici anni, questa parola ha assunto significati pesantemente negativi grazie (o a causa) soprattutto del Berlusconi-Pensiero?
Un tempo, quando si faceva e si parlava di politica, questa parola assieme a sociale e cultura erano declinazioni di aspetti analoghi della vita comune. Non sinonimi, certo, ma vocaboli che si potevano e si dovevano muovere nel medesimo contesto. Per quale motivo, allora, adesso "politico" dovrebbe avere un senso talmente negativo, che addirittura una manifestazione di protesta dovrebbe vestirsi di un abito "non-politico"? forse sarebbe più corretto dire apartitico, ma non-politico mi pare proprio un non senso. Politica è quel che facciamo tutti i giorni, per la nostra società e per migliorare la nostra condizione, o quel che riteniamo giusto ed equo per una vita comune corretta e pulita. Politico non è lo stipendio dei parlamentari, nè le auto blu, nè i giochi di potere.
Se non torneremo a comprendere questo, ma continueremo ad affidarci passivamente a quel che ci propone (o propina) il leader di turno attraverso la televisione, non riusciremo mai a risvegliare le nostre coscienze.

Saluti

mercoledì 14 aprile 2010

Siamo tutti Omosessuali

Certo ch l'Italia è proprio un bel Paese, alla mercè di antiche ideologie religiose, che impongono quasi invariabilmente di considerare l'omosessualità una malattia. Una di quelle brutte, fra l'altro, paragonabili alla pedofilia. Anzi, peggio, l'omosessualità sarebbe una sorta di iniziazione alla pedofilia e con essa se ne andrebbe a braccetto per la strada, importunando giovani e giovanetti. Per lo meno questo è quel che pensa il Cardinal Bertone, emerito rappresentante della Santa Sede. 
Non che mi aspettassi una levata di scudi alla libertà di opinione, pensiero e gusti sessuali dalla politica italiana, troppo intenta a fare orecchie da mercante nel tentativo di accaparrarsi i favori del Vaticano (mi scusi, On. Bersani, ma il PD è un partito laico?!?), e quindi ho guardato con ardita ammirazione alla Francia ed al suo pubblico disappunto per l'uscita decisamente infelice di Bertone.
Chissà se, nel loro piccolo, i nostri rappresentanti del Centro-Sinistra si sono sentiti un po' indignati, se non dall'accostamento Pedofilo-Gey, quanto meno dalla scandalosa legislazione italiana che non solo non consente le nozze civili (e dico civili!!!) fra omosessuali, ma non fa neppure finta di avvicinare i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie etero.
Evviva il Belpaese.

Saluti

venerdì 26 marzo 2010

Feltri e la decisione dell'Ordine Lombardo

Ed ecco la sospensione dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia di Vittorio Feltri, benamato galoppino e "picchiatore giornalistico" del Premier e di quella frangia del PdL, che vorrebbe mantenere lo scontro politico ad un livello costantemente da "Anni di Piombo", con gossip, intercettazioni ambigue, notizie di omosessualità latente o scappatelle dichiarate. Feltri, insomma, è uno di quegli uomini che, a mio giudizio, hanno volutamente confuso, per tornaconto personale, l'informazione ed il giornalismo con l'editoria spazzatura, quest'ultima utilizzata come puro e semplice randello contro gli avversari del Premier (da Boffo a Fini, passando per Di Pietro, Bersani e tanti altri).
Questo, come altri (per esempio il boom di ascolti e contatti per Rai Per Una Notte di Santoro in diretta web, l'altra sera), spero sia finalmente un segnale di ripresa e di reazione degli anticorpi italiani a questa politica da operetta.

Saluti

mercoledì 10 marzo 2010

Regionali 2010 e legittimo impedimento

Come sempre accade, questo Governo usa armi di Distrazione di Massa (questa non è mia, ma della Guzzanti), per farf passare sotto silenzio il lavoro artificioso e pericoloso del Parlamento, volto solamente alla salvezza del Premier piuttosto che al perseguimento del bene comune.
E così anche la Polverini è stata sacrificata sull'altare del Premier, per salvargli le chiappone, e mentre tutti sono concentrati sul caos delle liste elettorali in Lazio per le Regionali 2010, il Governo pone la fiducia sul legittimo impedimento.
Da un lato Berlusconi bolla come "violento sopruso" la decisione del Tar del Lazio, dall'altro usa il Parlamento come fosse l'arena dei leoni e lui il mattatore, che può permettersi di far approvare le leggi più controverse a colpi di maggioranza, fregandosene altamente degli emendamenti democraticamente presentati dall'opposizione.
Bella prova di Democrazia, come sempre.
Non abbassiamo la guardi di fronte a questi comportamenti, e non abbassiamola nemmeno davanti all'evidenza storica, che gli italiani hanno bisogno di un dittatore, anche se da operetta, pur di non dover pensare al da farsi giorno per giorno.

Saluti

domenica 20 dicembre 2009

L'inciucio di D'Alema

Ancora di inciucio si parla, in questa nostra povera Democrazia sconquassata da duomi volanti e problemi giudiziari, come se nel passato non ne siano stati fatti, a migliaia, e non avessero prodotto altro che danno. Un unico grande processo, ventiquattr'ore su ventiquattro, sembra la vita politica del nostro Paese, all'interno del quale si confonde volutamete il termine "inciucio" con il termine "accordo" o magari "compromesso". D'Alema parla di unico grande inciucio in riferimento alla Costituzione, dall'art. 7 in giù, ma forse confonde l'etimo del termine con compromesso, con accordo (come detto), e dimentica che quell' "inciucio" fu frutto di una Guerra Mondiale, al termine della quale l'Italia aveva necessità di ripartire con il piede migliore. E forse proprio le sofferenze di tanti anni di guerra in casa, del nazismo e del fascismo, infusero ai rappresentati politici del popolo italiano tanta lungimiranza da creare quell'insieme di leggi che è oggi la nostra Costituzione, una delle più complete e apprezzate del mondo democratico.
Allora vorrei chiedere a D'Alema ed al PD cosa intendono, oggi, con il termine "inciucio". Temo nulla di buono, non tanto per loro che come sempre cadranno in piedi, quanto per noi e per questa nostra povera società, che come al solito ce la prenderemo nel di dietro. Mi confortano, in parte, le reazioni indignate di tanti esponenti del PD, da Fassino alla Bindy, passando per Franceschini, Marino e qualche out sider come Scalfaro, alle parole di D'Alema.
Ma mi chiedo: non sarebbe finalmente tempo di smetterla con la retorica ed i giochini etimologici, e di iniziare a parlare seriamente di politica? cari D'Alema & Co. la gente (io) è stufa di sentirsi ripetere quanto marcio sia Berlusconi, o sentirsi dire perchè non dovrebbe più votare per lui: vorrebbe finalmente capire perchè dovrebbe votare per voi.

Saluti

mercoledì 1 luglio 2009

Fra Gossip e Politica

Ed ecco che ci inoltriamo nell'Estate 2009, con le pagine di Chi e Uomini e Donne riempite dai gossip, che la politica nostrana ci porta in casa. A quanto pare, l'erculeo fidanzato di Noemi non sarebbe tale, per sua stessa ammissione. Insomma, tutta una montatura per coprire chissà quali loschi intrghi dei quali, lui purista, non vuole sapere nulla.
Guarda caso, però, lo va a raccontare a Chi? perchè non parlarne con un quotidiano serio? oramai però la notizia si è sgonfiata, ha perso mordente, e solo la stampa estera si interessa ancora dell'anomalia Italia, mentre qui da noi si pensa al mare e nessuno si cura più di avere un Premier impresentabile e vergognoso.

La notizia del giorno, penso però sia un'altra.
La Serracchiani, che ancora fa parle di sè. Per quanti hanno ancora a cuore le sorti del Paese, al di là dei gossip estivi, ritengo che l'interesse principale sia capire come si stanno muovendo le forze politiche alternative alla destra, dopo le ultime elezioni e ballottaggi.

Per quanto riguarda la Sinistra le notizie sono poche, frammentarie, se non che Vendola ha azzerato la giunta in Puglia per un intrigo di appalti e festini, emerso grazie alle indagini su Tarantini, il "pappone" (passatemi il termine) di Villa Certosa. Penso che Vendola, in una ricerca di discontinuità con queste storie oscure, abbia dato un bel segnale, forte.
E poi, come dicevo, la Serracchiani, che ha deciso di non candidarsi alla segreteria del PD al Congresso di Ottobre, ed anche questa ritengo sia una decisione forte e coraggiosa, soprattutto fatta per il partito, per non frammentarlo ulteriormente, tant'è che anche Chiamparino ha deciso di mollare.
Quindi si prospetta uno scontro a due, Franceschini-Bersani, colui che vuole rinnovare contro colui che rappresenta (citando la Serracchiani), l'apparato del partito assieme a D'Alema.
Spero che la forza di portare un vero rinnovamento sia effettiva ed incisiva, e che così si riesca a riallacciare un dialogo serio e costruttivo anche con Sinistra e Libertà di Vendola.

Saluti

martedì 14 aprile 2009

Referendum elettorale: ora vi spiego qualche cosa

In queste giornate di primaverile festa, mentre Berlusconi invita i terremotati ad andarsene al mare in cerca di un po' di svago, si fa sentire in sordina una piccola polemica, forse pero' destinata a montare a crescere fino a raggiungere dimensioni colossali: il referendum elettorale, in versione 2009.
Gia' qualche mese fa si era parlato della cosa, anche se a dire il vero televisioni e giornali si erano ben guardati dallo spiegare, a noi comuni mortali, di che cosa si trattasse. Ebbene, anche in questo anno domini 2009 alcuni politici italiani han deciso di sottoporre a noi, ignoranti cittadini, alcuni quesiti referendari in merito alla legge elettorale. Fin qui nulla di nuovo: in tempi non sospetti ci capitavano fino a dieci, quindici referendum a botta. Il punto chiave e' pero' un altro, un po' piu' sottile e mai chiarito fino in fondo: l'argomento del Referendum.
Questa consultazione, infatti, porterebbe a compimento un percorso gia' iniziato da Prodi nel 2006 (se non sbaglio), per trasformare l'Italia da Paese bipolare in bipartitico. Infatti, con due (uno per la Camera ed uno per il Senato) dei tre quesiti referendari si chiede sostanzialmente che il premio di maggioranza non sia piu' assegnato alla coalizione vincente (con la solita conta e redistribuzione dei voti), ma al partito che dovesse prendere piu' punti.
Notevole, eh? soprattutto perche', in questa maniera, i partiti dalla Lega in giu' sarebbero definitivamente spazzati via dallo scacchiere politico italiano.
Ed ecco il vero nodo della questione: siccome Berlusconi non puo' permettersi di rompere i rapporti con la Lega, che ovviamente e' assolutamente avversa a questo referendum e spinge per l'astensionismo, non si e' ancora deciso ad accorpare amministrative, europee e referendum, consentendo di risparmiare piu' di 400 Milioni di euro, che potrebbero andare (speriamo non a fondo perduto, come spesso accade in Italia), ad aiutare le zone terremotate.
Quindi la partita si fa dura: spingere per accorpare le tornate elettorali, risparmiando un mare di soldi, facendo cosi' incetta di voti, e puntando a quel 51% che offrirebbe al Premier il Quirinale, oppure tenere saldi i rapporti con la Lega e giocarsi una qualche combinazione (tipo europee e amministrative assieme, e referendum separato)? e' chiaro che, dall'accorpamento delle tre consultazioni in un unico giorno (cosa logica e sensata in un qualsiasi Paese sano di mente, dove i soldi non vanno ad ingrassare i soliti noti), il quorum al Referendum sarebbe raggiunto matematicamente.
Saluti

giovedì 11 dicembre 2008

Dialogo Bipartisan

Che tristezza la vita politica moderna, con un Premier che vorrebbe abbattere, a colpi di scure, le fondamenta della Democrazia (tanto, si sà, il dialogo ed il confronto non gli sono mai piaciuti), un'opposizione pronta a cercare il dialogo ad ogni costo senza accettare che la base ne ha le palle piene del politically correct, una Lega che, temendo ostruzionismo sul Federalismo (e che quindi, con coerenza, se ne sbatte della Costituzione), a a lagnarsi dal Premier, che allora si ammorbidisce e rlancia sul dialogo.
A fare da contorno i soliti ex Democristiani che, succeda quel che succeda, sono sempre pronti al confronto, tanto a loro di destra e sinistra non gliene è mai fregato gran che, l'importante era ed è far sopravvivere la Grande Balena Bianca.
L'unico che continuta a mostrare coerenza, bisogna dire le cose come stanno, è Di Pietro, che di aver a che fare con Berlusconi proprio non ne vuole sapere.
Ma possibile che la Sinistra, per bocca anche di giornali come l'Unità o il Manifesto, non abbia nulla da dire? d'accordo che sono spariti dal Parlamento, ma si stanno riorganizzando? hanno imparato qualche cosa?
Saluti

sabato 6 dicembre 2008

Fritto Misto all'Italiana

Per quindici anni abbiamo attaccato Berlusconi demonizzandolo. Per quindici anni abbiamo tentato di dimostrare all’Italia quanto fosse cattivo o subdolo. Per quindici anni abbiamo concentrato le forze della sinistra e del centro sinistra (dall’Ulivo a Rifondazione fino al PD), nel tentativo di costruire un programma elettorale basato sul “che cosa fosse sbagliato” nel centro destra piuttosto che mostrare cosa fosse giusto e sano nel centro sinistra.

Dopo quindici anni siamo ancora qui, con gli stessi temi in bocca e con la stessa frustrata delusione perché la tattica non funziona. Magari sarebbe ora di cambiare.

Non lo dico in maniera retorica. Da anni ormai i leader del centro sinistra ci dicono che cambieranno e che porteranno quel rinnovamento (istituzionale e morale), che il centro destra non ha portato e non porterà mai, e sono anni che immancabilmente restiamo delusi. Perché?

Credo che la questione sia essenzialmente legata a due parole, nominate anche da Cofferati in una sua recente intervista a “Repubblica”: Questione Morale.

Da sempre abbiamo accusato il centro destra di portare in Parlamento collusi con la Mafia o di giocare con il conflitto di interesse o di votare leggi ad personam per salvaguardare le beghe giudiziarie del premier Berlusconi. Ma intanto cosa accadeva nel centro sinistra? Cosa succedeva nel frattempo in casa nostra? In forma minore, ma temo che il giochino fosse tristemente simile.

Questo il popolo della sinistra (come lo definiscono i giornali) lo percepisce, e penso ne abbia davvero le scatole piene.

Perché in sette anni il centro sinistra non ha mai fatto una legge contro il conflitto di interessi? Eppure ne avrebbe avuto numeri e capacità, senza contare l’appoggio dell’opinione pubblica. Perché il precedente Governo Prodi non ha messo un freno alle leggi vergogna di Berlusconi? Probabilmente, anche in quel caso, la cosa sarebbe stata accolta da un’ovazione di popolo. Perché adesso facciamo le manifestazioni in piazza mentre sei mesi fa eravamo al Governo e l’unico vero motore sociale che sta oggi portando avanti una lotta è la CGIL? Perché, ora, anche nel centro sinistra sta nascendo e si sta ponendo sempre di più una Questione Morale (come se fosse una novità)? Bassolino non si dimette, non molla la sedia, così come Villari, della commissione vigilanza RAI; nel frattempo a Firenze abbiamo una ricandidatura a sindaco della città di una persona apparentemente legata con certe brutte speculazioni edilizie, che si perpetrano dai tempi di Craxi e della DC. Sempre la solita politichetta italiana, le solite istituzioni che se la fanno con persone “per bene”. Perché tutto questo? Perché, come dicevo nel mio intervento “Responsabilità Storiche”, la gente non impara ad assumersi le proprie responsabilità, a mettere la faccia per quello che fa, a fare un passo a lato ed alzare le mani, lasciando che si indaghi e giudichi, senza camuffare ed inquinare ma soprattutto mettendosi in gioco in prima persona invece che nascondersi sempre dietro al dito del Partito?

La gente è stufa di promesse non mantenute e credo voti Berlusconi perché fa quel che dice, o per lo meno questo è il messaggio mediatico. Inoltre il centro destra è unito e coeso, difficilmente litiga. Nel centro sinistra, al contrario, impera da anni l’anarchia, ognuno fa e dice quel che gli passa per la testa e non esiste un gruppo dirigente in grado di premiare o punire nei tempi e nei modi corretti, di tirare le fila di tutto questo. Partito del Nord? Alleanze con la Lega? Questione Morale?

Il Centro Sinistra, e questo credo sia il nodo cruciale, come detto non riesce a dimostrare da troppo tempo in che cosa sia migliore del Centro Destra. Ma non a parole, con i teoremi di cui parlavo all’inizio dell’intervento, ma nei fatti, nella rettitudine quotidiana.

Saluti