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domenica 27 maggio 2012

La Crisi e le Soluzioni tedesche per uscirne

Come sanno tutti quelli che mi seguono, io sono un grande amante della cultura tedesca. Ho studiato la lingua, ho vissuto quasi due anni in Germani per motivi di studio, trovo che il loro senso per la Cosa Pubblica e per l'Ambiente siano encomiabili. Ma il modo di affrontare la crisi economico finanziaria, scusate, lo trovo alquanto discutibile. Certo, non si tratta delle soluzioni "dei tedeschi" ma della Cancelliera e del Governo tedesco attualmente in carica, ben inteso, ciononostante non capisco la miopia con cui si continuano a proporre misure dominate da tagli alla pubblica amministrazione, privatizzazioni e austerità, quando alle nostre spalle proprio certi tedeschi, grazie alle svendite di fine stagione che gli Stati sovrani stanno facendo (Grecia in primis), fanno affari d'oro. Sono felice della vittoria di Hollande in Francia, proprio perché spero che finalmente la Merkel non trovi più terreno fertile per le sue strategie, e si dovrà così davvero iniziare a pensare l'uscita dalla crisi in termini comunitari e, soprattutto, di investimenti per la crescita. Questo ultimo aspetto non compare mai nei programmi tedeschi: non sarà che, con la crescita dei singoli Stati, temono forse la fine dei saldi di fine stagione?

Saluti

lunedì 23 aprile 2012

Hollande-Zarkozy: 1-0

La Francia sembra virare a sinistra, dopo la tragicomica avventura quinquennale di Zarkozy, un po' come l'Italia ha deciso di chiudere la brutta storia (ahimè vent'ennale), di Berlusconi e (forse?!?) della Lega Nord.
Al di là della mia personalissima posizione, tuttavia, quello che rilevo e mi preoccupa è la cosiddetta "risposta dei mercati". Hollande vince il primo turno, quindi dovrà giocarsi ancora i ballottaggi, ma nonostante questo già i mercati rispondono a sassate, lo spread vola e le borse europeee bruciano diverse decine di miliardi in un sol giorno. Non so se questo accadesse anche dieci o venti anni fa, ma oggi trovo intollerabile questo sistema, che punisce pesantemente la democrazia e la libertà di qualsiasi cittadino di votare per chi ritiene più opportuno. Non possiamo permetterci di votare il candidato sgradito ai mercati, perchè altrimenti rischiamo ritorsioni, che i nostri stipendi e le nostre pensioni vengano tagliati, che le misure di austerità aumentino per far tornare i conti, che il numero di disoccupati e di cassa integrati salga vertiginosamente.
La Grecia è stata affossata, in maniera direi assolutamente poco solidale, da accordi europei dettati dall'opportunità dei mercati, e per quanto fosse necessario del rigore verso quella Grecia, che ha mentito sui suoi conti, non trovo corrette le modalità. Analogamente la Spagna rischia, noi siamo ad un passo dal precipizio, l'Irlanda forse è salva per un po', il Portogallo direi di no mentre la Francia stessa rischia pesantemente.
La cosa più irritante in tutto questo? la posizione dei soliti disfattisti che vorrebbero abbattare il sistema e ripartire dalle comuni, invece che tentare di riformarlo. Molte delle posizioni dei vari Beppe Grillo, per intendersi, sono assolutamente impraticabili, sono solo uno sparo alzo zero verso qualsiasi cosa faccia oggi notizia. Perchè uscire dall'euro? perchè smantellare il sistema Europa? non capisco. Invece che fare fronte comune contro questo sistema (che molti politici hanno contribuito a creare), genuflesso verso la finanza, pensiamo a distruggere e smontare.
Sarà la via giusta?

Saluti