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mercoledì 2 ottobre 2013

19 anni di Berlusconi, e poi?

In questi giorni si sta consumando un bel dramma all'italiana.
Il Centro Destra è spaccato perchè di colpo si è svegliato da 19 anni di sogni a occhi aperti, e si è reso conto che, ben presto, il leader Maximo non sarà più tra noi (in senso politico, è ovvio): si apre quindi un grosso problema di successione, visto che nel suddetto periodo temporale nessuno ci ha mai pensato. 
Da questo punto di vista le "larghissime" intese, magari con orizzonti temporali al 2015, sembrano la soluzione meno peggio per scongiurare l'altrimenti inevitabile estinzione politica: chi voterebbe mai un Alfano o un Cicchitto, se non si accodassero al carro di Letta?
Ed ecco il secondo interessante punto: Letta sta raccogliendo attorno al PD (o sarebbe meglio dire attorno a sè?!?), tutti quei moderati che, assieme al Partito Democratico, possano far proseguire il Governo e dare una parvenza di stabilità italiana al Mondo intero. Da qui a sospettare (temere) il ritorno in tempi più o meno brevi a nuova forma di DC il passo è corto.
Quindi resta il Centro Sinistra, il PD, contento della forse-fine del Caimano ma teso per scenari che lo metterebbero a dura prova: entrare nel Partito Popolare Europeo? accordarsi con i transfughi del PdL-Forza Italia? fondersi con una componente troppo centrista e troppo liberista?
Quello che non è riusciuta a fare la Sinistra in 19 anni è riuscito a realizzarlo il partito stesso di Berlusconi (e forse era prevedibile che le cose sarebbero andate così), e quindi dovremmo essere tutti contenti del fatto che, a breve, si tornerà finalmente a fare politica. Di contro la fine di un'era, come sempre, lascia un vuoto: che faranno ora i peones dell'antiberlusconismo?
Un altro interessante punto sarà vedere quanto tempo ci metteranno i tanti volti ignoti della politca a saltare sul carro dei vincitori.
C'è un bellissimo film sulla Grande Guerra e i partigiani italiani "I Piccoli Maestri", tratto dall'omonimo libro autobiografico di Luigi Meneghello. Nel finale si vedono due dei protagonisti che si fumano una sigaretta e chiacchierano del futuro nella Padova liberata (già, la mia Padova), mentre alcuni Alleati portano via un fascista. Improvvisamente, da una bottega, esce un uomo che gridando "fascista!" spara alle spalle dell'arrestato. I due giovani partigiani intervengono, inorriditi per la viltà del gesto, e bloccano l'assassino urlandogli in faccia, con tutta la frustrazione del caso, "Dov'eri tu, quando c'era da combattere?".
Questa trovo che sia una delle più celebri scene del cinema italiano, perchè in pochi istanti condensa l'essenza del trasformismo e dell'opportunismo nazionale.

Saluti

sabato 28 aprile 2012

La Memoria contro Franco Freda non si cancella

Solo dopo le polemiche c'è stata la retromarcia del Sindaco di Roma Alemanno (noto esponente della Destra Sociale), sulla concessione data alle edizione AR di Franco Freda, a presentare un libro su Nietzsche presso la Sala del Carroccio, in Campidoglio. Uno sdoganamento istituzionale bello e buono quello che era stato dato a Freda (che avrebbe partecipato personalmente all'evento), condannato a 15 anni per 21 attentati e ritenuto dalla Cassazione una delle mani armate di Piazza Fontana. Evidentemente il Sindaco di Roma, che si è nascosto dietro l'ormai consueto "non sapevo" (quante volte, ahimè, in questi anni abbiamo dovuto sentire questa scusa nei campi più disparati), sperava che la cosa passasse in sordina, ma così non è stato. E sono altresì certo che certi qualunquisti avranno da obiettare "ma dopo tutto 'sto tempo". Assolutamente sì, ribadisco. Non importa se passa un mese o un secolo, certe cose non vanno dimenticate e certe persone devono essere segnate dalle loro azioni a vita, restando ammonimenti viventi anche per le generazioni future.

Saluti

martedì 30 agosto 2011

Popolo Fascista

Ieri leggevo un articolo, apparso su stampa inglese, in memoria della strage di Oslo di qualche mese fa. Il giornalista riportava una commossa memoria delle decine di persone ammazzate senza pietà da Breivik (questo il nome del killer), e, con disappunto, sottolineava come in Europa le manifestazioni ideologiche di estrema destra stiano diventando sempre più frequenti, soprattutto in ambiti istituzionali e politici che, forse, dovrebbero essere i luoghi più immuni da queste derive, se non altro per dare il buon esempio alla popolazione. Tuttavia, continuava il giornalista, nonostante queste esternazioni razziste, nessun esponente politico di rilievo si è pronunciato in difesa di Breivik e delle sue idee, se non qualche sporadico e folkloristico personaggio come alcuni leghisti europarlamentari nostrani. E questo è il problema di fondo dell'Italia. Mentre siamo pronti a non concedere nulla a taluni eventi storici e sventoliamo lo spauracchio del comunismo (per dirne una), nei confronti del fascismo e dell'estrema destra siamo sempre piuttosto tiepidi, fin da Mussolini e forse più indietro ancora.
Come si può, mi domando e vi chiedo, valutare una persona che ha commesso una strage (una o molte poco importa), anche dal punto di vista ideologico? O come statista? Un assassino o uno stragista restano tali, poco importa che abbiano appoggiato, in un frangente della loro esistenza, un'ideologia condivisibile o che abbiano fatto opere pie.
Eppure, in Italia, questo non accade, e dal mondo politico non arriva alcuna indicazione e demonizzazione di questi comportamenti. Povera Italia.

Saluti

domenica 24 aprile 2011

Buon 25 Aprile, nostra Festa di Liberazione

Anche quest'anno, come sempre, arriva il 25 Aprile, la nostra Festa di Liberazione dal nazifascismo.
Nonostante quest'anno si rischi un po' la sordina, vista la sovrapposizione con la Pasqua, vorrei spendessimo un momento un po' piu' lungo del solito per ricordare quanti, in quel lontano periodo fra il 1943 ed il 1945, sacrificarono vita ed affetti per liberare l'Italia dai fascisti di Mussolini e dai nazisti di Hitler. Credo che questo ricordo non sia retorico, ne' propagandistico, ma semplicemente dovuto a quanti si sono spesi per consentirci, oggi, di vivere in una democrazia.
Stabilito che, di certo ma solo perche' siamo umani e quindi tutti diversi, anche fra i partigiani ci furono le mele marce, quel che rattrista e sconcerta e' il tentativo di alcuni (non ancora molti, ma ci siamo quasi...), di raccontare quel periodo in maniera diversa, di evidenziare come, in fin dei conti, i morti debbano essere considerati tutti uguali, di riscrivere la storia che fu.
Ebbene, a costoro vorrei dire chiaramente che i morti non sono tutti uguali, che alcuni scelsero di combattere dalla parte sbagliata, che il sentimento che la Resistenza fece riscoprire ai nostri nonni ci servirebbe anche oggi, periodo oscuro della nostra Repubblica.
Un buon 25 Aprile a tutti, quindi, con un pensiero in particolare ai miei nonni, entrambi coinvolti, anche se su fronti diversi, nella Seconda Guerra. Il primo, Gastone Strukul, padre di mia madre, disertore dopo l'8 Settembre e datosi alla macchia con i partigiani, il secondo, Vittorio Camporese, che dopo averne viste d tutti i colori nelle campagne di Russia e d'Africa, scelse di non esporsi, anche per proteggere la sua famiglia.

Saluti

venerdì 8 aprile 2011

Un po' di noiso Revival sul Fascismo

Vorrei spendere due parole sul Ventennio, riallacciandomi al mio ultimo post ed alla proposta del senatore Eccher di abolire il reato di apologia del fascismo.
Ebbene, spesso (purtroppo) quando affronto questo tema con altre persone mi sento rispondere "tutto sommato Mussolini ha fatto delle buone cose", "in fin dei conti ha costruito molto e ripulito l'Italia", "Mussolini era un grande statista che ha frequentato amicizie sbagliate" (ebbene sì, anche questo mi sono sentito rispondere).
Posto che trovo difficile che, in vent'anni, il regime fascista non abbia combinato nulla in terra italiana, considero a dir poco superficiale nascondere quel che è stato il Ventennio sotto la patina del "tutto sommato ha bonificato l'agro pontino".
Vogliamo fare una rapida carrellata su quanto è successo?
Mussolini ha invaso Grecia e Jugoslavia, ha affiancato ai nazisti contro la Francia ed il resto del Mondo, ha spedito buona parte degli ebrei italiani ad Auschwitz (certo, non lui direttamente, ma aver permesso alle SS di farlo, equivale ad averlo fatto), ha condotto una scellerata campagna colonialista in nord Africa, con il solo risultato di aver rinchiuso libici, somali ed etiopi in campi di concentramento a casa loro e di aver portato alla morte migliaia di giovani soldati italiani. Non parliamo della Campagna di Russia nè del trattamento riservato ai dissidenti e a coloro che si manifestavano contrari.
Questo è stato il fascismo ma purtroppo l'Italia pare scordarsene con fin troppa facilità

Saluti

mercoledì 6 aprile 2011

Urge Controffensiva: Vogliono abolire il Reato di Apologia al Fascismo

Con una proposta di Disegno di Legge Costituzionale dello scorso 29 Marzo, il Senatore PdL Cristiano de Eccher (qui a fianco nella foto, così capiamo chi di preciso siede in Parlamento), ha proposto l'abolizione della XII norma transitoria e finale della Costituzione che vieta "sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista". Tale norma, nel 1952, diede vita alla Legge Scelba, con la quale si rese reato qualsiasi apologia del fascismo (reato che troppo spesso non viene riconosciuto).
Oggi il Governo ha finalmente dimostrato, laddove ce ne fosse stato ancora bisogno, l'assoluta mancanza di etica, morale e senso dello Stato, in un pericoloso mix fra liberismo-cattolino (CL e Compagnia delle Opere stanno stappando lo champagne per le esternazioni di Berlusconi dell'altro giorno e le citazioni di Don Giussani), e neo fascismo. Non è retorico richiamare l'attenzione sul rischio per la nostra Repubblica, e sulla necessità che ognuno di noi, attraverso piccoli gesti quotidiani, esprima tutta la sua contrarietà a questo tipo di malgoverno che, ormai, sta abbattendo alla base le strutture costituzionali e democratiche.
Mi chiedo solo fino a quando gli italiani saranno disposti a tollerare tutto questo (italiani sveglia!!!), e fino a quando resisterà questa relativa calma sociale prima dell'esplosione del risentimento.

Saluti

sabato 25 aprile 2009

25 Aprile 1945 - 25 Aprile 2009

Sono passati 64 anni da quel giorno in cui il Popolo Italiano si risvegliò dall'assuefazione alla dittatura, dal torpore mentale che l'aveva prodotta, e culminò le sue azioni con la liberazione del nostro Paese. Non solo con una liberazione materiale ed istituzionale, ma anche e forse soprattutto con una liberazione mentale. La Resistenza, a mio parere, fu infatti un grande movimento spontaneo di popolo, che da solo (senza l'aiuto delle istituzioni), si organizzò ed impose una sveglia culturale contro l'ottuso oscurantismo fascista.
Un pensiero và, come ogni anno, ai miei miei nonni, che vissero anni di paura e terrore, con le retate della polizia, i bombardamenti di Padova, il timore di poter essere denunciati, le ristrettezze economiche.
Gastone Strukul, divenne partigiano negli ultimi anni di guerra, dopo una fuga dall'ospedale militare di Santa Giustina. Non uccise mai nessuno.
Vittorio Camporese, fu costretto ad arruolarsi per le minacce alla famiglia. Faceva parte dei reparti infermeria, per questo si salvò nella disastrosa Campagna di Russia. Partecipò anche alla Campagna d'Africa e, finchè visse, non perse occasione per raccontarmi della vergogna delle avventure colonialiste fasciste, che portarono un'intera generazione di giovani italiani alla morte.
Maria Ruzzante, moglie di Gastone, che lo andò a trovare e lo accudì in questura tutte le volte che venne arrestato, anche e soprattutto quando subì un interrogatorio dai tedeschi.
Giselda Altissimo, di famiglia ricca aveva scelto di sposare Vittorio: uno spiantato senza futuro, agli occhi della famiglia di mia nonna.

Queste sono le persone, come decine di migliaia di altre, che ci permettono oggi di vivere nella liertà di cui godiamo.
Dobbiamo a loro la nostra condizione ed ogni volta che sento parlare i beceri rappresentanti dell'attuale Governo che sguazzano nel revisionismo e tentano di equiparare Partigiani e Repubblichini, mi viene il volta stomaco.
La Memoria non Muore.

Saluti

lunedì 23 febbraio 2009

La prospettiva politica delle ronde - Parte Seconda

Ed ecco che, a distanza di poche ore, già si legge di gruppi organizzati e politicizzati di cazzuti connazionali pronti a difendere il podere dall'invasore.
La Lega si mobilita, ma siccome organizzare volenterosi padani non è abbastanza, accoglie a braccia aperte anche don Floriano Abrahamowicz, il prete lefebvriano negazionista che affermò "... l'unica cosa certa delle camere a gas nei lager nazisti è che sono state usate per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no ...". Per gente, come i leghisti, che della cultura e della storia non hanno mai fatto cavallo di battaglia, frasi di questo tipo suonano semplicemente come un'inno alla purezza della razza: poco importa se padana o ariana.
Per non essere da meno anche Forza Nuova e La Destra di Storace iniziano a battere le strade delle nostre città, per renderle luoghi più sicuri.
Qui trovate addirittura una mappa delle ronde già organizzate e presenti sul nostro territorio.
Al di là delle eco da risorgimento fascista e da squadracce di camice nere, che fra poco verranno a bussare alle nostre porte, trovo allucinante che nessuno parli di queste cose, se non L'Unità (qui, qui) e, a sprazzi, La Repubblica. Insomma, sono stato su Libero ed il Giornale, così come su Il Manifesto e sul Corriere, ma nelle edizioni di oggi non v'era traccia di questo male incontrollabile che si sta sviluppando in casa nostra.
Nessuno ne parla.
Nessuno si preoccupa.
Mi sembra di vivere uno di quei momenti di cui ci parlavano a scuola a proposito dell'esplosione del Fascismo e del Nazismo; quando ci raccontavano che le forze di opposizione e l'opinione pubblica sottovalutarono clamorosamente l'alternativa offerta da Mussolini o Hitler, spalancando, di fatto, le porte alla loro ascesa al potere.
Penso che l'obiettivo di Berlusconi sia evidente, anche se non così estremo come quello perseguito da Mussolini e Hitler: per quanto poco, i tempi sono diversi, e viviamo in una realtà europea che impedirebbe qualsiasi totalitarismo tanto estremo. Il fine perseguito dal Premier è, tuttavia e forse proprio per questo, molto più sottile e subdolo.
Dopo la Magistratura e dopo il taglio vergognoso alle Forze dell'Ordine, che ora non hanno nemmeno di che pagarsi il carburante, dopo i tagli plurimi alla ricerca ed all'istruzione (ricordate quando volevano riscrivere i libri di storia,eliminando, fra gli altri, Darwin?), e dopo la minaccia di ingabbiare senza mezzi termini i giornalisti dissidenti, ora si passa alle ronde. Lo scopo? dividere sempre più i cittadini dal concetto stesso di Stato e res publica. In questa maniera, lentamente, l'istituzione statale decadrà, lasciando via libera ad una forma di dittatura truccata da Democrazia ed edulcorata dall'ultimo derby Milan-Inter o da brodaglie come Grande Fratello ed Amici.
Se la magistratura è vergognosamente faziosa e le Forze dell'Ordine non sono in grado di far rispettare la legge, pensateci voi, Italiani!!!

Molta gente per bene, che in questo straccio di Paese crede ancora, si sta però già interrogando su che cosa accadrà con queste ronde. A chi renderanno conto? davvero saranno disarmate? saranno inquinate da movimenti eversivi ed estremisti? e le tradizionali Forze dell'Ordine che ne pensano? alcuni articoli parlano già chiaramente del disappunto dei sindacati di Polizia, come è ovvio che accada, ed in tanti stanno già aspettando l'apice di questa vicenda con una domanda che l'amico ConfiniDiversi ben suggerisce con il richiamo al film "V per Vendetta": e quando ci scapperà il morto, allora che cosa accadrà? perchè, parliamoci chiaro, il rischio è questo. A quel punto il Governo cosa risponderà? anzi, no, scusate, la società civile, l'opposizione, la Sinistra, che cosa diranno? forse tireranno fuori la voce? staremo a vedere.

Saluti

mercoledì 21 gennaio 2009

C'è chi urla e chi parla... ma c'è anche chi tace

Dopo la Breve Solitaria Digressione di ieri, si torna oggi alla dura e cruda realtà, fatta di esponenti di Governo che urlano, che imprecano, che tacciono e che si scusano. Ed in più una piccola chicca.

Il Ministro Sacconi, in botta e risposta con la Presidente della Regione Piemonte Bresso, ed appoggiato dal Vice Ministro alla Saluta Eugenia Roccella (ma chi diavolo è questa qui?!?), dichiara che lui non vieta niente a nessuno, applica solo, nell'ambito del Caso di Eluana Englaro, le Leggi e le Carte dell'ONU (!?!), che a quanto pare prevalgono sulla decisione della Cassazione di uno Stato Sovrano.
Ribadisco lo squallore di questa polemica, non tanto per i temi toccati, che richiamano il diritto e la libertà, quanto perchè, almeno davanti alla morte, si dovrebbe tacere ed accettare la volontà del singolo, anche se ineluttabile e non condivisa. Ogni intervento è quindi fuori luogo... di conseguenza anche il mio, quindi chiudo.

Da chi urla a chi impreca, nella fattispecie il Ministro La Russa assieme a Cicchitto. Oramai i due, anche al telegiornale della sera, vengono sempre intervistati in coppia, prima uno e dopo l'altro, si sospetta condividano tutto... ma proprio tutto. Ad ogni modo, i due urlano a gran voce per l'intervento della Questura nei confronti dello studente che, durante la manfestazione di protesta degli universitari contro Fini a Roma, avrebbe gridato "FASCISTA" al Presidente della Camera dei Deputati. Non ci vedo nulla di strano, anzi, mi pare che la reazione di La Russa e Cicchitto avvalori la tesi: far tacere un dissidente mi pare proprio un comportamento FASCISTA. Questa parte la inserisco ora, non era prevista, ma alla radio ho appena sentito che qualcun'altro sta urlando: si tratta del Ministro Maroni che, con nota scritta alle varie questure italiane, vieta le manifestazioni di qualsiasi natura davanti ai luoghi di culto. Il tutto per recuperare i cattolici confini del Duomo di Milano, dopo la preghiera di qualche giorno fa di un gruppo di impavidi musulmani che hanno osato sfidare l'orgoglio catto-padano.

In mezzo a tutto questo tranbusto, c'è però anche chi tace, chi fa del silenzio la regola d'oro, forse tentando di godere un attimo di quiete, magari per cogliere un suono, un fruscio fuori dal normale, un borbottìo del mondo che ci circonda. Purtroppo, il momento per questa immersione bucolica è quanto mai inappropriato, ed il silenzio, a dire il vero, dell'intero Governo Italiano e del suo Presidente Berlusconi arriva proprio a cavallo della proclamazione del quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti. Nessun esponente di Governo ha avuto nulla da dire alla carta stampata? che ne so, una frase o un ragionamento che potrebbe venire tramandato ai posteri? una battuta, per lo meno, in fin dei conti stiamo parlando de "L'Abbronzato"... niente? certo tutti i giornali, di regime e non, parlano della proclamazione, ci mancherebbe, ma un'intevista ad un Ministro o, addirittura, al Premier? Dico la verità, non ho la televisione, quindi non so se Berlusconi, Brunetta, La Russa & Co, magari abbiano partecipato ad una trasmissione non-stop con la proclamazione in diretta, giusto per commentare a caldo gli eventi... qualcuno me lo può confermare? è successa una cosa simile? perchè altrimenti ci troveremmo davanti ad uno dei silenzi più imbarazzanti della storia italiana.

In ultima, bisogna ammetterlo, c'è però anche chi si scusa.
Nella fattispecie sto parlando di Tremonti, super Ministro per l'Economia che, presentato il disegno di legge sul federalismo fiscale e chiesta l'approvazione del Senato, all'incalzante domanda dell'Opposizione di giustificare con qualche numerino la manovra, di dichiarare cosa per lo meno si aspetti con l'applicazione del disegno di legge, si è giustificando dicendo che, essendo i calcoli troppo complicati, in buona sostanza non aveva preparato alcuna proiezione. Arriveranno, assicura, ma per ora chiede l'approvazione in bianco del suo disegno di legge e poi penserà a come giustificare le cose.
Bisgona capirlo, poveretto, non accusarlo o denigrarlo, perchè la materia è ostica e complicata. Insomma, non è da tutti calcolare un sistema complesso. "... olistico come il corpo umano ...", ha sostenuto il Mnistro filosofeggiando e, sostanzialmente, prendendo tempo. Un po' come ad un esame al quale ci viene fatta una domanda alla quale non sappiamo rispondere e ci arrampichiamo sugli specchi. L'unica differenza è che, all'Università, ad un esame così avrebbero bocciato chiunque, dato che l'argomento era unico, si trattava di preparare una tesina (quante ne abbiamo fatte noi?!?) e discuterla... il Ministro Tremonti, invece, è ancora saldamente al suo posto.

Chiudo, concedetemelo, con un articolo che mi fa quasi tenerezza.
Insomma, da qualche giorno faccio di tanto in tanto un giretto sul Il Giornale e Il Foglio (anche grazie all'amico Prefe che mi ha incuriosito con i suoi interventi), giusto per vedere che cosa scrivono da quelle parti, ed oggi ho trovato l'articoletto che trovate qui.
La parte ineterssante del trafiletto è questa, ve la riporto integralmente tanto è corta: "... La prima mossa economica di Obama è un po' retorica, sotto certi punti di vista, ma di sicuro effetto: il presidente degli Stati Uniti ha deciso di "congelare" gli stipendi dei dipendenti della Casa Bianca che percepiscono più di 100.000 dollari all’anno, indipendentemente dal settore in cui lavorano ... ".
Ecco, vedete, un intervento di questo tipo fa quasi tenerezza, ed infatti Il Giornale non inserisce nemmeno la mente pensate (The Brain, potrei dire), che ha prodotto un articolo di questo calibro. Come si può dire che l'intervento di Obama è retorico? certo, avrebbe potuto congelare gli stipendi di tutti i dipendenti della Casa Bianca, ma magari in Italia facessero qualche cosa di simile, magari. Allora sì, forse, che la gente ricomincerebbe a fidarsi della politica.
Saluti

sabato 29 novembre 2008

Responsabilità storiche

È da un po’ di tempo che mi si dimena per la testa un pensiero, abbastanza chiaro e ripetitivo, in merito alle responsabilità di ogni individuo per le idee che esprime o per le azioni che compie, tanto più se l'individuo in questione ricopre ruoli di responsabilità e con il suo operato può determinare le sorti di altri. Forse ne ho già accennato in qualche mio vecchio intervento, ma ora sento forte l’esigenza di provare a chiarire, prima di tutto con me stesso, il senso di questa idea.
Quando ero piccolo i miei genitori mi hanno insegnato che per ogni azioni che avessi compiuto, per ogni decisione presa, ci sarebbero state delle conseguenze, talvolta banali ed insignificanti, altre volte molto importanti. Soprattutto avrei dovuto lentamente imparare ad assumermi la responsabilità di queste azioni, come una qualsiasi persona adulta. Tantissime persone che mi circordano, giustamente lo fanno.
Quello che però noto, è che sempre di più al giorno d'oggi si tende a deresponsabilizzare (passatemi questo termine un po' politico), i diretti interessati (soprattuto se potenti), per quello che fanno, pensano e dicono.
Due esempi.

Ricordo che nel 2002 si accese un piccolo dibattito familiare in merito alla riammissione, su territorio nazionale, della Casa Reale di Savoia, cioè di Vittorio Emanuele e famiglia. Il Parlamento, con la legge 23 Ottobre 2002, faceva terminare gli effetti dei primi due commi della XIII disposizione finale della Costituzione con cui la Repubblica Italiana, a partire dal 5 Dicembre 1947, vietata alla casata Savoia di calpestare il suolo nazionale, levava diritto di voto e possedimenti in Italia. Di fatto era esilio.
Io rimasi colpito per la decisione del Parlamento del 2002, perchè ritenevo (e ritengo) che la Casa Savoia rappresenti il simbolo di quanto Vittorio Emanuele III fece di comune accordo con il Fascimo e Mussolini. Esiste una responsabilità storica, a mio avviso, che dovrebbe essere ben tenuta a mente e della quale l'esilio della famiglia Savoia dall'Italia era conseguenza e memoria (per altro Emanuele Filiberto, figlio di Vittorio Emanuele, nel Novembre 2007 ha richiesto un risarcimento di 260 milioni di euro allo Stato per l'esilio subito dalla sua famiglia).
C'è un altro esempio storico che vorrei fare: quello della cosiddetta Notte dei Cristalli.
La Notte dei Cristalli (i cui antefatti e conseguenze magari analizzerò un'altra volta), fu una prova di forza. Anzi, un test mediatico, potremmo dire adottando una terminologia moderna. Hitler ed il Partito Nazional Socialista volevano testare fino a che punto si sarebbero potuti spingere contro gli ebrei senza provocare reazioni indignate. I risultati andarono oltre le loro più rosee speranze, perchè di fatto nessuno mosse un dito o alzò la voce. Da quel momento Hitler e i suoi si senirono nel giusto, la propaganda li deresponsabilizzò, la società non ebbe nulla da dire. I nazisti si sentirono liberi di agire, perchè sapevano che nessuno li avrebbe giudicati, accusati o contrastati.

Ho scelto questi due esempi di portata storica per il significato e la forza che racchiudono.
I Savoia finacheggiarono il Nazi Fascismo e quando ebbero la possibilità di prenderne le distanze per fare il bene del popolo italiano, se ne gaurdarono bene.
I nazisti che ora sono alla sbarra (Priebke, uno su tutti), ormai vecchi, malandati e ultra ottantenni, sono dei simboli delle Seconda Guerra Mondiale e degli orrori che la Germania nazista commise. Non è moralmente giusto scaricarli delle colpe e delle responsabilità solo perchè ora ci fanno pena. Come detto sono simboli, e come tali vanno trattati: i simboli non hanno età.

Altro tema.
Spesso, io in prima persona ho ammesso che abbiamo Berlusconi perchè ce lo meritiamo, perchè lo votiamo, perchè tutto sommato ci piace. I Suv invadono le strade perchè, evidentemente, così vuole la gente. Anzi, più ancora: non sarebbe in effetti tanto colpa del produttore del Grande Fratello se i figli d'Italia passano ore davanti allo schermo. Lui fa in effetti solo il suo mestiere, offre spettacolo. Se poi c'è chi organizza la propria giornata in funzione degli orari del Grande Fratello o chi si abbuffa da Mac Donald questo è un problema culturale, di educazione. Vero, ma solo in parte.
Ho notato che sempre più spesso si tende a deresponsabilizzare il soggetto propositivo (cioè che propone, che offre), per responsabilizzare invece in toto il soggetto discernitore (cioè che valuta e sceglie). Si scarica completamente il primo della responsabilità etica che si porta appresso nel momento in cui offre una porcheria, un inciucio, una bugia condita ad hoc.
Con questo non voglio negare che ci siano spesso dei deficit culturali di fondo nelle scelte che facciamo e nelle decisioni che prendiamo, e non intendo nemmeno equiparare Berluscono a Mussolini o a Hitler, ma mi allarma sempre più il fatto che, come detto, si tenda a giustificare il propositore moderno sgravando il suo operato della componente etica e morale. Mafioso? solo amicizie, nulla più. Ladro? cercava solo di fare il suo dovere, e poi chi non ha mai rubato nemmeno una lira? Assassino? solo effetti collaterali. Deresponsabilizzazione: la Propaganda la adotta da sempre, la storia lo insegna.
Credo, in definitiva, che si debba reintrodurre un certo senso etico nella nostra vita, in ogni campo e settore.
Perchè se la voro per una società di ingegneria ed un giorno un Cliente ci assume per mettere le mani su un sito che ha avvelenato l'Italia negli ultimi trent'anno non posso rifiutarmi di svolgere il mio lavoro? perchè devo correre il rischio di perdere il posto?
Perchè se un Presidente del Consiglio mette in ridicolo il suo Paese con battute più che imbarazzanti o con politiche inique che aiutano i soliti noti, non posso muovermi ed occupare il Parlamento? perchè non posso anche solo, da cittadino, chiedere chiarimenti e sanzioni?
Perchè devo accettare una condizione di accettazione passiva delle bugie più sporche che mi possano essere raccontate?
In tutto questo si inserisce, inoltre, anche una forte componente di cinismo con la voce di coloro che dichiarano quasi orgogliosi che "tanto non cambierà mai nulla".
Io ho però fiducia nella gente e nel fatto che con l'educazione e la formazione culturale nostra e (soprattutto) delle generazioni future, tutto questo potrà, se non scomparire, per lo meno essere fortemente limitato.
Saluti