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mercoledì 28 maggio 2014
Antarctica: il mio nuovo pezzo
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mercoledì 14 maggio 2014
Padova nel traffico: il problema della viabilità cittadina
Il 25 Maggio anche a Padova si voterà per il rinnovo del Sindaco. Quest'anno, a detta di tutti, la campagna elettorale è piuttosto spenta, senza grossi colpi di scena, e il risultato appare quasi scontato. Siccome siamo a meno di due settimane dal voto, e non si possono quindi dare indicazioni o presentare sondaggi (non che questo blog possa spostare l'ago della bilancia, ma comunque rispetterà le regole), voglio fare una richiesta valida per qualsiasi schieramento vincerà: affrontare il problema del traffico e della viabililtà di Padova in maniera seria e convinta.
Qualche anno fa è stato completato l'anello della tangenziale, di recente anche la famigerata curva Boston è stata aperta in tutte le direzioni, e queste soluzioni hanno decisamente sgravato il centro cittadino e le arterie radiali di accesso (via Facciolati, per fare un nome su tutti).
Tuttavia il numero di automobili, negli ultimi anni, è aumentato molto più in fretta delle soluzioni apportate e questo provoca, specialmente nella zona est della città (via Piovese, tangenziale in direzione casello Padova Est in ambo le direzioni), un problema di intasamento del traffico dalle 7.30 del mattino circa per circa un'oretta. La stessa problematica si vive alle 17.30 con i rientro dai luoghi di lavoro (talvolta è difficile perfino uscire dall'autostrada a Padova Est).
Io vivo in questa parte della città, quindi è la realtà che subisco quotidianamente (io e la mia famiglia, come centinaia di altre), ma mi chiedo se non si possa fare qualche cosa. Lo chiedo per le mie bambine e per tutti i bambini di questa zona, che giorno dopo giorno respirano grandi quantità di gas di scarico.
A Padova si era iniziata una splendida avventura con il tram e non è un segreto che il Comune abbia in programma proprio una linea che dovrebbe collegare Voltabarozzo con la Stazione Centrale: idea splendida che non vedo l'ora venga realizzata, nonostante i soliti "comitati del NO" che in Italia spesso e volentieri bloccano lavori ed evoluzione, per il veto di pochi interessati.
Il Comune ha anche investito molto nel Bike-Sharing, biciclette pubbliche che possono essere usate con una semplice tessera magnetica. Altra soluzione lodevole ma mi chiedo tuttavia se questo sia sufficiente.
Come sempre trovo che in Italia il problema sia culturale.
Da italiano so che pochissimi cittadini sarebbero disposti a sacrificare cinque minuti del loro tempo quotidiano montando in sella alla bicicletta per il solo gusto di migliorare l'ambiente in cui vivono o, men che meno, per il bene comune. In Italia purtroppo c'è scarso senso civico e quindi le leve che si possono adottare sono essenzialmente due: il divieto o il vantaggio economico.
Vietare l'uso dell'autombile o dei mezzi privati può andare bene nelle zone pedonali del Centro Storico, ma come al solito emergono mille eccezioni e in ogni caso il divieto, per come sono fatto, non mi pare corretto. E' coercitivo.
Trovo invece molto più efficace la soluzione del vantaggio economico: l'italiano medio si muove (non solo, ci mancherebbe, ma spesso sì), se ha un tornaconto economico. Se usare il tram o l'autobus è più economico e vantaggioso, magari anche grazie a qualche divieto di transito, a qualche blocco del traffico, a qualche area a traffico limitato dotata di telecamere, allora sono convinto che molti cittadini opterebbero per la soluzione messa a disposizione dal Comune.
Evidentemente non si possono mettere i divieti al traffico senza dare alternative, e allo stato attuale delle cose purtroppo Padova ha ancora poche alternative, nonostante si debba dare atto alla passata amministrazione di aver avviato un percorso virtuoso (non ultimo con le piste ciclabili, anche se spesso sono pericolose e promiscue alla strada).
La richiesta quindi allo schieramento che vincerà le elezioni è quella di impegnarsi nell'affrontare con ancora maggior determinazione questa problematica avviando il prima possibile i lavori per le nuove linee del tram, allungandone magari i percorsi alla periferia (penso alle metropolitane tedesche, che proseguono ben oltre il centro cittadino), pensare, perchè no, a un Ring cioè un tram sull'anello delle tangenziali, al fine di scaricare il più possibile l'ambiente (e i nostri polmoni) dallo stress quotidiano cui assistiamo che, diciamoci la verità, non potrà che aumentare se non si interverrà in maniera decisa.
Questo è lo spunto di riflessione che questo blog si sente di lanciare.
Saluti
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domenica 15 aprile 2012
L'Oceano della Volta: Parte Prima
In questa domenica uggiosa ed umidiccia, con le solite questioni politiche ed economiche, che sembrano non avere mai fine, in un continuo ripetersi ed inseguirsi di scandali e difficoltà, vorrei iniziare a raccontare una storia. Questa storia riguarda un muro, come tanti se ne vedono in giro per le nostre città, grigio e decadente, che circonda il campetto da calcio della parrocchia, qui nel mio quarterie Voltabarozzo, a Padova. A Gennaio, stanco di passare davanti a questo accozzaglia di mattoni ed intonaco, sono andato a parlare con il parroco per chiedere l'utilizzo del muro e poter fare dei graffiti. L'iniziale scetticismo del prete si è trasformato in uno scetticismo finale un po' meno marcato, dopo che gli ho mostrato alcuni bozzetti e lavori, anche se lui e la perpetua avevano un'idea del tutto diversa: avrebbero preferito immagini dal Libro della Jungla, per gli scout. Ad ogni modo, alla fine mi hanno concesso carta bianca (piuttosto che lasciare il muro lì, grigio, avranno pensato che sarebbe stata comunque meglio qualsiasi cosa ci avessi disegnato su). A Gennaio ho disegnato il mio "Sogno di un Inverno nel mezzo della Crisi", che trovate su un post di quel periodo.
Questo mese, invece, ho terminato il muro (nel complesso circa quaranta metri per un'altezza di, a occhio, due metri e sessanta), con un'ambientazione marina.
Quello che più mi è piaciuto dell'avventura, durata nel complesso quattro giorni (solo per quest'ultimo pezzo e fondo bianco escluso), è stato il contatto con la gente che, incuriosita dall'attività, si è fermata numerosa per osservare, complimentarsi o dare consigli. Non solo residenti, che mediamente si distinguevano dagli altri per frasi del tipo "Finalmente quando aprirò le finestre non vedrò più questo muro grigio", ma anche gente del tutto estranea che, passandomi davanti (o sarebbe meglio dire alle spalle, visto che davo la schiena alla strada), accostavano con la macchina e scendevano per curiosare.
Insomma, una grande soddisfazione, che mi ha dimostrato (non che ce ne fosse bisogno), come la gente sia più matura delle istituzioni. Che difficoltà sarebbe stato ottenere i permessi per un muro comunale.
Qui e nei prossimi post, per concludere, vorrei lasciare qualche foto del pezzo.
Saluti

Quello che più mi è piaciuto dell'avventura, durata nel complesso quattro giorni (solo per quest'ultimo pezzo e fondo bianco escluso), è stato il contatto con la gente che, incuriosita dall'attività, si è fermata numerosa per osservare, complimentarsi o dare consigli. Non solo residenti, che mediamente si distinguevano dagli altri per frasi del tipo "Finalmente quando aprirò le finestre non vedrò più questo muro grigio", ma anche gente del tutto estranea che, passandomi davanti (o sarebbe meglio dire alle spalle, visto che davo la schiena alla strada), accostavano con la macchina e scendevano per curiosare.
Insomma, una grande soddisfazione, che mi ha dimostrato (non che ce ne fosse bisogno), come la gente sia più matura delle istituzioni. Che difficoltà sarebbe stato ottenere i permessi per un muro comunale.
Qui e nei prossimi post, per concludere, vorrei lasciare qualche foto del pezzo.
Saluti
sabato 27 novembre 2010
Vivere le propria città: Corri per Padova
Sempre attento alle tematiche ecologiche e legate al nostro impatto ambientale, questo blog vuole riportare un progetto del Comune di Padova e dalla Polizia di Stato: Corri per Padova.
Corri per Padova è un'iniziativa nata con un duplice scopo: innanzitutto convincere la gente a lasciare l'auto a casa, di tanto in tanto, dimostrando che molte zone della città possono essere raggiunte in bicicletta o a piedi (correre per strade e piazze normalmente precluse a tale attività aiuta a conoscere la nostra città e ad apprezzarla); in secondo luogo vuol provare a ricreare un modo per vivere la nostra città, trasformando i corridori/camminatori/ciclisti in cittadini attivi, che si muovono per il bene della propria città, rendendola anche più sicura.
L'iniziativa si sviluppa come una serie di sessioni di corsa/cross per amatori e cittadini comuni, attraverso ben definiti percorsi tracciati attraverso il centro cittadino o nelle immediate vicinanze. I partecipanti vengono suddivisi in gruppi a seconda delle diverse capacità, in modo che tutti possano davvero sentirsi coinvolti.
Per maggiori informazioni vi invito a visitare direttamente il sito.
Mi sembra un'iniziativa lodevole, tesa a costruire un po' di quel senso civico e di appartenenza smarrito chissà dove.
Saluti
lunedì 8 novembre 2010
L'Alluvione in Veneto annega Federalismo e Padania
Da una settimana, in Veneto, siamo in emergenza alluvione. Le cause delle esondazioni che hanno inondato (principalmente), il vicentino, alcune zone del veronese, e la bassa padovana sono tre:
1) In quarantott'ore sono caduti cinqucento millimetri di acqua;
2) In montagna (soprattutto sul Trentino), erano caduti quaranta centrimenti di neve, che si sono poi sciolti a causa dell'innalzamento delle temperature;
3) Il mare, in situazione di alta marea e di scirocco che soffiava verso terra, non era in grado di ricevere l'acqua dei fiumi;
Il tempo pare debba mantenersi brutto e piovoso ancora per un paio di giorni, ma la preoccupazione diffusa è che gli argini, già stressati ed erosi dalle piene, possano cedere alla minima sollecitazioni anomala.
Mentre le famiglie e le amministrazioni locali fanno il conto dei danni e si rimboccano le maniche, per ripulire le case e gli edifici invasi dall'acqua, un ritornello fastidioso ma sempre più persistente viene canticchiato più o meno a scquarcia gola dai sindaci e, forse soprattutto, dal Governatore Luca Zaia: "Se l'unità d'Italia vale qualche cosa, Roma ci vede pagare un Miliardo di danni"(parole di Zaia).
Nel pieno rispetto della crisi e delle persone che soffrono, e che magari hanno perso tutto, come possono i nostri governanti urlare alla Secessione un giorno e, emergenza alla mano il giorno dopo, pretendere soldi dallo Stato invocando l'Unità d'Italia? e come possono, soprattutto, pretendere soldi da un Governo di loro simili, che ha smesso di stanziare risorse per il territorio?
Mi viene il dubbio che, non potendo ammettere davanti ai cittadini infuriati per l'inondazione, che la Padania ed il Federalismo sono solo barzellette, o che le politiche sociali e territoriali non sono mai andate oltre la propaganda, i governanti del Veneto si debbano per forza di cose riscoprire patrioti per sperare in qualche soldo da parte di quello Stato, che loro stessi contribuiscono, giorno per giorno, a smantellare sistematicamente.
Temo tuttavia che il patriottismo sia solo una questione di comodità momentanea.
Saluti
1) In quarantott'ore sono caduti cinqucento millimetri di acqua;
2) In montagna (soprattutto sul Trentino), erano caduti quaranta centrimenti di neve, che si sono poi sciolti a causa dell'innalzamento delle temperature;
3) Il mare, in situazione di alta marea e di scirocco che soffiava verso terra, non era in grado di ricevere l'acqua dei fiumi;
Il tempo pare debba mantenersi brutto e piovoso ancora per un paio di giorni, ma la preoccupazione diffusa è che gli argini, già stressati ed erosi dalle piene, possano cedere alla minima sollecitazioni anomala.
Mentre le famiglie e le amministrazioni locali fanno il conto dei danni e si rimboccano le maniche, per ripulire le case e gli edifici invasi dall'acqua, un ritornello fastidioso ma sempre più persistente viene canticchiato più o meno a scquarcia gola dai sindaci e, forse soprattutto, dal Governatore Luca Zaia: "Se l'unità d'Italia vale qualche cosa, Roma ci vede pagare un Miliardo di danni"(parole di Zaia).
Nel pieno rispetto della crisi e delle persone che soffrono, e che magari hanno perso tutto, come possono i nostri governanti urlare alla Secessione un giorno e, emergenza alla mano il giorno dopo, pretendere soldi dallo Stato invocando l'Unità d'Italia? e come possono, soprattutto, pretendere soldi da un Governo di loro simili, che ha smesso di stanziare risorse per il territorio?
Mi viene il dubbio che, non potendo ammettere davanti ai cittadini infuriati per l'inondazione, che la Padania ed il Federalismo sono solo barzellette, o che le politiche sociali e territoriali non sono mai andate oltre la propaganda, i governanti del Veneto si debbano per forza di cose riscoprire patrioti per sperare in qualche soldo da parte di quello Stato, che loro stessi contribuiscono, giorno per giorno, a smantellare sistematicamente.
Temo tuttavia che il patriottismo sia solo una questione di comodità momentanea.
Saluti
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