Sito denuclearizzato

venerdì 15 aprile 2011

Nucleare? No grazie: il secondo SI al Referendum del 12-13 Giugno

E continuo a parlare di questo appuntamento, che molti vorrebbero tenere sordo, nascosto, invisibile alla maggioranza della gente. Questo comportamento lo trovo non solo scorretto ma anche profondamente offensivo nei confronti degli italiani, perchè si preferisce che la gente non partecipi alla vita pubblica e democratica, temendo, probabilmente, di venire sopraffatti da tale partecipazione. Ecco allora che la soluzione migliore sembra essere l'ignoranza, così non ci si deve scomodare ad offrire alle persone la possibilità di giudicare e di valutare.
Nucleare quindi? per come ce lo stanno proponendo non mi interessa.
Io sono un ingegnere, mi occupo di centrali per la produzione di energia, le progetto. So perfettamente che, a oggi, non ci sono valide alternative agli idrocarburi (gas e petrolio), se non il nucleare. Ma so anche che la tecnologia che il Governo ci sta offrendo è vecchia e superata, e quindi rischiosa. Inoltre trovo inutile parlare di nucleare in Italia, quando il nostro Paese è forse l'unico paese industrializzato a non possedere un piano energetico da almeno quarant'anni.
A oggi l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, in Italia, ha già coperto il fabbisogno del comparto civile (lo sapevate?). Ciò che resta profondamente sguarnito è il comparto industriale. Ma è anche vero che la grande industria, nel nostro Paese, sta scomparendo e sono sempre di più le realtà che spostano la produzione all'estero per mille motivi. Allora chiedo al Governo: qual'è il piano di sviluppo per il Paese? perchè se pensiamo che l'Italia perderà, nei prossimi venti o trent'anni, la maggior parte delle sue industrie, cosa dovremmo farcene del nucleare? usarlo solo per incrementare l'uso dei condizionatori d'estate? diversamente, se invece il piano è rilanciare sulle imprese e nelle attività industriali allora il tema nucleare diventa di estrema attualità, ma non con la tecnologia proposta. L'anno scorso, in Finlandia, è stata avviata una centrale di nuova generazione: i risultati non sono confortanti. Ma un'altra è quasi pronta in Francia.
Non varrebbbe allora la pena, visto anche quel che è successo in Giappone, fermarsi un attimo e ragionare bene sulla questione, in considerazione anche del fatto che l'Italia è un Paese ad alto rischio sismico? e non varrebbe la pena investire sulla ricerca, visto che l'ambito nuclerare è in continuo mutamento e sviluppo?
Tuttavia questo è solamente il mio modesto pensiero. Non voglio convincere le masse, ma solo offrire spunti di ragionamento e riflessione. Quello che più mi preme è che la gente vada a votare, sia informata e poi valuti e giudichi di conseguenza. Questa è democrazia, non quello che ci stanno propinando ultimamente che, a parer mio, è solamente becera ignoranza.

Saluti

martedì 12 aprile 2011

Privatizziamo l'Acqua? No Grazie: il primo Sì al Referendum del 12-13 Giugno

Come già anticipato nel mio precedente intervento, il 12 e 13 Giugno l'Italia sarà chiamata a votare su quattro quesiti referendari. I primi due, ed il particolare il secondo, riguardano la privatizzazione di alcuni servizi, fra cui l'acqua. O meglio: la privatizzazione della gestione dell'acqua potabile.
Certo, già adesso in Italia tramite le aziende municipalizzate partecipate la gestione dei servizi comunali, fra cui l'acqua, è in parte privata ma lo scopo del Referendum è evitare che tale gestione passi completamente sotto l'ala di società non più pubbliche.
In linea di principio io non sono mai stato contrario alle privatizzazione, tuttavia resto convinto del fatto che determinati servizi debbano necessariamente essere pubblici ed uguali per tutti, almeno nella loro espressione di base. Questo mio convincimento non nasce esclusivamente da posizioni ideologiche, ma soprattutto da evidenze e dati di fatto: la storia recente ci insegna che le privatizzazioni, in qualsiasi luogo esse siano state applicate ed in qualsiasi ambito, hanno portato solamente ad un peggioramente del servizio e ad un maggior divario fra chi poteva permettersi il servizio e chi no. In una parola a buchi nel sistema sociale.
Questo il motivo per cui io mi pongo contro la privatizzazione dell'acqua e voterò Sì al referendum del 12-13 Giugno ai primi due quesiti. Questo il motivo per cui non voglio invitare quei pochi coraggiosi che mi leggono a fare lo stesso, ma semplicemente a ragionare e valutare pro e contro, con l'unico vero obiettivo di raggiungere il quorum (l'astensione è la peggior forma di inciviltà e non aiuta) .
Infine vi lascio il link del Comitato Promotore per la Gestione Pubblica dell'Acqua, di modo che chi fosse incuriosito possa dare un'occhiata alla cosa.

Saluti

sabato 9 aprile 2011

Referendum 2011

Visto che mancano solo un paio di mesi, vorrei iniziare a spendere due parole sul Referendum del 12 e 13 Giugno.
Innanzitutto una breve (polemica) introduzione.
A Maggio, precisamente il 15 ed il 16, un bel po' di italiani saranno chiamati alle urne per rinnovare numerose amministrazioni locali (circa 1300). Una volta, nonostante gli sperperi e le tangenti, vigeva comunque la legge del risparmio e dell'ottimizzazione, cosa che oggi si è persa... o magari si è voluta perdere. Come ho già segnalato nel mio intervento del 03 Marzo, il Governo ha deciso di non accorpare la consultazione elettorale con il referendum. Questa discutibile scelta ha portato a due conseguenze quasi immediate: la prima sarà una spesa di circa 300 milioni di euro in più (indovinate un po' chi ce li metterà), la seconda è la certezza (o la speranza) da parte di alcuni che, così facendo, non si raggiungerà il quorum.
Poichè gli italiani hanno la memoria corta, ricordo che questa "tattica" fu utilizzata dalla Lega anche in occasione del referendum sui premi di maggioranza e sulle candidature multiple del 2009: il celoduristi minacciarono di far cadere il Governo se la scadenza referendaria fosse stata accorpata alle allora elezioni europee ed amministrative. Niente male, no? Ed infatti il quorum non venne raggiunto, poichè l'affluenza fu un misero 23,3%.
La strategia di non accopare elezioni e referendum, quindi, paga.
Fatta questa piccola premessa, e confermata la linea del Governo di non voler accorpare nemmeno quest'anno le amministrative con il referendum, i quesiti che ci verranno proposti saranno quattro:
1) Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica (privatizzazioni) - referendum abrogativo;
2) Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito (privatizzazione delle fonti idriche) - referendum abrogativo di alcune norme;
3) Nuove centrali per la produzione di energia nucleare (ritorno al nucleare) - referendum abrogativo di alcune norme;
4) Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale;
Questi i quattro quesiti.
Per non annoiarvi troppo li affronterò uno alla volta nei prossimi interventi e vi spiegherò perchè, secondo me, sia importante votare quattro volte Sì.

Saluti

venerdì 8 aprile 2011

Un po' di noiso Revival sul Fascismo

Vorrei spendere due parole sul Ventennio, riallacciandomi al mio ultimo post ed alla proposta del senatore Eccher di abolire il reato di apologia del fascismo.
Ebbene, spesso (purtroppo) quando affronto questo tema con altre persone mi sento rispondere "tutto sommato Mussolini ha fatto delle buone cose", "in fin dei conti ha costruito molto e ripulito l'Italia", "Mussolini era un grande statista che ha frequentato amicizie sbagliate" (ebbene sì, anche questo mi sono sentito rispondere).
Posto che trovo difficile che, in vent'anni, il regime fascista non abbia combinato nulla in terra italiana, considero a dir poco superficiale nascondere quel che è stato il Ventennio sotto la patina del "tutto sommato ha bonificato l'agro pontino".
Vogliamo fare una rapida carrellata su quanto è successo?
Mussolini ha invaso Grecia e Jugoslavia, ha affiancato ai nazisti contro la Francia ed il resto del Mondo, ha spedito buona parte degli ebrei italiani ad Auschwitz (certo, non lui direttamente, ma aver permesso alle SS di farlo, equivale ad averlo fatto), ha condotto una scellerata campagna colonialista in nord Africa, con il solo risultato di aver rinchiuso libici, somali ed etiopi in campi di concentramento a casa loro e di aver portato alla morte migliaia di giovani soldati italiani. Non parliamo della Campagna di Russia nè del trattamento riservato ai dissidenti e a coloro che si manifestavano contrari.
Questo è stato il fascismo ma purtroppo l'Italia pare scordarsene con fin troppa facilità

Saluti

mercoledì 6 aprile 2011

Urge Controffensiva: Vogliono abolire il Reato di Apologia al Fascismo

Con una proposta di Disegno di Legge Costituzionale dello scorso 29 Marzo, il Senatore PdL Cristiano de Eccher (qui a fianco nella foto, così capiamo chi di preciso siede in Parlamento), ha proposto l'abolizione della XII norma transitoria e finale della Costituzione che vieta "sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista". Tale norma, nel 1952, diede vita alla Legge Scelba, con la quale si rese reato qualsiasi apologia del fascismo (reato che troppo spesso non viene riconosciuto).
Oggi il Governo ha finalmente dimostrato, laddove ce ne fosse stato ancora bisogno, l'assoluta mancanza di etica, morale e senso dello Stato, in un pericoloso mix fra liberismo-cattolino (CL e Compagnia delle Opere stanno stappando lo champagne per le esternazioni di Berlusconi dell'altro giorno e le citazioni di Don Giussani), e neo fascismo. Non è retorico richiamare l'attenzione sul rischio per la nostra Repubblica, e sulla necessità che ognuno di noi, attraverso piccoli gesti quotidiani, esprima tutta la sua contrarietà a questo tipo di malgoverno che, ormai, sta abbattendo alla base le strutture costituzionali e democratiche.
Mi chiedo solo fino a quando gli italiani saranno disposti a tollerare tutto questo (italiani sveglia!!!), e fino a quando resisterà questa relativa calma sociale prima dell'esplosione del risentimento.

Saluti

sabato 2 aprile 2011

Un Pipistrello per Amico

Finalmente quest'anno, vinta la pigrizia, abbiamo aquistato la nostra prima Bat Box, ovverosia una piccola scatoletta di legno (misura solamente circa 50x50x5 cm), che, appesa ad un albero o sul muro della casa, consentirà a qualche piccolo pipistrelllo di trovarvi rifugio. Daremo quindi "asilo" ad un (o più) topolino volante, che con la sua insaziabile fame farà (alemo speriamo) razzia di zanzare. Certo, questo è solo un motivo aggiuntivo, diciamo che il primo dovrebbe essere il fatto che, come una volta, sarebbe bello rivedere questi piccoli animaletti svolazzare all'imbrunire sopra il giardino.
A tal proposito segnalo il progetto "Un pipistrello per Amico", lanciato nel 2009 dal Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze e di cui qui potete trovare il manifesto di presentazione. Al progetto hanno aderito quasi immediatamente sia Legambiente che la COOP che, proprio l'anno scorso in questo periodo, nel giro di un paio di mesi ha visto "sfumare" le scorte di bat box dagli scaffali di tutta Italia: circa 12.000 pezzi fra Aprile e Maggio.
Per chi fosse interessato alla cosa, ricordo che è sufficente fare una ricerca su Google per trovare rivenditori di bat box online e non, e che comunque la Coop normalmente le tiene, così come i negozi di articoli da giardinaggio più grossi e forniti. Il periodo migliore per l'installazione in posizione elevata e protetta dalla luce diretta artificiale è proprio questo, perchè i pipistrelli si risvegliano dal letargo e sono alla ricerca di nuove dimore.
Vi terrò aggiornati sui risultati.

Saluti

venerdì 1 aprile 2011

Il Circo Mediatico

Mi rendo conto che il titolo, trito e ritrito, può ormai suonare come un già sentito, ma tuttavia è lo stato in cui ormai giace costantemente la vita pubblica e sociale italiana.
E purtroppo tutto ruota sempre attorno alla stessa persona: Silvio Berlusconi.
Due esempi su tutti, che nelle ultime quarantott'ore hanno tenuto banco: la comparizione di Berlusconi davanti ai giudici di Milano, per il caso Ruby, e la visita del Presidente del Consiglio a Lampedusa.
Nel primo caso, l'arrivo e la dipartita di Berlusconi sono stati occasione per piccoli comizi e sit-in davanti alle telecamere, trasformando quello che sarebbe dovuto essere un momento di giudizio della persona davanti alla Legge (uguale per tutti), in una piazzata da televendita. Se aggiungiamo il fatto che, a testimoniare, sono stati chiamati pezzi grossi del cinema e dello spettacolo... mah, appare tutto così surreale.
A Lampedusa, il giorno successivo e sempre davanti alle telecamere, Berlusconi di dichiara "lampedusano" ed ammette di aver comprato una casa per due milioni di euro sull'isola. Promette, infine, i soliti risarcimenti, che non si capisce mai da dove possano saltare fuori, visto che (apparentemente) tutti grattano il fondo.
A parte questo, che senso ha dichiararsi "lampedusano", un po' come era accaduton a l'Aquila, se poi le cose vanno a finire come sappiamo, e cioè che sono tutt'altro che risolte? E perchè porre sempre tutto sul piano economico del "io sono il più forte e quello che ha più diritto di parlare perchè ho comprato una villa da due milioni di euro"? Dove sta l'etica ed il senso dello Stato in tutto questo? mi pare che ci sia sempre più vuoto, un sempre maggior qualunquismo nell'affrontare certe tematiche e certi problemi.
Ma a quanto pare gli italiani, per lo meno quelli non direttamente chiamati in causa, non se ne preoccupano troppo.

Saluti