Sito denuclearizzato

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lunedì 13 giugno 2011

Referendum 2011: Una Grande Vittoria

Una grande vittoria, questa del referendum 2011 che, un po' come in occasione delle amministrative di qualche settimana fa, non ha fatto vincere un partito piuttosto che un altro, bensì la società e la gente sull'opportunismo e sulla politica cinica ed individualista. Ha vinto la gente, lo ripeto, ed in questo mi ritrovo pienamente nel commento di Travaglio il quale, ospite del TG di La7, ha dichiarato che non hanno vinto i partiti ma la gente che fa "quel che gli pare", indipendentemente dalle indicazioni del partito di riferimento. Inoltre è stato dato un messaggio chiaro al Presidente del Consiglio ed al suo modo, tutto personale, di interpretare la cosa pubblica.
Infine, a mio parere, la politica "pulita" ha messo a segno un bel colpo, visto e considerato che in una consultazione referendaria il quorum non veniva raggiunto dal lontano 1995 (e questo non l'ho sentito sottolineare da nessuno, a parte qualche raro caso, nè nelle interviste televisive nè nelle dichiarazioni ai giornali). Questo mi pare un dato fondamentale, soprattutto in un momento dove molti (me compreso) avrebbero scommesso sulla totale disaffezione della gente per la politica e per il sociale. Invece, a quanto pare (e ne prendo positivamente atto), sta avendo luogo una sorta di risveglio della società civile, che speriamo ci porti verso tempi migliori.
Dico speriamo perchè, onestamente, una nota negativa c'è: avrei sperato in una percentuale di votanti superiore al 60%. Certo non ci si può lamentare, perchè in ogni regione italiana si è andati sopra un'affluenza del 50%, ma una percentuale del 57% (almeno stando ai dati delle 19.30 di oggi), non mi pare deludente ma indica che la strada per cambiare questo Paese ed estirpare un certo sostanziale menefreghismo è ancora lunga.

Saluti

martedì 7 giugno 2011

Referendum ultimo atto

Anche la Corte Costituzionale ha dato il via libera al referendum sul nucleare, nonostante il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio a valle della riformulazione del quesito a opera della Cassazione.
Nonostatante i tentativi del Governo di impedirci di andare a votare (qualche giorno fa il TG1, parlando del Referendum, ha comunicato delle date sbagliate per il voto...), la legge sta dando ragione al popolo, e la dimostrazione che ormai in molti non credano più in una strategia delegittimatoria del voto referendario, come continua invece a fare il Presidente del Consiglio con tutti i suoi tirapiedi, è che la maggior parte dei partiti politici e delle autorità si sono dichiarate pubblicamente a favore del voto ed anzi hanno invitato la gente a recarsi alle urne.
Dipende da noi. E' l'ultima settimana di campagna referendaria. Diffondete la notizia, parlate con amici, parenti, conosciuti e sconosciuti: l'importante è andare a votare.

Saluti

mercoledì 1 giugno 2011

Referendum 2011: ci sarà anche il Nucleare!!!

La Cassazione, riunitasi proprio questa mattina per decidere se ci fossero gli estremi per annullare il quesito referendario sul nucleare alla luce del Decreto Omnibus, ha dato picche a Berlusconi.
Questo significa che la volontà popolare è stata soddisfatta, alla faccia di chi prova con mezzucci e potere a farci credere, che andare a votare sia del tutto inutile, e che all'appuntamento referendario del 12-13 Giugno ci sarà, oltre ai quesiti sulla privatizzazione dell'acqua e sul legittimo impedimento, anche quello sul nucleare, aggiornato però proprio con l'ultimo decreto Omnibus.
Ora davvero ci vengono date tutte le armi: perdere quest'occasione per dare il nostro voto, ma soprattutto un pesante giudizio negativo (l'ennesimo), sull'azione di questo governo sarebbe davvero da stupidi.
Dipende tutto da noi.

Saluti

lunedì 30 maggio 2011

Addio al Nucleare in Germania e Benvenuto al Vetro in Italia

La Germania, prima fra i grandi paesi industrializzati, dice addio alle centrali nucleari, e decreta che l'ultima sarà inderogabilmente spenta nel 2022. A oggi il 22% della produzione energetica tedesca deriva da fonte atomica, ma all'indomani del disastro di Fukushima (a proposito, notato che ora che non fa più prima pagina, nessuno ne parla più?!?), già 17 centrali tedesche furono chiuse e 8 di queste spente definitivamente. Evidentemente, dopo la batosta elettorale la Merkel si deve essere resa conto che interpretare anche i desideri degli ambientalisti (che hanno fatto man bassa di voti), poteva non essere una strategia stupida. Anche perchè, ormai sempre di più, essere "verdi" o "ambientalisti" non significa più, come vorrebbero far credere alcuni politici italiani, essere contrari al progresso e volere il ritorno alle fattorie, ma semplicemente proporre degli stili di vita eco-sostenibili, anche e soprattutto in termini di produzione energetica e consumo delle risorse.
E proprio in questo l'Italia, strano a dirsi, fa ancora scuola. Pare infatti che, da un'indagine condotta da FEVE (Federazione Europea dei produttori di Vetro), il nostro Paese sia quello dove si ricicla più vetro (86,3% contro la media europea di 80,1%), e dove i consumatori, non soddisfatti dello scarso utilizzo di questo materiale da parte dei produttori, vorrebbero vederlo più spesso sugli scaffali di negozi e supermercati.

Saluti

martedì 24 maggio 2011

Ci provano ancora

Non bastasse la proposta di legge per la moratoria sul nucleare, il Governo, temendo di inciampare in Parlamento con una maggioranza che scricchiola sempre di più, pone il voto di fiducia sul decreto "omnibus", all'interno del quale, oltre all'aumento delle accise sui carburanti, è contenuta anche la moratoria sul nucleare. Oggi il voto.
Staremo a vedere, ma è ormai chiaro che, in parallelo alla campagna selvaggia ed offensiva che il Premier sta conducendo per le Amministrative di Napoli e Milano (come può essere che gli sia concesso di dire tutto, senza che gli italiani si indignino una volta per tutte?!?), il centro destra sta tentando in ogni modo di sottrarre agli italiani il diritto di esprimersi con il voto referendario.
Questa non è educazione, nè tanto meno cultura per la cittadinanza. Invece che spiegare i motivi per cui si dovrebbe votare no, il Governo spinge sullo stomaco della gente, usando tutti i mezzi illeciti a sua disposizione e che l'essere Governo gli consente. Vergognoso!!!
Anche per questo non dobbiamo smettere di parlare del Referendum, e cercare di coinvolgere sempre più persone, al di là delle polemiche sterili che emrgono ed emergeranno sempre di più fino al 12-13 Giugno. La polemica viene infatti alimentata per distogliere il più possibile l'attenzione dal voto.

Saluti

sabato 21 maggio 2011

Facciamo il punto sul Referendum

Il 12-13 Giugno saremo chiamati ad esprimerci su quattro quesiti, per un Referendum di iniziativa popolare. Questo significa che siamo stati noi, cittadini, (o per lo meno alcuni di noi), a chiedere che questo Referendum venisse organizzato per fare in modo che si evitino sostanzialmente due cose:
1) Un indiscriminato ritorno al nicleare, con tecnologie vecchie e superate, solo per dare da lavorare agli amici degli amici;
2) Una privatizzazione dell'acqua che porterebbe solamente la nascita dell'ennesima lobby italiana, a discapito di noi consumatori (vedi liberalizzazioni in fatto di telefonia cellulare, di carburanti, di assicurazioni, ecc), con l'aggravante che l'acqua è un bene necessario alla vita, mentre senza il cellulare o la benzina si vive lo stesso;

Il Governo ha provato e sta provando tutt'ora a far saltare il Referendum, innanzitutto con azioni spregiudicate tramite i media, in secondo luogo con moratorie fasulle e proposte di legge, con l'unico scopo di disinformare la gente ed evitare che questa vada a votare raggiungendo il quorum. Il timore? guarda caso uno dei quesiti è relativo al legittimo impedimento, e se si dovesse raggiungere il quorum, il Premier avrebbe qualche gatta giudiziaria da pelare in più.
A oggi la proposta di moratoria per il nucleare è al vaglio della Camera, e per Martedì o Mercoledì ci dovrebbe essere il voto. Poi (ammesso e non concesso che passi), il Presidente della Repubblica dovrebbe firmare e solo dopo la Cassazione potrebbe decidere se tale legge possa essere sufficiente a considerare il Referendum annullato oppure no.
Innanzitutto quindi speriamo che Napolitano non firmi e si faccia garante del pensiero di una consistente parte del popolo italiano che, tramite il Referendum, vorrebbe solo esprimere il suo pensiero. In secondo luogo non demordiamo e non molliamo la presa. Continuiamo a pubblicizzare il Referendum e a parlarne, perchè solo così la gente ne saprà di più: dipende tutto da noi.

Saluti

venerdì 6 maggio 2011

Mosse di Regime

I ringraziamenti, si sà, sono dovuti per educazione, soprattutto verso soggetti che hanno evitato brutte cadute del Governo. Ed ecco allora spuntare ben undici nuove nomine fra portaborse e sottosegretari, alla faccia di quanti continuano a chiedere (e di quanti continuano a promettere), di snellire il sistema politico italiano per evitare inutili sprechi. Certo, finchè si tratta di mammoni precari, che non riescono nemmeno a pagarsi un misero affitto, o statali fannulloni, che si lamentano se lavorano dodici ore al giorno senza straordinari, il giochino è semplice: basta scatenare l'armata brancaleone per convincere l'opinione pubblica, ed il giochino è fatto. Quando però si tratta di livelli "più alti" (come se maggior livello comportasse maggior rispetto...), allora tutto (o quasi), passa in sordina. Ad ogni modo, per chi avesse voglia, su quest'articolo di Repubblica tutti i nomi dei premiati.
E mentre la polemica si scatena, il Governo tenta un altro colpo di mano per depotenziare il Referendum del 12-13 Giugno: l'inserimento nel Decreto Sviluppo (che fra le altre cose svende le spiagge demaniali ai privati con concessioni di novant'anni), di una norma per la creazione di un'Autorità per l'Acqua. L'ennesima invenzione di chi, temendo il voto popolare, cerca di avvolgere tutto in una cortina di fumo, per distrarre l'elettore e fargli credere di aver inteso e recepito le sue istanze. Tutto questo è fuori legge!!! Il Governo sta tentando colpi di mano per impedirci un pronunciamento serio, convinto e decisivo su temi di estrema attualità come il Nucleare e la gestione dell'Acqua. Non abbassiamo la guardia ed andiamo a votare in massa.
Invito nuovamente tutti quanti a firmare l'appello di giuristi, uomini e donne di cultura e spettacolo, in difesa del nostro diritto di andare a votare.

Saluti

martedì 3 maggio 2011

Allarme Referendum del 12-13 Giugno

Dopo le passate settimane, trascorse a diffondere la notizia del Referendum e le ragioni del Sì, come molti ormai sanno il Governo ha scosso tutti con la notizia della moratoria sui programmi nucleari e con una proposta di legge ad hoc, che regolamenti la privatizzazione del servizio idrico.
La moratoria di un anno sul nucleare, è arrivata a valle di un Consiglio dei Ministri il 23 Marzo scorso, e la propaganda governativa la ha dipinta come necessaria pausa di riflessione alla luce degli eventi di Fukushima. Poco più di un mese dopo, però, in piena valutazione da parte degli organi competenti se, alla luce di questa decisione, il Referendum fosse ancora necessario o meno, Berlusconi non ha resistito ad ammettere con fierezza e tracotanza che quanto accaduto in Giappone “ha spaventato gli italiani, come dimostrano anche i nostri sondaggi” e la decisione di una moratoria sul nucleare è stata presa anche per permettere all’opinione pubblica di “tranquillizzarsi”: un referendum ora avrebbe portato ad uno stop per anni del nucleare in Italia".
Al contempo, la proposta di legge sulla regolamentazione nelle privatizzazione dei servizi idrici, teso ad annullare anche un secondo quesito referendario, solleva parecchie perplessità, soprattutto per il fatto che si tratterebbe di un Decreto Legislativo per cui non ci sono i tempi minimi, da qui al 12-13 Giugno.
Invito tutti, quindi, a non abbassare la guardia, perchè il Governo sta chiaramente cercando di avvolgere il Referendum dentro una cortina di fumo, confondendo l'opinione pubblica. I telegiornali non sono da meno, in barba al diritto dei cittadini di esprimere la propria idea.
Il Referendum del 12-13 Giugno è ancora assolutamente valido e non c'è alcun pronunciamento nè della Cassazione nè di alcun altro organo competente che dichiari il contrario. Quindi si voterà ed è importante che tutti noi ne siamo consapevoli e ci attiviamo per diffondere questa idea.
A tal proposito segnalo anche un appello, che vi chiedo di sottoscrivere, promosso dal "Sì Acqua Pubblica" e già sottoscritto da tantissime persone, per difendere il nostro diritto ad esprimerci e votare.
Nè, una volta di più, della nostra libertà.

Saluti

venerdì 22 aprile 2011

Referendum 12-13 Giugno 2011: Chiudiamo Baracca?

Sembra essere proprio questa la domanda: chiudiamo baracca e torniamo a casa con le pive nel sacco? Perchè, se dopo l'annuncio dell'Esecutivo contro nuovi progetti nucleari in Italia(per il momento, ed è proprio questo il punto), il Referendum sembrava spacciato oggi, dopo le dichiarazioni del Ministro per lo Sviluppo Economico Romani contro il Referendum sulla Privatizzazione dell'Acqua, pare proprio che dovremo scordarci la massima "potere popolare" ed andare tranquillamente al mare nel fine settimana referendario.
Sembra infatti che Romani stia studiando un intervento ad hoc, per stoppare anche il quesito sulla privatizzazione del servizio acqua potabile (un affare da più di 60 miliardi di euro). Certo ci diranno che così si risparmiano soldi, ma i più accorti potrebbero obiettare che, se avessero voluto davvero risparmiare, avrebbero potuto accorpare Referendum ed elezioni Amministrative di Maggio.
L'unico vero motivo per stoppare la consultazione popolare pare in effetti essere di carattere ideologico (o economico, a favore delle lobby che ne perirebbero). Un colpo di mano per dimostrare che, oggi in Italia, è in corso una dittatura (morbida quanto volete, ma pur sempre tale), che non rispetta più le regole democratiche del gioco. E se fosse ora di fare una rivoluzione pacifica quanto volete, ma pur sempre una Rivoluzione?

Saluti

venerdì 15 aprile 2011

Nucleare? No grazie: il secondo SI al Referendum del 12-13 Giugno

E continuo a parlare di questo appuntamento, che molti vorrebbero tenere sordo, nascosto, invisibile alla maggioranza della gente. Questo comportamento lo trovo non solo scorretto ma anche profondamente offensivo nei confronti degli italiani, perchè si preferisce che la gente non partecipi alla vita pubblica e democratica, temendo, probabilmente, di venire sopraffatti da tale partecipazione. Ecco allora che la soluzione migliore sembra essere l'ignoranza, così non ci si deve scomodare ad offrire alle persone la possibilità di giudicare e di valutare.
Nucleare quindi? per come ce lo stanno proponendo non mi interessa.
Io sono un ingegnere, mi occupo di centrali per la produzione di energia, le progetto. So perfettamente che, a oggi, non ci sono valide alternative agli idrocarburi (gas e petrolio), se non il nucleare. Ma so anche che la tecnologia che il Governo ci sta offrendo è vecchia e superata, e quindi rischiosa. Inoltre trovo inutile parlare di nucleare in Italia, quando il nostro Paese è forse l'unico paese industrializzato a non possedere un piano energetico da almeno quarant'anni.
A oggi l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, in Italia, ha già coperto il fabbisogno del comparto civile (lo sapevate?). Ciò che resta profondamente sguarnito è il comparto industriale. Ma è anche vero che la grande industria, nel nostro Paese, sta scomparendo e sono sempre di più le realtà che spostano la produzione all'estero per mille motivi. Allora chiedo al Governo: qual'è il piano di sviluppo per il Paese? perchè se pensiamo che l'Italia perderà, nei prossimi venti o trent'anni, la maggior parte delle sue industrie, cosa dovremmo farcene del nucleare? usarlo solo per incrementare l'uso dei condizionatori d'estate? diversamente, se invece il piano è rilanciare sulle imprese e nelle attività industriali allora il tema nucleare diventa di estrema attualità, ma non con la tecnologia proposta. L'anno scorso, in Finlandia, è stata avviata una centrale di nuova generazione: i risultati non sono confortanti. Ma un'altra è quasi pronta in Francia.
Non varrebbbe allora la pena, visto anche quel che è successo in Giappone, fermarsi un attimo e ragionare bene sulla questione, in considerazione anche del fatto che l'Italia è un Paese ad alto rischio sismico? e non varrebbe la pena investire sulla ricerca, visto che l'ambito nuclerare è in continuo mutamento e sviluppo?
Tuttavia questo è solamente il mio modesto pensiero. Non voglio convincere le masse, ma solo offrire spunti di ragionamento e riflessione. Quello che più mi preme è che la gente vada a votare, sia informata e poi valuti e giudichi di conseguenza. Questa è democrazia, non quello che ci stanno propinando ultimamente che, a parer mio, è solamente becera ignoranza.

Saluti

sabato 9 aprile 2011

Referendum 2011

Visto che mancano solo un paio di mesi, vorrei iniziare a spendere due parole sul Referendum del 12 e 13 Giugno.
Innanzitutto una breve (polemica) introduzione.
A Maggio, precisamente il 15 ed il 16, un bel po' di italiani saranno chiamati alle urne per rinnovare numerose amministrazioni locali (circa 1300). Una volta, nonostante gli sperperi e le tangenti, vigeva comunque la legge del risparmio e dell'ottimizzazione, cosa che oggi si è persa... o magari si è voluta perdere. Come ho già segnalato nel mio intervento del 03 Marzo, il Governo ha deciso di non accorpare la consultazione elettorale con il referendum. Questa discutibile scelta ha portato a due conseguenze quasi immediate: la prima sarà una spesa di circa 300 milioni di euro in più (indovinate un po' chi ce li metterà), la seconda è la certezza (o la speranza) da parte di alcuni che, così facendo, non si raggiungerà il quorum.
Poichè gli italiani hanno la memoria corta, ricordo che questa "tattica" fu utilizzata dalla Lega anche in occasione del referendum sui premi di maggioranza e sulle candidature multiple del 2009: il celoduristi minacciarono di far cadere il Governo se la scadenza referendaria fosse stata accorpata alle allora elezioni europee ed amministrative. Niente male, no? Ed infatti il quorum non venne raggiunto, poichè l'affluenza fu un misero 23,3%.
La strategia di non accopare elezioni e referendum, quindi, paga.
Fatta questa piccola premessa, e confermata la linea del Governo di non voler accorpare nemmeno quest'anno le amministrative con il referendum, i quesiti che ci verranno proposti saranno quattro:
1) Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica (privatizzazioni) - referendum abrogativo;
2) Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito (privatizzazione delle fonti idriche) - referendum abrogativo di alcune norme;
3) Nuove centrali per la produzione di energia nucleare (ritorno al nucleare) - referendum abrogativo di alcune norme;
4) Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale;
Questi i quattro quesiti.
Per non annoiarvi troppo li affronterò uno alla volta nei prossimi interventi e vi spiegherò perchè, secondo me, sia importante votare quattro volte Sì.

Saluti

sabato 19 marzo 2011

Polemiche Nucleari e Prospettive Energetiche

Il Giappone è appeso ad un filo e con esso, a quanto pare, la crociata nucleare che il Governo sperava di poter cavalcare nei prossimi mesi o, forse, anni.
Questo blog si è sempre opposto al ritorno al nucleare ma, ci tengo a spiegarlo un'altra volta, non per principio contro l'energia derivante dall'atomo.
Ma andiamo con ordine.
A oggi, in Italia, le fonti rinnovabili hanno coperto quasi completamente il fabbisogno energetico civile.
Per quanto riguarda le richieste del mondo industriale le cose sono ben diverse e difficilmente l'energia verde potrà soddisfarle. Tuttavia la domanda è: cosa intende fare il Governo nei prossimi 50 anni in merito all'industria italiana? perchè, da ingegnere impegnato nella progettazione di centrali per produzione di energia (termica ed elettrica), so perfettamente che a oggi l'industria pesante in Italia è quasi del tutto scomparsa. Assorbita ed annientata da colossi starnieri e multinazionali, o semplicemente trasferita all'estero. Se a questo aggiugiamo che l'Italia da almeno 50 anni non ha un piano energetico, il risultato è piuttosto incerto.
La domanda, quindi, a oggi non è "Nucleare sì, nucleare no", ma "A che pro installare il nucleare?".
Di nuovo, cerco si spiegarmi.
Posto che le centrali nucleari a oggi proposte dal Governo sarebbero di vecchia/vecchissima concezione tecnologica, se il Governo dimostrasse una prospettiva di incentivo e ripresa dell'industria, con un piano di diversi decenni in avanti, e quindi producesse finalmente un Piano Energetico Nazionale (l'ultimo risale agli anni '50 o '60), allora l'investimento nel nucleare avrebbe un senso.
Se, diversamente, la prospettiva per tutto il Paese dovesse essere semplicemente quella di diventare sempre più agricolo, turistico, dedito alla piccola impresa e vendita di servizi, l'investimento nel nucleare non sarebbe più sensato, perchè in questo caso le rinnovabili sarebbero perfettamente in grado di fornire quanto di cui avremmo bisogno.
Allora, Sig. Presidente del Consiglio, che ci dice? al di là della propaganda, delle accelerate in avanti e dei bruschi stop causa crisi giapponese, quale sarà la prospettiva per l'Italia? e lo chiedo anche al PD, perchè ormai un partito che si rispetti, non può esimersi dal dare risposte su questi temi.

Saluti

lunedì 8 marzo 2010

Nucleare in Italia: forse non tutti sanno che...

Da qualche settimana il tema del nucleare in Italia sembra sparito dai palinsesti politici, forse per l'imminenza delle Elezioni Regionali e per i casini scoppiati in Lazio e Lombardia.
Ritengo infatti che nessun candidato del Centro Destra possa oggi affermare, sull'onda propagandistica scatenata dal Premier, "Sì, domani vi costruirò una Centrale Nucleare sotto casa", e sperare, nonostante tutto, di venire eletto.
Detto questo ed al di là dei proclami e della validità di riprendere la strada del nucleare in Italia, forse non tutti sanno che, prima del Referendum del 8-9 Novembre 1987 (che abolì il nucleare in Italia, sull'onda emotiva di Chernobyl), in Italia erano state costruite e messe in servizio ben 4 centrali nucleari.
La prima a Latina, della potenzialità di 152 MW. Accesa il 27 Dicembre 1962 , questa centrale immise energia elettrica in rete dal 01/01/1964 al 01/12/1987.
La seconda a Sessa Aurunca (CE), della potenzialità di 150 MW. Accesa il 05/01/1963, questa centrale produsse energia dal 01/06/1964 al 01/03/1982.
La terza a Trino (VC), della potenzialità di 260 MW. Accesa il 21/06/1964, la centrale produsse dal 01/01/1965 al 01/07/1990.
La quarta e ultima a Caorso (PC), della potenzialità di 860 MW (notevolmente superiore alle altre). Accesa il 31/01/1977, produsse energia elettrica dal 01/12/1981 al 01/07/1990.

Come si vede, quindi, il territorio italiano è tutt'altro che esente da impianti nucleari, nonostante quello che ci raccontano i nostri politici, che hanno funzionato per una media di vent'anni (non poco, quindi), alcuni fino a tempi relativamente recenti.
Detto questo, mi piacerebbe sapere dalla nostra classe politica come vengono gestiti questi siti e la quantità di materiale radioattivo prodotto, nonchè la destinazione di stoccaggio in sicurezza di questo materiale.
In secondo luogo vorrei sapere se le bollette della corrente, nei vent'anni di funzionamento delle 4 centrali nucleari italiane, hanno subito un qualche tipo di variazione al ribasso, per lo meno per gli abitanti delle zone limitrofe alle centrali.

Vi lascio un paio di link, per chi volesse approfondire la questione.
Caorso, Latina, Trino, Zona Nucleare.

Saluti

mercoledì 10 febbraio 2010

La guerra dei poveri e la diplomazia dei ricchi

In Iran nuove tensioni, nuovi scontri, ora anche contro la sede dell'Ambasciata Italiana e contro il nostro Paese, soprattutto dopo quella che molti hanno ribattezzato "La Svolta di Gerusalemme". Proprio in Israele, un paio di settimane fa, Berlusconi si era detto pessimista sulla possibilità di ripresa del dialogo anti nucleare con l'Iran, ed anzi aveva suggerito un appoggio deciso all'opposizione. Teheran ha subito accolto queste parole con sprezzo e rabbia, "spostando" il nome dell'Italia nello scacchiere degli Amici/Nemici.
Innanzitutto mi chiedo come sia possibile, che un commento legittimo debba avere una risposta immediata e violenta. Non che mi piaccia Berlusconi, penso lo si sappia ormai, ma nemmeno Ahmadinejad è nella mia top ten, e faccio sempre fatica a capire come si possa leccare il culo ad una persona come quella.
D'altro canto mi chiedo anche una cosa: ormai sono anni che andiamo avanti con le sanzioni all'Iran e, come sempre accade, queste sanzioni altro non fanno che affamare il popolo. Certo l'ONU le impone, tacitamente, proprio per fomentare una rivolta popolare, anche se la cosa non viene ammessa ufficialmente. Il motivo delle sanzioni? la pretesa proliferazione nucleare dell'Iran. E proprio a tal proposito mi chiedo: come possono degli Stati dotati di armi e centrali nucleari chiedere/imporre ad uno Stato sovrano di non averne e di smettere con la ricerca in quell'ambito? solo perchè noi sospettiamo che l'Iran potrebbe usare le armi nucleari contro di noi? ebbene, perchè non dovrebbero essere USA e Russia i primi ad azzerare gli arsenali?
Come sempre, negli equilibri della diplomazia internazionale, vedo ombre di ricchi compensi ed economie basate su ricchezze per pochi. Un'ipocrisia di fondo, a mio modo di vedere.

Saluti

giovedì 4 febbraio 2010

Parliamo di Federalismo?

Ecco il federalismo regionale tanto richiesto e sbraitato dal Governo.
Quando si tratta di fare propaganda elettorale, siamo tutti federalisti (perchè ci servono i voti della Lega), ma quando si tratta di fare i conti con la realtà, ecco che il Governo impugna le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania, che non consentono la costruzione di centrali nucleari sul loro territorio.
"Si và contro l'interesse nazionale", urla Scajola.
Al Ministro per lo Sviluppo mi viene da chiedere: non dovevate sganciare progressivamente le regioni da Roma Ladrona? e Bossi non aveva forse detto che, senza il Federalismo, avrebbe fatto cadere il Governo? la verità è che anche la propaganda leghistogovernativa, come tante altre cose, cambia all'occorrenza.

Saluti

venerdì 10 luglio 2009

Ddl Sviluppo: come sempre in sordina.

Mentre a l'Aquila si dipana il teatrino G8-G14, il Senato ha licenziato in via definita il Ddl Sviluppo, con 154 voti a favore, dopo che PD ed IdV avevano provato a far mancare il numero legale.
Come sempre in sordina, come sempre televisioni e reti di regime ci abbindolano con le favole, mentre da dietro il Governo fa passare provvedimenti scandalosi, per lo meno in alcune parti essenziali.

Nella fattispecie il Ddl Sviluppo, prevede tre aspetti fondamentalie che credo faranno discutere, se non altro perchè spero siano le solite sparate propagandistiche del Governo che, non appena si tenterà di applicarle (e quindi di spendere soldi pubblici), verranno in parte smorzate con provvedimenti d'urgenza e ad hoc, per la costituzione di associazioni di cittadini o, magari, con qualche malumore leghista dell'ultim'ora.
Il primo aspetto è la reintroduzione della class action, già inserita dal Governo Prodi e sospesa dal presente Governo Berlusconi. La class action altro non è che la possibilità, per i consumatori, di procedere in gruppo ed in maniera associativa per vie legali in caso di grandi truffe finanziarie (tipo Parmalat e Cirio). Purtroppo non è prevista la retroattività, con buona pace di tutti i truffati dei maggiori crack degli ultimi anni: la class action in questione sarà attiva da Gennaio 2010.
Il secondo aspetto è il ritorno al nucleare.
Entro 60 giorni (due mesi) dall'approvazione delDdl è prevista la formazione di una commissione specilizzata per la definizione dei siti di maggior interesse per l'installazione di centrali nucleari su territorio nazionale, e di siti per lo stoccaggio delle scorie radioattive.
Posso confermare (questo ovviamente non è scritto nel Ddl), in quanto professionista del settore meccanico-energia, che Ansaldo ha già costituito a partire da quest'anno un'equipe di studio per la tecnologia nucleare, e che sta andando a lezione dai nostri cugini d'oltralpe.
Il terzo ed ultimo aspetto sono i fondi all'editoria.
Innanzitutto, mi verrebbe da dire, editoria sì ma Mondadori e gruppi del Premier Berlusconi no. Ma a parte questa osservazione, che ha a che fare con il buon gusto, il provvedimento prevede lo stanziamento di 140 milioni di euro per l'editoria, che dovranno essere tirati fuori portando la famosa Robin Tax (tassazione extra ai grossi gruppi petroliferi) di Tremonti dal 5,5% al 6,5%, con ovvi e conseguenti ripercussioni sui prezzi del carburante alla pompa e quindi su noi utenti finali.

Ovviamente nessuno fa mai notare queste conseguenze per il cittadino.

Un'ultima nota polemica, in riferimento al nucleare, è da farsi sulle dichiarazioni sdegnate dei Verdi e dei gruppi ambientalisti. A questi vorrei solo dire che al Governo c'erano e ci sarebbero potuti tornare se solo non avessero voluto giocare alla politica del purismo come una certa sinistra che ora si trova, poco onorevolmente, seduta fuori dal Parlamento.
Se queste forze, che ritengo fondamentali per lo sviluppo del Paese (e questo è il motivo del mio maggior disappunto), avessero imparato negli ultimi quindici anni un po' di buon senso e di dedizione al compromesso, forse adesso non ci troveremmo con il rischio di centrali nucleari sotto casa o con un Berlusconi imperante a 360°.

Saluti

domenica 8 febbraio 2009

W.I.P.P. (Waste Isolation Pilot Plant), ovverosia una cosa che nessuno ci dice sul nucleare

Dopo il Pacific Trash Vortex, ecco un'altro piccolo effetto collaterale della nostra società energivora e consumista. Una di quelle cose che dell'energia nucleare non si pubblicizza e che dovrebbe invece essere annoverata nell'elenco delle 10 cose più interessanti (formative) da visitare sulla faccia della Terra, assieme al Pacific Trash Vortex ed ai Campi di Concentramento.

Premessa
Come (quasi) tutti sanno nei reattori nucleari attualmente in uso (per lo meno la maggior parte di essi), si impone agli atomi pesanti e radioattivi di uranio arricchito (Uranio-235) un processo di fissione. In parole molto semplici, si bombardano le barre di Uranio-235 con neutroni (particelle elementari di carica neutra), ad alta velocità che collidendo con gli atomi di Uranio-235 li separano in sottoprodotti più "leggeri" rilasciando, nel processo (di fissione, appunto), grandi quantità di energia. Quali moderatori della reazione, per evitare che, una volta innescato, il processo possa progredire con sviluppo esponenziale come natura vorrebbe, vengono utilizzate barre di tungsteno, che tendono ad assorbire e/o rallentare molte delle particelle eccitate, consentendo così di controllare il livello di energia sviluppato nei reattori nucleari.
L'Uranio-235, in sè e per sè, rappresenta una frazione modesta dell'uranio presente in natura (lo 0,7% circa), quindi gli esseri umani hanno imparato ad estrarre il minerale grezzo, a gassificarlo e centrifugarlo per ottenere un prodotto concentrato da poter usare nelle centrali nucleari.

Il W.I.P.P.
Uno dei prodotti di scarto di queste attività di raffinazione è l'uranio cosiddetto impoverito (tristemente noto perchè usato in alcune tipologie di proiettili).
Altri prodotti di scarto, molto meno famosi ma altrettanto pericolosi, sono sostanzialmente tutti i materiale di consumo usati nei processi di raffinazione dell'Uranio (e degli altri metalli radioattivi come il Plutonio), come guanti da lavoro, i blocchi di cemento delle sale di contenimento, i macchinari utilizzati per trattare e movimentare i metalli radioattivi, ecc.
Parlando dell'energia nucleare, nessuno parla anche dell' "immondizia" che esse producono, prima e dopo la pura e semplice fase di utilizzo e di produzione di energia. 
Ci dicono che le emissioni sono pari a zero e che la corrente è a bassissimo costo.
Ma che cosa succede prima che il reattore venga acceso e quando il materiale nucleare ha perso le sue proprietà? (ne ho scritto anche qui, su un mio vecchio intervento).
Ecco, negli Stati Uniti (come in Europa) si sono posti il problema fin dagli anni '50 fino al 1999 quando, stanchi di accumulare scorie radioattive a cielo aperto, gli americani hanno deciso di aprire il W.I.P.P. (Waste Isolation Pilot Plant). Il W.I.P.P. è un sito pilota per lo stoccaggio di scorie a bassa e media intensità, di origine militare e civile, e non è stato pensato e progettato per raccogliere il materiale esausto dei reattori nucleari che aumenta di circa 3.000 tonnellate ogni anno. La sua funzione primaria è contenere tutta quell'immondizia collaterale di cui si diceva prima (guanti, vestiti, detriti, macchinari, ecc).
Il W.I.P.P. ha una volumetria tale da poter raccogliere 180.000 mc (1 mc sono 1.000 litri di acqua) di scorie ad una profondità di circa 2.150 piedi e dopo i primi 5 anni di vita era già pieno per il 20%.
Sul sito internet c'è un interessante video che descrive modi e scopi di un luogo così, e che presenta splendenti e lucidi fusti metallici a perfetta tenuta. Si dichiara che il 96% dei prodotti che arrivano su camion (attraversando quindi l'America in lungo e in largo), sono perfettamente maneggiabili dagli addetti ai lavori. Solo il 4% dei prodotti viene movimentato da remoto, cioè con macchine automatiche, perchè pericoloso.
Il sito è sicuro, si dice, in pieno deserto e lontano da centri cittadini, ma ovviamente nessuno sa cosa potrebbe accadere fra trenta o quarant'anni; non abbiamo uno storico di dati ed un'esperienza tale da escludere con ragionevole margine di dubbio che qualche cosa possa andare storto. 
Si pensi solo al sistema di ventilazione dei locali sotterranei.

Epilogo
Tutto questo per dare un altro piccolo contributo alla discussione sull'Energia Nucleare, e per fornire altri elementi con cui si potrebbe rispondere a coloro che ci vendono questa come la soluzione ai nostri problemi presenti e futuri in fatto di energia.
Come stoccare e smaltire le scorie? ma non solo le barre di uranio dei reattori, ma anche tutti i materiale e prodotti con cui l'uranio viene a contatto prima di essere posato nella vasca piena di acqua pesante del reattore e di cui nessuno parla.
Un'ultima nota più per gli archeologi del futuro che per noi.
L'Uranio-235 ha un tempo di dimezzamento di 704 milioni di anni. Questo è l'intervallo di tempo necessario perchè la metà degli atomi di Uranio-235 contenuti in una data quantità si trasformino spontaneamente nell'isotopo finale stabile (in questo caso Piombo-207).
Cosa significa? significa che le barre di Uranio-235 usate nei reattori nucleari vengono sostituite e scartate come scorie perchè non posseggono più una densità energetica accettabile per l'uso che ne facciamo noi, ma di fatto continuano ad emettere radiazioni ancora per poco meno di 704 milioni di anni.
Giusto per cultura generale.

Saluti

venerdì 9 gennaio 2009

Energia Nucleare? vediamo.

Vorrei rifarmi ad uno degli ultimi interventi di Progvolution (lo trovate qui), in riferimento alla crisi energetica ed alle ultime affermazioni del Ministro Scajola, per dire la mia sul nucleare.
Premetto che mi piacerebbe chiamare in causa, virtualmente, anche il Ministro stesso.
Spulciando un po' di quà ed un po' di là, sono riuscito a recuperare nella mia libreria un testo molto interessante, la cui lettura consiglio a chi fosse interessato ed a chi non lo conoscesse. Si tratta di "La Festa è finita" (2003) di Richard Heinberg, e forse molti di voi lo conoscono già.
Nel testo si affrontano, in maniera molto chiara, le tematiche energetiche a partire dagli albori (età del fuoco, per intendersi), attraverso il boom degli anni '50-'70, fino alla crisi degli ultimi dieci anni ed alle possibili alternative ai combustibili fossili.
Proprio in merito all'energia nucleare, lo scrittore e scienziato fornisce un quadro abbastanza interessante, che mi piacerebbe riassumere.
Innanzitutto in molti stati mondiali l'energia nucleare consente la produzione di grosse frazioni dell'energia elettrica consumata: negli Stati Uniti circa il 20%, in Francia il 77%, in Belgio il 56%, in Svezia il 49%.
In tutto il Pianeta sono installati circa 442 reattori ed in Europa occidentale, ma potremmo dire in Occidente, nella sua interezza, la Francia è l'unico stato che ancora installa nuove centrali. Gli Stati Uniti, per intendersi, è dagli anni '70 che non posano più pietre per nuovi impianti.
Ma perchè?
Relativamente all'energia nucleare, i punti da considerare sono sostanzialmente quattro:
1) Abbondanza: chi appoggia il nucleare incondizionatamente vi dirà che la disponibilità di tale fonte energetica è praticamete illimitata; ebbene, i reattori tradizionali usano uranio, un metallo ben definito e finito che si trova sul nostro Pianeta, la cui estrazione è molto pericolosa e la cui lavorazione produce circa 100 volte le scorie (anch'esse radioattive), dello smaltimento a fine vita; inoltre, in quanto metallo, la sua presenza sulla crosta terrestre non è ovviamente illimitata e buona parte dell'energia spesa in fase estrattiva deriva, guarda un po', proprio dal petrolio; ci sarebbe l'alternativa dei cosiddetti reattori autofertilizzanti, che però al momento non godono di molta fortuna per i costi proibitivi: si pensi che il reattore francese Superphoenix nei suoi primi dieci anni di installazione ha lavorato, complessivamente, per meno di un anno;
2) Pulizia: ci raccontano che l'energia nucleare è pulita, nel senso che non ha emissioni di CO2 o gas di scarico; certo, verissimo, ma solo durante l'utilizzo pieno del materiale fissile all'interno dei reattori: nessuno mette mai in conto l'inquinamento provocato dalle attività estrattive (in termini di combustibili fossili e di scarti di lavorazione, poichè l'uranio va preparato e raffinato, prima di poter essere utilizzato nei reattori nucleari), per non parlare dello smaltimento delle scorie radioattive: nessun Paese occidentali, nonostante i quasi cinquant'anni di energia nucleare e l'esperienza accumulata, è ancora riuscito a creare dei siti d'alto livello per lo stoccaggio delle scorie radioattive;
3) Praticità: ci raccontano che il combustibile nucleare ha la più alta densità energetica e che l'energia elettrica prodotta è praticamente gratis; la prima affermazione è vera se si considera, come detto, materiale fissile "depurato", e questo comporta ingenti spese ed inquinamento; la seconda affermazione è smentita dall'esperienza diretta di tutti coloro che, a conti fatti, l'energia elettrica la pagano, mettiamo anche 1,8-2,2 cent/kWh in meno di quella prodotta in maniera tradizionale: ebbene, ma come poter pensare che il costo del kWh contenga solo la componente di inizio attività della centrale e di fine attività della stessa? come non considerare che, in termini sociali ed ambientali, il costo del kWh nucleare nasce nelle miniere in cui viene estratto l'uranio e termina nei siti di stoccaggio e nel decomissioning della Centrale (attività di chiusura, svuotamente circuiti, messa in sicurezza, ecc, ecc, ecc)?
4) Sicurezza: l'energia nucleare è in effetti molto più sicura di quanto non si creda, la probabilità che una persona muoia per colpa del nucleare sono di gran lunga inferiori al rischio di morte per incidente aereo, ma un disastro nucleare (la storia ne propone un triste elenco come Tree Miles Island e Chernobyl), può coinvolgere migliaia se non milioni di individui; inoltre una centrale nucleare è un insieme tecnologico molto complesso, all'interno del quale tante cose possono andare storte: dove si vorrebbe installare, in Italia, la prima Centrale? tutte le zone sismiche sarebbero ovviamente da escludersi, così come i centri abitati, per motivi di evacuazione; direi che su territorio nazionale non è che resti poi molto spazio.
Saluti