domenica 25 marzo 2012

Le Ipocrisie del Governo Tecnico

Tornata l'ora legale torno anche io a lasciare pensieri sconclusionati su questo mio blog. Ben trovati quindi a tutti, speando di non esserci persi definitivamente di vista in questi mesi di silenzio.
Come sempre, ci sono numerose cose che mi lasciano perplesso, ma ultimamente un paio in particolare, in riferimento al ns Governo Tecnico, che fin dall'inizio (ad essere onesti), ho appoggiato e sostenuto.
Innanzitutto, con il passare dei mesi, la caratteristica principale del Governo Tecnico, ovverosia l'avere le mani libere da qualsiasi elettorato e dai partiti, mi pare sia venuta meno. Anzi, forse non si è mai davvero realizzata, ed anzi i partiti, che hanno preferito farsi da parte per non mettere la faccia (ed il senso di responsabilità), su riforme impopolari, ci tengono oggi a ribadire che il Governo Tecnico dovrà comunque presentarsi in Parlamento per l'approvazione delle riforme. Quindi appare evidente quanto segue: i partiti avevano bisogno di qualcuno che si prendesse l'onere di varare certe riforme, per non rischiare i perdere elettori (quali, considerando che circa un terzo degli italiani oggi non andrebbe a votare?!?), pur matenendo il potere ultimo (e di nascosto dagli occhi dell'opinione pubblica, aggiungerei), decisionale in Parlamento.
L'altra cosa che mi pare una grossa ipocrisia sono alcuni aspetti della riforma del mercato del lavoro. Ci si può esprimere a favore o contro tale proposta, io personalmente sono favorevole a molti punti, anche se sul famoso Articolo 18 mi pare che il Governo stesso, che all'inizio aveva chiesto ai Sindacati non farne una questione ideologica, sia caduto nella trappola naricsistica di volerlo modificare. Ma non è questo il punto. Quello che proprio non capisco, e mi fa sentire un po' preso per i fondelli, è la decandata flessibilità in ingresso per i giovani, ed il di poco antecedente prolungamento dell'età pensionabile. Come si può dichiarare che il mercato del lavoro sarà più accessibile ai giovani, se tantissimi posti resteranno occupati ancora per molti anni da persone che sarebbero potute andare in pensione quest'anno ed invece dovranno continuare a lavorare ancora per tre, quattro o cinque anni? L'unica conclusione cui giungo, è che il Governo si aspetta di poter creare nuovi posti di lavoro (magari anche grazie alla flessibilità in uscita?!?), ma mi piacerebbe che ci spiegasse come e con me mezzi. Non mi piace passare da stupido, quindi avrei preferito che ci avessero spiegato la verità: "Abbiamo dovuto prolungare l'età pensionabile perchè, oggi, non ci sono i soldi per pagare le pensioni". Ecco, questo sarebbe stato onesto, così come onesto sarebbe stato affermare una cosa del tipo "Tuttavia promettiamo una revisione annuale di questa scelta, che non deve essere ritenuta definitiva". Insomma, prolungare l'età pensionabile mi pare una delle misure più inutili e dannose che si potessero fare.

Saluti

3 commenti:

Soffio ha detto...

Non sono felice del tecnico ma se penso a B non ho scelta

andreacamporese ha detto...

Caro Soffio, è grosso modo quello che ho sempre sostenuto pure io. Mi piacerebbe tuttavia che una nuova cultura politica si formasse dopo vent'anni di terra bruciata sistematicamente eseguita (e, diciamocelo, colpevolmente ottenuta), da Berlusconi.

Saluti

@enio ha detto...

il governo tecnico ci affamerà prima o poi, ma forse salverà l'Italia