Oggi vorrei chiacchierare su quello che, a ragione o torto, sono propenso a considerare come il "pensiero medio".
Mi è successo la settimana scorsa di essermi trovato in cantiere e di aver pranzato con un paio di operai della mia ditta nonchè con il Responsabile Sicurezza e Qualità. Come ormai (triste) consuetudine, nella trattoria dove ci trovavamo c'era un televisore che trasmetteva un telegiornale. D'un tratto, la notizia che entro quindici anni l'uomo tornerà sulla Luna grazie a nuovi fondi stanziati dal Governo U.S.A.
In un primo momento mi è sembrato che la notizia fosse stata del tutto ignorata dai miei colleghi, mentre io, romantico amante delle avventure spaziali e astrofilo a spizzichi e bocconi, me ne ero rallegrato. Poi però ecco a mezza voce il commento, un po' sprezzante a dire il vero, di un dei due operai: "La smetteranno prima o poi di spendere soldi per andare su Marte". "Cioè?", chiedo io incuriosito. "Cioè ci sono problemi molto più importanti da risolvere qui sulla Terra, invece che andare ad esplorare lo Spazio".
Ho continuato a mangiare senza imbarcarmi in improduttive discussioni, ma non riuscivo a non alambiccarmi il cervello con quella osservazione, fatta a brucia pelo da uno che considero un esponente del Pensiero Italiano Medio. Insomma, al di là di gusto della ricerca e dell'ignoto, di splendide fotografie dello Spazio e di una conoscenza sempre più minuziosa e dettagliata di quel che ci circonda, senza Missioni Spaziali, per dirne una, non avremmo nemmeno i cellulari nè, tanto meno, i satelliti per ritrasmettere le partite di calcio o la formula uno.
Insomma, più in generale, come mai l'Italiano Medio è tanto pronto a buttare a mare i soldi per la ricerca, in maniera del tutto spontanea, invece che chiedersi, prima di tutto, se e come questa ricerca potrebbe cambiare (o ha già cambiato) la sua vita?
Saluti
martedì 9 febbraio 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Parliamo di Federalismo?
Ecco il federalismo regionale tanto richiesto e sbraitato dal Governo.
Quando si tratta di fare propaganda elettorale, siamo tutti federalisti (perchè ci servono i voti della Lega), ma quando si tratta di fare i conti con la realtà, ecco che il Governo impugna le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania, che non consentono la costruzione di centrali nucleari sul loro territorio.
"Si và contro l'interesse nazionale", urla Scajola.
Al Ministro per lo Sviluppo mi viene da chiedere: non dovevate sganciare progressivamente le regioni da Roma Ladrona? e Bossi non aveva forse detto che, senza il Federalismo, avrebbe fatto cadere il Governo? la verità è che anche la propaganda leghistogovernativa, come tante altre cose, cambia all'occorrenza.
Saluti
Quando si tratta di fare propaganda elettorale, siamo tutti federalisti (perchè ci servono i voti della Lega), ma quando si tratta di fare i conti con la realtà, ecco che il Governo impugna le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania, che non consentono la costruzione di centrali nucleari sul loro territorio.
"Si và contro l'interesse nazionale", urla Scajola.
Al Ministro per lo Sviluppo mi viene da chiedere: non dovevate sganciare progressivamente le regioni da Roma Ladrona? e Bossi non aveva forse detto che, senza il Federalismo, avrebbe fatto cadere il Governo? la verità è che anche la propaganda leghistogovernativa, come tante altre cose, cambia all'occorrenza.
Saluti
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giovedì 28 gennaio 2010
Siamo alle solite
Mentre Belrusconi si ostina a sostenere che "meno immigrati vuol dire meno criminalità", la FIAT lascia 30.000 persone in cassa integrazione. Fintantochè lo Stato (e quindi noi) ha sovvenzionato gli incentivi rottamazione e gli aiuti più o meno dichiarati all'industria dell'automobile, questa ha retto il gioco del "cane che si mangia la coda" (quello che risparmiamo con gli incentivi in realtà lo abbiamo già scaricato nelle tasche degli Agnelli con le nostre tasse), nel momento in cui i rubinetti sono stati chiusi, i manager non ci hanno pensato due volte a chiudere le porte delle fabbriche.
Il solito esempio all'italiana, dove si vivacchia in sempre più incisivo "mors tua vita mea", e dove alla maggior parte della gente non gliene frega nulla di quel che accade, presa dalla sopravvivenza mensile e da una certa qual fiducia che, prima o poi, le cose si sistemeranno da sole.
Nel frattempo ci facciamo bacchettare anche da Bill Gates, che ci tiene a ricordare come l'Italia sia l'unico Paese occidentale ad aver tagliato i fondi per i Paesi del Terzo Mondo. Ma che ci vogliamo aspettare da un governo di leghisti e nostalgici del ventennio, dove paradossalmente l'unica voce fuori dal coro è rappresnetata da Fini?
Ah, fra parentesi: la seconda applicazione scaricata da iPhone in Italia è stata ideata da un ventiduenne campano, che consente di ascoltare tutti i discorsi del Duce.
La ciliegina sulla torta? le proposte deviate di Brunetta, che invece che pensare a creare nuovi posti di lavoro assieme al Governo propone di tagliare le pensioni per dare 500 € al mese ai "bamboccioni". E a mia nonna che non ha nemmeno i soldi per comprarsi le medicine chi ci pensa? ed ai bamboccioni che non escono di casa prima dei quarant'anni, ma che in ogni caso lavorano, che facciamo? regaliamo lo stesso 500 €?
Siamo sempre alle solite, ed in tutto questo la vera scossa degli ultimi giorni pare, come sempre, Vendola.
Saluti
Il solito esempio all'italiana, dove si vivacchia in sempre più incisivo "mors tua vita mea", e dove alla maggior parte della gente non gliene frega nulla di quel che accade, presa dalla sopravvivenza mensile e da una certa qual fiducia che, prima o poi, le cose si sistemeranno da sole.
Nel frattempo ci facciamo bacchettare anche da Bill Gates, che ci tiene a ricordare come l'Italia sia l'unico Paese occidentale ad aver tagliato i fondi per i Paesi del Terzo Mondo. Ma che ci vogliamo aspettare da un governo di leghisti e nostalgici del ventennio, dove paradossalmente l'unica voce fuori dal coro è rappresnetata da Fini?
Ah, fra parentesi: la seconda applicazione scaricata da iPhone in Italia è stata ideata da un ventiduenne campano, che consente di ascoltare tutti i discorsi del Duce.
La ciliegina sulla torta? le proposte deviate di Brunetta, che invece che pensare a creare nuovi posti di lavoro assieme al Governo propone di tagliare le pensioni per dare 500 € al mese ai "bamboccioni". E a mia nonna che non ha nemmeno i soldi per comprarsi le medicine chi ci pensa? ed ai bamboccioni che non escono di casa prima dei quarant'anni, ma che in ogni caso lavorano, che facciamo? regaliamo lo stesso 500 €?
Siamo sempre alle solite, ed in tutto questo la vera scossa degli ultimi giorni pare, come sempre, Vendola.
Saluti
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martedì 26 gennaio 2010
Questione di Stile
Marrazzo e Delbono. Il primo ex Presidente della Regione Lazio, investito l'anno scorso dallo scandalo dei trans. Il secondo ex Sindaco di Bologna, investito dallo scandalo di presunte vacanze con la segretaria a spese (forse) della comunità cittadina.
Cosa accomuna queste due figure? il fatto che entrambi, a causa di uno scandalo più o meno strumentalizzato, per non dare adito a dubbi e lasciare alla Giustizia la possibilità di appurare fatti e colpe, si siano dimessi.
Questione di stile.
Mi spiace dirlo, ma sono questi gli esempi etici di cui l'Italia ha bisogno, e chiudiamola con i cinismi di chi dice che "tanto son tutti uguali". Perchè a sinistra c'è da sempre un rispetto per le istituzioni che il Berlusconi-Pensiero ha contribuito pesantemente a smantellare.
Saluti
Cosa accomuna queste due figure? il fatto che entrambi, a causa di uno scandalo più o meno strumentalizzato, per non dare adito a dubbi e lasciare alla Giustizia la possibilità di appurare fatti e colpe, si siano dimessi.
Questione di stile.
Mi spiace dirlo, ma sono questi gli esempi etici di cui l'Italia ha bisogno, e chiudiamola con i cinismi di chi dice che "tanto son tutti uguali". Perchè a sinistra c'è da sempre un rispetto per le istituzioni che il Berlusconi-Pensiero ha contribuito pesantemente a smantellare.
Saluti
domenica 24 gennaio 2010
Parliamo di Incentivi Rottamazione?
Mentre mia figlia se la dorme, recuperando il sonno perso di questa notte, me ne sto qui in divano concedendomi un po' di tempo per spulciare qua e là nella Rete.
Ciò che mi ha mosso alla ricerca è stata un mezza frase orecchiata per radio un paio di settimane fa, ma che solo ora riesco a trovare il tempo per chiarire. L'argomento dell'itervento radiofonico erano, come spesso accade, l'inquinamento e l'impatto che ciascuno di noi ha sull'ambiente circostante. Tutti sanno come questi temi mi stiano a cuore e mi tocchino da vicino, ora più che mai visto che dovrò "consegnare" questo nostro Pianeta anche a mia figlia e non solo a sconosciute e generiche generazioni future. Uno degli aspetti che più di altri ha da sempre stuzzicato la mia curiosità in quest'ambito è stata la rottamazione delle autovetture.
Ciò che mi ha mosso alla ricerca è stata un mezza frase orecchiata per radio un paio di settimane fa, ma che solo ora riesco a trovare il tempo per chiarire. L'argomento dell'itervento radiofonico erano, come spesso accade, l'inquinamento e l'impatto che ciascuno di noi ha sull'ambiente circostante. Tutti sanno come questi temi mi stiano a cuore e mi tocchino da vicino, ora più che mai visto che dovrò "consegnare" questo nostro Pianeta anche a mia figlia e non solo a sconosciute e generiche generazioni future. Uno degli aspetti che più di altri ha da sempre stuzzicato la mia curiosità in quest'ambito è stata la rottamazione delle autovetture.
Chi di noi non ha goduto, almeno una volta nella vita, degli incentivi rottamazione? Io per primo, lo ammetto. Ciò che però ha sempre turbato il mio rispetto per la lingua italiana, è l'appellativo che ormai usualmente si dà a questi aiuti di Stato (e quindi finanziati da noi), di eco-incentivi. Come può essere "eco" un qualche cosa che, vada come vada, tende ad aumentare il numero di automobili in circolazione?
Per non fare confuzione, credo ci siano due aspetti che, in tutta questa storia, vanno considerati:
1) Il primo riguarda l'inquinamento: ci viene detto che sostituire un'auto vecchia con una più moderna comporta un minor inquinamento, poichè motori di nuova generazione inquinano meno; questo è vero fino ad un certo punto, e lo dimostrano numerosi studi di settore; presa, per esempio, una Volkswagen Passat degli anni '90 ed un modello recente, i consumi e le emissioni sono sostanzialmente identiche; ma diamo per un attimo credito alla teoria del "minor impatto ambientale";
2) Il secondo aspetto si lega pesantemente al primo e ridimensiona la suddetta teoria: come possono convincerci (e come possiamo farci convincere), che l'impatto ambientale di un autovettura sia dato esclusivamente dalle emissioni che questa produce? e l'inquinamento prodotto durante le fasi di fabbricazione e lavorazione delle materie prime? e, soprattutto, l'inquinamento legato allo smaltimento delle auto rottamate?
Ed ecco forse l'aspetto che mi inquieta di più: per chiunque sia dotato di un minimo di spirito di osservazione appare evidente come negli ultimi 3-4 anni il parco auto italiano si sia profondamente rinnovato, complici soprattutto gli incentivi rottamazione (che come fine taciuto ma non trascurabile, hanno avuto quello di dare impulso all'industria dell'auto ed al suo indotto, non dimentichiamolo mai). A Padova, la mia città, faccio fatica a trovare targhe vecchio stile del tipo "PD-012345", per intendersi, così come targhe nuove che inizino con la lettera A (AZ-012-AA, per capirsi). Insomma, gli automobilisti italiani hanno cambiato le loro auto a ritmi frenetici, sfruttando il calo dei presso dovuti alla crisi e gli aiuti statali alla rottamazione. Ma tutte le auto "vecchie ed inquinanti" che fine hanno fatto? dove e come sono state e vengono smaltite?
Molte, ne sono certo, vengono vendute su altri mercati (Est Europa ed Asia), rendendo in tal modo vano il termine "eco-incentivo", a mio parere (anche se forse, così facendo, andiamo pur tuttavia a rinnovare il parco auto anche di quei Paesi). Una grande percentuale di auto, però, viene effettivamente demolita. I metalli vengono separati dagli interni, che a loro volta sono divisi nei diversi materiali plastici componenti. I copertoni prendono una strada mentre i cerchioni e le batterie un'altra. I metalli pesanti e più inquinanti sono trattati in maniera apposita.
Ma cosa resta alla fine di tutto ciò? ecco, dopo un paio di ricerche in rete l'ho scoperto. Ciò che resta dallo smembramento di un'autovettura è quello che in inglese viene definito car fluff, termine probabilmente intraducibile in italiano, ovverosia il residuo non metallico che ammonta a circa il 30% in peso del veicolo.
Tutto quanto di un'automobile non può essere recuperato e riciclato per altri usi, viene raccolto insieme e triturato. Il risultato è una sorta di poltiglia, che dovrebbe essere appositamente trattata poichè altamente inquinante (contiene discrete percentuali di metalli pesanti e composti polimerici tossici). Uno degli utilizzi "utili" del car fluff è il suo impiego quale elemento primario per il cosiddetto RDF (Refuse Derived Fuel), combustibile composto sostanzialmente da plastica e gomma bruciato nei termovalorizzatori.
Manco a dirlo il più delle volte il car fluff viene "smaltito" in maniera illecita se non addirittura venduto come concime a basso costo, che agricoltori ingenui comprano ed usano per le loro coltivazioni.
In rete ho trovato un paio di interventi datati Gennaio 2006 in un forum che potete trovare qui.
Un po' più recente (Novembre 2008) è un articolo comparso su Rinnovabili, dove oltre a un po' di interessanti cifre (per esempio la produzione europea annua di car fluff viene quantificata in 300.000 tonnellate, mentre in Italia si smaltiscono circa 1,5 milioni di veicoli l'anno), si cita anche un progetto pilota per tre piro-gassificatori, che dovrebbero utilizzare il car fluff rendendolo così meno impattante per l'ambiente. Senza addentrarsi nel dettaglio del processo di piro-gassificazione, si può dire che, sostanzialmente, il car-fluff verrebbe bruciato in appositi serbatoio sotto vuoto e ad alte temperature per consentirne la completa dissociazione chimico-fisica, ottenendo come prodotti ceneri inerti ed un gas (ricco in metano), che verrebbe quindi bruciato in un motore per la produzione di energia elettrica.
Saluti
Per non fare confuzione, credo ci siano due aspetti che, in tutta questa storia, vanno considerati:
1) Il primo riguarda l'inquinamento: ci viene detto che sostituire un'auto vecchia con una più moderna comporta un minor inquinamento, poichè motori di nuova generazione inquinano meno; questo è vero fino ad un certo punto, e lo dimostrano numerosi studi di settore; presa, per esempio, una Volkswagen Passat degli anni '90 ed un modello recente, i consumi e le emissioni sono sostanzialmente identiche; ma diamo per un attimo credito alla teoria del "minor impatto ambientale";
2) Il secondo aspetto si lega pesantemente al primo e ridimensiona la suddetta teoria: come possono convincerci (e come possiamo farci convincere), che l'impatto ambientale di un autovettura sia dato esclusivamente dalle emissioni che questa produce? e l'inquinamento prodotto durante le fasi di fabbricazione e lavorazione delle materie prime? e, soprattutto, l'inquinamento legato allo smaltimento delle auto rottamate?
Ed ecco forse l'aspetto che mi inquieta di più: per chiunque sia dotato di un minimo di spirito di osservazione appare evidente come negli ultimi 3-4 anni il parco auto italiano si sia profondamente rinnovato, complici soprattutto gli incentivi rottamazione (che come fine taciuto ma non trascurabile, hanno avuto quello di dare impulso all'industria dell'auto ed al suo indotto, non dimentichiamolo mai). A Padova, la mia città, faccio fatica a trovare targhe vecchio stile del tipo "PD-012345", per intendersi, così come targhe nuove che inizino con la lettera A (AZ-012-AA, per capirsi). Insomma, gli automobilisti italiani hanno cambiato le loro auto a ritmi frenetici, sfruttando il calo dei presso dovuti alla crisi e gli aiuti statali alla rottamazione. Ma tutte le auto "vecchie ed inquinanti" che fine hanno fatto? dove e come sono state e vengono smaltite?
Molte, ne sono certo, vengono vendute su altri mercati (Est Europa ed Asia), rendendo in tal modo vano il termine "eco-incentivo", a mio parere (anche se forse, così facendo, andiamo pur tuttavia a rinnovare il parco auto anche di quei Paesi). Una grande percentuale di auto, però, viene effettivamente demolita. I metalli vengono separati dagli interni, che a loro volta sono divisi nei diversi materiali plastici componenti. I copertoni prendono una strada mentre i cerchioni e le batterie un'altra. I metalli pesanti e più inquinanti sono trattati in maniera apposita.
Ma cosa resta alla fine di tutto ciò? ecco, dopo un paio di ricerche in rete l'ho scoperto. Ciò che resta dallo smembramento di un'autovettura è quello che in inglese viene definito car fluff, termine probabilmente intraducibile in italiano, ovverosia il residuo non metallico che ammonta a circa il 30% in peso del veicolo.
Tutto quanto di un'automobile non può essere recuperato e riciclato per altri usi, viene raccolto insieme e triturato. Il risultato è una sorta di poltiglia, che dovrebbe essere appositamente trattata poichè altamente inquinante (contiene discrete percentuali di metalli pesanti e composti polimerici tossici). Uno degli utilizzi "utili" del car fluff è il suo impiego quale elemento primario per il cosiddetto RDF (Refuse Derived Fuel), combustibile composto sostanzialmente da plastica e gomma bruciato nei termovalorizzatori.
Manco a dirlo il più delle volte il car fluff viene "smaltito" in maniera illecita se non addirittura venduto come concime a basso costo, che agricoltori ingenui comprano ed usano per le loro coltivazioni.
In rete ho trovato un paio di interventi datati Gennaio 2006 in un forum che potete trovare qui.
Un po' più recente (Novembre 2008) è un articolo comparso su Rinnovabili, dove oltre a un po' di interessanti cifre (per esempio la produzione europea annua di car fluff viene quantificata in 300.000 tonnellate, mentre in Italia si smaltiscono circa 1,5 milioni di veicoli l'anno), si cita anche un progetto pilota per tre piro-gassificatori, che dovrebbero utilizzare il car fluff rendendolo così meno impattante per l'ambiente. Senza addentrarsi nel dettaglio del processo di piro-gassificazione, si può dire che, sostanzialmente, il car-fluff verrebbe bruciato in appositi serbatoio sotto vuoto e ad alte temperature per consentirne la completa dissociazione chimico-fisica, ottenendo come prodotti ceneri inerti ed un gas (ricco in metano), che verrebbe quindi bruciato in un motore per la produzione di energia elettrica.
Saluti
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sabato 16 gennaio 2010
Ed ecco a Voi...
Ecco svelato il mistero della mia apparente scomparsa: niente paura, e' che sono stato preso da mille attivita' e preparativi, e non ho avuto molto tempo per stare dietro alla mia Societa' Pensante.
Vi lascio una foto di mia figlia.
Saluti
Vi lascio una foto di mia figlia.
Saluti
domenica 10 gennaio 2010
2010: Anno della Biodivesità
Riprendo un articolo letto sul numero di Gennaio di National Geographic Italia dal quale apprendo che il 2010 è stato dichiarato dall'ONU "Anno della Biodiversità", e della lotta alla scomparsa (non poi così lenta ed apparentemente inesorabile), di tante specie animali e vegetali.
Quella in corso sarebbe la cosiddetta "sesta estinzione di massa" e, per onor di cronaca, la prima causata interamente dall'uomo. Quali fattori principali della perdita di patrimonio floro-faunistico ci sarebbero il sempre maggior sfruttamento del territorio da parte dell'uomo, per soddisfare i suoi bisogni diretti, ed i cambiamenti climatici.
Il 2010 è anche l'anno che i 192 Paesi firmatari della Convenzione sulla Diversità Biologica avrebbero indicato quale termine ultimo per ridurre la perdita di biodiversità. Dato che l'obiettivo è ancora lontano, lo IUCN (International Union for Conservation of Nature) ha lanciato Countdown 2010, un progetto che, per la prima volta, riunisce a livello globale associazioni ambientaliste e non, comuni, regioni, Stati Sovrani e soggetti privati nella difesa della Biodiversità.
Alcuni numeri, indicati proprio da Sebastian Winkler, direttore di Countdown 2010, sono questi: il 22% dei mammiferi è a rischio estinzione, così come quasi un terzo degli anfibi, un ottavo degli uccelli, il 27% dei coralli di barriera, il 28% delle conifere.
Sempre in quest'ambito, un'interessante iniziativa è stata lanciata proprio dalla National Geographic Society a difesa dei grandi felini, la cosiddetta Big Cats Initiative, con l'intento di unire gruppi ambientalisti, aziende private, comunità locali, studiosi ed agricoltori, nella difesa dei grandi felini.
Proprio dal sito della Big Cats Inititive, si apprendono infatti numeri agghiaccianti: 23.000 Leoni (considerati quindi specie vulnerabile) sono a tutt'oggi censiti sul pianeta, quando appena 50 anni fa essi erano circa 450.000. Le altre categorie di Grandi Felini non se la passano tanto meglio: 50.000 Leopardi (specie vulnerabile), 12.500 Ghepardi (specie vulnerabile), 5.000 Tigri (specie a rischio estinzione), un numero non definito di Giaguari (specie prossima all'estinzione).
Se l'opinione pubblica ha ormai preso una certa familiarità con i concetti di surriscaldamento del Pianeta e rischi ad esso connessi, ancora molto resta da fare sul fronte della biodiversità e della difesa del patrimonio floro-faunistico del nostro Pianeta.
Saluti
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