venerdì 22 ottobre 2010

Quella Sanità che non ti aspetteresti

Mercoledì sera, sono in pronto soccorso con mia mamma. Un controllo, un accertamento di priorità bassa rispetto a tante altre storie più gravi e tristi. Si entra alle 18 e si esce alle 2.30 del mattino: come sempre entrare in ospedale è un'Odissea, che si spera di non vivere o, comunque, di limitare al minimo nell'arco della vita. Perchè il posto, per definizione, non è esattamente bello e positivo, perchè si vedono i dolori dell'Umanità, perchè è deprimente. L'attesa, certo, è dettata dai soliti motivi: emergenze dell'ultimo minuto che ti scavalcano in quanto a priorità, scarsità di personale, tagli economici, ovvi tempi tecnici di attesa per i risultati anche solo degli esami del sangue. Questa è la sanità in Italia, una delle migliori al mondo (quanto ad uguaglianza e diritto per tutti), ma che mostra il fianco a seguito di sperperi e tagli imposti in decenni. Mette una tristezza infinita vedere un anziano, aggrappato al bastone che lo sorregge, in attesa di un RX, senza alcuno a fargli compagnia, con le infermiere che lo ignorano perchè troppo prese da mille altre questioni. Il Sistema Sanitario Italiano fa fatica a gestire e a gestirsi, a causa di scarsità di personale e pochi fondi. Considerando che ormai i nostri ospedali sono delle Aziende, si capisce anche bene gli "imprenditori" che le gestiscono a cosa siano costretti pur di far quadrare i magri bilanci. Questo è il federalismo che ci hanno consegnato.
Poi però, verso l'una del mattino, accade un fatto, uno di quelli che ti fanno pensare e ti trasmettono ottimismo nonostante tutto. In Pronto Soccorso entra una donna, una barbona direi ad una prima rapida occhiata. Parla correttamente italiano, anche se è un po' in stato confusionale e forse cerca solo un posto caldo dove ripararsi. In un attimo, però, riconosco in lei una ragazza che, tanti anni fa, faceva atletica nel mio stesso campo sportivo. Si allenava nell'eptathlon, la disciplina femminile delle sette gare. Mi chiedo come si sia potuta ridurre così, un altro elemento di tristezza.
Ad ogni modo in pronto soccorso la conoscono, evidentemente non è la prima volta che si presenta. Una delle infermiere di turno fa un po' la burbera, ma la fa accomodare su di una barella, nella sala di attesa, e le dice di aspettare lì. La donna si toglie le scarpe e si sdraia, addormentandosi. L'infermiera, che sapeva probabilmente fin dall'inizio, che la donna stava cercando, in effetti, forse solo un letto, le passa accanto e le lascia cadere sopra una coperta. 
Un'occhiata con un altro paio di infermiere ed un medico, come a dire "il solito", con uno sbuffo di chi, anche in questi piccoli gesti, compie il suo dovere ogni giorno. Un dovere sociale, prima che medico.
Ecco l'Ospedale che non mi sarei mai aspettato, e che forse in tanti, troppi, danno per scontato senza capire che, per difendere questa come le altre istituzioni del nostro Paese, bisogno lottare e pagare (non solo in termini monetari, non siate venali), proprio perchè istituzioni sociali, prima che aziende, che non devono fare cassa ma fungere da collante sociale e fornire servizi uguali per tutti, anche per chi, come la mia vecchia collega di allenamenti, non se li potrebbe permettere.

Saluti

5 commenti:

enrico ha detto...

Quello che dici è molto vero, anche io ho riscontrato negli ospedali che il fattore umano prende spesso in positivo il sopravvento, Certo dipende dalle persone , molto spesso anche dagli "utenti" che a volte sono molto pretenziosi e pronti a lamentarsi di qualunque cosa per partito preso. E comunque bisogna fare qualche esperienza all'estero per poter apprezzare quello che si ha in casa gratis.Anche se al miglioramento non c'è mai fine naturalmente.

nonno - enio ha detto...

io mi sono trovato sempre bene nel prontosoccorso della mia città a perte le lunghe attese se il tuo codice non ha il carattere dell'urgenza ed egregiamente quando per un periodo di tempo si pagava il prontosoccorso se non si veniva ricoverati...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Un gesto bellissimo. Un attimo di poesia nel mondo reale. Ed un atto di umanità disinteressato che riconcilia con la vita.

LaMarghe ha detto...

la conosco lei...tutti la conoscono in centro...doveva essere davvero bella...fa un po' tristezza...

@enio ha detto...

in una Italia dove ci sono due casi di grave malasanità al giorno certi fatti riscaldano il cuore!