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venerdì 26 agosto 2011

Una Crisi - Tutte le Crisi

Leggo articoli riguardanti le manifestazioni degi Indignados spagnoli e di una generazione greca tradita; leggo delle rivolte studentesche in Cile e delle proteste di tanti (soprattutto giovani), in Israele; leggo le analisi di autorevoli voci (come Noam Chomsky) sulla crisi degli Stati Uniti, dell'Europa, del Giappone. E leggo sempre le stesse cose. Da tutte le parti si chiedono più giustizia sociale, più cosa pubblica a discapito del privato, più garanzie per il futuro, più lavoro, meno finanza, meno pratiche neo liberiste, una ridistribuzione più equa dei bene, dei capitali e delle infrastrutture. Il Mondo intero è stato inquinato da teorie, prima capitaliste poi neo liberiste, che ponevano il successo finanziario al centro della vita pubblica e privata, e lo consideravano illimitato ed inarrestabile. Credo che i fatti, dal 2008 a oggi, abbiano smentito abbondantemente questa visione del mondo, ma mi sembra altresì che fin troppi potenti e politici siano ancora legati al mantenimento dello status quo. Tutto questo mentre il Pianeta è pervaso da intere generazioni che chiedono a gran voce più equilibrio e garanzie per il futuro.
Vorrei riportare alcuni passi di una lettera aperta di Veltroni e pubblicata oggi da Repubblica, che mi pare il riassunto più onesto di tutto questo e di una certa visione politica e sociale, con le proposte concrete che ne conseguono.
"... un nuovo patto del lavoro che, secondo la proposta Ichino, giustizi la precarietà e elevi la produttività, una riforma fiscale che contrasti l'evasione in un contesto di "pagare meno, pagare tutti". La rinuncia all'idea che lo Stato debba fare tutto e la fiducia nelle risorse sociali diffuse da attivare in un contesto di sussidiarietà, la fine della occupazione partitica della Rai e delle aziende locali, l'una affidata a meccanismi tipo Bankitalia e le altre ad un mercato regolato e orientato a valorizzare forze produttive innovative. Il dimezzamento da subito dei parlamentari e un sistema elettorale bipolare e uninominale , lo snellimento radicale di tutta la diffusa "professionalizzazione" della politica oggi smisuratamente più grande che nel passato. Partiti più lievi possono ritrovare il senso della loro passione ed essere più aperti, come da progetto originale del Pd. E poi la fine delle scandalose retribuzioni e liquidazioni di manager pubblici e privati, la lotta contro ogni forma di corruzione e contro quei poteri criminali che irrompono tra le maglie di una crisi economica forte e di uno Stato debole. Giustizia più rapida, meno carcere, diritto di voto agli immigrati per le amministrative, norme di sostegno al lavoro delle donne e alle politiche familiari. Scelta netta per gli Stati Uniti d'Europa e l'elezione diretta del loro Presidente , più forti politiche comuni di difesa e di bilancio, a cominciare dagli eurobond. Diritti dei gay , a cominciare dalle unioni civili, e scelta netta per le energie rinnovabili, defiscalizzazione dei contributi privati per ricerca e cultura e investimento pubblico forte e selettivo su scuola e università. E poi individuazione delle dieci opere strutturali fondamentali per il paese e affidamento del potere di realizzazione a persone oneste e stimate che possano definire tempi certi e regole per la loro realizzazione. Non manovre ogni sei mesi, ma riforme. Per spezzare il più pericoloso elemento di continuità della storia italiana: l'immobilismo rissoso...".

Saluti

giovedì 29 aprile 2010

Islanda, Grecia e poi?!?

L'anno scorso l'Islanda fece bancarotta. Ve lo ricordate? Fu uno scandalo, perchè non è così usuale vedere un Paese europeo fare bancarotta. La notizia martellò sui giornali per qualche tempo poi silenzio, come sempre. Oggi a tenere banco è la Grecia, che a dire il vero è già da diversi mesi, che versa in condizioni finanziarie non proprio felici. Quello che però viene alla luce e fa davvero scalpore, non sono tanto gli aiuti stanziati dall'Unione Europea per salvare la pecorella smarrita, quanto il fatto che la bancarotta greca dipenda da colossi della finanza cui nessuno è in grado di imporre delle regole. Da due anni viviamo una grande crisi finanziaria, prima di tutto. La bomba esplose con le famose Bolle dei Mutui Sub-Prime, negli States, per poi diffondersi come un colera anche all'Europa ed al resto del mondo. Ricordate? E ricordate anche che la soluzione proposta ed adotatta da molti (fra cui il nostro Governo), fu quello di iniettare liquidità nelle casse delle banche? queste però non riaprirono (e non riaprono tutt'ora) i rubinetti. Nel contempo si scoprì che i super manager finanziari si davano da soli bonus da sogno, nonostante non facessero utile. Il cittadino medio se la stava prendendo in quel posto,e la situazione, a oggi, non è cambiata di molto.
Nessuno che provi a dettare regole serie e stringenti per questi colossi (Goldman-Sachs addirittura fallì, ve lo ricordate?), se non qualche proposta da parte di Obama, che ormai sta diventando il più grande leader socialista del nostro tempo (e questo è tutto dire).
E oggi anche la Grecia cade nel turbine.
Quanto dovremo aspettare per avere delle regole del gioco che blocchino questo maledetto sistema speculativo basato sul libero mercato?
Certo qui da noi un bel pezzo se, nonostante tutto, Belrusconi continua a proporre il libero mercato.

Saluti