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mercoledì 9 marzo 2016

PD Napoli: Compravendita voti alle Primarie

A essere onesto sono un po' stanco degli atteggiamenti qualunquisti e politicanti. Il tema del momento sono le primarie del PD, in testa Napoli dove c'è stata (stando ai video) una compravendita di voti verso la canditata Valeria Valente. Posto che sono un difensore delle primarie, ma non certo di come vengono gestite, mi sembrerebbe decoroso fare alcune considerazioni per lo meno da parte di giornalisti e politici.
In primis trovo essenziale fare una verifica e appurare se davvero ci sono state irregolarità di questo tipo. Un grande partito nazionale non dovrebbe mai temere la verifica e il confronto, e atteggiamenti arroganti e spocchiosi (come quelli della direzione nazionale), che sembrano sottintendere "indipendentemente dagli esiti delle indagini, i risultati delle primarie non si toccano" mi sembrano sciocchi.
In secondo luogo starei molto attento ad additare tutto il PD come marcio e colluso, a fronte di alcuni episodi isolati. Il M5S non mi pare esente da errore nè, tantomeno, può permettersi la destra berlusconiana di fare la morale a chicchessia. 
Detto questo, ritengo che le primarie (come correttamente ho sentito da Cacciari e altri) aprono di per sè un problema, ovvero la selezione della classe di dirigente di un partito. Renzi avrà anche tanti meriti, ma uno dei suoi demeriti è certamente quello di aver impostato il partito in maniera personalistica, stile Berlusconi per intendersi. Questo mi pare vada a discapito di una classe dirigente formata e consapevole (altro tema è "l'allineamento al Partito"): quando sento parlare in televisione gli esponenti PD ascolto dei comunicati e non delle interviste o dei pensieri. Ahimè va detto che è un problema generale dato che il M5S non è molto diverso nè tantomeno lo è il Centro Destra.
Ad ogni modo, tornando al tema delle Primarie, credo rappresentito un momento di democrazia partecipativa fondamentale e personalmente sono uno di quelli che spendono volentieri un paio di euro per poter dire la propria. Alcune mele marce non possono inquinare tutto il raccolto ma vanno in ogni caso individuate ed eliminate. Purtroppo al giorno d'oggi la tendenza è quella di gettare la spugna alle prime avvisaglie di problema, senza assumersi le resposanbilità del caso.
Saluti

mercoledì 21 maggio 2014

Il motivo per cui ritengo che il M5S non sarebbe in grado di governare

Ieri, in prima serata, è andato in onda uno speciale di Bersaglio Mobile, programma di La7 diretto da Mentana, che aveva come tema tre interviste secche e separate ai rappresentati dei tre maggiori partiti italiani: PD, Forza Italia e M5S.
Per il PD era presente Renzi, che con la sua solita verve (che può piacere o non piacere, e a me personalmente non piace sempre, perchè mi pare di ascoltare un bravo boy scout), ha snocciolato i risultati del Governo e la visione futura dei prossimi mesi: ha presentato una strategia politica. 
Una volta alzatosi dalla poltrona, il Premier in carica ha lasciato il posto a Berlusconi, che con i suoi soliti vaneggiamenti fra passato e passato, a mio giudizio non ha detto nulla di nuovo nè, tanto meno, ha presentato una prospettiva per le europee e per l'Italia. 
In ultima, sulla poltrona di Mentana, ha preso posto Di Battista.
Ascoltando il rappresentante del M5S, inizialmente, avevo l'impressione di ascoltare un esponente di sinistra, o per lo meno di quella sinistra che a volte manca, che parla chiaro, che dell'antiberlusconismo fa un valore, che ha una strategia sociale a supporto dei più deboli. Devo dare atto a Di Battista di aver imparato come muoversi davanti alle telecamere e, al di là di questo, di aver presentato anche lui una strategia politica. Tale strategia risulta tuttavia zoppa, e questo mi si è palesato nel prosieguo dell'intervista. 
Di Battista raccontava dei suoi primi mesi in Parlamento, del fatto che lui interloquiva spontaneamente con i rappresentati giovani del PD (ha citato più volte Civati), perchè lui ha votato sempre a sinistra e gli sembrava logico comportarsi in questo modo. Quando però, con i suoi colleghi, ha visto cosa combinava il PD sotto il Governo Letta e assieme a Berlusconi, allora ha capito tutto, e si è vergognato e ha iniziato la sua guerra (proprio così l'ha definita).
Primo aspetto che mi ha riportato alla realtà delle cose: vorrei ricordare a Di Battista e (soprattutto) a tutti quelli che votano M5S, che a Febbraio dell'anno scorso, quando il PD vinse le elezioni privo tuttavia di una maggioranza assoluta, Bersani chiese per primi ai 5Stelle di formare un Governo, ma questi risposero a rutti e scoregge. Solo a valle di quell'episodio Bersani rimise il mandato, Letta fu scelto da Napolitano e, ahinoi, iniziò il Governo delle larghe intese.
Quindi, secondo me, prima di confermare sornione che il M5S voterebbe ogni buon provvedimento, Di Battista dovrebbe spiegare agli elettori perchè se ne sta all'opposizione quando sarebbe potuto essere al Governo da più di 12 mesi.
Secondo. Di Battista accusa Renzi di togliere legittimità al voto europeo, affermando che non si tratta di un test interno. In parte gli dò ragione: Renzi è sotto pressione e ha perso la spavalderia di qualche mese fa. Dall'altro, però, è corretto dire che il voto europeo non deve intaccare in alcun modo gli equilibri interni, ci mancherebbe altro. Inoltre fino a qualche mese fa Grillo (e il suo Movimento), sbraitavano a percentuali superiori al 50%, oggi definiscono "una vittoria" riconfermare il 25%. Anche il M5S si sta rendendo conto che una cosa è giocare allo sfascia tutto e altro è fare i conti con i numeri delle elezioni? Non saranno pure loro preoccupati?
Terzo. Il rappresentante pentastellato afferma che, se le europee sanciranno percentuali superiori al 25% per il M5S si dovrà andare al voto in Italia, e quando Mentana lo incalza chiedendogli se per caso gli italiani non li vedano ancora come dei ragazzi pieni di buona volontà ma privi di esperienza, lui risponde, che da Febbraio dell'anno scorso hanno studiato e imparato molto, e si sentono assolutamente nella condizione di poter governare questo Paese. Un anno è sufficiente per poter governare? dovrei fidarmi un un "ho studiato molto"? Mi spaventa. Ma il passaggio che mi ha colpito non è tanto questo quanto il seguito. In caso di vittoria del M5S a delle ipotetiche elezioni politiche lo stesso Di Battista ammette che sarebbe difficile arrivare a percentuali da maggioranza assoluta (curioso come uno studio televisivo possa cambiare prospettive rispetto a una piazza), e quindi sarebbe necessario fare delle alleanze. Fatemi capire: quando ci provano gli altri non va bene (è Mafia, dice Di Battista testualmente), ma se lo fanno i 5S allora tutto a posto? inoltre Di Battista afferma che per fare le alleanze andrebbero in Parlamento con 3 proposte (reddito di cittadinanza, ripristino del reato di falso in bilancio, introduzione di una legge che non permetta ai condannati di entrare in Parlamento), e che sarebbe a quel punto responsabilità delle altre forze politiche rifiutarsi di fare quelle riforme che l'Italia aspetta. Ma non fu la stessa cosa che accadde, alla rovescia, con Bersani? il M5S si rifiutò di fare un Governo con il PD e si assunse la responsabilità di lasciare il Paese nella melma in cui è stato finchè non è arrivato Renzi.
Ecco, l'intervista di Di Battista mi ha fatto riflettere e mi ha dato l'ennesima conferma che, a fronte di tanti proclami, il M5S non sarebbe ancora in grado di governare e invece continua a presentarsi come completamente scollegato dalla realtà contingente in cui ci viviamo.

Saluti

giovedì 13 febbraio 2014

Renzi? Forse no, grazie.

Dopo due mesi esati di silenzio, tante cose sono cambiate nella mia vita. Anzi no, a dire il vero solo una: ho cambiato lavoro!!! Di questi tempi, dove tutto pare grigio e deprimente, mi si è prospettata un'ottima opportunità lavorativa che, dopo alcuni mesi di gestazione, ha preso il via il Primo Gennaio sotto i migliori auspici.
E speriamo che gli auspici del mio lavoro siano davvero migliori per lo meno di quelli del PD. Eh sì, perchè è da due mesi che non parlo con questa Società Pensante, e di acqua sotto i ponti ne è passata. Dal Caso Cancellieri al Caso De Girolamo, dai 5Stelle che hanno iniziato a sparar bordate un po' troppo grosse anche per loro fino al territorio italiano che si ribella per l'incuria e la violenza degli eventi naturali.
Quella che si sta però consumando nel PD in questi giorni era davvero grossa per starsene in silenzio. Dopo mesi di refrain sul "Noi siamo diversi", "Mai al Governo senza il voto popolare", "Mai più larghe intese", "Facciamo la legge elettorale, modifichiamo il titolo V e riformiamo il Senato, e poi tutti al voto", ora Renzi ci stupisce con la peggiore delle pratiche democristiane da Età della Pietra: colpo di spugna, a casa Letta, conquistiamo lo scranno più alto. Ma in nome di chi? e per che cosa? Giusto per dare ragione a Grillo e Berlusconi, rafforzarli e, se possibile, far vincere loro le prossime elezioni, se non altro per lo schifo che l'elettorato di Centro Sinistra ormai prova.
Che strategia è questa? Scusa, Matteo, ma non ci avevi promesso la nuova legge elettorale per fine Gennaio? Scusa, Matteo, ma non eri stato eletto Segretario del PD a larghissima maggioranza per condurci fuori dalla palude? guarda che io, come tantissimi altri, ti abbiamo votato per la disperazione, non perchè sei particolarmente convicente. Anzi, ti dirò di più: io alle Primarie ho votato convintamente Civati, quindi non so nemmeno io perchè mi indigno tanto da questo tuo comportamento.

Sono profondamente deluso, e sto valutando seriamente di non votare più PD.

Saluti

martedì 30 aprile 2013

Governo Letta? Ci provo ma...

Ieri la fiducia alla Camera, oggi il passaggio al Senato. Pare che la Primavera stia arrivando finalmente anche sulla scena politica italiana con Brunetta che stringe convinto la mano a Letta, il quale cala un'amichevole pacca sulla spalla ad Alfano, mentre la De Girolamo chiacchiera e scherza con Saccomanni. 
Tutti sembrano soddisfatti, e probabilmente ne hanno ragione. Le larghe intese sono una realtà, senza stare a scomodare il Compromesso Storico, e Berlusconi gongola ricordando a gran voce che, finalmente, le istanze del PdL sono state prese in considerazione. E proprio il Cavaliere, ricordano i suoi, è colui il quale si è speso fin dal principio per la coesione, per l'armonia universale, per seppellire le varie asce di guerra e avanti per il bene del Paese.
Ci provo, dico davvero (soprattutto da elettore del PD), a convincermi che tutto questo non sia un brutto sogno. Ma non ci riesco. Mi tappo il naso nel vedere il verme Brunetta che saltella fra i banchi del Centro Sinistra e mi viene un tuffo al cuore nel vedere Mortimer Alfano sorridere compiaciuto. Non sopporto la Gelimini (posso dirlo? o non è politically correct?), così come preferirei vedere Lupi zappar campi e Quagliariello vendere pesce. Questo è il mio sentimento. Sono forse uno che non pensa al bene del Paese? Allora mi metto nuovamente d'impegno, cerco di leggere il programma del nuovo Governo, mi dico che tutto sommato alcune personalità sono davvero un bel vedere (politicamente parlando), che forse è davvero la svolta. Ma poi mi ricordo che Enrico Letta è nipote di Gianni Letta, che la Nunzia de Girolamo (PdL) è sposata con Boccia (PD), che il vero vincitore è Berlusconi e di nuovo inciampo in quel senso di orticaria diffusa. 
Basta, mi dico, pensiamo al nostro futuro e a quello dei nostri figli, non facciamo dietrologie e guardiamo avanti. Quando però tutto sembra essersi assestato nel mio ego sinistrorso, ecco che inciampo in un fatto, o meglio in un Think Tank (come si ama chiamarli oggi) dal nome VeDrò, che è stato nominato in uno dei tanti talk show politici delle nostre prime serate. Vado sul sito e leggo con sgomento (non lo nascondo) che non solo questo "think net nato per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia", per citare il sito internet, è stato cofondato fra gli altri da Letta e Alfano (ma non erano avversari politici?), ma nella schiera dei "volti che lo rappresentano" ci sono, fra gli altri, Nunzia de Girolamo (PdL), Francesco Boccia (PD), Giulia Bongiorno (ex AN), Mara Carfagna (PdL), Luigi De Magistris (ma che ci fa?!?), Benedetto della Vedova (ex AN), Michele Emiliano (PD), Maurizio Lupi (CL), Giovanna Melandri (PD), Filippo Patroni Griffi, Renata Polverini (PdL), Matteo Renzi (?!?), Debora Serracchiani (?!??!?!), Flavio Tosi (Lega), Adolfo Urso (PdL),  Michel Martone, Giulio Napolitano (il figlio di Giorgio). La lista completa delle personalità potete trovarla sul sito.
Ma dico io: come si fa, in Parlamento, a fare gli opposti schieramenti, se poi si portano avanti a braccetto attività "collaterali" tese a declinare il nostro futuro comune?
Devo dire che questo è stato un pugno allo stomaco, accompaganto da un montante violento quando ho letto della nascita di una Convenzione per modificare la Costituzione, e che a capo di questo organo parallelo al Parlamento (già questo risulta piuttosto inquietante), ci potrebbe proprio Berlusconi.
Come dire, mi sento spaesato.

Saluti

sabato 27 aprile 2013

Il Governo Letta

Mentre Grillo si lamenta, urla, si dimena, grida i suoi improperi, nasce il Governo Letta, composto da 21 ministri con alcuni "tecnici", nove esponenti PD, cinque esponenti PdL e due di Scelta Civica. Staremo a vedere, anche se devo dire che alcuni nomi sono davvero nuovi. Detto questo, ci tengo a ribadire il mio assoluto dissenso contro il patto scellerato PD-PdL, un accordo con coloro i quali hanno portato questo Paese allo sfascio. Certo, una buona fetta di responsabilità la possiede pure il PD, ma in questo momento si poteva essere coraggiosi, fare la differenza, sfidare sia Grillo che Berlusconi su terreni a loro sconosciuti: il senso civico e le proposte politiche. Invece ha preso il via il Governo Letta. Perchè esprimere forte un pensiero e una ideologia deve essere anti italiano? perchè dire che Brunetta ha devastato la Pubblica Amministrazione, che certo andava riformata, non è "politically correct"? perchè in questo frangente ci siamo vestiti di un abito ipocrita al solo scopo di salvare la faccia? caro PD, come ho già avuto modo di scrivere, il popolo queste cose non le capisce. Cosa volete, noi siamo gente semplice, ci si accontenta di poco come un colpetto al falso in bilancio, qualche investimento per ripartire, l'ineleggibilità di Berlusconi. Poca roba, insomma, che però avrebbe fatto la differenza e ridato un po' di fiducia a questo nostro cuore sinistrorso duramente provato dagli ultimi vent'anni e dai tanti rospi ingoiati. Invece non c'è stata nemmeno questa soddisfazione. Noi, sempre per il solito senso civico, a far patti con il Diavolo, mentre il Diavolo se la ride gongolando perchè anche questa volta ce l'ha fatta, ne è uscito vincitore, con buona pace del senso comune e dello spirito nazionale.
Come detto, tuttavia, è ancora presto per fare commenti, voglio (devo) continuare ad avere fiducia, anche se è dura. E poi, diciamoci la verità, alcuni esponenti ciellini mi lasciano molto perplesso. Lupi alle infrastrutture? si pensa di far ripartire il nostro Belpaese con gli amici degli amici? mah, staremo a vedere.

Saluti

martedì 23 aprile 2013

Per un nuovo 25 Aprile del Centro Sinistra

Beh, direi che ormai è cosa fatta. La diatriba è tutta interna e sta esplodendo, e non ci saranno Berlusconi, Grillo o altri che possano fungere da capri espiatori o da bersagli per il dissenso: si tratta di uno scontro in casa PD e questo è quanto.
L'inconsulta figuraccia, che mi sono astenuto dal commentare, per l'elezione del Presidente della Repubblica ha evidenziato tutti i limiti della calsse dirigente del Partito che, come da etichetta (e direi anche con buon gusto, anche se sempre troppo tardi), ha optato per le dimissioni. Posso essere d'accordo sul fatto che sia colpa di un insieme di cose, che certamente alcune personalità andrebbero salvate e preservate dalla valanga, e vorrei invitare anche i militanti a non farsi prendere troppo la mano dal giustizialismo interno, ciononostante un fatto è certo: il Partito va riformato, e non possono essere le Bindi, i Fioroni o i D'Alema a farlo.
Ho sentito e apprezzato le (tardive) parole di Orfini, per quanto la candidatura di Renzi mi sembri un po' un rapido colpo di spugna più per far scordare in fretta che per porre rimedio ad una situazione che si trascina almeno da vent'anni, da quando cioè il Cavaliere ci ha messi di fronte a tutte le nostre debolezze e contraddizioni sfruttandole a suo piacimento: tant'è che ancora ieri era proprio lui il vincitore dei giochi. Sono invece assolutamente d'accordo con Debora Serracchiani (finalmente una donna che riesce a emergere): non cerchiamo in tutti i modi di formare un Governo, non tentiamo di infilarci dalla porta di servizio imponendo ministri, solo perchè pensiamo di aver perso le elezioni meno degli altri. Qui vi si chiede di fermarvi, ragionare a mente fredda e fare possibilmente un passo indietro per non dare l'ennesima impressionedi essere ancorati alla poltrona o ai giochini di palazzo. La gente non ha capito gli ultimi mesi e non capirebbe questa strategia (io non la capirei), quindi non giocate con il fuoco.
Ritengo, da inguaribile ottimista, che l'attuale situazione sia un normale scivolone in un momento storico che chiama a gran voce ricambio generazionale (storicamente mai facile, tutt'altro), e ritengo anche che il PD abbia tutte le personalità (i Renzi, le Serracchiani, i Civati, gli Orfini, ma anche i Fassino, i Chiamparino, gli Epifani), per tirarsene fuori. Certo, se ne usciremo, ne usciremo con le ossa molto rotte e probabilmente regaleremo il Paese ad altri (ahimè) cinque anni di Berlusconismo, ma se non altro con la prospettiva di riformare finalmente il Partito, allontanando con la dialettica di una sano confronto politico tutti coloro che sono palle al piede o remano contro.
Vi si chiede coraggio nello sfidare Berlusconi e Grillo su temi politici, per vedere poi chi davvero è favorevole al cambiamento al di là dei proclami in piazza o in televisione; vi si chiede lo slancio, quansi adolescenziale e quindi genuino e talvolta idealista, di affrontare davvero i problemi del Paese, senza doversi far dettare l'agenda da nessuno, imponendola anzi voi, proponendo i temi e testando sul campo politico le proposte alternative alla vostra. Sono certo che questo sia l'unico modo per ridare fiducia agli elettori, speranza al Paese e forza a un partito che non è mai riuscito davvero a crescere superando le divisioni interne dettate da giochi di potere più che da ideologia politica.
Trovo quasi mistico che tutto questo accada a ridosso del 25 Aprile. Non sono uno che crede nei segni, però sarebbe bello far coincidere questa fondamentale ricorrenza con una nuova rinascita del Centro Sinistra (non solo del PD, ma anche di SEL, del movimento ecologista, di quello spirito di sinistra che farebbe tanto bene al Paese), con una forma di Resistenza politica che porti a un reale rinnovamento.
Forza.

Saluti

giovedì 18 aprile 2013

Marini?!? Ma che cavolo fate?

Il titolo del post dice tutto. Settimane a discutere sul segnale di cambiamento che bisogna dare, sul fatto che gli elettori sono stufi, che la fiducia nella classe politica è ai minimi storici e poi cosa fate? Proponete Marini a Presidente della Repubblica accordandovi con l'unica persona con cui non vi dovevate accordare: Silvio Berlusconi. Mi chiedo: Bersani, ma che cavolo fai? cosa ti passa per la testa? qui non è questione che gli elettori non capiranno, è questoine che rischiate il linciaggio. Ma ti sembra una strategia vincente, in questo momento storico, dare segnali di questo tipo alla gente? Questo non solo è un regalo a Berlusconi, ma lo è anche a Beppe Grillo e all'anti politica, te ne rendi conto, vero?!?
Mi sembra evidente che il nome su cui convergere deve essere Rodotà (spero siamo ancora in tempo). Ma non tanto per accordicchi con il M5S ma proprio per dare quel segnale che la gente attende da 50 gg. Segnale che purtroppo dal PD, nonostante le tante belle parole, ancora non arriva.
Mi auguro solo che nel segreto dell'urna ci sia un forte moto di orgoglio nazionale.

Saluti

martedì 16 aprile 2013

Caro Segretario, dalla corsa al Quirinale sganciamoci da Berlusconi

Ormai siamo agli sgoccioli per le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica, e lo spettro dell'accordo fra PD e PdL purtroppo è tutt'altro che scacciato.
Non c'è giorno in cui, in televisione, non passino esponenti dell'uno o dell'altro partito rimpallandosi accuse e responsabilità per l'attuale crisi, ma in merito al Presidente della Repubblica si continua a cercare "un nome largamente condiviso". 
Caro Segretario Bersani, mi chiedo e Le chiedo: è davvero sicuro che il "nome largamente condiviso" sia proprio quello che gli elettori e gli italiani vogliono? 
Faccio solo due considerazioni, di cui la prima su Renzi.
Non ho votato Renzi alle primarie, e trovo che alcune sue posizioni siano fin troppo filo berlusconiane, ma ultimamente ha il pregio (forse sta già correndo per le prossime elezioni?), di dire idelle verità: Finocchiaro, Amato e Marini, per quanto nomi rispettabilissimi, non sono segnali di discontinuità, e continuare a negare l'evidenza significa da un lato dare spalla a Berlusconi (cosa che siamo bravissimi a fare da almeno 20 anni) e dall'altra rischia di traformare Renzi da risorsa per il PD in un nuovo Grillo. Glielo dico schiettamente, state dando l'immagine di un partito sempre più rigido e ingessato, lontano dalla gente e dalle reali esigenze.
La seconda considerazione è in merito al PdL. Da dopo le elezioni il Centro Destra ha assunto la posizione del partito che si rende disponibile all'accordo in nome del bene del Paese, per senso di responsabilità, per amor di Patria. Posso essere franco? mi viene il voltastomaco a sentire 'ste cose, ma ancora di più mi viene il voltastomaco nel vedere gli esponenti del PD che non rispondono a tanta ipocrisia e nefandezza intellettuale. Siamo dove siamo per colpa del PdL, questo è un fatto, e per colpa di un modello politico plasmato da Berlusconi e a cui, negli anni, alcuni esponenti del PD si sono facilmente prestati (vedi D'Alema).
Allora mi chiedo: possibile che il PD non possa fare scelte coraggiose e tagliare i ponti con certa politica e certe figure politiche? cosa ha da perdere, caro Segretario? di questo passo, alle prossime elezioni, il panorama politico da tripolare rischia di diverntare miseramente bipolare... senza il PD.

Saluti

lunedì 25 marzo 2013

M5S: Caccia alle Streghe... anzi ai Troll

Davvero, Sig. Grillo, forse sarebbe il caso che si facesse vedere da uno molto bravo. Non bastava lo streaming a oltranza (ma in quante case arrivrà?!?), non bastava il silenzio stampa del Movimento (ma solo rigorosamente verso la stampa nazionale), non bastavano le pensate da neo fricchettoni, i sogni green e le manie alla Matrix (un giorno vivremo tutti nella rete, con la rete e per la rete), no, evidentemente non bastavano, e così adesso è aprerta la stagionale caccia ai troll. 
Che dire? Benvenuto nel mondo reale, dove chi scende in politica e si dà da fare deve poterne anche saperne subire le conseguenze, dove chi parla deve anche accettare il fatto di non piacere, dove chi tiene un blog deve anche fare i conti con quanti non sono d'accordo con temi, toni o contenuti.
Insomma, Sig. Grillo, mi pare che si stia rasentando il ridicolo quanto a teorie complottiste, e la cosa più triste è che tutto accade mentre chi ha votato il Movimento forse cercava risposte, e sta invece trovando solamente paranoiche barzellette, e quindi nessuna differenza con quanti hanno preceduto. E sa, caro Grillo, cosa la accomuna drammaticamente proprio a quei politici da cui voleva differenziarsi (e caspita se ci era quasi riuscito, lo dico da non elettore del Movimento)? Il fatto che non è mai colpa sua. E' colpa della televisione o della stampa, dei troll o della vecchia classe dirigente, dei sindacati, delle pale eoliche, del fotovoltaico, della mucca pazza... ma sempre di altro si parla, mai del fatto che, forse, a conti fatti sta sbagliando i toni e l'approccio. L'unica cosa che posso e devo dire è però questa: forza Movimento, perchè tu non sei Grillo. Tu, a differenza di Grillo, hai preso il 25% alle elezioni. Tu, a differenza di Grillo, stai seduto in Parlamento e inizi a metterci la faccia tutti i gironi. Tu, a differenza di Grillo, hai idee e proposte che possono portare a qualche reale miglioramento di questo nostro malandato Belpaese... sì, beh, assieme al PD. Mettitela via, caro Movimento, se il Governo non si fa e si dovesse andare a nuove elezioni il 25% non lo prenderesti più, perchè la gente è delusa anche di te. Stai già passando di moda, caro Movimento, quindi datti una mossa e, pur nel rispetto delle idee originarie e senza svendere alcunchè ci mancherebbe altro, inizia a lavorare finalmente per il bene del nostro Paese. 
Giusto un inciso: se essere Troll significa dire cose che a Grillo non piacciono, beh allora sono fiero di essere un Troll, ma non sono pagato da nessuno per esserlo, semplicemente provo a usare la testa.

Saluti

giovedì 21 marzo 2013

Non tirate troppo la corda

Con questi continui strattoni di parte rischiate di romperla, la sottile e fragile corda del post voto italiano, ma soprattutto state saturando rapidamente la già misera pazienza degli italiani.
La situazione purtroppo non è per nulla facile, e sia il PdL che Grillo ci stanno mettendo un certo impegno per renderla sempre più difficile. Se fossi un elettore del Movimento 5 Stelle mi domanderei innanzitutto se il Movimento è il suo fondatore o se invece ne è, al momento, semplicemente (e negativamente) monopolizzato. Perchè se fossi un elettore del Movimento 5 Stelle esprimerei un certo disappunto nel constatare che non si sta facendo ancora nulla (ma proprio nulla) per mettere in pratica tutte le promesse rivoluzionarie fatte in campagna elettorale, ma ci si sta invece concentrando su questioni "di casta " (come le poltrone o i ruoli parlamentari), con metodi che hanno l'amaro gusto di un mix tra fascismo e Colpo di Stato (la Lombardi dovrebbe stare davvero attenta ai proclami che le scrivono e che legge tutto d'un fiato davanti alle telecamere). Sarebbe questa la Democrazia partecipativa? Tornare alle urne il prima possibile con buona pace del resto del Paese che non la pensa come Grillo o Casaleggio, spendendo altri 300-400 milioni di euro? Se fossi un elettore (ma soprattutto un parlamentare) del Movimento 5 Stelle rivendicherei un'autonomia da certe prese di posizione miopi e decisamente controproducenti del leader, perchè mi renderei conto che ci stanno portando sempre più verso l'abisso e nulla hanno a che fare con la soluzione dei problemi del Paese.
Un compromesso con il PD sembra davvero tanto schifoso? In fin dei conti i programmi, su certi punti, non sono così diversi e qualcuno le risposte alle persone che non arrivano a fine mese dovrà pur darle.
Ho idea che se continua così Grillo otterrà solamente di allontanare ancor di più la gente dalla politica e da un senso di solidarietà civile, che oggi come oggi manca, e di regalare quindi consensi a Berlusconi, neo salvatore della Patria. Questo è il momento in cui ci vorrebbe uno scatto d'orgoglio e di buon senso, con una bella tregua (armata) ma necessaria per fare passi in avanti per il Paese.
C'è però un'altra lettura in tutto quello che ci propongono quotidianamente giornali e telegiornali.
Grillo fa il suo gioco di duro e puro, ma il Movimento ha già optato per una tregua e per un supporto a un Governo con il PD, per lo meno quel minimo necessario per tirare avanti un anno e approvare a larga maggioranza quelle riforme necessarie per noi, poveri comuni mortali che in questo gioco al massacro ci stiamo rimettendo le penne.
In quest'ottica, certo, Bersani dovrebbe farsi da parte, e trovo che sarebbe giusto: chiunque è sacrificabile in questa fase, e Bersani lo sa bene, perchè ne va del futuro del Paese e dei suoi figli. In questo ho fiducia e nutro la speranza che le cose andranno così, perchè non credo che tutto il Movimento sia composto da irresponsabili pronti a tutto pur di raggiungere il 100% del Parlamento, come vaneggiato da Grillo.
In ultima resta Berlusconi, la cui strategia è abbastanza chiara: il PdL, che è in grossissima difficoltà e, checchè se ne dica, il cui Leader è ormai alla fine del percorso politico, cerca di assumere la veste di quelli che "ce l'hanno messa tutta per formare un Governo di larghe intese ma è stato il PD a non volerne sapere", nella squallida speranza di potersi giocare questo vantaggio alle prossime (speriamo lontane) elezioni.

Saluti

domenica 17 marzo 2013

Bravi 5 Stelle

Come era prevedibile i neo eletti del Movimento 5 Stelle non sono le pecore del Capo Grillo dipinte in queste ultime settimane. Quando si entra nel merito delle questioni e si lascia libertà di coscienza ecco che le menti pensano e si schierano, soprattutto verso nomi, che sono garanzia di equità e rinnovamento. La Boldrini alla Camera e Grasso al Senato sono sintomo di quella lenta ma necessaria svolta, che il popolo italiano sta aspettando dopo vent'anni di berlusconismo e che la politica, fino ad ora, è sempre stata restia a realizzare. 
Davanti all'evidenza, e come si augurava questa Società Pensante, il PD sta percorrendo la durissima ma necessaria strada della contrattazione (che forse suona un po' male), verso il Movimento, perchè si è reso conto (lo concendo, forse anche per calcolo politico), che proprio lì sta quell'energia persa da tempo dal Centro Sinistra e quel contatto con la gente, da troppo tempo orfana di una politica sociale e per tutti. 
Agghiaccianti suonano le parole di Alfano "Sì al Governo PD se a noi il Quirinale", perchè sono un colpo di coda (speriamo uno degli ultimi) del regime di scambio, di un senso di politica basato più su un dare/avere piuttosto che su "quel che è meglio per l'Italia". 
La strada sembra quindi segnata, con buona pace del Lìder Maximo Grillo, che lancia anatemi a destra e sinistra come sempre contro tutti (anche contro i suoi), perchè si vede scivolare fra le dita quelli che pensava sue creature senza cervello. Se continuasse su questa strada Grillo sarebbe destinato a sparire, a differenza del Movimento che sopravviverebbe trovando la strada di garante della Democrazia in Parlamento e nel Paese, almeno fino a un'avvenuta transizione pacifica verso nuove (o rinnovate) forze politiche. 
Avanti così.

Saluti

mercoledì 13 marzo 2013

Un Governo adesso: facciamolo!

Una raccolta firme partita da nomi noti (come spesso accade), ma che si sta estendendo a macchia d'olio e ha già raccolto quasi 80.000 firme.
Una lettera aperta a Grillo e al Movimento 5 Stelle, cui si chiede di fare un Governo con il PD, magari di scopo e con un'agenda ben chiara, ma sufficiente per iniziare a lavorare e dare al Paese quella serenità necessaria in un momento come questo. Grillo non può continuare a ignorare proprio il volere delle persone che lo hanno eletto, sottraendosi alla vita politica del Paese.
La raccolta firme è su Repubblica e la trovate a questo indirizzo.

Saluti

martedì 5 marzo 2013

Le Proposte Fantasiose del Grillo Parlante

Un giorno, nel Paese di Meravilandia, sono state indette grandi elezioni per rinnovare il Gran Consiglio. Purtroppo, a causa di regole elettorali scritte da lupi e volpi, nemmeno quella volta nel Paese di riuscì a ottenere una situazione stabile e chiara di buona amministrazione, con la variante, però, che i seguaci del Grillo Parlante ebbero un grande successo. Costui si faceva promotore di una grande senso di insoddisfazioni espresso dagli abitanti del regno, che vedevano non solo la lora terra distrutta ma anche la loro vita decisamente peggiorata. Il Grillo Parlante ebbe così tanto successo che, caso più unico che raro nella storia di Meravilandia, raggiunse le Sale del Gran Consiglio con più di un centinaio di rappresnetanti del suo Movimento. Pur essendo in molti (e molto inesperti) tali rappresentanti erano però solo una delle tre forze presenti nel Gran Consiglio, non già La forza. Tuttavia il Grillo Parlante, cavalcando l'onda del successo che forse nemmeno lui si aspettava, continuò a parlare e gridare come se non fosse mai approdato al potere. Pian piano, però, molti dei suoi iniziarono a fargli notare che, per la prima volta nella storia di Meravilandia, il Popolo era finalmente arrivato al Gran Consiglio e che forse sarebbe valsa la pena sfruttare l'occasione. Il Grillo Parlante si infuriò e propose, come unica strada percorribile, quella di produrre un Consiglio dei Saggi non assieme alle forze che, in ogni caso, erano state votate dagli abitanti di Meravilandia ed erano quindi espressione popolare, ma nominando delle personalità esterne: un paio di saggi gufi, qualche cervo, l'orso e altri.
Il Grillo Parlante, nel suo delirio di onnipotenza, non si rendeva però conto di essere diventato parte del sistema che per tutta la vita aveva demonizzato e i suoi sostenitori, sempre di più, iniziarono a prendere le distanze per due motivi. Innanzitutto si vedevano preclusa la possibilità di produrre le riforme agognate: ora che erano approdati al Gran Consiglio non gli veniva permesso di lavorare come avevano sperato e non già dagli avversari ma dal loro stesso leader. In secondo luogo si rendevano conto che non era corretto che una minoranza come loro dettasse legge in nome di tutto il Paese e che anche le altre forze, soprattutto quelle riformiste a loro più vicine e che avevano a cuore il destino di Meravilandia, avevano il diritto/dovere di essere rispettate, ma tanto più dovevano essere rispettati gli altri milioni di abitanti di Meravilandia.
Alla fine i sostenitori del Grillo Parlante si stufarono del suo continuo sbraitare senza capo nè coda e iniziarono a muoversi in totale indipendenza costruendosi una coscienza propria e dandosi delle regole che, lentamente, tagliarono fuori il mentore di un tempo. Il Grillo Parlante, gridando allo scandalo, si staccò da quelli che definiva treditori e continuò protestare fino alla fine dei suoi giorni, con pochi fedelissimi al seguito, senza però mai più approdare alle sale del Gran Consiglio.

Saluti

giovedì 17 febbraio 2011

Rosy Bindi candidato Premier? Perchè no!

Rosy Bindi candidato Premier? E' quanto ventilano, in maniera più o meno esplicita ed ufficiale, sia Nichi Vendola che Romano Prodi. La proposta sembra piuttosto allettante, non tanto per il valore di sinistra della potenziale candidata, ma per almeno due buone ragione: è donna (e per come sono percepite le donne oggi, nel nostro Paese, questo non può che fare bene alla Società), ed è per la laicità dello Stato. Aggiungo, a seguito di letture di "La Lobby di Dio" di Ferruccio Pinotti, cui mi sono già dedicato in un paio di occasioni, Rosy Bindi è avversa aComunione e Liberazione ed alla Compagnia delle Opere. Tant'è vero che alcuni esponenti del PD, soprattutto vicini a Veltroni, scossi dalla proposta di Nichi e Romano propogono a loro volta Mario Monti, come candidato Premier della coalizione, che dovrebbe sconfiggere Berlusconi. Quello stesso Mario Monti, ciellino, eletto a Eurodeputato nelle file del PdL. Spero si tratti di un brutto scherzo, o di un errore del giornalista di Repubblica che ha redatto l'articolo, ma sarebbe davvero curioso proporre un ciellino del PdL quale candidato Premier per sconfiggere Berlusconi.
Questa Società Pensante si schiera con deciso favore ad un'apertura verso la Bindi, per una coalizione di centro sinistra, che finalmente possa ritrovare la strada della politica e delle riforme. Proprio per questo si fa fatica a capire il gelo del PD, in primis di Bersani.
Ad ogni modo, per una volta mi trovo d'accordo con Ferrero, Segretario di Rifondazione: sì alla Bindi ma no a Fini.

Saluti

venerdì 10 settembre 2010

Come volevasi dimostrare #2

Come volevasi dimostrare, Secondo Atto.
Bossi, per l'ennesima volta, rinuncia alla spallata pubblicamente e dichiara che le elezioni anticipate non sono la soluzione ai problemi della maggioranza. Quante volte, negli ultimi mesi, il Celodurista a capo della Lega ha tirato e mollato la corda? come sempre, nel gioco di forza che è ormai diventata la Maggioranza di governo, la Lega mette in campo i propri assi, mai platealmente, ma sempre di sotto banco, nella speranza di ritagliarsi uno spazio davvero autonomo. Cosa che in vent'anni di proposta politica non è mai riuscita a fare, sempre attaccata al codazzo di Berlusconi oggi e, ahimè, talvolta della Sinistra ieri.
E mentre le Lega ritratta (chissà se poi domani...), Brunetta & Co. suggeriscono di chiudere le feste del PD ed accusano il maggior partito di opposizione (forse l'unico, ahimè ricordiamocelo, se non altro per i numeri), di essere conservatore e squadrista.
Orami la politica ci ha abituati da tempo allo svuotamento di significato delle parole della nostra amata ed articolata lingua madre, ma talvolta si supera il segno. Soprattutto dimenticando (o facendo finta di dimenticare), che "chiudere" è in generale, e la storia recente lo insegna, la risposta più sbagliata ad ogni forma di violenza ed estremismo. Bisogna anzi aprire, informare, dibattere, discutere e formare, in modo che eventi come quelli cui abbiamo assisitto non si ripetano.
Saluti

venerdì 12 febbraio 2010

Regionali 2010 in Veneto

Parlo del Veneto perchè è la mia Regione, ed in merito devo dimostrare grande sfiducia e delusione: passata l'era Galan (PdL), rischiamo ora l'era Zaia (Lega). L'On. Zaia, Ministro delle Politiche Agricole, è stato infatti candidato alla presidenza della Regione Veneto. Un po' come il Ministro Brunetta è il candidato sindaco per Venezia del PdL.
Rammento la mia rabbia all'ultima tornata referendaria, quando non si raggiunse il quorum nemmeno sul quesito che voleva vietare le candidature multiple. Certo, il contesto in cui si muoveva quel Referendum erano le Elezioni Politiche, ma forse un segnale lo avrebbe dato anche per le amministrative.
Insomma, com'è possibile che dei Ministri vengano candidati senza problemi anche a ricoprire altre cariche? come se il lavoro del Ministro, di per sè, non fosse particolarmente impegnativo e lasciasse parecchio tempo libero. O, vicevera, la Presidenza di Regione o l'essere Sindaco di una città sono dei ruoli "parcheggio", che non richiedono particolare impegno?
Al di là di queste considerazioni, la mia delusione nasce però da un altro fatto: l'assoluta decisione, da almeno dieci anni a questa parte, del Centro Sinistra di non voler nemmeno provare a "conquistare" la Regione Veneto. Nelle passate regionali a Galan non è mai stato contrapposto un pezzo da novanta, esattamente come quest'anno contro Zaia.
In Veneto il PD schiera Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestre ed assessore a Venezia. Il suo nome ha prevalso il 29 Gennaio sul nome di Laura Puppato, sindaco di Montebelluna (TV).
Primo: perchè una volta tanto non schierare una donna, di nota fama e ben voluta sul territorio?
Secondo: in Lazio il PD schiera addirittura la Bonino, perchè in Veneto ci riduciamo sempre a senza dubbio ottimi amministratori locali ma volti sconosciuti al di fuori della provincia o del comune in cui esercitano?
Come detto: il PD, in Veneto, ha abbandonato la lotta già da un paio di decenni.

Saluti

giovedì 28 gennaio 2010

Siamo alle solite

Mentre Belrusconi si ostina a sostenere che "meno immigrati vuol dire meno criminalità", la FIAT lascia 30.000 persone in cassa integrazione. Fintantochè lo Stato (e quindi noi) ha sovvenzionato gli incentivi rottamazione e gli aiuti più o meno dichiarati all'industria dell'automobile, questa ha retto il gioco del "cane che si mangia la coda" (quello che risparmiamo con gli incentivi in realtà lo abbiamo già scaricato nelle tasche degli Agnelli con le nostre tasse), nel momento in cui i rubinetti sono stati chiusi, i manager non ci hanno pensato due volte a chiudere le porte delle fabbriche.
Il solito esempio all'italiana, dove si vivacchia in sempre più incisivo "mors tua vita mea", e dove alla maggior parte della gente non gliene frega nulla di quel che accade, presa dalla sopravvivenza mensile e da una certa qual fiducia che, prima o poi, le cose si sistemeranno da sole.
Nel frattempo ci facciamo bacchettare anche da Bill Gates, che ci tiene a ricordare come l'Italia sia l'unico Paese occidentale ad aver tagliato i fondi per i Paesi del Terzo Mondo. Ma che ci vogliamo aspettare da un governo di leghisti e nostalgici del ventennio, dove paradossalmente l'unica voce fuori dal coro è rappresnetata da Fini?
Ah, fra parentesi: la seconda applicazione scaricata da iPhone in Italia è stata ideata da un ventiduenne campano, che consente di ascoltare tutti i discorsi del Duce.
La ciliegina sulla torta? le proposte deviate di Brunetta, che invece che pensare a creare nuovi posti di lavoro assieme al Governo propone di tagliare le pensioni per dare 500 € al mese ai "bamboccioni". E a mia nonna che non ha nemmeno i soldi per comprarsi le medicine chi ci pensa? ed ai bamboccioni che non escono di casa prima dei quarant'anni, ma che in ogni caso lavorano, che facciamo? regaliamo lo stesso 500 €?
Siamo sempre alle solite, ed in tutto questo la vera scossa degli ultimi giorni pare, come sempre, Vendola.

Saluti

domenica 20 dicembre 2009

L'inciucio di D'Alema

Ancora di inciucio si parla, in questa nostra povera Democrazia sconquassata da duomi volanti e problemi giudiziari, come se nel passato non ne siano stati fatti, a migliaia, e non avessero prodotto altro che danno. Un unico grande processo, ventiquattr'ore su ventiquattro, sembra la vita politica del nostro Paese, all'interno del quale si confonde volutamete il termine "inciucio" con il termine "accordo" o magari "compromesso". D'Alema parla di unico grande inciucio in riferimento alla Costituzione, dall'art. 7 in giù, ma forse confonde l'etimo del termine con compromesso, con accordo (come detto), e dimentica che quell' "inciucio" fu frutto di una Guerra Mondiale, al termine della quale l'Italia aveva necessità di ripartire con il piede migliore. E forse proprio le sofferenze di tanti anni di guerra in casa, del nazismo e del fascismo, infusero ai rappresentati politici del popolo italiano tanta lungimiranza da creare quell'insieme di leggi che è oggi la nostra Costituzione, una delle più complete e apprezzate del mondo democratico.
Allora vorrei chiedere a D'Alema ed al PD cosa intendono, oggi, con il termine "inciucio". Temo nulla di buono, non tanto per loro che come sempre cadranno in piedi, quanto per noi e per questa nostra povera società, che come al solito ce la prenderemo nel di dietro. Mi confortano, in parte, le reazioni indignate di tanti esponenti del PD, da Fassino alla Bindy, passando per Franceschini, Marino e qualche out sider come Scalfaro, alle parole di D'Alema.
Ma mi chiedo: non sarebbe finalmente tempo di smetterla con la retorica ed i giochini etimologici, e di iniziare a parlare seriamente di politica? cari D'Alema & Co. la gente (io) è stufa di sentirsi ripetere quanto marcio sia Berlusconi, o sentirsi dire perchè non dovrebbe più votare per lui: vorrebbe finalmente capire perchè dovrebbe votare per voi.

Saluti

martedì 13 ottobre 2009

Logiche di Partito

Da quindici anni il Bel Paese è attraversato da notizie tristi, da esempi poco edificanti, da ritorni ad un passato di fascismi e di irrispettosi comportamenti, non solo verso le istituzioni ma anche e soprattutto verso il popolo, che di queste istituzioni è la linfa vitale.
Ora ci stiamo avvicinando sempre più al Congresso del PD, ed i tre candidati (Bersani, Franceschini e Marino), sgomitano. Come sempre, in questo Paese, l'esclusione del compagno di partito piuttosto che il suo coinvolgimento nelle scelte importanti è la pratica più diffusa. Uno vince e ci mette la faccia, gli altri sono gli sconfitti.
Io penso che la gente sia stufa di Berlusconi. Ma credo che sia ancora più stufa di queste logiche di partito vecchie e controproducenti. La Sinistra sta morendo, e Rifondazione, Sinistra e Libertà e Comunisti Italiani non sembra stiano facendo molto per riportarla in vita, troppo intenti a disputarsi il titolo di "più di sinistra" degli altri. I Verdi non si sentono più, fusi in Sinistra e Libertà (in parte). I Radicali? certo, continuano a chiacchierare su Radio Radicale, e poi?
La piazza però continua a riempirsi, se ci sono dei motivi giusti e profondi per cui radunarsi. E ci sono, questi motivi, ma non possono più essere condensati nell'antiberlusconismo.
Berlusconi è un problema, non può essere il tema fondante di un programma politico.
Non ha funzionato negli ultimi quindici anni, e sono mesi che, su questo blog, si urla di smetterla.
Ora si corre per gli ultimi quindici giorni di "campagna elettorale" interna al PD, e poi si vedrà.
Che tristezza sentir parlare di campagna elettorale all'interno di un Partito che dovrebbe (e potrebbe) ridare lustro ad un Italia oramai quasi perduta, come se i compagni di partito fossero avversari politici.

Saluti

mercoledì 9 settembre 2009

Mozioni PD e dibattito interno

Colgo con positivo stupore la partecipazione al mio ultimo intervento, dove ho raccontato quanto emerso al dibattito alla Festa del PD di Padova con protagonista Piero Fassino, sostenitore della mozione Franceschini.
Nell'essermi espresso sostanzialmente in favore di quanto detto dall'ultimo Segretario DS, ho ricevuto numerosi commenti da parte vostra, ai quali ho cercato di rispondere nella maniera più sincera ed istintiva possibile.
Per arricchire comunque questo scambio di vedute, vi riporto alcuni elementi emersi dai commenti citati prima, perchè penso che sia sempre utile confrontarsi su questi argomenti.

In primis vi segnalo i link riportati da Iazk, sostenitore della mozione Bersani (che potete trovare per intero qui), che si riferiscono ad alcuni interventi alla Festa del PD di Milano di D'Alema, Letta, Bindi e Bersani stesso (http://piazzedemocratiche.ilcannocchiale.it).

In secondo luogo vi riporto i link della mozione Marino e di quella Franceschini, per chi avesse voglia di leggersele.

Infine vorrei riassumere, se ho capito bene, i dubbi emersi dai commenti di Matteo, del Rockpoeta e del Russo, amici di blog che seguo spesso.
Sostanzialmente si accusa il PD (più che un'accusa, forse è un timore), di due cose: il primo è di perdere una vera identità di sinistra; il secondo è di portarsi appresso, come pesi vivi, i teodem come la Binetti.
Il mio punto di vista, in merito, è credo noto a tutti.
Penso che il PD debba necessariamente riallacciare i rapporti con la sinistra, con il mondo dei movimenti e dell'associazionismo, e con i verdi, ma credo anche che questi soggetti, giriamola come vogliamo, si siano tirati più di una zappata sui piedi per forme di purismo identitario. Oggi nessuno di loro siede in Parlamento, questo è il primo dato. Il secondo dato è che, nonostante questo, sono ancora a farsi le pulci in casa su chi sia più di sinistra.
Sinceramente credo che la sinistra abbia sbagliato molto, per esempio, sulle questioni immigrazione e sicurezza. E mi piange il cuore per come sono finiti ideali in cui mi rispecchio e nei quali mi riconosco profondamente.
Quello che, al contrario, non posso evitare di constatare è il risultato elettorale del centro sinistra: quando Prodi si è presentato alle elezioni ha sempre vinto, e questa credo sia la riprova più chiara che, l'Italia, è disposta a dare fiducia ad un'alternativa a Berlusconi (che vince, essenzialmente, perchè ha campo libero attorno a sè, non perchè sia particolarmente bravo). Non solo, è la prova che l'Italia non è (ahimè), un Paese di sinistra (nonostante la grande tradizione del PCI), ma un Paese, fondamentalmente, di centro, magari teso verso il populismo.
Per quanto riguarda invece la questione Teodem, sono abbastanza sicuro che, in un modo o nell'altro, ce li leveremo dalle scatole (spero non sia una pia illusione).

Anche perchè, e questa è la cosa che mi preme più di tutte, o ci diamo una mossa, con grandi sforzi e compromessi, per far partire un'idea di partito, che poi possa essere migliorata in mille e una maniere nel tempo, oppure resteremo sempre al palo, soffocati dai fuochi interni del tutti contro tutti e senza un vero leader in grado di far prevalere una linea politica seria, convincente e, soprattutto, univoca.
Insomma, il PD non è il migliore dei partiti possibili, ma penso sia la nostra uinca speranza, al momento, non solo per battere Berlusconi sui numeri, ma anche (e questo è forse più importante ancora), per batterlo sui programmi e sulle prospettive future.

Infine un commento su Bersani e Marino.
Sinceramente faccio fatica a riconoscermi in Bersani, uomo acclamato a Rimini e vicinissimo a CL. Franceschini avrà i Teodem, ma Bersani ha la Compagnia delle Opere.
Marino? a parole convincente, ma francamente un outsider. Insomma, non voglio criminalizzare la ricchezza culturale, ci mancherebbe (ed è proprio questo il motivo che ci dovrebbe spingere a riallacciare con al sinistra e con i verdi), ma penso sia arrivato il momento, davvero, di fare quadrato attorno ad un'idea di partito, più che ad un'ideologia.

Saluti