venerdì 28 novembre 2008

Guerra e Guerriglia

In questi giorni, precisamente da mercoledì scorso, a Mumbai, la seconda città dell'India, si stanno svolgendo scontri fra l'esercito e le forze dell'ordine (da un lato), e terroristi affiliati al gruppo Mujaiddin del Deccan (dall'altro), una delle tante sigle del fondamentalismo islamico che in questi anni si sono rese tristemente note. Mi piacerebbe aprire una piccola parentesi su azioni di questo tipo, anche sull'onda emotiva che ha suscitato in me la visione del film "La Banda Baader-Meinhof" recentemente uscito nelle sale, che narra la storia e le gesta della RAF (Rote Armee Fraktion), la versione tedesca delle BR.
Personalmente sono un tipo pacifista. Non mi piace la guerra e sono contrario all'uso della violenza. Non lo dico perchè negli ultimi anni è andato e va (tristemente) di moda il politically correct, che significa "tutti hanno ragione tranne i cattivi", anche se non si specifica mai chi siano in effetti i cattivi. Questa filosofia ha generato delle aberrazioni notevoli, come per esempio le guerre preventive... cioè "io ti posso bombardare anche se non c'è alcuna prova a tuo carico che dimostri che tu sia o meno un assassino".
Comunque, dicevo, io sono e resto pacifista, anche se non in termini assoluti. In effetti, vista anche la storia recente italiana (e dico recente, perchè troppo spesso tendiamo a dimenticarcela), che ha visto una Resistenza partigiana contro l'occupazione nazi-fascista, non posso che dirmi d'accordo con azioni di questo tipo, cioè con azioni di guerra o guerriglia tese a liberare le proprie case ed il proprio paese da un'occupazione illegale e violenta. Per intendersi, per lo meno in linea di principio, sono d'accordo con la resistenza degli iracheni contro le truppe di invasione che dal 2003 battono e bombardono il territorio dell'Iraq.
Un'ulteriore specificazione. Azioni di guerra o guerriglia, così come li ho definiti prima, non dovrebbero mai e poi mai scaricarsi sulla popolazione civile. Ecco che quindi mi dichiaro in parte in disaccordo con le azioni dei palestinesi, che troppo spesso provocano vittime innocenti fra le fila di Israele... per altro Israele non è da meno, diciamocelo pure, dando spesso e volentieri tinte di rappresaglia e vendetta alle sue azioni.
Con premesse come queste, deriva che guerre preventive, capitaliste, coloniali e di invasione, anche se condotto con "armi non convenzionali" tipo il ricatto della fame, l'invasione delle industrie che producono con manodopera a bassissimo costo, il miraggio dei medicinali necessari per combattere epidemie ma che non arrivano mai, ecc, sono per me deprecabili e assolutamente ingiuste e sbagliate.
Sempre con premesse di questo tipo, attacchi terroristici come quelli che si stanno svolgendo a Mumbai, o che compivano la RAF o le BR non sono condivisibili. Non sono condivisibili perchè esercitano una costrizione violenta su persone innocenti, che spesso sono quelle stesse persone che i gruppi terroristici dicono di voler salvare e/o liberare. Attaccare i simboli dello Stato può essere accettabile, anche con azioni violente. Ognuno è responsabile delle sue azioni e, a volte, alcuni diventano simboli consapevoli di una certa forma di potere. L'attacco a questi simboli è talvolta necessario anche, ripeto, in maniera violenta. L'attacco verso cittadini innocenti no. Non è nè necessario nè utile. Può essere preso come facile escamotage per attirare l'attenzione sulle rivendicazioni, ma la storia recente insegna che azioni di questo tipo non hanno mai portato a nulla, se non ad acuire il clima di tensione.
Lo stragismo degli anni '60-'70 non ha portato oggettivi vantaggi sociali per la gente comune, ma solo un aumento dello stato della tensione. Talvolta queste azioni erano pilotate ad hoc, ed ecco, per l'appunto, da qui la famosa Strategia della Tensione.
Infine, spesso e volentieri le azioni terroristiche (Mumbai come le Torri Gemelle, per esempio), nascondono malcontento di vecchia data, torti generazionali compiuti da Presidenti o Agenzie conniventi. Tutti piangiamo i morti innocenti, ma solo qualche voce stonata e fuori dal coro (che per altro è sempre stata prontamente zittiti o additata come sovversiva), ha avuto il coraggio di gridare che i morti innocenti di turno erano solo una triste conseguenza ad azioni pregresse ,che avevano fatto altri morti innocenti, magari in maniera indiretta (un embargo, una politica estera sbagliata, l'invasione industriale di un certo territorio). Pochi hanno il coraggio di ammettere ed evidenziare una sostanziale differenza: il terrorismo della RAF, delle BR, dell'ETA o dell'IRA è un terrorismo territoriale. Nasce, vive e muore sul territorio, a parte qualche legame economico con altri gruppi di "levatura" mondiale. Il terrorismo internazionale, lo dice il nome stesso, nasce a causa di politiche estere sbagliate ed è figlio del malcontento che Stati Sovrano ingenerano sul territorio di altri Stati Sovrani.
Per sconfiggerlo, quindi, l'unica soluzione è capire che non possiamo più ragionare come ai tempi della Guerra Fredda o prima ancora (quel che succede a 20.000 km non può influenzarmi), e comprendere che ormai siamo un unico organismo vivente, che la politica estera dei Paesi Forti va rivista, che ci sono squilibri essenziali e drammatici in questo nostro Pianeta, ma che, soprattutto, ci sono le potenzialità per livellarli o, per lo meno, per tentare di farlo.
Saluti

1 commento:

Prefe ha detto...

campo
porca trottola, sono fede degli speedy !!!!! Sapevi che era mio il blog che hai commentato vero?
Ti sei fatto il blog anche tu eh?

Dai che domani quando ho tempo aggiungo il tuo link e guardo il tuo blog, ora son di corsa.

ciao!

PS: (non usare il mio nome vero sul sito! son prefe)