giovedì 9 dicembre 2010

Rifiuti del Nord al Sud e... oltre confine

Mentre continuano le eco dello scandalo campano sui rifiuti, ormai leit motiv degli ultimi anni che, di tanto in tanto, torna a farsi sentire, alcuni giornalisti non demordono nel rammentare che situazioni analoghe si riscontrano anche nel ricco ed "modello" nord est.
Come ha ricordato Saviano qualche settimana fa a "Vieni via con me" e come dimostrano numerose sentenze di diversi tribunali sparsi per l'Italia, non solo il nord-est ha scaricato a basso costo i propri rifiuti tossici al Sud, mandando in crisi le capacità di smaltimento delle discariche e degli impianti, ma dirotta tutt'ora buona parte delle sue spazzature verso l'estero.
Stando ad un articolo comparso sul Mattino di Padova proprio oggi, solamente il 20% dei rifiuti urbani veneti verrebbe smaltito sul territorio, nonostantela legislazione nazionale preveda che la spazzatura venga smaltita il più vicino possibile al luogo di produzione. Ebbene, come sempre in Italia la Legge è buona solo per trovare scappatoie alternative, e così i rifiuti solidi urbani del Veneto vengono smaltiti all'estero: prevalentemente Serbia, Germania, Slovenia, Ungheria.
Come? si procede alla raccolta e ad un primo trattamento del prodotto che quindi, su base legislativa, viene catalogato come rifiuto speciale e quindi può essere immesso nel mercato. In questa maniera un via vai continuo di tir se ne parte dai nostri centri di raccolta alla volta, per esempio, della Serbia dove, visto il costo della manodopera, viene eseguita manualmente la differenziazione.
La Serbia vende allora immondizia differenziata alle strutture ed ai soggetti che la possono riciclare e spedisce, sotto ulteriore compenso, il non riciclabile in Germania dove viene bruciato negli inceneritori per la produzione di energia.
Insomma, la Lega che tanto si vanta dello slogan "rifiuti zero" dovrebbe chiarire l'economicità di tutta questa trafila e, soprattutto, i benefici per i cittadini visto che tutti a quanto pare ci guadagnano tranne noi, che continuiamo a pagare le tasse su uno smaltimento rifiuti, che non avviene.
Saluti

3 commenti:

@enio ha detto...

io non sono tanto convinto di quanto scrivi, al nord ci sono i termovalorizzatori che la bruciano quella poca (35%) che non viene differenziata. Ogni volta che faccio la MI-VE vedo quel brucia monnezza grosso quasi come una città nei pressi di Brescia. Forse per i nocivi e se c'è di mezzo la camorra, potremmo essere daccordo!

andreacamporese ha detto...

a dire il vero il termovalorizzatore cui ti riferisci, gestisce e "termovalorizza" solo la monnezza di Brescia. Per altro è connesso alla rete di teleriscaldamento della città.
Anche Padova è dotato di inceneritore, ma da questo si ricava solo energia elettrica.
Ad ogni modo l'articolo che riporto parla di un'indagine riferita solo ai rifiuti del Veneto.
Saluti

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

In realtà ci guadagnano loro con l'emergenza. Loro e la criminalità organizzata....