martedì 23 aprile 2013

Per un nuovo 25 Aprile del Centro Sinistra

Beh, direi che ormai è cosa fatta. La diatriba è tutta interna e sta esplodendo, e non ci saranno Berlusconi, Grillo o altri che possano fungere da capri espiatori o da bersagli per il dissenso: si tratta di uno scontro in casa PD e questo è quanto.
L'inconsulta figuraccia, che mi sono astenuto dal commentare, per l'elezione del Presidente della Repubblica ha evidenziato tutti i limiti della calsse dirigente del Partito che, come da etichetta (e direi anche con buon gusto, anche se sempre troppo tardi), ha optato per le dimissioni. Posso essere d'accordo sul fatto che sia colpa di un insieme di cose, che certamente alcune personalità andrebbero salvate e preservate dalla valanga, e vorrei invitare anche i militanti a non farsi prendere troppo la mano dal giustizialismo interno, ciononostante un fatto è certo: il Partito va riformato, e non possono essere le Bindi, i Fioroni o i D'Alema a farlo.
Ho sentito e apprezzato le (tardive) parole di Orfini, per quanto la candidatura di Renzi mi sembri un po' un rapido colpo di spugna più per far scordare in fretta che per porre rimedio ad una situazione che si trascina almeno da vent'anni, da quando cioè il Cavaliere ci ha messi di fronte a tutte le nostre debolezze e contraddizioni sfruttandole a suo piacimento: tant'è che ancora ieri era proprio lui il vincitore dei giochi. Sono invece assolutamente d'accordo con Debora Serracchiani (finalmente una donna che riesce a emergere): non cerchiamo in tutti i modi di formare un Governo, non tentiamo di infilarci dalla porta di servizio imponendo ministri, solo perchè pensiamo di aver perso le elezioni meno degli altri. Qui vi si chiede di fermarvi, ragionare a mente fredda e fare possibilmente un passo indietro per non dare l'ennesima impressionedi essere ancorati alla poltrona o ai giochini di palazzo. La gente non ha capito gli ultimi mesi e non capirebbe questa strategia (io non la capirei), quindi non giocate con il fuoco.
Ritengo, da inguaribile ottimista, che l'attuale situazione sia un normale scivolone in un momento storico che chiama a gran voce ricambio generazionale (storicamente mai facile, tutt'altro), e ritengo anche che il PD abbia tutte le personalità (i Renzi, le Serracchiani, i Civati, gli Orfini, ma anche i Fassino, i Chiamparino, gli Epifani), per tirarsene fuori. Certo, se ne usciremo, ne usciremo con le ossa molto rotte e probabilmente regaleremo il Paese ad altri (ahimè) cinque anni di Berlusconismo, ma se non altro con la prospettiva di riformare finalmente il Partito, allontanando con la dialettica di una sano confronto politico tutti coloro che sono palle al piede o remano contro.
Vi si chiede coraggio nello sfidare Berlusconi e Grillo su temi politici, per vedere poi chi davvero è favorevole al cambiamento al di là dei proclami in piazza o in televisione; vi si chiede lo slancio, quansi adolescenziale e quindi genuino e talvolta idealista, di affrontare davvero i problemi del Paese, senza doversi far dettare l'agenda da nessuno, imponendola anzi voi, proponendo i temi e testando sul campo politico le proposte alternative alla vostra. Sono certo che questo sia l'unico modo per ridare fiducia agli elettori, speranza al Paese e forza a un partito che non è mai riuscito davvero a crescere superando le divisioni interne dettate da giochi di potere più che da ideologia politica.
Trovo quasi mistico che tutto questo accada a ridosso del 25 Aprile. Non sono uno che crede nei segni, però sarebbe bello far coincidere questa fondamentale ricorrenza con una nuova rinascita del Centro Sinistra (non solo del PD, ma anche di SEL, del movimento ecologista, di quello spirito di sinistra che farebbe tanto bene al Paese), con una forma di Resistenza politica che porti a un reale rinnovamento.
Forza.

Saluti

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