mercoledì 2 ottobre 2013

19 anni di Berlusconi, e poi?

In questi giorni si sta consumando un bel dramma all'italiana.
Il Centro Destra è spaccato perchè di colpo si è svegliato da 19 anni di sogni a occhi aperti, e si è reso conto che, ben presto, il leader Maximo non sarà più tra noi (in senso politico, è ovvio): si apre quindi un grosso problema di successione, visto che nel suddetto periodo temporale nessuno ci ha mai pensato. 
Da questo punto di vista le "larghissime" intese, magari con orizzonti temporali al 2015, sembrano la soluzione meno peggio per scongiurare l'altrimenti inevitabile estinzione politica: chi voterebbe mai un Alfano o un Cicchitto, se non si accodassero al carro di Letta?
Ed ecco il secondo interessante punto: Letta sta raccogliendo attorno al PD (o sarebbe meglio dire attorno a sè?!?), tutti quei moderati che, assieme al Partito Democratico, possano far proseguire il Governo e dare una parvenza di stabilità italiana al Mondo intero. Da qui a sospettare (temere) il ritorno in tempi più o meno brevi a nuova forma di DC il passo è corto.
Quindi resta il Centro Sinistra, il PD, contento della forse-fine del Caimano ma teso per scenari che lo metterebbero a dura prova: entrare nel Partito Popolare Europeo? accordarsi con i transfughi del PdL-Forza Italia? fondersi con una componente troppo centrista e troppo liberista?
Quello che non è riusciuta a fare la Sinistra in 19 anni è riuscito a realizzarlo il partito stesso di Berlusconi (e forse era prevedibile che le cose sarebbero andate così), e quindi dovremmo essere tutti contenti del fatto che, a breve, si tornerà finalmente a fare politica. Di contro la fine di un'era, come sempre, lascia un vuoto: che faranno ora i peones dell'antiberlusconismo?
Un altro interessante punto sarà vedere quanto tempo ci metteranno i tanti volti ignoti della politca a saltare sul carro dei vincitori.
C'è un bellissimo film sulla Grande Guerra e i partigiani italiani "I Piccoli Maestri", tratto dall'omonimo libro autobiografico di Luigi Meneghello. Nel finale si vedono due dei protagonisti che si fumano una sigaretta e chiacchierano del futuro nella Padova liberata (già, la mia Padova), mentre alcuni Alleati portano via un fascista. Improvvisamente, da una bottega, esce un uomo che gridando "fascista!" spara alle spalle dell'arrestato. I due giovani partigiani intervengono, inorriditi per la viltà del gesto, e bloccano l'assassino urlandogli in faccia, con tutta la frustrazione del caso, "Dov'eri tu, quando c'era da combattere?".
Questa trovo che sia una delle più celebri scene del cinema italiano, perchè in pochi istanti condensa l'essenza del trasformismo e dell'opportunismo nazionale.

Saluti

1 commento:

@enio ha detto...

in Italia è risaputo che non cambia niente, Pd,PDL le cose sono sempre le stesse... nella globalizzazione i debiti debbono essere risanati altrimenti si tasserà sempre per poter pagare almeno gli interessi.