Sito denuclearizzato

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mercoledì 13 ottobre 2010

Calcio è Violenza?

Non credo. Calcio è sport, anche se quello che è accaduto ieri nella partita Italia-Serbia per la qualificazione ai mondiali (ripeto: qualificazione), e che io ho appreso oggi da radio e giornali, sembrerebbe indicare il contrario. Cosa può portare delle persone amanti della propria squadra a tanto? Si è detto (e si dice) "Si trattava di destabilizzatori politici, non di tifosi". Perchè, forse le nostre tifoserie (senza andare troppo lontano), si comportano in maniera diversa? E gli hooligans inglesi o gli ultras tedeschi sono diversi? No di certo.
Così come per altro avevo già proposto in questo altro mio intervento, la soluzione sarebbe molto semplice e dovrebbe consistere nel lasciare fuori dallo stadio gli ultras, indipendentemnete dal fatto che si tratti di violenti già noti o sconosciuti: tutti fuori. In questa maniera, i tifosi sinceri e sportivi sarebbero i primi ad allontanare gli scalmanati per poter vedere la partita in tutta tranquillità.
Purtroppo, temo che questa soluzione non sia praticabile per il semplice motivo, che gli ultras portano soldi (club, gadget, abbonamenti allo stadio, ecc), e quando ci sono quelli di mezzo non se ne parla di intervenire.

Saluti

mercoledì 16 giugno 2010

Ipocrisie Mondiali: Vuvuzelas VS Ultras

Oggi, a tenere banco ai Mondiali di Calcio in Sud Africa, non sono le squadre, le tifoserie o gli arbitri, ma le Vuvuzelas, caratteristiche trombette da stadio suonate da migliaia di persone.
Questa mattina, per radio, ho sentito dichiarazioni inquietanti di personalità che si dicono democratiche ed accondiscendenti, di questo tenore: "Le Vuvuzelas andrebbero bandite!!!".
Epurazione per le Vuvuzelas, perchè disturbano i tifosi, gli spettatori, le trasmissioni radio e televisive, ed in questa nostra società occidentale ciò risulta inaccettabile. Non importa se le Vuvuzelas divertono e danno colore folkloristico, non importa se sono un simbolo distintivo del Paese ospitante i Mondiali: Paese che vai... Non importa.
Allora io mi chiedo: perchè c'è adesso questo coro comune (ma è davvero comune?!?), contro le Vuvuzelas e nessuno propone di epurare le bande di Ultras che, ogni domenica, disturbano i tifosi, gli spettatori e le trasmissioni radio e televisive, con slogan e comportamenti offensivi non solo del fragile udito di qualche commentatore, ma soprattutto del rispetto comune?!?
A domanda risposta, per cortesia.
Saluti

giovedì 15 gennaio 2009

L'Italia dei Balocchi

E mentre la crisi economico-finanziaria lascia a casa decine di migliaia di onesti operai, ma si potrebbe dire di lavoratori in genere, un paio di eventi, forse passati un po' in sordina, rallegrano il gossip tardo invernale.

Il primo è che Daniela Martani, pasionaria hostess di lunghe notti di protesta sul caso Alitalia assieme ai suoi colleghi, parteciperà al Grande Fratello nona edizione (dico nona!!!! ma chi cazzo continua a guardalo? scusate se non sono proprio diplomatico, ma siamo proprio un popolo malato...). Tuttavia gli organizzatori del GF9 assicurano che sarà un'edizione "verde" (il fra virgolette lo mettono proprio loro, non si capisce se sia quindi una presa in giro o che altro), nel senso che faranno la raccolta differenziata e cercheranno di risparmiare corrente elettrica. Mah, se tanto mi da tanto, riusciranno ad essere più educativi della nostra martoriata scuola statale.
Quello che quindi emerge, è che la protesta e la lotta per i diritti sono stati comprati con un po' di notorietà e un bell'invito al Grande Fratello, quello cui alla fin fine tutti tendiamo.

Il secondo gossip riguarda, neanche a dirlo, il mondo del calcio e l'offerta milionaria che il Manchester United ha fatto al Milan per Kakà. 110 milioni di euro per avere il calciatore. Ripeto, 110MILIONI DI EURO per una persona che, con tutto il rispetto, tira calci ad un pallone.
Ma mi chiedo, in periodo di crisi, invece che fare regali al manipolo di soliti noti che si sono truccati da paladini della patria per salvare Alitalia, o alle case automobilistiche, non si potrebbero imporre espropri proletari alle società calcistiche? Sarebbe sufficiente per lo Stato tassare correttamente transazioni finanziarie come la cessione di un calciatore, o imporre un tetto (fino a crisi superata, ben inteso) a quanto una società calcistica potrebbe tenersi in cassa.
Insomma, perchè la crisi la pagano le decine di migliaia di precari e di cassa integrati e mai quelli che, senza ritegno e con poca etica, i milioni continuano a farli girare? perchè è questa la cosa che mi fa imbestialire: ci bombardano con la storia della crisi, giustificando tagli al personale e casse integrazioni (che fra l'altro non spettano a tutti), ma intanto i milioni continuano a girare!!!
Saluti