martedì 17 novembre 2009

Crisi di Governo?

Mentre a Roma si è svolto il vertice della FAO, la situazione politica interna resta incandescente, e come sempre tutto ruota attorno a Fini ed alle sue posizioni.
A parer mio è solo questione di tempo.
Non nutro false speranze, mi rifaccio solo ai fatti ed al retaggio culturale di Fini e dei suoi. Il Presidente della Camera è infatti un politico, diciamo "vecchia scuola", e come tale ha e cerca prospettive politiche alle azioni svolte. A differenza di Berlusconi, che invece vive alla giornata con la filosofia del "tutto e subito". Lo stesso PdL è un partito politico da quando c'è stata la fusione CdL con AN, poichè Berlusconi prima era appoggiato da un "movimento" politico, e non da un partito. Quindi, quando Fini dichiara in televisione, davanti alla Annunziata, che lo scioglimento delle camere per le elezioni anticipate è una cosa che compete al Presidente della Repubblica e non al Capo del Governo, dice apparentemente una cosa ovvia, ma che fa accapponare la pelle di Berlusconi, da sempre allergico alle regole della vita istituzionale.
Le elezioni anticipate sono e restano però un terreno minato, primo perchè il Premier non è affatto sicuro di poterle vincere, e secondo perchè non avrebbe più la possibilità di tentare il Ddl sull'accorciamento dell'iter giudiziario dei processi, e quindi di cercare una copertura definitiva verso i processi a suo carico.
E proprio il Ddl sui processi brevi pare essere la potenziale miccia dell'esplosione del Centro Destra. Alcuni falchi di Berlusconi dichiarano infatti che, se il Ddl non venisse approvato e varato entro Natale, significherebbe che l'avventura del PdL è fallita.
D'altro canto Fini ha già chiarito che questo tipo di riforme non si fanno a colpi di maggioranza.

In tutto questo, il centro sinistra discute (battibecca) sulla partecipazione o meno al NO B. Day. Come dire: siamo alla frutta.

Saluti

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