giovedì 26 gennaio 2012

Lo Stimolo della Condivisione

Qualche tempo sono stato all'Ufficio Anagrafico, per ritirare la carta di identità della minore delle mie figlie. Entrando ho notato un manifesto, che pubblicizzava quelli che qui a Padova vengono chiamati "Orti Urbani", ovverosia spazi verdi altrimenti abbandonati, che il Comune ha cercato di recuperare destinandoli alla coltivazione di frutta e verdura. Tuttavia, la novità non è tanto la destinazione d'uso quanto il fatto che questi appezzamenti di terra vengono suddivisi in piccoli lotti ed affittati per pochi soldi a privati, che possono così avere a disposizione lo spazio per un orticello privato. I campi, nel loro complesso, sono dotati di rimessa per gli attrezzi e di zona compostaggio (entrambe in comune), dove vengono scaricati i resti del raccolto o della lavorazione della terra. Questa iniziativa non è nuova (la capacità comunicativa del mio Comune lascia un po' a desiderare), ed è già presente anche in molte altre realtà italiane ma, soprattutto, estere. Manco a dirlo, in Germania è ampiamente diffusa.
Di recente ho letto un articolo (apparso su Die Zeit a firma Kerstin Bund) su Internazionale, a proposito proprio del tema della condivisione di beni materiali, che ultimamente e sempre di più sta facendo la concorrenza al possesso. In Germania esiste un'associazione (Meine Ernte), che gestisce spazi verdi su tutto il territorio nazionale, dandoli in affitto a privati o associazioni, e mettendo a disposizione non solo le infrastrutture (quel poco che serve), ma anche una presenza costante di persone, che danno aiuti e consigli sul come coltivare la terra ed ottenere i migliori prodotti. L'iniziativa sta avendo un grande successo, che da un lato si porebbe facilmente spiegare con la voglia della gente di consocere, finalmente, l'origine di ciò che mangia, ma dall'altro pare esserci una nuova tendenza: l'affitto e la condivisione stanno diventando più invitanti del possesso. Certo, si potrebbe obiettare che comprare un pezzo di terra per gestirselo sarebbe un onere troppo grande. Ebbene, la tendenza della condivisione sta però toccando ambiti ben diversi e molto più "materiali" della vita quotidiana.
Sempre in Germania da alcuni anni ed in diverse città hanno luogo "festival" del baratto, e su internet si possono trovare siti che consentono di mettersi in contatto con altri utenti per farsi prestare quasi qualsiasi cosa.
Chi non ha mai sentito parlare di CouchSurfing? o di CarSharing? Anche il mio Comune sta iniziando questa seconda pratica, dando per altro agevolazioni di accesso alle aree a traffico limitato.
Che si tratti solo di una moda passeggera lo dirà il tempo, per ora, comunque, questa tendenza si sta diffondendo sempre più, sopattutto fra i giovani. Su 9flats si possono trovare appartamenti, che privati cittadini mettono a disposizione per periodi più o meno lunghi in diverse parti del mondo. Analogamente su airbnb, sito che si rivolge quasi esclusivamente al mercato statunitense. Su Netcycler gli utenti si possono scambiare (quasi) qualsiasi oggetto di uso comune, mentre su Tamyca (contrazione di Take My Car), su Greenwheels o siti analoghi si può condividere l'auto per poche ore o per una settimana. Su Netflix si possono noleggiare film e serie televisive.
Insomma, se di tendenza si tratta pare essere una tendenza in via di sviluppo, anche se mi viene da pensare che una cosa di questo tipo possa prendere piede soprattutto in paesi anglosassoni, ma difficilmente potrebbe diffondersi in Italia. Temo che noi italiani siamo ancora troppo diffidenti verso l'altro e comunque ancora troppo attaccati ai nostri beni materiali. Inoltre sappiamo bene come sono andati a finire il Music Sharing (Napster e figli) o il Movie Sharing (di recente Megadownload è stato chiuso), quindi ho l'impressione che se il Car Sharing dovesse davvero prendere piede, le grandi case automobilistiche farebbero di tutto per renderlo illegale.

Saluti

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