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venerdì 18 ottobre 2013

Servizio Pubblico e l'intervista alla Bonev

Dico la verità: ieri sera ho iniziato a guardare l'intervista di Santoro alla Bonev, in onda all'interno di Servizio Pubblico. 
Dico la verità: dopo dieci minuti ho spento e sono andato a dormire, stanco e infastidito di dover sentire per l'ennesima volta sempre le stesse cose.
Penso che nessuno possa dubitare dell'essere antiberlusconiana di questa Società Pensante, ma credere ancora che interviste come quella di ieri possano in un qualche modo miglioare (perchè è questo il punto) la situazione nazionale, a vantaggio di un senso più critico verso certi comportamenti, mi pare utopico.
Non che non sia importante rilevare e presentare il malaffare in Italia, ma se l'intento di trasmissioni come quella di ieri è quello di risvegliare le coscienze... beh, vent'anni di tentativi hanno clamorasamente fallito. 
Il berlusconismo va combattuto dalla politica (assente), dallo stato sociale (ormai stremato) e forse dal centro destra stesso. Avete tuttavia notato come, dopo il clamoroso colpo di scena sulla fiducia al governo di qualche settimana fa, ora il PdL sia nuovamente compatto attorno a Silvio? beh, credo che trasmissioni come quella di ieri non facciano altro che agevolare la resurrezione del Caimano.
Aggiungo inoltre che il gossip non fa altro che spostare l'attenzione su altro, rispetto ai problemi reali della gente. Perchè Santoro non ha utilizzato il tempo della trasmissione per spiegare, per filo e per segno, cosa comporterà la manovra di stabilità? Credo che la gente abbia bisogno di essere nuovamente presa per mano, per poter uscire dalla situazione in cui versa il Paese, e ognuno dovrebbe dare il suo contributo.
Questo, ovviamente, non significa che tutti i contributi siano egualmente utili, perchè le visioni del mondo e della realtà sono evidentemente differenti. Ma è proprio su questo terreno che il Centro Sinistra e tutti i sostenitori di un modello sociale e democratico dovrebbero fare fronte comune.

Saluti

domenica 14 ottobre 2012

Save Erasmus Project

La notizia di una settimana fa, secondo cui non ci sarebbero più soldi per il Progetto Erasmus, ha fatto tremare più di qualche studente. Nato nel 1987, l'Erasmus è un programma europeo di scambio, con cui gli studenti universitari possono trascorrere periodi da sei mesi fino a un anno in un altro eteneo europeo. Nonostante sia stato spesso criticato dai bigotti del genere, che considerano questo periodo più una festa lunga due semestri che una lezione di vita, l'Erasmus ha presto preso piede (ad essere onesti più all'estero che in Italia), muovendo oggi come oggi circa 200.000 studenti all'anno. 
Il sottoscritto è stato fra quelli che, nel Settembre 2002, ha lasciato il polveroso ateneo di Ingegneria Meccanica di Padova per trascorrere un anno a Stuttgart, in Germania. Qui, dopo aver sostenuto la bellezza di 14 esami (che sono valsi 4 italiani...), sono tornato a Padova per qualche mese a completare le ultime cose, per poi tornare nuovamente a Stuttgart per altri 8 mesi e poter così scrivere la tesi di laurea. Mi sono laureato a Padova, ma mi è stata data anche l'opportunità di presentare il mio lavoro ad un seminario presso la Stuttgarter Universitaet.
Non voglio mentire negando che l'Erasmus significhi anche (forse soprattutto) far festa fino a tardi tutti i giorni almeno per i primi mesi, ma questo non deve nascondere il molto di più che c'è sotto, e che spesso rimane celato dal bigottismo con cui taluni giudicano: sotto c'è lo sviluppo di un senso di appartenenza a qualche cosa di più grande del proprio orticello locale. Personalmente ritengo che se la Merkel e Monti avessero fatto l'Erasmus a Barcelona, ci penserebbero due volte prima di tagliare fondi a destra e a manca. Ogni volta che sento di austerià, crisi, tagli e manifestazioni in qualsiasi Paese europeo, il mio pensiero va a qualche amico che potrebbe risentirne. Insomma, credo che l'Eramsus sia uno dei pochi progetti europei, che contribuisca in maniera seria a costruire un senso di Europa inesistente fra adulti che semplicemente non sono abituati a ragionare in tal senso. Come possono i parlamentari europei provare davvero empatia (mi si passi il termine) per i colleghi, se non ne conoscono la cultura, la lingua, le abitudini? in una parola non sono con loro parte di Europa ma solo di Stati sovrani che pensano ai propri interessi. Aggiungo, che l'Erasmus crea un senso di Europa avulso da connotati economici o finanziari, ma basato solo su un senso di solidariertà ed amicizia, che nasce e cresce proprio durante quelle feste che i più ottusi osteggiano. 
Molti dei ragazzi che erano con me in quella stagione del 2002-2003 sono ora sparsi per mezzo mondo, io ho sposato un'eccezionale ragazza polacca dalla quale ho avuto due splendide bambine, ogni anno riusciamo ancora ad organizzarci e fare un raduno in qualche capitale europea, mediamente in venticinque o trenta persone. Con la crisi non mancano le mail di solidarietà agli amici di Madrid o Barcelona, piuttosto che i commenti con i greci.
Lasciare che tutto questo venga cancellato, solo per far quadrare i conti di qualche banca mi pare davvero ridicolo, se non addirittura ingiusto e controproducente per le generazioni future.
Questo è il motivo per cui su FaceBook è nato Save Erasmus Project, un gruppo aperto e pubblico cui chiuque può iscriversi, e che in meno di una settimana ha raccolto più di 1.800 persone. 
Al gruppo partecipano, ovviamente, persone di tutta Europa (di tutto il mondo, direi), che condividono le notizie che reperiscono sulla stampa locale e le loro esperienza o impressioni, ed attendono fiduciose che il 23 Ottobre il Janusz Lewandowski (Commissario Europeo per il budget dell'Unione ed il finanziamentodei programmi europei), parli al Parlamento europeo chiedendo agli Stati membri di contribuire nuovamente a mantenere in vita il Programma Erasmus.

Saluti

domenica 9 settembre 2012

In Germania ai tempi della crisi

Qualche giorno fa, Angela Merkel ha sostanzialmente ceduto alle pressioni dell'Europa, in primis di Monti e Draghi, per l'istituzione di un fondo salva stati, che consentiebbe alla BCE di acquistare titoli di stato dei Paesi in difficoltà, garantendo di fatto dalla banca rotta degli stessi. Il tutto con dei ben precisi limiti temporali, di modo che sia chiaro che la BCE non può acquistare titoli all'infinito.
I timori dei tedeschi erano sostanzialmente legati al fatto che, con tale prospettiva, i Paesi dalle finanze più allegre e disinvolte (leggi gli stati mediterranei ma non solo) avrebbero approfittato della situazione esponendosi a rischi finanziari, certi del fatto che tanto poi mamma BCE sarebbe intervenuta a salvarli. In questo scenario il rischio di aumento incrontrollato dell'inflazione era più che presente, motivo per cui i tedeschi si sono sempre detti contrari a questa soluzione.
Perchè allora la Merkel, l'altro giorno, alla fine avrebbe ceduto alle pressioni europee?
Mi piacerebbe pensare per senso di responsabilità ed europeismo convinto. Ed in parte credo ancora che sia così, nonostante gli amici nord europei con cui mi trovo ormai spesso a parlare si dicano in generale piuttosto stanchi di "salvare le chiappe agli stati mediterranei". E come dare loro torto, anche se non manco mai di ricordare che la situazione della Grecia è stata favorita e finanziata molto anche dalle Banche Tedesche (motivo per cui la Germania ha, nonostante tutto, sempre appoggiato il salvataggio della Grecia). Ma proprio questo potrebbe essere uno degli altri motivi per cui la Merkel ha deciso di appoggiare la BCE.
Un amico tedesco mi spiegava che proprio il debito della Deutsche Bank verso  la Grecia sarebbe stato "democraticamente" distribuito sulle spalle dei tedeschi. Il Governo tedesco, sostanziale appendice del sistema bancario e finanziario in generale (un po' come accade in tutti i Paesi Europei) e della Deutsche Bank in particolare, avrebbe direttamente garantito per il suddetto debito, rendendo quindi possibile la rivalsa della Deutsche Bank sui contribuenti tedeschi, in caso di insolvenza della Grecia o di default finanziario ellenico.
Siamo ancora convinti che il capitalismo ed il neo liberismo siano il migliore dei modelli di sviluppo possibili?

Saluti

domenica 17 giugno 2012

C'era una volta...

C'era una volta un Paese, che all'inizio degli anni '90 decise di dire addio al Comunismo. La scelta fu accolta con grande entusiasmo dai mercati e dalle istituzioni finanziarie mondiali, che presero rapidamente accordi con l'allora Governo per mandare strapagati funzionari presso la capitale, ed indicare le riforme necessarie per poter entrare nella giostra del libero mercato e dello sviluppo. Furono consigliate (ed eseguite) radicali privatizzazioni, fu consigliato (ed eseguito) il taglio della spesa pubblica, fu consigliata (ed eseguita) una forte limitazione dell'intervento dello Stato, da sempre avversato dai sostenitori del libero mercato e dai teorizzatori dello sviluppo illimitato. Fu fatto tutto a regola dell'arte e le attese per un'incremento sostanziale di competitività e di sviluppo salirono a dismisura. Il Paese si lanciò nel consumo più sfrenato, investendo in maniera non proprio trasparente ma in linea con i dettami del FMI, della Banca Mondiale e di altri soggetti similari. Oggi, dopo vent'anni di "vita spericolata", il Paese è devastato dalla corruzione, non c'è più ombra di sviluppo, l'economia è in ginocchio e quei pochi che si sono arricchiti sulle spalle degli altri o sono al Governo (e vengono duramente contestati, se non costretti alle dimissioni), o sono scappati con i capitali all'estero.
Il Paese in questione, ora ve lo svelo, è la Mongolia, e l'articolo che vi ho riassunto, comparso su Internazionale del 8/14 Giugno scorso, è di Morris Rossabi, per East Asia Forum. 
Non vi pare che la situazione mongola abbia delle inquietanti analogie con quanto sta succedendo in Europa? Non vi sembra che, nonostante tutto, queste truffaldine istituzioni finanziarie continuino a proporre sempre le stesse soluzioni, nonostante l'evidenza dei fatti consigli esattamente il contrario? Non vi sembra che ci si ostini a chiedere soluzioni alla crisi, a chi la crisi l'ha provocata? 
Ebbene, spero che l'Europa non faccia la fine della Mongolia.

Saluti

domenica 27 maggio 2012

La Crisi e le Soluzioni tedesche per uscirne

Come sanno tutti quelli che mi seguono, io sono un grande amante della cultura tedesca. Ho studiato la lingua, ho vissuto quasi due anni in Germani per motivi di studio, trovo che il loro senso per la Cosa Pubblica e per l'Ambiente siano encomiabili. Ma il modo di affrontare la crisi economico finanziaria, scusate, lo trovo alquanto discutibile. Certo, non si tratta delle soluzioni "dei tedeschi" ma della Cancelliera e del Governo tedesco attualmente in carica, ben inteso, ciononostante non capisco la miopia con cui si continuano a proporre misure dominate da tagli alla pubblica amministrazione, privatizzazioni e austerità, quando alle nostre spalle proprio certi tedeschi, grazie alle svendite di fine stagione che gli Stati sovrani stanno facendo (Grecia in primis), fanno affari d'oro. Sono felice della vittoria di Hollande in Francia, proprio perché spero che finalmente la Merkel non trovi più terreno fertile per le sue strategie, e si dovrà così davvero iniziare a pensare l'uscita dalla crisi in termini comunitari e, soprattutto, di investimenti per la crescita. Questo ultimo aspetto non compare mai nei programmi tedeschi: non sarà che, con la crescita dei singoli Stati, temono forse la fine dei saldi di fine stagione?

Saluti

lunedì 9 aprile 2012

La Farsa della Seconda Repubblica

Tangentopoli decreto' la fine della Prima Repubblica, quella partitocratica e statalista che aveva determinato (secondo alcuni), il declino morale ed economico del Paese. Ma Tangentopoli, come effetto collaterale non indifferente, consenti' la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la sua ascesa al potere. Quella che si sarebbe dovuta distinguere dalla Prima Repubblica, per modi e contenuti, si rivelo' una delle creature piu' buie del secondo dopoguerra italiano. La completa perdita di senso dello stato, l'assoluto menefreghismo nei confronti di qualsivoglia regola del vivere sociale, il lassismo del mondo politico sulle note dei bunga bunga, hanno determinato, negli ultimi vent'anni, un pesante declino non solo ideologico ma anche e soprattutto sociale ed istituzionale nel Paese.
Poi e' arrivata la crisi, cui ci siamo dimostrati particolarmente vulnerabili anche per la tabula rasa politica che e' stata pianificata negli ultimi decenni, ed assieme ai problemi che tutti conosciamo, essa ha forse avuto o, per meglio dire, avra' l'importante effetto collaterale di spazzare via la Seconda Repubblica. Prima la totale sfiducia del Popolo nei partiti, poi le dimissioni di Berlusconi e la sua, speriamo duratura, uscita di scena, a seguire lo scandalo Lusi-Margherita ed ora la Lega. Insomma, un terremoto partitico a danno di quelle figure e personalita', che pensavano di poter trasformare impunemente le regole del gioco a loro escusivo vantaggio, in una cinica partita unilaterale al massacro sociale, condita da fastidioso disinteresse verso chi, come me e molti altri, si dovevano barcamenare ogni giorno fra iniquita' ed ipocrisie.
Beh, cara Seconda Repubblica, a mai piu' rivederci. L'unico rammarico e' che per ricostruire qualche cosa di significativo, ci vorranno diversi anni.

Saluti

mercoledì 8 febbraio 2012

Basta ricatti dai partiti minori

Basta, sono stanco di vivere in un sistema nel quale i partiti minori, quelli del sì e no il 6%-8%, possono permettersi di ricattare i maggiori ed imporre andamenti su scelte decisive per il Paese. Voglio chiarire: non credo in un bipolarismo spinto (all'americana, per intenderci), perchè credo che in Italia sia impossibile da ottenersi, ma sono stanco di sentir parlare, prevalentemente, di Lega e Terzo Polo come di coloro che possono decretare l'esito delle elezioni o la caduta di un Governo. Non dimentico, ovviamente, che uno dei Governi Prodi cadde per colpa di Rifondazione.
Quella centrista, per sua stessa genesi, trovo sia una posizione che dovrebbe sparire dall'atlante politico. E con questo non voglio certo mancare di rispetto a chi sostiene queste posizioni politiche, ma trovo anche che tali posizioni siano semplicemente un gioco di equilibrio teso alla maggior covenienza a breve termine e non al bene del Paese.
La Lega, poi, che la smetta di urlare diktat, perchè per due decenni ha governato senza grossi risultati, ed ora gioca a fare la dura e pura solo perchè si sta rendendo conto, che il suo elettorato si è rotto le scatole. Diciamoci le cose come stanno.
Bene la pluralità di visioni, bene la commistione di idee, bene la miscela culturale, ma alla fine è necessario trovare un sintesi e chi pesa il 6% dovrebbe accettare di valere, nel ragionamento finale, il 6%. Questo non lo chiede solo il buon senso, ma anche e soprattutto il momento storico in cui già la politica, che gode di pochissima credibilità, dovrebbe capire che la litigiosità e l'arraffare spazio teso solo alla sopravvivenza e non al bene comune è ormai una pratica morta e sepolta.

Saluti

giovedì 2 febbraio 2012

Evasione fiscale: la combattiamo?

Finalmente vedo muoversi qualche cosa. Non so se si tratta solamente di propaganda o azioni spettacolari, per gettare fumo negli occhi dei cittadini, ma le ultime ondate di controlli (Cortina, Portofino, Milano, Roma), trovo siano un bel segnale e, da questo punto di vista, mi faccio gettare fumo negli occhi ben volentieri.
In effetti, ora che finalmente abbiamo un Governo con una sua dignità (criticabile quanto si vuole, ma su questo aspetto bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare), e che finalmente si sta iniziando una seria lotta all'evasione fiscale in ogni sua forma, non capisco gli argomenti e le lamentele dei disfattisti cronici, che si lamentavano sotto Berlusconi perchè non si faceva nulla, e si lamentano anche adesso etichettando i controlli a tappeto come "propaganda di regime". Ma che discorsi sono? d'accordo, forse a volte si tende a pubblicizzare un po' troppo queste azioni (telecamere in presa diretta, microfoni nascosti, dirette televisive), ma credo sia un segnale importante anche a sostegno (psicologico), di chi paga le tasse con regolarità e, direi, con senso civico.
Quindi, per quanto mi riguarda, avanti così.

Saluti

giovedì 26 gennaio 2012

Lo Stimolo della Condivisione

Qualche tempo sono stato all'Ufficio Anagrafico, per ritirare la carta di identità della minore delle mie figlie. Entrando ho notato un manifesto, che pubblicizzava quelli che qui a Padova vengono chiamati "Orti Urbani", ovverosia spazi verdi altrimenti abbandonati, che il Comune ha cercato di recuperare destinandoli alla coltivazione di frutta e verdura. Tuttavia, la novità non è tanto la destinazione d'uso quanto il fatto che questi appezzamenti di terra vengono suddivisi in piccoli lotti ed affittati per pochi soldi a privati, che possono così avere a disposizione lo spazio per un orticello privato. I campi, nel loro complesso, sono dotati di rimessa per gli attrezzi e di zona compostaggio (entrambe in comune), dove vengono scaricati i resti del raccolto o della lavorazione della terra. Questa iniziativa non è nuova (la capacità comunicativa del mio Comune lascia un po' a desiderare), ed è già presente anche in molte altre realtà italiane ma, soprattutto, estere. Manco a dirlo, in Germania è ampiamente diffusa.
Di recente ho letto un articolo (apparso su Die Zeit a firma Kerstin Bund) su Internazionale, a proposito proprio del tema della condivisione di beni materiali, che ultimamente e sempre di più sta facendo la concorrenza al possesso. In Germania esiste un'associazione (Meine Ernte), che gestisce spazi verdi su tutto il territorio nazionale, dandoli in affitto a privati o associazioni, e mettendo a disposizione non solo le infrastrutture (quel poco che serve), ma anche una presenza costante di persone, che danno aiuti e consigli sul come coltivare la terra ed ottenere i migliori prodotti. L'iniziativa sta avendo un grande successo, che da un lato si porebbe facilmente spiegare con la voglia della gente di consocere, finalmente, l'origine di ciò che mangia, ma dall'altro pare esserci una nuova tendenza: l'affitto e la condivisione stanno diventando più invitanti del possesso. Certo, si potrebbe obiettare che comprare un pezzo di terra per gestirselo sarebbe un onere troppo grande. Ebbene, la tendenza della condivisione sta però toccando ambiti ben diversi e molto più "materiali" della vita quotidiana.
Sempre in Germania da alcuni anni ed in diverse città hanno luogo "festival" del baratto, e su internet si possono trovare siti che consentono di mettersi in contatto con altri utenti per farsi prestare quasi qualsiasi cosa.
Chi non ha mai sentito parlare di CouchSurfing? o di CarSharing? Anche il mio Comune sta iniziando questa seconda pratica, dando per altro agevolazioni di accesso alle aree a traffico limitato.
Che si tratti solo di una moda passeggera lo dirà il tempo, per ora, comunque, questa tendenza si sta diffondendo sempre più, sopattutto fra i giovani. Su 9flats si possono trovare appartamenti, che privati cittadini mettono a disposizione per periodi più o meno lunghi in diverse parti del mondo. Analogamente su airbnb, sito che si rivolge quasi esclusivamente al mercato statunitense. Su Netcycler gli utenti si possono scambiare (quasi) qualsiasi oggetto di uso comune, mentre su Tamyca (contrazione di Take My Car), su Greenwheels o siti analoghi si può condividere l'auto per poche ore o per una settimana. Su Netflix si possono noleggiare film e serie televisive.
Insomma, se di tendenza si tratta pare essere una tendenza in via di sviluppo, anche se mi viene da pensare che una cosa di questo tipo possa prendere piede soprattutto in paesi anglosassoni, ma difficilmente potrebbe diffondersi in Italia. Temo che noi italiani siamo ancora troppo diffidenti verso l'altro e comunque ancora troppo attaccati ai nostri beni materiali. Inoltre sappiamo bene come sono andati a finire il Music Sharing (Napster e figli) o il Movie Sharing (di recente Megadownload è stato chiuso), quindi ho l'impressione che se il Car Sharing dovesse davvero prendere piede, le grandi case automobilistiche farebbero di tutto per renderlo illegale.

Saluti

martedì 24 gennaio 2012

Che Colore al Governo Monti?

Dalla mia casetta, con un po' di influenza addosso, leggo i giornali e resto, in parte, allibito. Notizia di ieri, sentita al telegiornale, è che la Guardia di Finanza ha reso pubblici i numeri dell'evasione fiscale del 2011: 7.500 soggetti fantasma, che non solo evadono, ma per il fisco non esistono. Circa 50 miliardi di euro evasi, per un complessivo di quasi 20 miliardi di euro persi dalle casse dello Stato e che, per inciso, abbiamo dovuto mettere di tasca nostra (ricordo che l'ultima manovra Monti è di circa 25 miliardi di euro). Allora mi chiedo: il terreno del confronto sono davvero le tasse ed il mercato del lavoro? non basterebbe far rispettare le regole che già ci sono?
A più riprese mi sono detto favorevole al Governo Monti, per le azioni che sta intraprendendo, anche se non le condivido completamente; per esempio non sono d'accordo con l'innalzamento dell'età pensionabile: lo facciamo solo perchè lo Stato non ha risorse per pagare le pensioni, e posticipare tale pagamento fa comodo, ma così si tengono occupati posti di lavoro che potrebbero andare, invece, ai giovani. Non penso che, siccome i Mercati (questa entità) ci chiedono determinate cose, fra cui una perdita di diritti, noi li si debba sempre assecondare.
Di contro non sono nemmeno d'accordo con il populismo che cavalcano alcuni (dalla Lega, sempre più becera, a Di Pietro), e che si dichiarano contro a prescindere.
Ciò detto, però, penso anche che prima o poi si dovrebbe andare a votare, perchè il Governo Monti non è stato eletto dal popolo. Quando? non lo so, forse nel 2013, ma il punto non è il quando ma il come (vedi legge elettorale). Inoltre, a questo punto e dato l'altissimo indice di gradimento di Monti & Co, mi piacerebbe anche sapere che connotazione politica assumerebbe un eventuale Governo Monti normalmente eletto dagli italiani. Insomma, è vero che da un paio di mesi i partiti se ne stanno buoni buoni nelle retrovie ed è vero che il Governo attuale è un Governo tecnico, ma questo non significa che si debba smettere di fare politica. Quindi mi piacerebbe sapere che connotazione politica assumerebbe un Governo Monti, definiamolo regolare.
Perchè passino le misure d'emergenza, ma personalmente non mi sentirei di continuare ad appoggiare Monti se questo si configurasse come Centro Destra.

Saluti

domenica 22 gennaio 2012

Sviluppo e Cambiamento

Quante cose accadono in questi giorni, avvenimenti che segneranno probabilmente la vita di molti: se in positivo o in negativo lo sapremo solo fra qualche anno.
Certo le promesse sono tante, forse quante le delusioni, ma andando con ordine, secondo me bisogna innanzitutto dire una cosa: il Decreto Sviluppo varato dal Governo Monti, che sarà legge per metà della settimana prossima, è stato prodotto a tempo record, data la situazione straordinaria in cui ci troviamo. Un altro fatto è questo: ora molti si riempono la bocca del "se era per così poco, non c'era bisogno di sotituire i politici con i tecnici". Ebbene, perchè i politici non hanno fatto prima azioni di questo tipo (come ha chiesto Formigli, giovedì scorso, ad un esponente del fu Governo Berlusconi)? Di più: i politici non hanno nemmeno iniziato a parlarne, cercando di convincerci che la crisi era altro da noi.
Un altro aspetto ancora: certamente il Decreto è migliorabile, ma getta le basi per azioni forti ed incisive. Non tocca, forse, i poteri forti ma credo sia il la d'incipit per iniziare a farlo.
Ora, oltre alle "corporazioni", c'è molta attesa per tutti gli altri aspetti che il Decreto dovrà toccare e di cui, francamente, in questi giorni giornali e televisioni non hanno parlato, più interessate a carpire le ragioni delle proteste dei tassisti, dei farmacisti, degli avvocati, dei benziani, ecc, ecc, ecc. Ma da tecnico del settore, aspetto con trepidante attesa di sapere, per esempio, cosa ne sarà del settore energia, ambito (scusate lo scatto d'orgoglio), decisamente più strategico delle farmacie, e fermo da qualche mese in tutti i suoi sotto insiemi (fotovoltaico, biomasse, gas, carbone, petrolio, eolico), in attesa di risposte su incentivi e piani di sviluppo.
Staremo a vedere.
L'impressione finale è che in questi giorni ci si sia concentrati su alcuni aspetti del Decreto Sviluppo (forse i più insignificanti, con tutto il rispetto per le categorie in rivolta), per non scoprire le carte prima di averle definite nel dettaglio. Spero solo che questa definizione avvenga davvero, e che il Decreto Sviluppo si rivolga ad altro, oltre che alle licenze dei tassisti ed alla deregulation dei benzinai.

Saluti

giovedì 12 gennaio 2012

Lunga Vita al Porcellum

E così, alla fine e confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi, la Corte Costituzionale ha respinto i quesiti referendari, che tanto tiepidi avevano trovato i partiti (tutti o quasi), incuranti di quel milione e duecentomila cittadini che, al contrario, ritenevano necessaria una rivisitazione della Legge Elettorale. Ora il problema è (di nuovo) completamente politico, e la politica (il Governo Monti), si troveranno ora a dover decidere qualche cosa. Certo è, che l'altra sera da Fazio lo stesso Monti ha chiaramento ammesso che la Legge Elettorale è un problema squisitamente politico e quindi, in quanto tale, non una priorità dell'attuale Governo.
Il timore che alle prossime elezioni ci si trovi nuovamente con questo finto bipolarismo e le solite accozzaglie di partiti, è quindi drammaticamente reale.
L'altro grande voto che desta attesa è quello parlamentare sull'arresto di Nicola Cosentino, coordinatore PdL in Campania, accusato di essere il referente politico dei casalesi.
Non si capisce l'ostinazione del PdL a voler difendere l'indifendibile e a voler impedire che la Giustizia faccia il suo corso, fino al punto di minacciare "ritorsioni" verso il Governo Monti (On. Cicchitto, mi pare davvero poco serio ricattare in questo modo i suoi colleghi parlamentari). Comunque, dopo il volta faccia della Lega (per una volta condivisibile, anche se viene il dubbio sul lavoro che i celoduristi hanno svolto per tanti anni al Governo), pare che il sì all'arresto sia cosa fatta. Staremo a vedere.
Come ho già avuto modo di sottolineare, quindi, si evidenziano ancora due modi di fare politica: uno di coerenza e trasparenza, ed uno (il solito, di cui gli italiani sono piuttosto stanchi), sempre pronto a difendere interessi personali e poco attenti al bene del Paese.

Saluti

martedì 10 gennaio 2012

Si ricomincia

Dall'ultimo intervento è passata più di qualche settimana, e non sono mancati gli amici che me lo hanno fatto notare. A dirla tutta, fra i malanni di stagione miei e di mia moglie, e quelli delle bambine, dobbiamo ancora uscire da un tunnel partito prima di Natale. Fortunatamente nulla di grave, ma sono cose che prendono per sfinimento.
Ciò detto, volevo innanzitutto fare un augurio di buon anno a tutti coloro passeranno per di qua in questo 2012. In secondo luogo volevo lasciare un pensiero sull'aria nuova che mi pare si respiri in Italia da un mesetto a questa parte.
Ovviamente mi riferisco ad aria politica e civile, che come sapete io tendo sempre abbastanza a confondere.
Emergono impressioni di rigore e serietà, non ultime nelle interviste televisive al Premier Monti e ad i suoi Ministri, che però mi sembra non siano gli unici a fornire il nostro Paese di un abito più consono ed elegante. Ci sono anche i milioni di italiani che, con le pezze al sedere (scusate la metafora), si sono resi conti che il cabaret è finito ed è giunto il momento di ricominciare a trattare la cosa pubblica con più correttezza. Ecco allora che appaiono stonati e fuori tempo gli interventi di coloro i quali si sono affrettati ad etichettare, per esempio, il blitz di Cortina come un atto mediatico (che clamoroso autogol Sindaco Franceschi), evidentemente isolati dal resto del Paese, che non ha tempo di dedicarsi alla caccia alle streghe ma pretende giustizia vera.
E, se devo essere sincero, questa aria nuova si respira anche dalle parti dei politici, che mi pare si siano divisi trasversalmente in due grandi correnti: quelli a favore e quelli contrari al Governo Monti. I primi sentono il peso di un fallimento della politica (come sottolineato da più parti), e la sua totale incapacità di trainare l'Italia fuori dalla crisi: la sostituzione della politica con un Governo tecnico/politico (non si può non dire che questo Governo non sia politico), è solo l'atto conclusivo di questa sconfitta. La seconda frangia, invece, sente (e tratta) Monti come altro da sè, e lo si nota nei toni usati da diversi esponenti, per lo più, del Centro Destra (ieri la Santanchè ha brillato in questo senso), fino a chiedere addirittura già le dimissioni di questo Governo decisionista, che tante rotture rischia di portare ai fragili equilibri di potere e di lobby.
Staremo a vedere, ma le premesse per un 2012 con il botto sono ottime.

Saluti

sabato 10 dicembre 2011

Che fine hanno fatto i Buoni Propositi?

Perchè ho l'impressione che il sedere mi bruci ancora? Un mesetto fa, si era chiesto a gran voce un Governo tecnico che facesse quello che i partiti non avrebbero potuto fare, e cioè prendere decisioni impopolari per risanare i conti dello Stato e consentirci di uscire dalla crisi.
Ora capisco che le misure impopolari erano esclusivamente verso di noi, comuni mortali, nonostante i buoni propositi di equità e progressione, nonchè le promesse di andare a toccare, per una volta, gli intoccabili.
A conti fatti, la Manovra del Parlamento non mi pare differente da quella che avrebbe potuto varare il PdL da solo (o il PD). E lo dice uno che, fino all'ultimo, sta difendendo l'operato di Monti a spada tratta. Mi rendo conto che la manovra potrebbe essere migliorata, ma mi rendo anche conto che, a volte, ad alzare le barricate come fa Di Pietro (mi viene il sospetto che voglia solo cavalcare il momento per puro e semplcie tornaconto politico personale...), non si arriva da nessuna parte.
E non a caso parlo di "Manovra del Parlamento" e non del Governo, perchè ora è il Parlamento a mettere i bastoni fra le ruote.
Torna l'ICI, ma di far pagare tasse anche alla Chiesa non se ne parla, si promettono tassazioni (invero basse), ai capitali che hanno goduto dello scudo fiscale di Berlusconi, ma pare non si possano fare, di patrimoniali nemmeno l'ombra, di tassazione delle rendite finanziarie non si parla, di asta pubblica delle frequenze televisive si sentono solo lontane eco, ed ora salta fuori che i Parlamentari si oppongno, con voto bipartisan, al taglio di 5.000 euro ai loro stipendi a partire da Gennaio. Ma porca miseria, in che cavolo di Paese viviamo? dov'è l'equità? questa gente proprio non ha ritegno? se qualcuno aveva pensato di mollare la presa, perchè con Monti si prospettavano certo sacrifici ma c'era la prospettiva di uscire dal casino, beh, lancia in resta, perchè la protesta deve riprendere fragorosa.

Saluti

sabato 3 dicembre 2011

Una Scoperta Sconvolgente

Inizio a guardare "In Onda", su La7, a programma già iniziato, e faccio una scoperta sconvolgente!!! Fra gli invitati a confronto, c'è una ragazza in collegamento da Milano, che parla di liberalizzazioni, di detassazione, di annullamento delle tasse. Già di per sè il suo atteggiamento mi lascia perplesso, mi trova istintivamete freddo, ma poi appare in sottoimpressione il nome e cognome della giovane, nonchè la sua appartenenza: Movimento dei Tea Party.
Fatemi capire, dopo Mc Donald's dagli Stati Uniti abbiamo importato anche i Tea Party?!? Quel movimento di destra (talvolta piuttosto estrema), che sta mettendo i bastoni fra le ruote a Obama ogni qual volta il Presidente proponga delle azioni a favore del sociale? Quello stesso movimento che, nonostante il momento storico e l'evidenza che il sistema neo liberista ha fallito, continua a promuovere privatizzazioni senza regole? Che pensa che non ci sia limite al mercato ed allo sviluppo?
Mio Dio ma dove stiamo andando a finire?
Pensiamoci: dove stiamo andando a finire?
Quello che invece mi piace è lo spazio dedicato a Camila Vallejo, uno dei volti più noti delle proteste studentesche cilene. Ma potrebbe essere un volto italiano, spagnolo, europeo e, quanto a moventi ed ideali, asiatico, americano, africano. Insomma, voglio dire, ora che tutte le prime pagine dei giornali pendono dalle labbra di Mario Monti, che fine hanno fatto gli Indignados, Occupy Wall Street ed i movimenti? Che fine ha fatto la simpatia espressa da Draghi verso quei giovani, quelle persone che protestavano (e protestano) per i loro diritti? Insomma che fine ha fatto la protesta?

Saluti

giovedì 24 novembre 2011

Abolizione dei Vitalizi dei Senatori

Poco fa arriva la notizia: il Senato delibera che, a partire dalla prossima legislatura, i vitalizi dei senatori saranno annullati. In questa maniera il Senato della Repubblica Italiana si appresta a seguire un trattamento dei suoi dipendenti (se così si puiò dire), più simile a quello riservato ai lavoratori tradizionali.
Si sta lentamente aprendo la strada, che porterà a salutare, per esempio, le pensioni d'oro, anche se il regime pensionistico non è stato oggetto della votazione odierna. Questo soprattutto perchè sarà necessario trovare un accordo ed un'identità di vedute con i colleghi della Camera, che si spera al più presto voteranno anch'essi l'abolizione dei vitalizi.
Speriamo in bene.
Richiamo inoltre l'attenzione sull'iniziativa del sito Avaaz (qui il link), molto attivo per la trasparenza in rete, che chiede al Governo Monti trasparenza totale. In considerazione del fatto che l'Italia si trova piuttosto in fondo nella calssifica relativa all'Open Government, Avaaz ha lanciato una raccolta firme per chiedere a Monti di rendere conto (non solo ora ma anche e soprattutto per il futuro), degli interessi, delle pensioni, delle spese, dei vari legami ed intrallazzi dei parlamentari. Questo per ridare credibilità ad una classe politica che appare sempre più distante dal mondo reale e chiusa nel suo palazzo d'oro, dove pare non debba rendere mai conto di nulla ad alcuno.

Saluti

giovedì 10 novembre 2011

Berlusconi lascia

Purtroppo non il tempo materiale di seguire in diretta e minuto per minuto su questo mio blog le vicende della politica italiana. Soprattutto in questi giorni dove, ora dopo ora, le cose cambiano velocemente.
Notizia di ieri è che il Cavaliere, a quanto pare, presenterà le sue dimissioni da Presidente del Consiglio. Anzi no, vedete? sono sempre in ritardo, le ha già presentate. Anzi no, scusate, le ha promesse, ma solo dopo l'approvazione del maxi emendamento alla legge di stabilità (leggi, finanziaria). Mentre Napolitano ieri sera nominava Mario Monti senatore a vita ed oggi spendeva due ore del suo prezioso tempo con quest'ultimo, Berlusconi forse non si dimetterà. No, certo che lo farà, ne sono sicuro e, detta fra noi, ci spero come ci sperano in molti. Approposito, avete visto come fuggono i topi quando la nave affonda? Fino a ieri tutti super convinti a difendere il capo e a spergiurare che, tutto sommato, la crisi non è poi così forte, oggi fanno a gomitate per formare nuovi gruppi parlamentare: che schifo, nemmeno un po' di orgoglio. I malpancisti, i frondisti, i responsabili: tutti una banda di ladroni volta faccia della peggior specie. Quasi quasi mi spiace per Berlusconi, in questo frangente, così solo ed abbandonato, vittima forse del suo stesso modo d'essere.
Ad ogni modo, se a destra le cose non vanno bene, a sinistra mi pare vadano anche peggio. La sinistra italiana trova infatti sempre un motivo per dividersi. Oggi la motivazione è che nè Di Pietro nè Vendola vogliono un Governo Monti ma spingono, al contrario, per elezioni anticipate. Ma dico, con che criterio? Con la medesima legge elettorale che ci ha regalato questo Parlamento? Ma non eravate voi, fino a ieri, a voler modificare le regole del voto prima di ogni altra cosa? e oggi che vedete qualche punto percentuale in più o la possibilità di entrare in Parlamento, allora gettate a mare le proposte degli ultimi mesi e siete disposti a mettere l'Italia (e noi poveri fessi), con le chiappe al vento per due lunghi mesi di campagna elettorale? Ma con che testa ragionate?
Insomma, sono vent'anni che aspetto la fine di Berlusconi, ed ora che forse è arrivata, la sinistra si è fatta trovare impreparata a reggere l'urto.

Saluti

martedì 1 novembre 2011

Da consumatori a consumati: le ultime beffe

Ora lo spread, a quanto ci dicono, ha raggiunto quota 410 punti. Ad Agosto ci avevano raccontato che, superata la soglia dei 400 punti, l'Italia sarebbe andata in banca rotta ed avrebbe dovuto dichiarare il fallimento. Oggi ci dicono che i mercati sono più benevoli di quanto si pensi, perchè far cadere l'Italia sarebbe come decretare la fine del sistema Europa.
Io personalmente mi sono rotto di questo balletto, dove si continuano a giustificare azioni e misure drastiche verso la gente, con la scusa che la BCE ed il mercato ce lo chiedono. Anche ieri, a l'Infedele (Gad Lerner su La7), la spocchia e l'arroganza della politica, anche quella di centro sinistra (non confrontabile comunque con il centro destra), hanno dominato. Vorrei ricordare a Rosy Bondi che sono quelli come lei a dovere delle risposte a noi, il popolo spaventato, e legittimato a pretenderle. Invece sembra sempre ci faccinao un favore a rispondere alle domande, si giustificano a fatica, e non vogliono assumersi la responsabilità delle "decisioni difficili" come le chiamava ieri sera a gran voce Cacciari. Ma fra il Movimento, il Movimento 5 Stelle, la politica dei partiti, il Sindacato, chi ha delle risposte? o meglio, chi avrebbe il coraggio di andare al Governo e prendere misure radicali? Io sento tante idee, tantissime proposte, ma poca forza per realizzarle e su questo, nonostante non lo ami, devo dare ragione a Cacciari. Il Movimento degli Indignados propone Democrazia dal basso e diffusa: perfetto, solo che su scala nazionale temo rischi di diventare l'anarchia; non si può tornare ad un sistema con votazioni per alzata di mano da parte del popolo. Ricordiamo che il Parlamento è nato proprio per dare rappresentanza popolare: che poi sia stato stuprato nel suo significato e nel supo utilizzo è un altro discorso, ma il suo compito è proprio quello. Sarebbe da ridimensionare? Probabilmente.
Il Movimento 5 stelle si dichiara un non-partito, come se essere un partito politico sia una colpa. Eppure si muove sul territorio, fa comizi ed interviene nel locale con le medesime modalità dei grandi partiti di una volta. Che il concetto di partito sia stato stuprato (come il Parlamento), questo è un fatto, ma non significa che quanto funzionava non possa essere ripristinato, anche con mezzi nuovi come la rete. Ma mantenere tutto on line, votazioni comprese, mi sembra aberrante, ed in questo sono perfettamente d'accordo con quanto sosteneva l'altra sera il vice direttore de Il Sole 24 Ore su In Onda, altro programma di La7. E poi, diciamoci la verità, il movimento 5 stelle porta avanti delle istanze condivisibilissime, ma su base locale, non nazionale, ed un soggetto politco che si propone per il cambiamento non può esimersi dal confrontarsi con la dimensione nazionale, per un'uguaglianza di tutti gli italiani.
Quindi tante proposte, ma poca forza per realizzarle. Forse l'unica soluzione sarebbe lasciare la decisione in mano di Napolitano, ed a lui l'indicazione di una persona super partes in grado di dimezzare la politica, di riformare il sistema finanziario in Italia, di tassare le transazioni finanziarie, di tagliare le gambe alle lobby (per lo meno ad alcune), di creare sviluppo e futuro per tutti, soprattutto per noi giovani ed i nostri figli.

Saluti

mercoledì 19 ottobre 2011

Da consumatori a consumati: i nostri Diritti

Vorrei continuare con il mio "tuffo" nel cuore della crisi, e di analisi dei diversi settori nei quali veniamo toccati, parlando di uno dei temi secondo me più scottanti: i nostri diritti.
Tema questo di cui si parla poco, a mio avviso, e che invece rappresenta uno dei nodi della questione: la crisi economico finanziaria non sta giustificando semplicemente tagli a qualsiasi servizio sociale, o particolari misure di austerità e rigore, ma al contrario viene usata, da chi ci governa, come giustificazione a tagli e limitazioni pesanti dei nostri diritti.
Questo fatto mi è apparso chiaro durante una puntata di "In Onda", programma di approfondimento politico di La7, che come ospiti presentava Oliviero Diliberto (Segretario del parito Pdci), e Simone Baldelli (PdL), ed il cui tema era la manifestazione di sabato, scorso a Roma e, più in generale, il motivo per cui gli Indignados e molti come loro scendano in piazza. "Cosa vogliono?", chiedevano Telese e Porro (i due giornalisti che conducono la trasmissione. "Quali le loro proposte?".
Nel corso della trasmissione, Diliberto ha fatto un intervento interessante, sostenendo che, quando lui iniziò a lavorare, ricevette una contratto a tempo indeterminato ed il suo stipendio veniva adeguato all'inflazione ed alla diminuzione del potere d'acquisto del denaro grazie alla scala mobile. Grazie a questo contratto ed all'equocanone gli fu possibile affittare una casa e, successivamente, comprarla perchè la banca gli accordò un mutuo. Alla fine della sua vita lavorativa, ebbe la certezza di una pensione calcolata sui contributi versati negli anni.
Insomma, Diliberto ha ha presentato un sistema "ideale" (almeno agli occhi di noi giovani, oggi), ma che è stato garantito dallo Stato fino all'altro giorno, semplicemente perchè nato da decenni di lotte e rivendicazione di diritti per i lavoratori ed i cittadini. E proprio questo è il punto, il diritto ad una vita e ad un futuro, e credo sia esattamente quel che chiedono gli Indignados di tutto il mondo (e non solo loro).
In tutta risposta Baldelli ha avuto l'arroganza di sottolineare come la crisi imponga l'abbandono di un sistema di privilegi, cui eravamo abituati, per stringere la cinghia. Anzi, ha sostenuto che la crisi è in parte dovuta a questi cosiddetti privilegi, che abbiamo dovuto pagare alle generazioni ora in pensione. Insomma i nostri diritti vengono declassati a privilegi.
Vorrei ricordare all'onorevole Baldelli, nel caso in cui nella sua ovattata casa d'oro non se ne rendesse conto, che quei "privilegi", come li chiama lui, altro non sono che diritti fondamentali ed inalienabili di qualsiasi lavoratore. Il diritto alla casa, al lavoro garantito ed equamente retribuito, ad un futuro, ad una pensione. Se Bandelli, come gli altri come lui, ritengono che questi siano privilegi, allora forse è il caso che lo spieghino chiaramente alla gente, e che quella stessa gente che sabato scorso se n'è rimasta rintanata in casa (come il sottoscritto), scenda in piazza per riprendersi quello che persone come Bandelli ci vogliono togliere, con la scusa di una crisi finananziaria, provocata (o quanto meno consentita) da quelli come Bandelli.

Saluti

domenica 16 ottobre 2011

HANNO ROVINATO TUTTO... ANCORA!!!

Grazie, chiunque voi siate, per essere riusciti a rovinare tutto, ancora una volta. Grazie, chiunque voi siate, per essere riusciti a fare il gioco dei potenti, ancora una volta.
Grazie, chiunque voi siate, per essere riusciti a fare il gioco di quello stesso sistema che dite di voler combattere, ancora una volta.
E' da Genova 2001 che vi infiltrate laddove il Movimento è più debole e meno strutturato, e colpite usando il Movimento come una sorta di tuta di protezione. Tutti sanno chi siete, ma nessuno vuole fermarvi. Che ci sia anche una logica di utilizzo verso di voi? forse a qualcuno fa comodo che andiate in giro a spaccar vetrine, per poter delegittimare la protesta e nascondere i veri motivi? Chi si ricorda i motivi di Genova alzi la mano. Chi si ricorda a memoria l'omicidio Giuliani alzi la mano. Ecco, avete vinto di nuovo.
La cosa che lascia perplessi è che, laddove la manifestazione è forte e strutturata (sia essa organizzata dal Sindacato, da un partito o da un Social Forum, come a Firenze nel 2003), non accade nulla, perchè il virus Black Block non riesce ad infiltrarsi e a trovare terreno fertile. Laddove invece la Manifestazione è debole e forse fin troppo ideale piuttosto che pratica, ecco che trovate un'involontaria spalla, un'assenza totale di servizio d'ordine interno, e vi sfogate... lasciano che vi sfoghiate e mettiate a ferro e fuoco le nostre città.
Che tristezza, forse dovremmo essere proprio noi, i pacifici, a sentirci sotto attacco per primi e ad organizzarci con dei servizi d'ordine interni, una sorta di red (o white) block, per spezzare le gambe a questa banda di disgraziati. Violenza, ma solo in regime difensivo per le proprie idee.

Saluti