giovedì 27 febbraio 2014

Democrazia partecipata o imposta?

La tragicommedia dei "dissidenti" del M5S pare essere arrivata alla sua conclusione. L'espulsione è stata ratificata dalla Rete, questo grande Dio Sole che tutto può e che però non si capisce mai chi rappresenti, e nelle ultime quarantott'ore sono volate parole pesanti e lacrime, al punto che altri pentastellati avrebbero deciso di unirsi ai 4 senatori liquidati.
Non mi interessa il gossip e non sono mai stato un grande fan del Movimento, ma speravo come molti altri che potesse portare una ventata di novità, per aiutare la Democrazia italiana a uscire dal qualunquismo berlusconiano. Ahimè la prova dei fatti (ormai è un anno che sono in Parlamento), non sta dando ragione a questa mia speranza.
In merito alla faccenda delle espulsioni, nello specifico, vorrei far notare quanto segue.
Come ho già avuto modo di commentare, queste azioni ci sono sempre state in tutti i Partiti della storia, quindi non è l'espulsione in sè che mi preoccupa. Quello che mi lascia perplesso è il metodo. Per un Movimento che si dice Democratico e Partecipato, l'espulsione di 4 senatori decretata da una riunione alla quale hanno partecipato 15 senatori su 50 e un po' di deputati mi pare tutt'altro che democratica e partecipata. Affidare poi la decisione ultima alla Rete, scaricando il barile della responsabilità su 43.368 votanti è una cavolata oltre che una vigliaccata. Faccio notare che i deputati del M5S sono stati votati da 8.689.458 di persone (25,5%), e quindi non capisco come 29.883 persone "on-line" possano arrogarsi il diritto di lasciare a casa i rappresentanti di tutti. Sto dicendo che lo 0,0034% ha deciso per tutti. Se il M5S fosse davvero partecipato avrebbe saputo coinvolgere la maggior parte di qugli 8 milioni di italiani, perchè i deputati del 5 stelle sono in Parlamento per rappresentarli tutti, dal primo all'ultimo.
So che il mio discorso può suonare retorico e generico, ma è rivolto a un Movimento che della coerenza ha fatto la sua bandiera e della diversità dalla "solita vecchia politica" il suo tratto distintivo.
Avrei trovato molto più corretto che la vicenda dei 4 senatori si chiudesse fra le mura dell'assemblea dei parlamentari 5 stelle, dato che proprio loro hanno svuto mandato da 8 milioni di persone di stare in Parlamento. Ma questa sarebbe stata Democrazia Rappresentativa (ops, in Italia funziona proprio così...).

Saluti

2 commenti:

renato millioni ha detto...

Stai dando un punto di vista piuttosto strano. Se su 8 milioni di votanti solo in 20 mila si prendono la briga di iscriversi (la procedura è semplice anche se un po lunga per le verifiche)e votano e sono in pochi non è un problema di democrazia. E' il solito problema che in Italia tutti si aspettano che siano gli altri a fare e a muoversi.Tutti si lamentano e basta. Il diritto di voto ce l'hanno tutti, non esiste nessun nucleo di privilegiati che decide per gli altri

andreacamporese ha detto...

No, Renna, esiste però il fatto che ci sono dei rappresentanti eletti (parlamentari), che hanno deciso per l'espulsione. Questo incapponirsi a far decidere la Rete mi pare conflittuale e problematico. Innanzitutto perchè non tutti, in Italia, hanno le stesse possibilità di connettersi a Internet. In secondo luogo perchè ci sono, appunto, dei rappresentati con delega. Quindi trovo corretto interrogare la "Rete" (come fosse l'idolo di Delfi), sul come comportarsi, ma 30.000 persone non possono soverchiare quanto deciso da 100 persone elette da 8.000.000.