lunedì 31 agosto 2009

Firma l'appello sulla libertà di stampa

Riporto l'appello lanciato da tre giuristi e sottoscritto da tre giuristi (Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky), sulla libertà di stampa ed invito tutti a firmarlo a questo link.

"L’attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto".

domenica 30 agosto 2009

Un po' di ossigeno politico

In Germania la CDU, il partito cristiano democratico della cancelliera Angela Merkel, ha subito forti colpi nelle elezioni regionali dei Land della Turingia, Saarland e Sassonia. Il vero exploit di queste consultazioni locali e' pero' quello del partito di sinistra Die Linke (nata dalla fusione fra i post comunisti e l'ala sinistra della SPD), il cui segretario Oskar Lafontaine porta a casa addirittura un + 18% rispetto alle precedenti consultazioni in Saarland. Die Linke e' il secondo partito nei land dove si e' votato.
Nel complesso anche la SPD tiene bene.

Nel frattempo, forse sull'onda emotiva dello "Yes We Can" di Obama, in Giappone dopo circa 50 anni di dominio liberaldemocratico, vincono i democratici di Yukio Hatoyama conquistando in Parlamento oltre 300 seggi su 480 (i numeri finali ballano fra 302 e 350). Da sottolineare come, in perfetto stile democratico, l'attuale Premier abbia dato spontaneamente le dimissioni assumendosi le colpe del tracollo elettorale: potere del rispetto delle regole del gioco e di un buon senso di etica pubblica.

Sordi ai richiami dell'estero che, forse, portano voci di leggera insofferenza verso le politiche neo liberiste e capitaliste, verso i guerrafondai e gli estremismi di destra, in Italia continuiamo a barcamenarci con un Premier che dichiara guerra alla stampa nazionale ed estera, nonche' addirittura all'Avvenire, la voce della CEI.
Manco a dirlo in Europa vedono il nostro Premier come il fumo negli occhi, e non certo per le sue doti e virtu', tanto che i quotidiani continuano a battere dichiarazioni di guerra, domandandosi come possa essere possibile che in un Paese come l'Italia il Presidente del Consiglio si permetta di querelare un quotidiano (La Repubblica) per aver posto delle domande di interesse pubblico.

Saluti

giovedì 27 agosto 2009

Colpi di caldo? Spero di sì!

La Lega sta raggiungendo livelli incredibili per una qualsiasi democrazia.
Inno regionale alle partite di calcio e scudetto distintivo sulle magliette dei calciatori (idea di Roberto Cota, nella foto qui accanto, Segretario Nazionale della Lega Nord Piemonte).
In rete impazza il gioco ideato dal figlio di Bossi "Rimbalza il Clandestino".
Su FaceBook inserito gruppo della Lega di Mirano (VE) dove si incita alla tortura contro gli immigrati clandestini: "E' leggitima difesa", si urla. Amici al gruppo FaceBook? Bossi, suo figlio e Cota (sempre qui accanto, della serie "Diamo un volto a questi personaggi").

Nel frattempo Berlusconi si pavoneggia in Libia con Gheddafi, come se fosse un vanto essere grande amico di un sanguinario dittatore, che ha appena accolto il ritorno in patria del terrorista Abdel Basset Ali al-Megrahi, colpevole della strage di Lockerbie: il volo 103 della Pan Am esplose il 21 dicembre 1988 facendo 270 morti, di cui 189 americani.
Nonostante le critiche (durissime) degli Stati Uniti e dell'Inghilterra, Berlusconi ha deciso di onorare il Capo di Stato libico, assicurando che ci sarebbero state anche le rappresentanze diplomatiche francesi e russe. Pronta smendita di Parigi e Mosca.

L'unica riflessione che mi resta nel cuore è una profonda tristezza, un rulo di dolore per l'appartenenza ad uno Stato che non riesce più a scindere ciò che è superficiale da ciò che è sostanziale ed irrispettoso, come il rifiuto di RAI+Mediaset di trasmettere il trailer di Videocracy, il film documentario di Erik Gandini: "... un'analisi del potere della televisione e di come essa influenzi comportamenti e scelte della popolazione italiana, di come essa sia entrata nella vita quotidiana come principale fonte di informazione per la quasi totalità delle persone. Gandini focalizza l'attenzione soprattutto sull'impero mediatico di Silvio Berlusconi e di come questo gli abbia permesso di ottenere consensi alle urne ..." (da Wikipedia).

Tanto, ne sono sicuro, nella calura di questa fine estate, la ripresa del Campionato di Calcio, il Fantacalcio, le Veline ed un paio di Reality Show ci faranno scordare rapidamente tutto questo grigiume.

Saluti

mercoledì 26 agosto 2009

Mondiali di Atletica Leggera: viziati o realisti?

La pessima figura dell'Italia ai Mondiali di Atletica Leggera di Berlino dà da pensare. Numero di medaglie pari a zero.
Fossero solo quelle a dare il metro di confronto per la bontà di una prestazione ci sarebbe da mettersi a piangere (si pensi anche ai record personali, stagionali, nazionali), purtuttavia la situazione è pessima.
E' pessima, si badi bene, non solo per l'atletica che io pratico con passione da vent'anni (a Settembre), e che mi sta particolarmente a cuore, ma per tutti gli sport che non siano calcio.
L'atletica è uno sport povero, lo si è sempre saputo, si pensi solo al fatto che Bolt, nuovi record sui 100 m (9"58) e sui 200 m (19"19) proprio a Berlino, prende 100.000 € a record. Un sacco di soldi, per qualsiasi comune mortale, ma nulla se confrontati con gli ingaggi dei calciatori anche solo di Serie C o con un pilota di moto o Formula 1.
L'atletica è uno sport povero, ripeto, per il quale non solo lo Stato non investe un euro, ma anche gli sponsor scarseggiano. Come tutti gli sport che non siano calcio viene diffusa poco o nulla, i giovani non amano far fatica o sudare, se non correndo dietro ad una palla, ed i professori di ginnastica, che una volta indirizzavano verso una disciplina piuttosto che un'altra, oggi sono fin troppo assenti.
A questo si aggiungono le società sportive, che non pagano gli allenatori, (tipicamente, incredibile ma vero, un allenatore di atletica svolge il suo compito per passione), e la Federazione Nazionale che si porta dietro regole e gestione preistoriche.

Come rispondere allora all'intervista rilasciata da Adrew Howe (il nostro miglior saltatore in lungo, infortunato da quasi due anni), a Repubblica ed uscita proprio oggi?
Howe, verso Giugno, con i Mondiali di Berlino alle porte (si sono svolti la settimana scorsa), aveva detto che avrebbe provato ancora un paio di volte il minimo per partecipare all'appuntamento mondiale, ma che, se avesse mancato il risultato, si sarebbe dato ad un Reality.
Il minimo non è arrivato, l'Italia è restata priva di rappresentanti nel salto in lungo, ma il contratto per il Reality era sul tavolo di Howe. Oggi la notizia: l'Aeronautica militare (la società per cui gareggia Howe), ha vietato al ragazzo di partecipare a La Tribù, a partire da Settembre su Canale 5.
Giusto? Sbagliato?

Le colpe della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera), sono tante e di vecchia data, come in parte ho accennato all'inizio di questo intervento, ma è proprio questo l'esempio che lo sporto deve dare? Non ce la faccio quindi mollo e mi do al reality?
Mi spiace, ma io ho una visione della pratica sportiva estremamente classica, quasi ellenica (passatemi il termine). Lo sport è sacrificio, dolore ed esempio di virtù, cose che poco hanno a che fare con la televisione spazzatura di oggi.

Alla vigilia dei Mondiali di Nuoto di Roma Luca Marin, il fidanzato della Pellegrini, ci aveva fatto sapere di voler sfondare nella sua specialità, i 50 m rana, per dimostrare di non essere solamente il "gregario" della Pellegrini, e che dopo i Mondiali si sarebbe dedicato alla televisione, magari ad un reality.
Che sia una moda?

Saluti

domenica 23 agosto 2009

Vacanze 2009: e' gia' polemica

Eccomi tornato da due settimane bellissime in Grecia, su e giu' per il Peloponneso, rilassato e pronto a ricominciare la vita.
Ho seguito poco o nulla delle vicende politiche mondiali o nostrane, solamente qualche sprazzo dei Mondiali di Atletica Leggera di Berlino, puntualmente soppiantati dalla Champions League (maledetto calcio!).
Alcune cose, pero', mi hanno comunque lasciato l'amaro in bocca e meritano una critica dura e serrata, tanto che pensavo di promuovere alcuni gruppi su FaceBook, anche se ammetto di non usare e frequentare molto il cosiddetto social network.

La prima cosa che mi ha offeso, in quanto essere umano, e non ha purtroppo nulla a che fare con una popolazione ben specifica (non so se sia una consolazione o una tortura), sono i mozziconi di sigaretta.
Gia' da ciclista/motociclista odio tutti coloro che, con disprezzo dei pedoni e delle due ruote, gettano le sigarette dal finestrino in corsa, incuranti di tutto quanto stia attorno a loro. "Non posso spgnerle in auto", si difendono "perche' poi puzzano". Questa la squallida scusa accampata.
Ora, se possibile, odio ancor di piu' il popolo dei tabagisti in vacanza, perche' trasformano paradisi incontaminati e splendidi, spiagge bianche ed acque cristalline, in enormi posacenere. Una volta gli ombrelloni avevano un apposito scomparto per le sigarette: ora non piu'. E cosi' i bambini giocano fra i mozziconi e noi, poveri sensibili non-fumatori, stendiamo i nostri teli su tappeti di nicotina.

La seconda cosa (e questa si' mi ha fatto capire di essere tornato nel Belpaese essendo una nostra prerogativa), e' la totale incapacita' della maggior parte degli automobilisti nostrani di occupare la corsia piu' a destra in autostrada. E non lamento questa cosa da autista frustrato che, dovendo sfogare i suoi 1.000 cavalli sull'asfalto, e' costretto a pericolosi zig-zag, ma da semplice utente che, nel rispetto dei limiti di velocita', e' comunque costretto a rischiosi slalom per evitare familiari, utilitarie e compatte ferme a 90-110 km/h nella corsia centrale.
Perche' non riusciamo a lasciare libera questa maledetta corsia? perche', traffico permettendo, non siamo in grado di mollare per un attimo l'osso conquistato a discapito di altri, e consentire un piu' regolare e sicuro fluire del traffico?

Non trovo risposte.

Saluti

venerdì 7 agosto 2009

Pensieri Dispersi

Lascio quest'ultimo post di saluto, perchè per un paio di settimane qui resterà chiuso.
Auguro a tutti quelli che bazzicano da queste parti delle buone ferie, per chi le fa, e due settimane di caldo non troppo asfissiante, per chi dovesse restare.
Se volete, in questi giorni, lasciate qui i pensieri dispersi che vi passano per la testa, ad imperitura memoria di questa estate 2009.

Saluti

Il Microcredito

Mentre in Italia imperversa la solita polemica estiva sul caro petrolio, e tutta la nostra vita viene monopolizzata da problemi apparentemente importanti ma, nella maggior parte dei casi, in verità di poco conto, dall'altra parte del mondo piccoli imprenditori si barcamenano alla giornata per sopravvivere e tentare di sviluppare le loro comunità.

In questa reale lotta per la sopravvivenza dal sud-America al sud-est asiatico, uno degli aiuti più efficace e di maggior diffusione degli ultimi anni è certamente il microcredito o microfinanza, una forma di economia che tende ad escludere completamente i grossi gruppi bancari che, per loro stessa natura, non prendono minimanete in considerazione le esigenze dei piccoli imprenditori dei Paesi in via di sviluppo, ritenendo le loro attività del tutto insignificanti per un sostanzioso e significativo ritorno economico. Il risultato è che questi imprenditori sarebbero impossibilitati a svilupparsi liberi da vessazioni ed usura se non fosse, appunto, per il microcredito.

L'altro giorno, sfogliando una rivista (D di Repubblica, per la precisione), mi è capitato di leggere la seguente frase "... Chi avrebbe mai detto che dei poveri agricoltori avrebbero potuto prendere in prestito cento dollari dall'altra parte del mondo e restituirli? Eppure è ciò che accade con il sistema di prestito peer to peer di Kiva".
Incuriosito ho fatto una ricerca in rete e sono risalito al sito di Kiva.

Kiva è una società web americana nata con l'esclusivo (almeno così si legge nel sito), intento di finanziare direttamente piccoli imprenditori terzomondisti tramite prestiti di persone normali come posso essere io. Il prestito ha una durata normalmente di 6-12 mesi e viene completamente rinfuso dal diretto interessato, mentre colui che esegue il prestito riceve periodicamente aggiornamenti sullo stato del "recupero credito".
A differenza dei normali prestiti, come detto, queste forme di microcredito escludono completamente i grossi circuiti finanziari, ed il vantaggio immediato è che, con la diretta comunicazione degli attori interessati (contribuente ed imprenditore), si aiutano effettivamente ed immediatamente non solo il singolo ma anche la comunità in cui questo vive.
Kiva, per esempio, stila una profilo ed una sorta di graduatoria degli imprenditori che si iscrivono al suo circuito, e svolge esclusivamente il ruolo di "passamano" del prestito, appoggiandosi ad una serie di partner sia legali che economici, a supporto della sua attività ed in difesa di una economia "equosolidale", se così si può dire.

La cosa che, dico la verità, non mi è del tutto chiara è come l'imprenditore possa rifondere il prestito e che garanzie ci siano che questo avvenga. Vero è che per prestiti dell'ordine di due-trecento euro, magari, anche se andessero persi uno non ci perderebbe il sonno per più di una notte, però, in linea di principio, mi piacerebbe capire questa cosa.

Saluti

lunedì 3 agosto 2009

Asfalto rovente

Mi piacerebbe trarre godimento nel rilanciare le notizie, che ormai riempiono la rete ed i giornali, sui disagi in questo primo grande fine settimana di esodi estivi.
Mi piacerebbe trarre piacere nel ricordare le partenze (davvero) intelligenti che mio padre metteva in pista, con levataccia verso mezzanotte per evitare il traffico della giornata.
Mi piacerebbe trarre soddisfazione nel vedere che, in fin dei conti, certe cose non cambiano mai, e l'eterno disagio dei vacanzieri agostini è in fin dei conti anch'esso un inizio di vacanza, il traffico è comunque tempo speso in libertà invece che davanti al computer, e le code sono comunque un'alternativa all'ufficio.

Ed invece non provo piacere.
Non provo piacere perchè i proclami in pompa magna del Governo dell'Apparenza sono come al solito esclusivamente propaganda, perchè i problemi non si risolvono mai, nemmeno a distanza di venti-venticinque anni, perchè noi contribuenti paghiamo due volte: prima quando ci chiedono (o ci impongono) di finanziare Grandi Opere e compagnie aeree che risultano fallimentari e, successivamente, quando subiamo i disagi provocati da questi fallimenti.

Non sarebbe ora di pretendere un po' di rispetto, invece che urlare al momento, ma dimenticare poi in fretta fra una birra ed un sorriso? non sarebbe il caso di insistere su un certo tipo di comportamenti virtuosi, per esempio pretendendo visibilità dei fondi che dovrebbero finanziare le Grandi Opere? invece subiamo sempre il gioco delle tre carte, ci arrabbiamo quando ci troviamo imbottigliati in autostrada o all'aeroporto, ma poi liquidiamo tutto con il solito "tanto non cambierà nulla", e cuociamo sempre nel solito brodo.

Saluti