mercoledì 10 febbraio 2010

La guerra dei poveri e la diplomazia dei ricchi

In Iran nuove tensioni, nuovi scontri, ora anche contro la sede dell'Ambasciata Italiana e contro il nostro Paese, soprattutto dopo quella che molti hanno ribattezzato "La Svolta di Gerusalemme". Proprio in Israele, un paio di settimane fa, Berlusconi si era detto pessimista sulla possibilità di ripresa del dialogo anti nucleare con l'Iran, ed anzi aveva suggerito un appoggio deciso all'opposizione. Teheran ha subito accolto queste parole con sprezzo e rabbia, "spostando" il nome dell'Italia nello scacchiere degli Amici/Nemici.
Innanzitutto mi chiedo come sia possibile, che un commento legittimo debba avere una risposta immediata e violenta. Non che mi piaccia Berlusconi, penso lo si sappia ormai, ma nemmeno Ahmadinejad è nella mia top ten, e faccio sempre fatica a capire come si possa leccare il culo ad una persona come quella.
D'altro canto mi chiedo anche una cosa: ormai sono anni che andiamo avanti con le sanzioni all'Iran e, come sempre accade, queste sanzioni altro non fanno che affamare il popolo. Certo l'ONU le impone, tacitamente, proprio per fomentare una rivolta popolare, anche se la cosa non viene ammessa ufficialmente. Il motivo delle sanzioni? la pretesa proliferazione nucleare dell'Iran. E proprio a tal proposito mi chiedo: come possono degli Stati dotati di armi e centrali nucleari chiedere/imporre ad uno Stato sovrano di non averne e di smettere con la ricerca in quell'ambito? solo perchè noi sospettiamo che l'Iran potrebbe usare le armi nucleari contro di noi? ebbene, perchè non dovrebbero essere USA e Russia i primi ad azzerare gli arsenali?
Come sempre, negli equilibri della diplomazia internazionale, vedo ombre di ricchi compensi ed economie basate su ricchezze per pochi. Un'ipocrisia di fondo, a mio modo di vedere.

Saluti

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