giovedì 28 gennaio 2010

Siamo alle solite

Mentre Belrusconi si ostina a sostenere che "meno immigrati vuol dire meno criminalità", la FIAT lascia 30.000 persone in cassa integrazione. Fintantochè lo Stato (e quindi noi) ha sovvenzionato gli incentivi rottamazione e gli aiuti più o meno dichiarati all'industria dell'automobile, questa ha retto il gioco del "cane che si mangia la coda" (quello che risparmiamo con gli incentivi in realtà lo abbiamo già scaricato nelle tasche degli Agnelli con le nostre tasse), nel momento in cui i rubinetti sono stati chiusi, i manager non ci hanno pensato due volte a chiudere le porte delle fabbriche.
Il solito esempio all'italiana, dove si vivacchia in sempre più incisivo "mors tua vita mea", e dove alla maggior parte della gente non gliene frega nulla di quel che accade, presa dalla sopravvivenza mensile e da una certa qual fiducia che, prima o poi, le cose si sistemeranno da sole.
Nel frattempo ci facciamo bacchettare anche da Bill Gates, che ci tiene a ricordare come l'Italia sia l'unico Paese occidentale ad aver tagliato i fondi per i Paesi del Terzo Mondo. Ma che ci vogliamo aspettare da un governo di leghisti e nostalgici del ventennio, dove paradossalmente l'unica voce fuori dal coro è rappresnetata da Fini?
Ah, fra parentesi: la seconda applicazione scaricata da iPhone in Italia è stata ideata da un ventiduenne campano, che consente di ascoltare tutti i discorsi del Duce.
La ciliegina sulla torta? le proposte deviate di Brunetta, che invece che pensare a creare nuovi posti di lavoro assieme al Governo propone di tagliare le pensioni per dare 500 € al mese ai "bamboccioni". E a mia nonna che non ha nemmeno i soldi per comprarsi le medicine chi ci pensa? ed ai bamboccioni che non escono di casa prima dei quarant'anni, ma che in ogni caso lavorano, che facciamo? regaliamo lo stesso 500 €?
Siamo sempre alle solite, ed in tutto questo la vera scossa degli ultimi giorni pare, come sempre, Vendola.

Saluti

martedì 26 gennaio 2010

Questione di Stile

Marrazzo e Delbono. Il primo ex Presidente della Regione Lazio, investito l'anno scorso dallo scandalo dei trans. Il secondo ex Sindaco di Bologna, investito dallo scandalo di presunte vacanze con la segretaria a spese (forse) della comunità cittadina.
Cosa accomuna queste due figure? il fatto che entrambi, a causa di uno scandalo più o meno strumentalizzato, per non dare adito a dubbi e lasciare alla Giustizia la possibilità di appurare fatti e colpe, si siano dimessi.
Questione di stile.
Mi spiace dirlo, ma sono questi gli esempi etici di cui l'Italia ha bisogno, e chiudiamola con i cinismi di chi dice che "tanto son tutti uguali". Perchè a sinistra c'è da sempre un rispetto per le istituzioni che il Berlusconi-Pensiero ha contribuito pesantemente a smantellare.

Saluti

domenica 24 gennaio 2010

Parliamo di Incentivi Rottamazione?

Mentre mia figlia se la dorme, recuperando il sonno perso di questa notte, me ne sto qui in divano concedendomi un po' di tempo per spulciare qua e là nella Rete.
Ciò che mi ha mosso alla ricerca è stata un mezza frase orecchiata per radio un paio di settimane fa, ma che solo ora riesco a trovare il tempo per chiarire. L'argomento dell'itervento radiofonico erano, come spesso accade, l'inquinamento e l'impatto che ciascuno di noi ha sull'ambiente circostante. Tutti sanno come questi temi mi stiano a cuore e mi tocchino da vicino, ora più che mai visto che dovrò "consegnare" questo nostro Pianeta anche a mia figlia e non solo a sconosciute e generiche generazioni future. Uno degli aspetti che più di altri ha da sempre stuzzicato la mia curiosità in quest'ambito è stata la rottamazione delle autovetture.
Chi di noi non ha goduto, almeno una volta nella vita, degli incentivi rottamazione? Io per primo, lo ammetto. Ciò che però ha sempre turbato il mio rispetto per la lingua italiana, è l'appellativo che ormai usualmente si dà a questi aiuti di Stato (e quindi finanziati da noi), di eco-incentivi. Come può essere "eco" un qualche cosa che, vada come vada, tende ad aumentare il numero di automobili in circolazione?
Per non fare confuzione, credo ci siano due aspetti che, in tutta questa storia, vanno considerati:
1) Il primo riguarda l'inquinamento: ci viene detto che sostituire un'auto vecchia con una più moderna comporta un minor inquinamento, poichè motori di nuova generazione inquinano meno; questo è vero fino ad un certo punto, e lo dimostrano numerosi studi di settore; presa, per esempio, una Volkswagen Passat degli anni '90 ed un modello recente, i consumi e le emissioni sono sostanzialmente identiche; ma diamo per un attimo credito alla teoria del "minor impatto ambientale";
2) Il secondo aspetto si lega pesantemente al primo e ridimensiona la suddetta teoria: come possono convincerci (e come possiamo farci convincere), che l'impatto ambientale di un autovettura sia dato esclusivamente dalle emissioni che questa produce? e l'inquinamento prodotto durante le fasi di fabbricazione e lavorazione delle materie prime? e, soprattutto, l'inquinamento legato allo smaltimento delle auto rottamate?

Ed ecco forse l'aspetto che mi inquieta di più: per chiunque sia dotato di un minimo di spirito di osservazione appare evidente come negli ultimi 3-4 anni il parco auto italiano si sia profondamente rinnovato, complici soprattutto gli incentivi rottamazione (che come fine taciuto ma non trascurabile, hanno avuto quello di dare impulso all'industria dell'auto ed al suo indotto, non dimentichiamolo mai). A Padova, la mia città, faccio fatica a trovare targhe vecchio stile del tipo "PD-012345", per intendersi, così come targhe nuove che inizino con la lettera A (AZ-012-AA, per capirsi). Insomma, gli automobilisti italiani hanno cambiato le loro auto a ritmi frenetici, sfruttando il calo dei presso dovuti alla crisi e gli aiuti statali alla rottamazione. Ma tutte le auto "vecchie ed inquinanti" che fine hanno fatto? dove e come sono state e vengono smaltite?
Molte, ne sono certo, vengono vendute su altri mercati (Est Europa ed Asia), rendendo in tal modo vano il termine "eco-incentivo", a mio parere (anche se forse, così facendo, andiamo pur tuttavia a rinnovare il parco auto anche di quei Paesi). Una grande percentuale di auto, però, viene effettivamente demolita. I metalli vengono separati dagli interni, che a loro volta sono divisi nei diversi materiali plastici componenti. I copertoni prendono una strada mentre i cerchioni e le batterie un'altra. I metalli pesanti e più inquinanti sono trattati in maniera apposita.
Ma cosa resta alla fine di tutto ciò? ecco, dopo un paio di ricerche in rete l'ho scoperto. Ciò che resta dallo smembramento di un'autovettura è quello che in inglese viene definito car fluff, termine probabilmente intraducibile in italiano, ovverosia il residuo non metallico che ammonta a circa il 30% in peso del veicolo.
Tutto quanto di un'automobile non può essere recuperato e riciclato per altri usi, viene raccolto insieme e triturato. Il risultato è una sorta di poltiglia, che dovrebbe essere appositamente trattata poichè altamente inquinante (contiene discrete percentuali di metalli pesanti e composti polimerici tossici). Uno degli utilizzi "utili" del car fluff è il suo impiego quale elemento primario per il cosiddetto RDF (Refuse Derived Fuel), combustibile composto sostanzialmente da plastica e gomma bruciato nei termovalorizzatori.
Manco a dirlo il più delle volte il car fluff viene "smaltito" in maniera illecita se non addirittura venduto come concime a basso costo, che agricoltori ingenui comprano ed usano per le loro coltivazioni.
In rete ho trovato un paio di interventi datati Gennaio 2006 in un forum che potete trovare qui.
Un po' più recente (Novembre 2008) è un articolo comparso su Rinnovabili, dove oltre a un po' di interessanti cifre (per esempio la produzione europea annua di car fluff viene quantificata in 300.000 tonnellate, mentre in Italia si smaltiscono circa 1,5 milioni di veicoli l'anno), si cita anche un progetto pilota per tre piro-gassificatori, che dovrebbero utilizzare il car fluff rendendolo così meno impattante per l'ambiente. Senza addentrarsi nel dettaglio del processo di piro-gassificazione, si può dire che, sostanzialmente, il car-fluff verrebbe bruciato in appositi serbatoio sotto vuoto e ad alte temperature per consentirne la completa dissociazione chimico-fisica, ottenendo come prodotti ceneri inerti ed un gas (ricco in metano), che verrebbe quindi bruciato in un motore per la produzione di energia elettrica.
Saluti

sabato 16 gennaio 2010

Ed ecco a Voi...

Mi scuso con quei pochi irriducibili che, di tanto in tanto, passano di qua per vedere cosa ho scritto, per il silenzio protratto per una settimana, ma martedi' mattina, precisamente alle 3.57, sono diventato papa' di una splendida bambina, di nome Maja.
Ecco svelato il mistero della mia apparente scomparsa: niente paura, e' che sono stato preso da mille attivita' e preparativi, e non ho avuto molto tempo per stare dietro alla mia Societa' Pensante.
Vi lascio una foto di mia figlia.

Saluti

domenica 10 gennaio 2010

2010: Anno della Biodivesità

Riprendo un articolo letto sul numero di Gennaio di National Geographic Italia dal quale apprendo che il 2010 è stato dichiarato dall'ONU "Anno della Biodiversità", e della lotta alla scomparsa (non poi così lenta ed apparentemente inesorabile), di tante specie animali e vegetali.
Quella in corso sarebbe la cosiddetta "sesta estinzione di massa" e, per onor di cronaca, la prima causata interamente dall'uomo. Quali fattori principali della perdita di patrimonio floro-faunistico ci sarebbero il sempre maggior sfruttamento del territorio da parte dell'uomo, per soddisfare i suoi bisogni diretti, ed i cambiamenti climatici.
Il 2010 è anche l'anno che i 192 Paesi firmatari della Convenzione sulla Diversità Biologica avrebbero indicato quale termine ultimo per ridurre la perdita di biodiversità. Dato che l'obiettivo è ancora lontano, lo IUCN (International Union for Conservation of Nature) ha lanciato Countdown 2010, un progetto che, per la prima volta, riunisce a livello globale associazioni ambientaliste e non, comuni, regioni, Stati Sovrani e soggetti privati nella difesa della Biodiversità.
Alcuni numeri, indicati proprio da Sebastian Winkler, direttore di Countdown 2010, sono questi: il 22% dei mammiferi è a rischio estinzione, così come quasi un terzo degli anfibi, un ottavo degli uccelli, il 27% dei coralli di barriera, il 28% delle conifere.
Sempre in quest'ambito, un'interessante iniziativa è stata lanciata proprio dalla National Geographic Society a difesa dei grandi felini, la cosiddetta Big Cats Initiative, con l'intento di unire gruppi ambientalisti, aziende private, comunità locali, studiosi ed agricoltori, nella difesa dei grandi felini.
Proprio dal sito della Big Cats Inititive, si apprendono infatti numeri agghiaccianti: 23.000 Leoni (considerati quindi specie vulnerabile) sono a tutt'oggi censiti sul pianeta, quando appena 50 anni fa essi erano circa 450.000. Le altre categorie di Grandi Felini non se la passano tanto meglio: 50.000 Leopardi (specie vulnerabile), 12.500 Ghepardi (specie vulnerabile), 5.000 Tigri (specie a rischio estinzione), un numero non definito di Giaguari (specie prossima all'estinzione).
Se l'opinione pubblica ha ormai preso una certa familiarità con i concetti di surriscaldamento del Pianeta e rischi ad esso connessi, ancora molto resta da fare sul fronte della biodiversità e della difesa del patrimonio floro-faunistico del nostro Pianeta.

Saluti

giovedì 7 gennaio 2010

Body Scanner

L'ultimo ritrovato in fatto di tecnologia al servizio della sicurezza pare essere, da qualche giorno a questa parte, il body scanner.
Dopo il rischio attentati degli ultimi giorni negli U.S.A., si è riproposto a tutti il tema della sicurezza e della lotta al terrorismo e, come già in occasione del 11 Settembre, per fare ciò ci stanno proponendo limitazioni alla libertà individuale, se non addirittura lesione dei più basilari principi di privacy e buon gusto. D'ora in avanti potrranno guardarci letteralmente sotto le mutande, dopo il consenso dato anche dai Paesi dell'Unione Europa (Italia in testa, con Frattini e Maroni), all'introduzione dei Body Scanner negli aeroporti (per ora solo in alcuni, ad onor del vero).
Le domande che però mi vengono in mente, quasi una reazione automatica all'ennesima taglio alle nostre libertà, sono le seguenti:
1) Quanti terroristi sono stati beccati con le mani nel sacco dopo il rafforzamento dei controllo negli aeroporti di tutto il mondo a seguito del 11 Settembre?
2) Non sarebbe molto più produttivo combattere il terrorismo smettendola di fare guerre ingiuste e senza senso in giro per il Mondo, prosciugando così il brodo di coltura basilare per la nascita e la crescita del terrorismo, quale è l'odio verso un Occidente aggressivo ed arrogante?
Insomma, mi fa paura pensare di vivere in un sistema che, per essere mantenuto e sostenuto, richieda di tagliare quelle stesse libertà che pretendiamo di esportare con le bombe.

Saluti

domenica 3 gennaio 2010

Paese che vai...

Leggendo le pagine de l'Unità apprendo con stupore che gli Stati Uniti d'America, a partire dal prossimo 4 Gennaio 2010, consentiranno nuovamente alle persone affette dal virus HIV di entrare, viaggiare, lavorare e risiedere su territorio nazionale.
Ovviamente il mio sgomento non è tanto dettato dal fatto che queste libertà fondamentali siano restituite a degli esseri umani, ma che fin dal 1987 questi ultimi fossero discriminati a tal punto da essere impediti nella propria libertà personale. Non avrei mai immaginato che gli Stati Uniti avessero chiuso per oltre vent'anni le proprie frontiere ai malati di AIDS. E non immaginavo minimamente che circa 60 Paesi nel Mondo adottino ancora norme restrittive per i sieropositivi, e che 27 prevedano la deportazione per questi ultimi.
Fra i Paesi in cui sono ancora in vigore norme, simili a quelle che gli U.S.A. hanno cancellato con una legge del 2 Novembre scorso, ci sono: Cina, Russia, Australia e Canada.
Non si finisce mai di imparare e di vergognarsi di appartenere al genere umano.

Saluti

venerdì 1 gennaio 2010

Rilevamento Campione Pubblicitario

Eccoci nel 2010, nuovo anno nuove grane e nuove avventure. Devo dire che, come sempre, inizio l'anno con una certa nota di delusione per ciò che non va come dovrebbe, ma anche una discreta curiosità di sapere cosa accadrà.
Ieri sera naturalmente abbiamo festeggiato, io e mia moglie con la piccola Maja, che nascerà a giorni, assieme ad amici, e proprio ieri sera ho fatto una scoperta interessante chiacchierando con una ragazza mai incontrata prima. Come spesso accade, dagli incontri casuali c'è sempre qualche cosa da imparare, e nella fattispecie ho appreso quanto segue.
Lei (Paola), è di Parma ma lavora a Milano per una società che si occupa di rilevazioni statistiche e studi di settore in ambito pubblicitario: ciò che fa Auditel per la televisione, loro lo fanno per la radio e per la pubblicità stampata, sia essa su giornali o montata per la strada su mega cartelloni. Al di là del sentimento che nutro per la pubblicità in genere, mi riscopro sempre stupito quando apprendo quanti soldi si investano in studi di settore ed in nuove trovate per vendere un determinato prodotto.
Ma veniamo al punto.
Paola si occupa, assieme ad un team di colleghi, di studiare e valutare quanto efficace possa essere una determinata posizione per un cartellone pubblicitario. Appreso questo, la mia domanda (penso la più istintiva per chiunque), è stata: ma come diavolo fate a sapere quanta gente passa davanti al potenziale cartellone e quando? Beh, la risposta è stata piuttosto ovvia, con il senno di poi, ma devo dire sorprendente: tramite GPS.
Così come un certo numero di famiglie viene dotata di apparecchi per i rilevamenti dello share, così in più di 40 città italiane un buon numero di "italiani medi" viene dotato di GPS personale, che ne indica istante per istante la posizione. Dagli spostamenti (a piedi, in auto, in bici, ecc), di questo campione il team di ricerca può determinare se la posizione del cartellone pubblicitario può risultare efficace o meno.
Il Grande Fratello ormai ci studia come fossimo cavie da laboratorio.

Saluti