domenica 23 gennaio 2011

I libri fanno ancora paura

E' notizia di questi giorni, che starebbero sparendo dalle biblioteche comunali del Veneto leghista i volumi di Roberto Saviano e di alcuni scrittori espressisi a favore di Cesare Battisti.
Tutto e' iniziato quando, il 20 Gennaio scorso, l'assessore regionale all'istruzione, Elena Donazzan (in quota Lega Nord), aveva commentato "Non chiediamo nessun rogo di libri, intendiamoci. Semplicemente inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi".
Chi possa e debba sentirsi in diritto di valutare se alcuni testi siano diseducativi o meno, e' materia tutta da scoprire, soprattutto se espressa da un partito i cui esponenti (o pe rlo meno alcuni di essi), hanno spesso orgogliosamente dichiarato di non aver mai concluso un libro in vita loro. La Donazzan ci ha poi tenuto a rincarare la dose “Un boicottaggio civile è il minimo che si possa chiedere davanti ad intellettuali che vorrebbero l’impunità di un condannato per crimini aberranti”
Queste dichiarazioni sono comparse su un articolo di Repubblica proprio il 20 Gennaio, e dimostrano come in Italia si faccia ancora fatica a distinguere cultura da censura, due temi ed agomenti che corrono necessariamente su binari separati, ma che in troppi vorrebbero sovrapposti.
Questo blog ritiene invece fermamente, che uno Stato libero e democratico dovrebbe dare tutti gli elementi ai cittadini per poter valutare cosa sia giusto e cosa sbagliato. Su questo dovrebbe fondarsi la vera educazione.
Che Battisti, condannato per quattro omicidi politici, debba scontare una giusta pena e' fuori di discussione, ma questo non dovrebbe avere nulla a che fare con la libera espressione di un pensiero o con la pubblicazione di un libro.

Saluti

4 commenti:

nonno - enio ha detto...

saviano non fa paura, fa semplicemente caga.. e te lo dice uno che non è un leghista, ma un terrone per intenderci.

andreacamporese ha detto...

Scusa Nonno Enio, non capisco se "caga" lo hai scritto con l'accento, quindi "cagà" (cagare), oppure no. Nel secondo caso, almeno qui da noi in Veneto, le tue parole potrebbero significare che Saviano fa "cagare", fa una paura tremenda. Nel primo caso, invece, si potrebbe capire che Saviano fa schifo.
Quale delle due cose volevi dire? la prima, su questo blog, non è accettabile per i termini usati, visto che stiamo parlando di una paersona che, condivisibile o meno, si sta facendo un mazzo tanto di denuncia contro la Camorra.
Vedi un po' tu.
Saluti

nonno - enio ha detto...

il caso è il secondo! In trentino è arrivato, fresco fresco ha fatto la solita denuncia sulla mafia che si inserisce nei gangli della politica locale... bal, bla bla... Il giorno dopo è stato convocato dal Prefetto di Trento che formalmente gli ha chiesto di fare nomi e cognomi se era sicuro di quello che aveva detto il giorno prima... ha detto che il suo discorso era GENERICO... Un discorso che potrebbe fare chiunque. Saviano, in my opinion, è nu quaqquaraqquà che scrive libri (di fantasia) che hanno un certo successo...

andreacamporese ha detto...

Beh, nonno Enio, mi deludi pesantemente. Te e quelli come te non capiscono, a mio parere, che a volte di queste cose è anche necessario parlare in termini generici, come dici tu, perchè l'Italia è piena di gente che si lamenta ma non si muove, di cinici, di omertà e silenzio.
Giudicare gli altri è sempre piuttosto facile, visto che ognuno di noi fa meglio, farebbe meglio, avrebbe fatto meglio.
Saluti