lunedì 31 gennaio 2011

Perchè continuate a tollerare?

Davvero, Italiani, perchè continuate come nulla fosse? Come se il vostro Premier, democraticamente eletto ben inteso, non fosse un vile omuncolo dedito solamente ad interessi (e spassi) privati? "Perchè tanto se non ci fosse lui ce ne sarebbe un altro"? è questo che pensate? Siete ormai così sotterrati nel cinismo, che non avete voglia di alzare la testa in un moto d'orgoglio? Certo è comodo pensare che mai nulla cambierà, e che quindi tanto meglio, tanto peggio.
Insomma, per cambiare le cose bisogna parlare, bisogna informarsi, bisogna porsi dei probemi, e a quanto pare chi fa fatica ad arrivare a fine mese ha altro a cui pensare. Legittimo. Ma è questa l'Italia che volete consegnare ai vostri figli? Non vi vergognate? In fin dei conti lui è figlio del vostro sistema e voi siete stati plasmati, in vent'anni, dal suo.
La settimana scorsa il New York Times ha aperto un interessante forum on line, nel quale ci si poneva la domanda: "Perchè gli italiani cotinuano a tollerare Berlusconi?". Sono stati chiamati a scrivervi la loro opinione diversi professionisti, da psicologi a politologi, passando per economisti e giornalisti, la maggior parte italiani. La tesi comune sarebbe che, nonostante il popolo italiano possa averne le scatole piene, Berlusconi regge al potere perchè soddisfa le lobby. Degli industriali, innanzitutto, con defiscalizzazioni ed aiuti finanziari, e poi i ricconi di mezzo Paese, con depenalizzazioni e Condoni Fiscali, non ultimo il Vaticano, consegnando sempre più soldi alle scuole private.
La mia teoria, però, è purtroppo un'altra: gli italiani in realtà non sono stufi di Berlusconi, perchè agli Italiani rompe doversi porre dei problemi e delle domande sul futuro, gli italiani preferiscono lamentarsi tutti i giorni, ma sapere che i loro problemi sono sempre gli stessi, in una consolante quotidianeità, piuttosto che dover affronatre l'incognita del domani. Agli Italiani piace delegare le proprie scelte e decisioni, ed il voto è solo l'espressione di questo sentimento: non un momento per stabilire davvero chi guiderà il Paese, ma solo un'occasione di delega a tempo pieno, di modo da poter staccare il cervello e pensare a qualcos'altro.
Che tristezza.
Per fortuna, e questa è l'unica nota positiva, una buona fetta di popolo italiano ne ha davvero le scatole piene. Servirà?
Saluti

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