domenica 18 settembre 2011

Politica temporale e politica sociale

Questa settimana ho avuto modo di vedere un paio di volte Otto e Mezzo, il programma di Lilli Gruber su La7. A seguire, sempre sullo stesso canale, giovedì ho visto la prima puntata di Piazza Pulita, il nuovo programma di approfondimento politico di e con Corrado Formigli. Sempre questa settimana ho avuto modo di leggere sui quotidiani di Tarantini, di Berlusconi, delle escort, delle deputate che le procacciavano, delle festine, degi intrallazzi, dei ricatti al Premier.
Come cittadino italiano penso di poter dire che ne ho le scatole piene.
Sono anni che, fra beghe giudiziarie e scandali sessuali, ci si occupa solamente di quello che non vorremmo che Berlusconi facesse, invece di dire chiaramente cosa faremmo noi (opposizione o liberi pensatori), al posto suo. Lungi da me l'idea di volerlo difendere, sia ben chiaro, ma davvero l'Opposizione ed i giornalisti non hanno nulla da dire sul come si pensa di uscire dalla crisi se, ipoteticamente, domani dovesse venire meno il Governo? Non ho ancora sentito nessun esponente del PD o di Italia dei Valori dire come dovrebbe cambiare il sistema Stato per evitare che una crisi come quella che stiamo vivendo non si debba ripresentare, o cosa farebbero per dare un lavoro a quel 20% di giovani disoccupati, o come vorrebbero cambiare le regole di "flessibilità del lavoro", che tanti danni ha provocato. Non ho ancora sentito nessuno che, con tono grave e sguardo serio, mi abbia convito di voler stroncare lo strapotere delle lobby e delle caste italiane, che ormai legano le mani a qualsiasi incisiva azione politica tesa ad un cambiamento reale, nonostante sia quello che chiedono, da tempo, le piazze, i movimenti e le forze extra parlamentari.
A onor del vero su L'Infedele di e con Gad Lerner, lunedì scorso ho sentito cose molto interessanti. Patrimoniale, in diverse salse e forme, ICI per la Chiesa, tasse equamente ripartite. Insomma, ho sentito delle proposte. Peccato che non fosse presente alcun big della politica.
Allora, per concludere, mi viene da fare un paragone. Così come io mi sono sempre dichiarato avverso all'istituzione Chiesa, mentre non ho mai provato alcuna antipatia particolare per religione, fede o spiritualità (per quanto io non sia credente), che nulla hanno a che fare con le implicazioni materiali e terrene, o con il potere temporale ed economico, così ora mi trovo ad osteggiare il Parlamento e l'esercizio "temporale" della politica, nonostante provi profonda ammirazione per la politica "spirituale" e sociale, e ne consideri tanto alto il valore e l'utilità. Questa cosa però mi crea profondo rammarico, perchè il Parlamento dovrebbe essere il luogo di esercizio della politica intesa nel suo senso più alto (quasi classico e filosofico), e credo che questo spazio vada riconquistato il prima possibile. Purtroppo, come faceva notare Lilli Gruber qualche sera fa, al momento non vedo grandi statisti che potrebbero incarnare questo spirito, riportandolo negli spazi che gli sono propri.

Saluti

2 commenti:

@enio ha detto...

la politica oggi è vista come una occupazione che ti permette di guadagnare favori e soldi sopratutto agli intrallazzari e tutti cercano disperatamente d'entrarvi a far parte

Bastian Contrario ha detto...

Non si sentono programmi alternativi al berlusconismo, semplicemente perché non ci sono mai stati.
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