martedì 24 marzo 2009

Camorra: storia di vita vissuta

Apprendo e rilancio il bell'intervento del Carcerato (qui lo trovate per esteso), sul malaffare italiano e sulla 'ndrangheta in particolare, con una storia di vita vissuta.
Non si tratta del solito "ho sentito che...", o del "un mio amico mi ha raccontato che...", ma di un puro e semplice "io, in prima persona, c'ero e vi dico cosa mi è capitato".
Per motivi di riservatezza e lavorativi, è importante che specifichi che non citerò i nomi delle persone e delle società coinvolte.

Mi trovavo, l'Estate scorsa, impegnato con la società di ingegneria per cui lavoro in attività impiantistiche presso un grosso sito produttivo industriale ad Acerra, in provincia di Napoli. Come società di ingegneria avevamo ricevuto l'incarico di installare una nuova centrale termica per produrre fluidi di processo (acqua fredda, calda, vapore, aria compressa, ecc), con l'obiettivo (già tentato e mancato nel 2000, con spese ingentissime di fondi pubblici), di rilanciare il sito industriale.
Nel sito sono tutt'ora insediate quattro società, che lì posseggono impianti e linee di produzione per lo più di materie plastiche. Una delle quattro (che chiameremo N) è nostro diretto cliente, in qualità di gestore della produzione e distribuzione dei fluidi di processo per le altre tre. Tuttavia la società N non è molto presente nello stabilimento, se non con qualche operativo. La vera padrona della zona è invece la società S (chiamiamola così), che fà il bello e cattivo tempo.

Un giorno sono rientrato negli uffici di cantiere dopo un sopralluogo e trovo i nostri capo cantiere e capo commessa che confabulano, in un angolo, con in mano una lettera. In qualità di responsabile tecnico mi avvicino preoccupato, poichè avevo odorato problemi. Interrogo i miei colleghi sulla questione e loro, in tutta risposta, mi porgono il foglio perchè io possa leggere con i miei occhi.
Il responsabile personale della società S, con la quale noi non avevamo alcun rapporto di lavoro, si era presentato in mattinata, alla luce del Sole, ed aveva recapitato la missiva, con la quale si portava alla nostra attenzione una persona, che ci stavano invitando ad assumere come segretaria di cantiere.
Già solo questo sarebbe incredibile.
Per di più la tizia, una donna sulla quarantina, non presentava il minimo curriculum o esperienza in campo tecnico, ma dichiarava di aver avuto invece un passato come baby sitter e suonatrice di violino.
Io, stupefatto, ho squadrato i miei colleghi e, già arrabbiato, ho chiesto come avrebbero gestito la cosa. Fosse stato per me li avrei mandati tutti a quel paese, ma il capo commessa, che è una persona molto più equilibrata di me, ha invece chiamato il nostro cliente diretto, che ha sistemato la questione e nessuno è più venuto a romperci le scatole.

Questo è solo il fatto più ecclatante, fra alcuni che sono successi l'anno passato, e che stanno a testimoniare assieme a migliaia di altri, che ambiente generino e mantengano le cosche mafiose, la camorra o la 'ndrangheta che sia: richieste o proposte fatte in forma fin troppo cortese ma che, se rifiutate, possono avere conseguenze anche drammatiche.
L'anno scorso, in cantiere, lavorava anche una società nostra co-sorella e facente parte dello stesso gruppo cui appartiene la società per cui lavoro. Ebbene, agli operai di questa co-sorella hanno tagliato le gomme dei muletti per un mese di fila. Poi, d'improvviso, hanno smesso.
A noi hanno chiesto di assumere solamente manovalanza locale, e per portare in cantiere una squadra di tubisti di fiducia del nord (con dipendenti, per altro, siciliani), siamo dovuti passare direttamente attraverso il nostro cliente, la società N, che garantisse per noi.

Saluti

4 commenti:

amatamari ha detto...

Episodi di questo stampo mi privano della capacità di scrivere qualcosa di sensato.
Perche' sono la punta di un iceber.

Antonella ha detto...

é già un miracolo che non vi sia stata alcuna conseguenza al diniego dell'assunzione

l'incarcerato ha detto...

Grazie per questa tua testimonianza.
Purtroppo questa è al conferma di come la criminalità organizzata controlla l'economia del Paese, hanno un controllo assoluto di molte imprese e ti dico di più: molte imprese del nord cercano l'appoggio della mafia per non avere i problemi con gli operai, nel senso che controllano i conflitti naturali e democratici.

AD esempio in Calabria gli sciperi sono rarissimmi, annzi qualche anno fa a Gioia Taura c'è stato l'unico sciopero della storia calabrese e alla fine il sindacato si è arreso a causa delle continue minacce.

Io, come hai visto, sto facendo un inchiesta sulla'ndrangheta e devo dirti che sono giunto alla conclusione che il nostro è diventato uno Stato mafioso. Non c'è via d'uscita se la società civile non si ribella a tutto ciò!

Un abbraccio!!

Te-Pito-O-Te-Henua ha detto...

Ma che terribile questo, sempre il stesso modus operandi di questa attività criminali organizzati.
Ciao.
Sill