Sito denuclearizzato

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venerdì 30 settembre 2011

Mafie e lobby di Stato

Dopo un lungo silenzio, dovuto essenzialmente alla nuova personcina con cui condivido il medesimo tetto, torno riportando il sunto di uno scambio di opinioni avvenuto ieri con un paio di colleghi. Si discuteva di crisi politica, di crisi economica, di crisi quasi esistenziale del Paese, su che cosa il Governo non sta facendo e dovrebbe fare per rilanciare un po' l'economia e ridare fiducia ai cittadini prima che ai mercati, e che tipo di influenza hanno sulla situazione attuale i comportamenti "leggeri" cui ormai ci hanno (e ci siamo) abituati negli ultimi vent'anni.
Non poteva non mancare la battuta sul Sud che spende invece che produrre.
Nonostante l'iniziale battuta provocatoria di uno dei due colleghi sul Meridione, devo dire che ho trovato una sponda tutt'altro che stupida e qualunquista, e la discussione sulla Mafia e sulla Camorra si è rapidamente estesa portandoci ad una conclusione. Le Mafie "ufficiali" non sono che la punta visibile (e non legalizzata), si un sistema di malaffare diffusissimo in Italia, senza il quale sembra che il Sistema Stato non sia in grado di avanzare e sostenersi. Le logge massoniche sono una forma di Mafia, le corporazioni sono una forma di Mafia, talune associazioni sono una forma di Mafia, così come (e qui mi troverò sotto il fuoco incrociato dei cecchini), talvolta il Sindacato, la Confidustria, la lobby dei notai, dei commercialisti, dei tassisti e chi più ne ha più ne metta.
In Italia la politica non vuole smantellare questo sistema, perchè la politica stessa è una forma di Mafia (essere inseriti in una lista elettiva bloccata non è una forma di "favore" all'amico dell'amico?), e di essa si nutre. La differenza con Camorra ed 'Ndrangheta? che quelle citate sono legalizzate dal sistema.
La conclusione logica è quindi che dovremmo smetterla di vedere solo il lumicino che ci mostrano, pensando (o illudendoci) che l'arresto dell'ultimo boss possa in un qualche modo bloccare il sistema mafioso in Italia. Le Mafie del Sud fanno affari d'oro al Nord, e vi si sono installate già da diversi decenni (checchè ne dica la Lega), e le Mafie del Nord investono e scaricano rifiuti al Sud. Ma questa, come detto, è solo la faccia illegale e più romanzesca della cosa, perchè in Italia "mafia" significa altro tant'è che quando Falcone e Borsellino hanno iniziato a puntare il dito sulle collusioni mafia-Stato sono stati fatti fuori.
Che cosa aspettarsi allora da questa politica? certo non tutti sono conniventi e non tutti sono sporchi, ma allo stato attuale delle cose possiamo aspettarci che qualcuno dimostri un colpo di reni e di orgoglio e rinneghi (o quanto meno ridimensioni) questo sistema che, come detto, non è solo del Sud, non è solo della Politica ma è anche di molti dei nostri commercialisti, notai, avvocati, ecc, ecc, ecc?

Saluti

lunedì 9 maggio 2011

Un'altra Memoria che non si cancella

Ieri, 8 Maggio, era la Festa in Memoria delle vittime del Terrorismo. Come dimenticare, in questo momento, i tanti giudici, magistrati, uomini di scorta, esponenti del mondo civile colpiti direttamente o indirettamente perchè avversi ad una Società fondata su terrore e Mafia. Certo Terrorismo e Crimine Organizzato non sono la stessa cosa, ma fanno parte del nostro passato e, ahimè, del nostro presente, quindi importante è non dimenticare.
Sto leggendo un interessantissimo libro intitolato "Le due Guerre: perchè l'Italia ha sconfitto il Terrorismo e non la Mafia" di Gian Carlo Caselli, dove la tesi discussa e (a mio avviso), dimostrata è la seguente: lo Stato ha sconfitto il Terrorismo e non la Mafia, perchè il primo si è sempre posto come altro rispetto allo Stato ed alla Società, mentre la seconda è legata a doppio filo con ampi settori del nostro Paese, che alla Mafia non vogliono rinunciare.
Certo un Presidente del Consiglio, che in una giornata come quella di ieri, non fa altro che parlare di "guerra civile dei PM contro di me", o di congiura massonica o addirittura della Magistratura come di un "cancro da estirpare", rende bene l'idea di che razza di scontro ci sia in corso, di quanto vicino a determinati poteri forti si stia muovendo la Magistratura, che in questo momento dovrebbe avere la nostra completa e piena solidarietà.

Saluti

giovedì 10 dicembre 2009

Cosentino: atto secondo

Mi ero già interessato al Sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (qui il mio intervento), probabile candidato alla Regione Campania per il PdL, ed alla richiesta di rinvio a giudizio per collusioni con la Mafia. Fino ad oggi la cosa era poi scomparsa dai quotidiani. Fino a oggi, ripeto, quando, dando un'occhiata all'Unità on line, ho letto la notizia: "Cosentino, l'aula nega l'arresto del sottosegretario".
Riassumo: la richiesta d'arresto del Sottosegretario è stata messa i voti della Camera dei Deputati che, in un modo o nell'altro, si è dichiarata contraria con voto segreto alla cosa.
Dato che non mi risulta sia in vigore l'immunità parlamentare, mi chiedo per quale motivo l'arresto di un deputato debba essere messo ai voti in Parlamento, come a dire: se il deputato appartiene alla maggioranza si salverà se appartiene all'opposizione no.
Vorrei una persona qualsiasi che provi ancora a convincermi che la Legge è uguale per tutti.

Saluti

venerdì 4 dicembre 2009

Le schizofrenie di Bonaiuti

Oggi Gaspare Spatuzza, super pentito di Mafia, depone nell'aula bunker del Tribunale di Torino, per quella che Fini stesso ha definito "una bomba atomica". Spatuzza chiama pesantemente in causa Dell'Utri e Berlusconi quale supporto politco alle stragi di Mafia del '93, "... non come quei quattro socialisti che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra ...", e questo ovviamente per qualsiasi persona interessata al futuro del nostro Paese apre scenari importantissimi.
Le prime reazioni del Governo sono ovviamente di difesa del Capo. Spatuzza lavora per la Mafia, commenta lo stesso dell'Utri (già condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, non dimentichiamocelo, ed è ancora a piede libero), mentre Bonaiuti usa queste parole: "... è del tutto logico che la mafia attacchi il presidente del Consiglio perché il governo agisce contro la criminalità organizzata. I risultati del governo contro la mafia non hanno precedenti negli ultimi vent'anni ...", il che ovviamente fa sorridere.
Forse sarebbe il caso di ricordare a Bonaiuti le ultime (di una lunga serie), esternazioni del Premier sulla Mafia? Non fu proprio Berlusconi a ritenere inutile, non più di un mese fa, la riapertura delle indagini in merito alle stragi del '93 ed alla morte dei giudici Falcone e Borsellino? Non è forse il Premier a proporre di mettere le mani sul reato per concorso esterno in associazione mafiosa (che caso, proprio la colpa che si ascrive a Dell'Utri), per eliminarlo? non è stato forse sempre lo stesso Berlusconi, qualche giorno fa, a dichiarare che "... se trovo chi ha fatto le nove serie della Piovra e chi scrive quei libri sulla mafia, che ci fanno fare una bella figura all' estero, lo strozzo ..."?
E questo, caro Bonaiuti, sarebbe il senso civico ed anti mafioso del Suo capo? mi scuso per la disattenzione, ma davvero non colgo nelle parole del Premier la sottile sfumatura che dimostrerebbe la lotta senza quartiere al Crimine Organizzato.
Un'ultima cosa: non fu proprio un esponente del Governo Berlusconi a chiedersi come mai i contribuenti dovrebbero accollarsi l'onere della scorta a persone come Saviano? in fin dei conti, se hanno deciso di mettersi contro Mafia, Camorra o 'Ndrangheta saranno ben fatti loro, giusto?!?

Saluti

domenica 29 novembre 2009

Sì alla Mafia

Come di consueto, negli ultimi anni, il messaggio che parte dalle cannoniere mediatiche del Premier e che lui, sapientemente, riprende ed usa come base di partenza per soliloqui in diretta televisiva (anche sulle famigerate reti nazionali), è il seguente: parlare della Mafia, della Camorra o della 'Ndrangheta non paga, non serve, ed anzi scredita il nostro Paese agli occhi del mondo.

Ed allora avanti con collusi eletti in Parlamento, avanti con candidati presidenti regionali con chiari e documentati legami con le cosche, e nel contempo tirate d'orecchie e minacce più o meno velate a chi scrive, informa e lotta tutti i giorni contro il Crimine Organizzato.
Perchè questo disegno? Perchè diffondere la cultura del silenzio, dell'omertá, del " Godiamoci la vita, tanto non cambierá mai nulla"? forse per il semplice motivo che tanti (troppi) personaggi illustri sono coinvolti e così, come la storia (che ormai sempre meno persone studiano, tanto non serve a nulla), insegna, i potenti parlano paterni al popolino, persuadendolo che alcune cose sono troppo grandi per essere intese e capite, e che tanto vale non preoccuparsene. Provano a convincerci che coloro i quali si interessano di certi fatti sono dei farabutti, dei cospiratori, che cercano addirittura la guerra civile, ed il popolino, in tutto questo, perde di vista la morale di base, e cioè che il malaffare è cosa da punirsi. Accettiamo sempre più spesso la squallida giustificazione che tanto fanno tutti così (come disse candidamente Mastella alle telecamere l'anno scorso, quando lui e sua moglie furuno indagati per favoreggiamento ed abuso d'ufficio, e a proposito che fine hanno fatto quelle accuse reiterate quest'anno?), e non ci rendiamo più conto di cosa siano anche solo la legalitá ed il rispetto delle regole, perchè se i potenti ed i nostri rappresentanti se ne sbattono, per quale motivo ce ne dovremmo preoccupare noi? In tutto questo contesto non pagare le tasse non solo diventa la norma, ma anche una pratica caldeggiata dal Premier, così come lo smantellamento dello Stato Sociale che tanto ha da dire sull'uguaglianza dei cittadini e sulla lotta al malaffare.

Saluti

lunedì 5 ottobre 2009

Vogliamo ridere?

Dopo la sentenza sul caso Mondadori e a valle della manifestazione di Roma per la Libertà di Stampa (partecipata oltre ogni previsione), torna la balla del complotto contro Silvio. A parte il fatto che, come di consueto, 'sta storia ha il solo fine di creare un povero martire e distogliere l'attenzione dal focus del problema (e cioè che Belrusconi è, fondamentalmente, un disonesto), sugli organizzatori del "complotto" questa volta ci illumina Bossi.
Il Senatùr ha avuto il coraggio (e qui ce ne vuol tanto, perfino gli elettori verdi me ne daranno atto), di affermare quanto segue: che le vicende personali del premier sono "un problema creato dalla mafia, noi abbiamo fatto leggi pesantissime contro la mafia e quindi c'era il rischio che se la pigliassero con Berlusconi".
Ecco, volete ridere? prego, io son qui che mi tengo la pancia.
Saluti

venerdì 2 ottobre 2009

Libertà d'informazione? Sì grazie!

Mentre va in scena l'ennesimo sberleffo al Premier ed al suo modo (o desiderio) di condurre la partita della legalità in Italia, ricordo a tutti che domani, aRoma, si svolgerà la Manifestazione per la Libertà di Stampa (15.30 Piazza del Popolo), indetta originariamente dall'Associazione Giornalisti ed alla quale hanno poi aderito numerosissime persone. Il tamtam ha interessato anche l'estero, tanto che la raccolta firme lanciata da Repubblica si è riempita di nomi stranieri, dal mondo del cinema ai premi Nobel.
Proprio ieri mi è arrivata una mail di un mio carissimo amico, che vive a Londra ormai da diversi anni, che richiamava alla raccolta in BBC Bush House The Strand, London, per manifestare per la libertà di stampa in Italia.

A margine di questo, vorrei anche riportarvi la testimonianza di uno dei soliti "modi all'italiana". Una persona di famiglia, che lavora all'INPS, mi ha confidato che l'Istituto pensionistico ha ricevuto ordine dal Governo di verificare a tappeto le pensioni per invalidità poichè, come si sà, moltissime sono fasulle o gonfiate. Ebbene, fin qui nulla di strano. Se non che, un'impiegata calabrese ha denunciato molte di queste persone, ree di aver dichiarato il falso. Secondo il mio punto di vista, ha solamente fatto il suo dovere. Non è una spia nè una delatrice: semplicemente una persona che ha svolto il compito per cui lo Stato la paga, ed in più ha fatto chiarezza su numerose situazioni che, giriamola come vogliamo, gravano sulle nostre spalle e siamo noi con le nostre tasse a pagare.
Ebbene, questa signora ora vive sotto scorta, poichè è andata a toccare uno dei canali finanziari della 'drangheta.
Conclusione? In Italia chi fa il suo dovere è costretto a vivere sotto scorta.
Nota dolente? Mai come sotto il Governo Berlusconi si è parlato meno di lotta alla Criminalità Organizzata.
Grazie Presidente.

Saluti

domenica 20 settembre 2009

Ipocrisie di Regime

La Santanche' inscena una sorta di protesta contro il burqa, proprio nel periodo di fine Ramadan e dichiara: "Mi hanno aggredita". Mi chiedo se l'ariana esponente della destra piu' becera non abbia nulla di meglio da fare, che inscenare questo tipo di proteste. Che si tratti di fuoco sacro per i diritti della donna o piuttosto una scenata razzista contro pratiche e culture diverse dalla nostra? La cosa buffa e' che, al giorno d'oggi, qualcuno si berra' le dichiarazioni bufala della destra del tipo "Noi lottiamo per i diritti delle donne". Dichiarazione dello stesso tenore di quelle di Calderoli e Bossi che, all'ennesimo respingimento a suon di fucilate, affermano "Noi respingiamo i clandestini, perche' vogliamo aiutarli a casa loro, perche' e' solo con la diplomazia che risolveremo questo problema".
Certo, con il Premier che ci ritroviamo chiunque puo' spararla ed essere preso sul serio.
Un po' come Brunetta, nuovo strumento molesto al servizio di Berlusconi, che spara a zero contro la Sinistra affermando: "Sinistra parassitaria, che vada morire ammazzata!". Ed orgoglioso, convinto di aver colpito al cuore i problemi del nostro Paese, non si pente e non chiede scusa.
Qualcuno dovrebbe fargli notare che la Sinistra non siede piu' nemmeno in Parlamento.

Il tema del giorno, pero', non sono queste scaramucce di poco conto, ma il ritorno delle salme dei 6 soldati italiani uccisi in Afghanistan.
Non voglio sollevar polemiche e la mia solidarieta' per le famiglie che soffrono e' totale ed sincera.
Quello che pero' mi manda in bestia, e che trovo altresi' offensivo proprio per quelle persone che soffrono come mai nella loro vita, private per sempre dell'affetto di un figlio, di un marito, di un padre, e' l'ipocrisia delle Istituzioni e l'appellativo di "eroi" con cui i ragazzi, ora, vengono nominati.
Perche' "eroi"? Il dolore non deve far scordare, che quei ragazzi stavano lavorando e sono morti, in guerra, come migliaia di persone ogni giorno. Quei ragazzi stavano svolgendo compiti, condivisibili o meno, in nome di un'occupazione illegale che il popolo afgano non ha chiesto. Questo e' un dato di fatto.
Un altro dato di fatto e' che la Democrazia non si puo' esportare con le bombe e con le armi, ma con la diplomazia e costruendo infrastrutture.
Un terzo elemento oggettivo e' che dobbiamo smetterla di pensare (come, a quanto pare, continua a fare la Santanche'), che la nostra cultura sia la migliore possibile e quindi sia degna di essere "esportata" in Paesi e verso popoli ai quali non potrebbe fregargliene meno.

Chiudo questo intervento con una piccola nota polemica, questa si': perche' i quasi mille morti all'anno sul lavoro (le cosiddette Morti Bianche, senza volto, senza nome), non sono Eroi di Stato? non rendono forse abitabili le nostre case questi muratori? non lavorano alle raffinerie che producono la benzina per i nostri SUV? non costruiscono le infrastrutture che ci permettono di muoverci attraverso il nostro Paese?
Presidente Napolitano, io la stimo molto in quanto ex-partgiano, ma non sono forse degne di essere dichiarate Eroi anche queste maestranze di caduti anonimi? o coloro che combattono giorno dopo giorno contro la Mafia e sono abbandonati dallo Stato o, peggio ancora, umiliati davanti all'opinione pubblica e traferiti ad altro compito, solo perche' hanno messo il naso dove non avrebbero dovuto?

Saluti

lunedì 20 luglio 2009

Borsellino: in Memoria di

Ieri a Palermo si sono svolte le commemorazioni per la strage di Via D'Amelio, dove trovarono la morte il magistrato Borsellino con la sua scorta.
Borsellino, assieme a Falcone, è forse il simbolo italiano della lotta alla criminalità organizzata, ovunque essa si trovi, sotto qualsiasi veste, di qualunque colore politico.
Ieri, a Palermo, l'anniversario è stato disertato dalla popolazione e dalle istituzioni.
Perchè? perchè questo silenzio glaciale, soprattutto dopo le dichiarazioni di Totò Riina che accusa lo stato e servizi segreti deviati per la strage di Via D'Amelio?
Dal Governo alcune parole di lode e ricordo, ipocrite, come solo le dichiarazioni a distanza sanno essere. Soprattutto da parte di esponenti di una Maggioranza, che continua a tenere fra le sue fila collusi con la mafia, rei quasi confessi, imbonitori dediti al malaffare.
Purtroppo, ora più che in passato, bisognerebbe tenere alto il ivello di attenzione. Quando si lanciano appalti pubblici a fondo perduto, quando si preferisce urlare contro personaggi come Saviano, accusandoli di "paranoia verso la Camorra" (questo venne detto non più di un paio di mesi fa, quando Saviano lanciò l'allarme sugli appalti in Abruzzo), quando si promuovono scudi fiscali protettivi per gli evasori ed i mafiosi, quando esponenti di Governo (ma purtroppo non solo), sono giudicati in primo grado colpevoli ma continuano a sedere in Parlamento, quando nel pacchetto sicurezza solo in extremis si reintroducono pene severe per gli imprenditori che non denunciano la mafia... quando tutto questo accade ed una commemorazione come quella di ieri viene abbandonata nel silenzio, allora si deve tenere alta la guardia.

Saluti

giovedì 30 aprile 2009

Gossip Berlusconi: ecco la Fregatura

Ed ecco la fregatura che, come sempre e di soppiatto, ci scivola sotto al naso senza che alcuno la veda. Da un lato fuochi d'artificio a distrarre la platea, dall'altro gol di mano, insomma.
Mentre giornali ed opinione pubblica si dividono sullo scandalo già ribattezzato EuroVeline e sulla denuncia senza mezzi termini di Veronica Lario Berlusconi, nella notte di ieri Lega e PdL si dividono su una postilla fondamentale del Ddl Sicurezza. Dopo la rottura sulle ronde e sulla richiesta che i medici denuncino gli immigrati irregolari, ora il nodo della discordia è l'eliminazione dell'obbligo di un imprenditore di denunciare un'estorsione, pena la perdita dell'appalto pubblico.
Mi pare una cosa gravissima, che però non merita nemmeno una prima pagina.
Il Governo, per mano del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e del Guardiasigilli Angelino Alfano (diciamoli, nomi e cognomi!!!), ci stanno dicendo che un imprenditore non avrà più l'obbligo di denunciare un'estorsione, e quindi non rischierà più di perdere l'appalto vinto e vedersi ritirare la licenza. Penso che in questo momento la Mafia e la Camorra stiano brindando per l'ennesimo colpo andato a segno. Certo il Ddl Sicurezza non è ancora passato e non è ancora stato approvato del tutto, ma si profila già la richiesta di fiducia da parte del Governo per paura di uno scivolone e di uno spaccamento della maggioranza.
Il Ministero dell'Interno (Maroni con il Sottosegretario Mantovano), sono ovviamente furiosi, e questa volta mi viene da dar loro pianamente ragione (qui l'articolo).
Penso che, in definitiva, questo sia il senso del Gossip-Berlusconi e la strategia adottata negli ultimi quindici anni, che la sinistra non è stata in grado di contrastare: da una parte veniamo distratti dal Gossip, dall'altra si aiutano il malaffare, le cosche e gli amici degli amici, lontani da occhi indiscreti e sfruttando la Cosa Pubblica che tutti noi paghiamo. 
Alla luce del Sole, meglio di così.
Ed intanto anche il Federalismo Fiscale targato Lega è legge: le tasse resteranno sul territorio. Invece che spingere su una cultura di solidarietà (ma non di buonismo!!!) ed intensificare i controlli per evitare, per esempio, infiltrazioni di stampo mafioso negli appalti pubblici (grazie Ministro Alfano!!!), si diffonde la cultura del "Ognuno per se", o meglio, "Padroni a casa propria" come, con retorica barbara, sbraita la Lega da decenni.
Saluti

domenica 5 aprile 2009

'ndrangheta e criminalità organizzata

Mentre Berlusconi si fa ridere dietro dal mondo, mentre un popolo unito e coeso dietro ai simboli della CGIL attraversa Roma in maniera del tutto pacifica ma profondamente incazzata, mentre Brunetta non trova nulla di meglio da fare che definire tutto ciò una "scampagnata", mentre in Italia nasce la Guardia Nazionale, con la scusa di essere Onlus, movimento neo fascista e vivissimo, mentre tutto questo accade sotto i nostri occhi, vorrei segnalarvi l'ultimo intervento de l'Incarcerato, in merito alla 'Ndrangheta ed a Giuseppe Masciari, un imprenditore che dodici anni fa decise di denunciare un mal costune diffuso e che divenne, per questo, uno dei testimoni più importanti nei processo anti mafia. Da dodici anni, solo per aver fatto il suo dovere, vive nascosto con la moglie ed i due figli, vittime di uno Stato inesistente.
Un abbraccio a l'Incarcerato ed un incitamento a tutti a diffondere questa cosa e cercare di fare un pezzettino di più, nel nostro piccolo e non solo da dietro anonime tastiere (ma sarebbe già qualche cosa).
Saluti

martedì 24 marzo 2009

Camorra: storia di vita vissuta

Apprendo e rilancio il bell'intervento del Carcerato (qui lo trovate per esteso), sul malaffare italiano e sulla 'ndrangheta in particolare, con una storia di vita vissuta.
Non si tratta del solito "ho sentito che...", o del "un mio amico mi ha raccontato che...", ma di un puro e semplice "io, in prima persona, c'ero e vi dico cosa mi è capitato".
Per motivi di riservatezza e lavorativi, è importante che specifichi che non citerò i nomi delle persone e delle società coinvolte.

Mi trovavo, l'Estate scorsa, impegnato con la società di ingegneria per cui lavoro in attività impiantistiche presso un grosso sito produttivo industriale ad Acerra, in provincia di Napoli. Come società di ingegneria avevamo ricevuto l'incarico di installare una nuova centrale termica per produrre fluidi di processo (acqua fredda, calda, vapore, aria compressa, ecc), con l'obiettivo (già tentato e mancato nel 2000, con spese ingentissime di fondi pubblici), di rilanciare il sito industriale.
Nel sito sono tutt'ora insediate quattro società, che lì posseggono impianti e linee di produzione per lo più di materie plastiche. Una delle quattro (che chiameremo N) è nostro diretto cliente, in qualità di gestore della produzione e distribuzione dei fluidi di processo per le altre tre. Tuttavia la società N non è molto presente nello stabilimento, se non con qualche operativo. La vera padrona della zona è invece la società S (chiamiamola così), che fà il bello e cattivo tempo.

Un giorno sono rientrato negli uffici di cantiere dopo un sopralluogo e trovo i nostri capo cantiere e capo commessa che confabulano, in un angolo, con in mano una lettera. In qualità di responsabile tecnico mi avvicino preoccupato, poichè avevo odorato problemi. Interrogo i miei colleghi sulla questione e loro, in tutta risposta, mi porgono il foglio perchè io possa leggere con i miei occhi.
Il responsabile personale della società S, con la quale noi non avevamo alcun rapporto di lavoro, si era presentato in mattinata, alla luce del Sole, ed aveva recapitato la missiva, con la quale si portava alla nostra attenzione una persona, che ci stavano invitando ad assumere come segretaria di cantiere.
Già solo questo sarebbe incredibile.
Per di più la tizia, una donna sulla quarantina, non presentava il minimo curriculum o esperienza in campo tecnico, ma dichiarava di aver avuto invece un passato come baby sitter e suonatrice di violino.
Io, stupefatto, ho squadrato i miei colleghi e, già arrabbiato, ho chiesto come avrebbero gestito la cosa. Fosse stato per me li avrei mandati tutti a quel paese, ma il capo commessa, che è una persona molto più equilibrata di me, ha invece chiamato il nostro cliente diretto, che ha sistemato la questione e nessuno è più venuto a romperci le scatole.

Questo è solo il fatto più ecclatante, fra alcuni che sono successi l'anno passato, e che stanno a testimoniare assieme a migliaia di altri, che ambiente generino e mantengano le cosche mafiose, la camorra o la 'ndrangheta che sia: richieste o proposte fatte in forma fin troppo cortese ma che, se rifiutate, possono avere conseguenze anche drammatiche.
L'anno scorso, in cantiere, lavorava anche una società nostra co-sorella e facente parte dello stesso gruppo cui appartiene la società per cui lavoro. Ebbene, agli operai di questa co-sorella hanno tagliato le gomme dei muletti per un mese di fila. Poi, d'improvviso, hanno smesso.
A noi hanno chiesto di assumere solamente manovalanza locale, e per portare in cantiere una squadra di tubisti di fiducia del nord (con dipendenti, per altro, siciliani), siamo dovuti passare direttamente attraverso il nostro cliente, la società N, che garantisse per noi.

Saluti