mercoledì 22 settembre 2010

Lanciamo la campagna: "Quanti Coglioni in Coda"

Vorrei lanciare una campagna, che ai più sembrerà gretta e volgare, ma che vorrebbe solo essere provocatoria: "Quanti Coglioni in Coda!".
Tutte le mattine mi reco al lavoro, in bicicletta o in moto, e tutte le mattine, soprattutto con la riapertura delle scuole, incontro chilometri di code d'automobili, gente nervosa fin dalle prime ore del mattino, bambini stipati dentro mezzi d'acciaio quando fuori, almeno per il momento, il Sole splende ancora.
La campagna di sensibilizzazione dovrebbe avere, come sottotitolo, "Hai davvero bisogno di tirare fuori l'auto?", perchè spesso e volentieri la accendiamo e ci incolonniamo solamente per accompagnare i nostri figli a scuola, per il loro bene, perchè magari gli Istituti sono lontani, o perchè, in questo modo, possiamo passare con loro venti, trenta minuti in più, che altrimenti non li vediamo nemmeno 'sti benedetti bambini, con gli orari che facciamo. Ma ha davvero senso costringerli dentro alle nostre scatolette, quando magari loro sarebbero ben più contenti di andare a scuola con gli amici? Vale davvero la pena innervosirsi davanti a loro, se qualcuno non ci da la precedenza, brucia un semaforo rosso o, peggio ancora, impegna un incrocio sapendo di non farcela a passare ma "Intanto sono avanzato di due metri"? Vale davvero la pena di riempire l'aria di scarichi e smog (e quanti ne buttano fuori tutte quelle macchine ferme in coda, che non spengono il motore nemmeno ai semafori rossi), invece che provare ad educare i nostri figli che, sì l'auto è importante, ma possiamo farne a meno?
Io ho una bambina di otto mesi, come ormai i più sanno, e non saprei dire come mi comporterò con lei fra cinque, otto o dodici anni. Di certo so cosa vorrei provare ad insegnarle, e cioè ad usare la bicicletta o, quando in età, il motorino. Perchè sono stanco di vedere lunghe file di macchine, superate e sbeffeggiate dalle due ruote, che impegnano almeno una o due ore delle ventiquattro che ci sono concesse in una giornata. Certo non nutro grosse speranze, perchè la gente fondamentalmente è pigra (me compreso, spesso e volentieri), e se dovessi attenermi all'esempio dei miei colleghi e delle persone che mi stanno vicino, beh, davvero non dovrei scriverle nemmeno, 'ste parole. Ma io ci voglio provare, voglio continuare a parlare di questa cosa, perchè non posso pensare che recuperemo un po' di aria respirabile solamente all'esaurimento delle scorte di petrolio.
Meditiamo, meditiamo, meditiamo.

Saluti

2 commenti:

@enio ha detto...

ci sono anche i mezzi pubblici mi pare!

andreacamporese ha detto...

Appunto.