mercoledì 15 settembre 2010

Scuola leghista e Scuola multietnica: le due facce della Società.

Ieri ho riportato la notizia della scuola pubblica di Adro, nel bresciano, dove il sindaco leghista Lancini è pesantemente intervenuto (con che fondi, poi...), per stampigliare il marchio di fabbrica leghista su ogni superficie e dare a tutto una bella mano di verde. Il tutto in nome di un'identità che sà di tempi andati, di strenua difesa di un territorio destinato a non essere più solo nostro.
Di contro, leggo oggi su Repubblica di una scuola elementare, la Pisacane di Torpignattara (Roma), dove solo un'esigua percentuale di bambini è italiana doc. Un paio in qualche classe, nessuno in qualche altra. Perchè ciò dovrebbe essere sbagliato? perchè è stata varata dal Governo una norma che impone una percentuale massima di studenti stranieri in ciascuna classe? e le scuola di periferia o che si trovano in quartieri ad alto tasso di immigrazione, che dovrebbero fare? chiudere i battenti? rinunciare ad educare migliaia di ragazzi più o meno giovani, per prepararli a diventare le nuove generazioni d'Italia?
Parliamoci chiaro, finchè da noi sarà così difficile avere figli, finchè il lavoro precario non consentirà alle mamme di avere il diritto alla maternità, finchè gli asili costeranno così tanto, allora saremo sempre più terra di conquista. Non che la cosa mi sconvolga, la conquista intendo, perchè si tratta di corsi e ricorsi storici: cento anni fa abbiamo invaso l'America, oggi siamo noi l'America. E coloro che professano la chiusura delle frontiere, il blocco degli accessi ed i tetti di iscrizioni nelle scuole per i bambini stranieri, beh scusate, ma credo non abbiamo capito nulla.
I nostri anziani sono soli, perchè noi non abbiamo più nè tempo nè risorse per loro; i nostri campi marciscono, se non ci sono i lavoratori stagionali a raccogliere frutta e verdura; le nostra case ed i nostri palazzi non nascerebbero mai se non ci fossero gli operai extracomunitari ad erigerli; il nostro futuro sarebbe di vecchiaia se non ci fossero i bambini stranieri a renderlo più giovane, variopinto ed interessante.
E noi siamo ancora qui a discutere di un concetto di italianità, che forse calzava nell'Ottocento.

Saluti

3 commenti:

@enio ha detto...

i nostri campi in Abruzzo non marciscono senza extracomunitari, vengono coltivati dai legittimi proprietari. Quì non è come al nord dove tutti vogliono andare a laurà in fabbrica (perchè non ce ne sono e quelle poche licenziano pure), quì c'è la fame nera e la gente va a lavorare in campagna credimi. Per la vendemmia (pagamento in natura) e per la raccolta dell'ulivo io ho il vino e l'olio per tuttpo l'anno.
enio

ps se gli italiani non fanno più figli non è colpa di nessuno, comunque stai tranquillo che nessuno rinuncia a ciulare solo che usano o la pillola o il preservativo, che è meglio....

andreacamporese ha detto...

A me pare che di lavoratori stagionali extracomunitari ce ne siamo molti anche nel Sud, in Sicilia e Calabria, per esempio. In Abruzzo, non so, ma mi fido di quel che dici.
Per quanto riguarda i bambini italiani, sono convinto del fatto che il problema, almeno qui al Nord, sia proprio la difficoltà di "spoasare" bambini e lavoro senza uno Stato Sociale che ti dia il ben che minimo supporto.
Saluti

Blogger ha detto...

Un tetto massimo non mi disturba, aiuta l'integrazione ( 5 bambini stranieri possono trovare amici italiani in classe, non altri stranieri) ma in Italia queste misure non sono mai razionali, hai ragione, sono prese a cazzo sulla base di ideologie vecchie (comunisti: tutti stranieri i bambini, viva la libertá e l'amicizia - fascisti: classi particolari, separate, insieme agli handicappati). Vabbè...