lunedì 20 settembre 2010

Scuola di Adro: Nuovo Atto

Come di consueto l'impossibilità di tenere a freno il "folklore" della Lega appare chiara nei momenti in cui, secondo regole uguali per tutti, ci si trova nella condizione di dover rendere conto a qualcuno al di sopra.
In questo caso, il "qualcuno al di sopra" è il Ministro Gelmini che, nonostante le deprecabili riforme della scuola pubblica ed i regali agli istituti private e paritari, alla fine si è decisa a chiedere al Sindaco di Adro, di rimuovere i simboli della Lega dalla scuola comunale. La risposta del primo cittadino, per chi non avesse ancora letto gli articoli apparsi sui quotidiani nazionali e locali, è stata picche.
Picche ad uno Stato che la Lega non riconosce. Picche ad un'istituzione pubblica (quella scolastica), che la Lega usa a suo personale uso e consumo. Picche, come sempre, di facciata e propaganda, poichè in quello Stato ed in quelle istituzioni pubbliche, la Lega ci sguazza e ci guadagna non pochi soldini, anche direttamente da quella Roma Ladrona, che tanto (a parole) depreca.
Ecco dove ci ha portati la politica aziendale di Berlusconi e, ahimè, ecco dove ci porterà anche l'Opposizione che, in tutto questo, come sempre si perde in beghe interne e distinguo dell'ultim'ora.

Saluti

2 commenti:

@enio ha detto...

resta il fatto, nonostante si possa discutere fino a domani, che questo sindaco ha fatto una scuola, bella e nuova e io, in questi periodi di magra, ne sarei contento. Da noi due scuole dovranno essere abbattute per mancanza di fondi e non si sà se potranno essere ricostruite!Tra i due mali io sceglierai il minore... gli stemmi e le insegne dei leghisti!!!!

andreacamporese ha detto...

@enio: mi spiace ma questo è esattamente l'atteggiamento che sta portando al disastro il nostro Stato Sociale. Le persone come te, caro @enio, giustificano qualsiasi intervento purchè "di buona fattura", senza però considerare che questi possano sbilanciare il conto sociale verso chi "se lo può permettere" e gli altri fuori. Esattamente come in Lombardia e Veneto, dove le giunte regionali fortemente leghiste hanno proposto vie preferenziali verso i residenti "autoctoni".
Saluti