giovedì 10 febbraio 2011

17 Marzo: Festa dell'Unità d'Italia

Che squallore, Sig. Presidente del Consiglio, il Suo Governo non riesce a sembrare coeso nemmeno sulla festa per l'Unità d'Italia proposta per il 17 Marzo.
Prima tutti d'accordo, a parte la Marcegaglia (e questo ci può anche stare, da parte di un imprenditore), a festeggiare la proclamazione dell'Unità d'Italia del 17 Marzo 1861. Poi qualche leghista, precedentemente anestetizzato, resosi conto del lapsus ha iniziato ad inveire contro il Tricolore e la Repubblica, ricordandosi delle sue radici celtiche. A questo, con qualche giorno di ritardo, si sono aggiunti nell'ordine Calderoli e Bossi, il quale ha chiosato "In alcune zone del Paese la festa viene percepita in maniera differente". Ed anche questo ci può stare, da parte dell'esponente di un partito secessionista. Ma il dubbio che voglia solo rincuorare i suoi celoduristi, dopo il fallimento del Federalismo, è forte. E soprattutto è forte la frustrazione per un popolo italiano che riceve ogni giorno indicazioni diverse dagli esponenti dello stesso Governo: non c'è linea comune e tutto si traduce in una dichiarazione e nella sua subitanea rettifica.
Ultima in ordine temporale è arrivata la Gelmini, che dopo aver dichiarato scuole chiuse per il 17 Marzo, ci ha ripensato.
Ma le pare serio, Presidente del Consiglio? Lo Stato dovrebbe essere tale per tutti e non in balìa di schizofrenie tristi, di persone che non sanno più da che parte sbattere la testa.
Saluti

1 commento:

@enio ha detto...

ma dopo 150 anni, l'unità d'Italia l'abbiamo già o ci illudiamo d'averla?