mercoledì 26 ottobre 2011

Da consumatori a consumati: Licenziati e mai Pensionati

Ed ecco uno dei risultati tanto attesi (ed auspicati da alcune parti), della crisi: maggior flessibilità nel mondo del lavoro, quindi licenziamenti più facili ed innalzamento dell'età pensionabile. Sembrano essere queste le parole d'ordine della lettera che il Governo italiano ha inviato oggi all'Unione Europea, venendo in contro in toto a quanto richiesto dalla Banca Centrale e dal Fondo Monetario. Per risolvere la crisi prodotta dalla speculazione finanziaria, quindi, non si puniscono gli speculatori ma quelli che la crisi la vivono tutti i giorni, sulla propria pelle.
La cosa che non stupisce è che, ovviamente, queste sono misure che valgono solo per la gente comune, perchè di certo nessuno si sognerà di licenziare un ministro o un sotto segretario se non fa il suo dovere, o di imporgli ad andare in pensione a 67 anni. Loro, la pensione, la percepiscono se completano i 5 anni di carica istituzionale. Altri, come la moglie di Bossi (quanto brucia alla Lega dura e pura sentirsi rinfacciare che, di tanto in tanto, anche lei ne approfitta?), in pensione di sono andati a 39 anni: chissà se sarà una di quelle persone chiamate a pagare un po' di più per il beneficio da baby pensionata goduto fin'ora (e pagato da noi, come al solito).

Saluti

2 commenti:

Berica ha detto...

Se l'unica ricetta suggerita è di accanirsi su quelli che stanno già affrontando grandi difficoltà economiche, sociali e emotive, avremo presto bisogno di un nuovo Robin Hood.

andreacamporese ha detto...

Lo temo anche io, cara Berica.

Saluti