sabato 30 luglio 2011

Non lasciate i Mozziconi spenti in Spiaggia

Visto che è tempo di vacanze e di esodi estivi, vorrei lanciare un appello e chiedere, a chi dovesse intercettarlo e leggerlo, di diffonderlo inserendolo sul proprio blog o profilo FaceBook, MySpace, Twitter o altro.
Chi di voi è fumatore potrebbe cercare di ricordarsi, che le spiagge non sono enormi posaceneri? Insomma, capisco che possa essere bello e rilassante fumarsi una sigaretta in spiaggia, magari sotto l'ombrellone, ma una volta terminato lo stato di grazia donato dalla bionda, potete ricordarvi che attorno a voi ci sono altre migliaia di persone, che hanno il diritto di trovare la spiaggia com'era prima del vostro passaggio? Chiedo soprattutto alle persone di buon senso (anche se in questi casi si tratta di buona educazione e poco altro), di cercare di diffondere questa idea di civiltà, partendo dagli amici più prossimi e cari (tutti abbiamo un caro amico che getta il fazzoletto sporco dal finestrino dell'auto o lascia i resti del pranzo in un sacchetto in spiaggia). E' dura, lo so, e si fa sempre la parte del guastafeste, ma penso che un certo senso di civiltà parta soprattutto da questi piccoli gesti.
Vi segnalo infine un gruppo su FaceBook "Quelli che non vorrebbero vedere le sigarette spente nella sabbia al mare".
Buone ferie a tutti quelli che non le hanno ancora fatte.

Saluti

martedì 26 luglio 2011

Follia Collettiva Atto II: Borghezio

L'altro giorno mi chiedevo come fosse possibile, che un uomo possa pianificare quello che è accaduto in Norvegia. Ora mi chiedo come sia possibile che gente come Borghezio, eurodeputato al Parlamento Europeo, un uomo che ci rappresenta agli occhi del Mondo, una persona che dovrebbe farsi carico dei problemi del nostro Paese e conoscere e capire i problemi degli altri Paesi, ebbene mi chiedo come sia possibile che un uomo così sia ancora a piede libero, come sia possibile che gli venga ancora concessa la parola, che gli venga ancora prestata attenzione, che gli venga ancora pagato un profumato stipendio.
Borghezio sostiene che le idee di Breivik sono condivisibili. Certo forse non i modi (cara grazia), ma le idee di base sì. Ma come fa un cialtrone così a permettersi anche solo il lusso di pensare quando ci si trova davanti alla strage di novantatre persone, quasi tutti ragazzi? Certo, la Lega lo scarica e chide scusa, ma saranno davvero diverse da quelle di Borghezio le radici del partito che siede in Parlamento e che si è dato, negli ultimi anni, una bella spolverata da miti celtici e xenofobia? Ad ogni modo qualcuno dovrebbe spiegare a Borghezio, che non ci troviamo ad una rivisitazione in salsa moderna del mito di Pontida o ad una calata di bergamaschi mascherati da celti, che scimiottano l'indipendenza della Padania.
Mi spiace, ma per persone così non ci potrà mai essere indipendenza ma solo la schiavitù nata dalla loro stupidità senza limiti.

Saluti

lunedì 25 luglio 2011

Follia Collettiva

Qualche settimana fa, ragionavo con amici sulla presenza, o meglio sull'assenza, nella nostra società moderna di folli omicidi. Il commento non era rivolto tanto ai terroristi ed ai kamikaze, quanto ad una considerazione: se qualcuno si svegliasse una mattina con le scatole girate e si procurasse un'arma, al calar del Sole sarebbe facilissimo per costui far fuori un centinaio di persone prima di essere trovato, fermato, arrestato.
Il fatto che, a oggi, non si avessero notizie su eventi di questo tipo, confermava (almeno fino all'altro giorno), che tutto sommato al mondo di matti veri non ce n'erano sono poi tanti.
Gli eventi della Norvegia mi hanno fatto cambiare idea.
Pensare che, a mente lucida, ci sia stata una persona che ha premeditato e pianificato la strage di Oslo, con la sola giustificazione di essere una sorta di cavaliere templare, che combatte per la salvaguardia della cristianità mi sembra sconvolgente. Quello che auspico è che la sociegtà civile, come per fortuna spesso accade in questi casi, si raccolga unita e solidale per scacciare questi virus ideologici, senza strumentalizzare la cosa o renderla troppo scandalistica (al telegiornale a Breivik è già stato attribuito lo status pubblicitario di "Mostro di Oslo").

Saluti

martedì 19 luglio 2011

E se la Casta casca?

Negli ultimi giorni tutti si riempiono la bocca della parola "casta". Sembra un nuovo termine, scordato e nascosto da qualche parte, in qualche meandro della memoria collettiva, ed ora nuovamente scoperto in tutto il suo splendore. Molti di quelli che usano questa parola, in realta' non l'hanno mai dimenticata e da anni si battono contro i privilegi dei pochi a discapito dei tanti. Ma la maggior parte, come spesso accade in particolari momenti storici, usa impropriamente questo termine perche' non gli appartiene: non gli appartiene culturalmente ne' moralmente.
Oggi la casta, almeno quella politica, trema pero' forse un po' piu' di ieri, altrimenti non si giustificherebbero tanti fuggi fuggi e tante dita puntate contro alcuni nomi noti (che forse un po' diventano capri espiatori). Si sa, quando la nave affonda i topolini cercano di salvarsi in ogni modo.
Cosi' il governo oggi viene sconfitto sul decreto rifiuti e domani sara' sconfitto sulla richiesta di arresto al Parlamento per Papa e Tedesco. Almeno lo spero.
Ho appena finito di vedere "In Onda" su La7, con ospiti Rosy Bindi e Mario Sechi, Direttore de Il Tempo.
A parte la solita confusione e sovrapposizione di voci da cui il povero spettatore faticava a cogliere sillabe, figuriamoci poi concetti, la Bindi ha detto una cosa secondo me molto giusta: domani il Parlamento e la Classe Politica tutta non potranno permettersi di negare l'arresto a Papa e Tedesco, chiudendosi cosi' per l'ennesima volta a giuscio protettivo per i propri adepti. Pena una deriva molto pericolose dell'anti poliltica.
Non so se per opportunismo o per reale convincimento, ma spero tanto che questo concetto contagi e convinca molti.

Saluti

domenica 17 luglio 2011

Viaggio in Polonia: Pomorskie

Quest'anno ci siamo concessi due settimane di ferie in giro per la Polonia, nel voivodato settentrionale della Pomerania (Pomorskie), dividendoci fra boschi e laghi la prima settimana e Mar Baltico la seconda. Nel complesso devo dire che l'esperienza è stata davvero interessante e mi sento di consigliarla a tutti i curiosi viaggiatori, interessati a zone della nostra vecchia Europa non ancora affollate di turisti.
I motivi di tanta impressione positiva sono stati molteplici: paesaggi mozzafiato (dai boschi cui sembra essersi ispirato Tolkien per ambientare le sue storie della Terra di Mezzo, fino alle immense spiagge candide del Mar Baltico), una quasi totale assenza di turisti stranieri (in due settimane avremo incrociato una decina di macchine che non fossero polacche), prezzi assolutamente abbordabili soprattutto se, come noi, si viaggia in famiglia e le spese salgono (con 8-10 € si mangia abbondantemente in due), facilità di pernottamento anche se è meglio prenotare per tempo.
I primi sette giorni li abbiamo trascorsi nella regione di Bory Tucholskie (o Foresta di Tuchola, che tra l'altro è sito dell'Unesco), una terra di boschi e laghi a cavallo fra le regioni Kujawsko-Pomorskie e Pomorskie. Qui abbiamo diviso una casetta di due piani con altre due famiglie (la sorella di mia moglie ed una coppia di amici loro), per un totale di sei adulti e cinque bambini di età compresa fra uno e sette anni. Questo dettaglio (mi perdoneranno coloro che non hanno ancora famiglia...), è fondamentale perchè i bambini si sono divertiti tantissimo a fare il bagno nel laghetto vicino, a raccogliere mirtilli e a fare grandi passeggiate nel bosco.
La seconda settimana, io ed Ewa con la nosra piccola Maja (18 mesi), ci siamo spostati a Rowy, un piccolo paese sul Mar Baltico fra le più turistiche Ustka e Łeba, e situata all'interno del Parco Nazionale Słowiński. Qui abbiamo pernottato in una pensione senza troppe pretese, che comunque ha offerto ottima compagnia. Certo senza macchina sarebbe stato difficile muoversi, ma la posizione ha consentito buone escursioni sia nelle due città di mare sopra menzionate, sia verso attrazioni turistico-naturalistiche come le dune vicino a Łeba oppure il villaggio di Kluki, che mantiene ancora vive tradizioni e stili di vita di una volta.
Per dare qualche indicazione di carattere pratico, ricordo che, almeno in questa stagione, il tempo cambia rapidamente. Se di giorno difficilmente si superano i 25° alla sera si scende tranquillamente a 15°. Inoltre la presenza di un vento piuttosto costante e forte (specialmente al mare, dove mancano ripari naturali), rende necessario qualche indumento un po' più pesante a discapito di qualche gonnellina o camicia estiva. In generale le zone dove siamo stati non sono state ancora interessate dal turismo estero di massa, e lo si nota dal fatto che spesso e volentieri i cartelli e le indicazioni turistiche sono rigorosamente in polacco. Ad ogni modo si parla inglese un po' d'appertutto. Le strade talvolta lasciano a desiderare (a Bory Tucholskie, per esempio, sono quasi esclusivamente vie in terra battuta), e sarebbe bene considerare, come capacità si spostamento, una media di circa 50 km/h.
Il cambio è circa 1 euro = 4 złoty, con il carburante di circa venti centisimi più economico rispetto all'Italia.
Infine, per gli appassionati del genere, segnalo che le regioni visitate sono assolutamente percorribili in bicicletta.

Buon Viaggio

sabato 16 luglio 2011

Riforma italiana: dalla prossima Legislatura

Dall'estero sembra sempre tutto molto piu' grigio di come non si percepisca a casa propria. Sono da due settimane in Polonia e non c'e' giorno in cui, alla radio, non si parli della crisi italiana e di come il nostro Paese tanto assomigli alla Grecia. Certo ci sono banche piu' solide, certo il Paese appare comunque pieno di potenziale, anche se sopito, certo gli italiani tirano fuori il meglio di se' nei momenti di crisi, eppure qui all'estero sembra che il Patatrack italiano sia cosa gia' scritta. E con questo leit motiv nelle orecchie leggere della riforma varata dal nostro Parlamento suona davvero come l'ennesima presa in giro, terminata a tarallucci e vino. Piu' tasse per le famiglie, i poveri pagheranno piu' dei ricchi, meno auto blu ma solo dalla prossima legislatura, tagli ai benefit dei parlamentari ma solo dalla prossima legislatura, rimborsi elettorali ridotti... ma solo dalla prossima legislatura. Perche' i nostri governanti ci fanno sempre fare la figura degli imbecilli, fingendo di risolvere i problemi ma posticipando solamente (ed in maniera piuttosto plateale), le soluzioni? ed intanto il solito Berlusconi continua a promettere "taglieremo le tasse". Forse, ma magari dalla prossima legislatura.

Saluti

venerdì 15 luglio 2011

Piccola Parentesi dal Ritorno

Sono le 22.30 e siamo arrivati da poco a Poznan (Polonia) a casa dei miei suoceri. Le due settimane trascorse nel Nord della Polonia fra boschi, laghi, dune di sabbia ed il Mar Baltico sono state fantastiche. Ora me ne vado a letto, ma nei prossimi giorni mi piacerebbe raccontare con maggiori dettagli del nostro viaggio, non tanto perche' mi gongoli nel mettere in mostra le prodezze di famiglia (quali?!?), ma semplicemente per invogliare quante piu' persone possibile a far visita a questa splendida terra.

Saluti

mercoledì 6 luglio 2011

Un nuovo Risorgimento

Sono in vacanza con la mia famiglia, in un paesino della Polonia nord-occidentale, fra boschi e laghi. Sono qui, e ho naturalmente molto tempo per leggere. Mi sono portato via, fra gli altri, il numero di Internazionale dove e' stato pubblicato il reportage di The Economist su Silvio Berlusconi (The Man Who Screwed an Entire Country). Non so se qualcuno di voi ha avuto modo di leggerlo, ma quello che mi ha colpito negli articoli riportati non e' tanto la trita e ritrita storia del Premier (quando supereremo la fase anti-Berlusconi, per diventare davvero propositivi di un'alternativa?!?), quanto l'immagine di un Paese fermo da almeno quindici anni, dove la meritocrazia non decolla, dove la vita politica e sociale sono in mano a lobby di potere, dove gli anziani vengono premiati e tenuti in piedi molto di piu' e molto piu' a lungo dei giovani. In definitiva si auspica un nuovo Risorgimento, che porti un radicale cambiamento di mentalita' e cultura nella vita italiana.
Siamo legati a modelli vecchi, che si ispirano ancora a culture di meta' anni novanta (basti pensare a certe posizioni della FIOM ed alla lotta di classe), ad interessi privati di pochi che penalizzano la comunita': la maggior parte delle nostre piccole e medie imprese, che hanno fatto il boom economico degli anni '60 e '70, sono tutt'oggi gestite dai proprietari originari, che non hanno mai voluto cedere il bastone del potere o aprirsi alla globalizzazione (nel senso buono e stimolante del termine). Una delle rivoluzioni maggiori degli ultimi anni, cioe' l'immigrazione, viene ancora vista con terrore e su tale paura si costruiscono fortune politiche, tacendo pero' che gli immigrati hanno reso possibile, almeno in parte, il rinnovamento generazionale del nostro Paese o che coprono lavori che, per la maggior parte di noi, non sono nemmeno da prendere in considerazione.
Senza voler prendere come oro colato quel che dicono di noi all'estero, sarebbe pero' forse il caso che iniziassiamo a farci un bell'esame di coscenza, soprattutto certi partiti della sinistra che si propongono (ma con quanta titubanza), come alternativa di Governo.

Saluti

domenica 3 luglio 2011

Crisi finanziaria e banca rotta: l'esempio della Grecia

Ieri, in aereo in viaggio verso le nostre due settimane di meritata vacanza, leggevo su Internazionale della settimana scorsa un articolo di un commentatore spagnolo. Il tema era la crisi finanziaria e le manovre di Austerity varate da diversi Paesi europei per cercare di rientrare nel debito contratto, in primis la Grecia.
In sostanza la questione ruotava attorno al fatto che, alle attuali regole del mercato globale, diversi Paesi europei hanno cavalcato per anni la finanza creativa e fondata su bolle speculative, fino ad indebitarsi al punto di non essere piu' in grado di gestire i soldi dovuti ai creditori. Soprattutto ora in tempo di crisi economica (conseguenza di quella finanziaria, e' sempre bene ricordarlo).
Nel caso della Grecia, per esempio, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'Unione Europea e la Banca Centrale Europea (BCE), hanno concordato una serie di pacchetti monetari di aiuti, a ben precise condizioni. La prima e' la riduzione della spesa interna con importanti tagli soprattutto ai settori pubblici, la seconda un ritorno alle privatizzazioni di massa, la terza la restituzione di tale prestito (si parla di un centinaio di miliardi di euro), nel giro di tre anni.
Qualche settimana fa, nel corso di queste decisioni, la Germania aveva fatto un ragionamento di questo tipo: posto che e' indubbiamente colpa della Grecia (e del Portogallo, e dell'Irlanda e, ahime', dell'Italia), se si trova nelle condizioni in cui si trova, non sarebbe pero' corretto punire anche il sistema (le banche), che con tanta facilita' ha concesso soldi ad un Paese gia' sull'orlo della banca rotta? Non si potrebbe quindi ridurre il debito di questi Paesi Europei, facendo in modo che anche il sistema bancario siaccolli parte di questo debito, accettando di vedersi riconosciuta una somma complessiva inferiore? La proposta della Merkel e' stata applaudita da molte parti, come un ragionamento sensato e piu' che logico. Da molte parti tranne che dal FMI, dall'Unione Europea e dalla BCE, che hanno alla fine convinto la cancelliera tedesca ad allinearsi alle condizioni imposte alla Grecia ed al pacchetto di aiuti concordato.
Io, da stupido ed ingenuo cittadino, penso fermamente che solo quando ci libereremo da instituzioni come il FMI e la BCE allora potremmo dirci padroni del nostro sistema e della nostra societa' (anche della nostra Europa, perche' no), ma finche' ci saranno istituzioni superiori in grado di decidere le sorti di Paesi Sovrani, saremo sempre in balia di licenziamenti di massa e la nostra condizione di vita andra' sempre peggiorando.
E' quanto hanno capito moltissimi cittadini europei stanchi della situazione, che con le manifestazioni di questi giorni (un movimento fra tutti quello degli Indignados spagnoli, ma anche la mobilitazione per le amministrative ed il Referendum in Italia, fa ben sperare), sta gridando a gran voce, che e' ora di cambiare le regole del gioco. Non nel nome di un'anti-globalizzazione ideologica ed asettica come proposto fra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio, ma con nuove proposte per una vita civile e sociale di partecipazione alle scelte della Comunita'.

Saluti