domenica 27 settembre 2009

Europa Unita

Io e mia moglie siamo appena tornati da un fine settimana a Parigi.
Io sono italiano, lei polacca, e nostra figlia, che nascerà il prossimo 10 Gennaio, avrà alle spalle due culture completamente differenti per crescere, arricchirsi e divenire cittadina del mondo.
Ci siamo conosciuti durante l'anno Erasmus in Germania, a Stuttgart, nel 2002-2003, anche se poi, a fasi alterne, ci siamo persi di vista e ritrovati fino al 2006, anno in cui è iniziata la nostra relazione. Io mi trovavo a Liverpool per lavoro, ci sono rimasto quasi un anno, ed abbiamo iniziato a frequentarci nei week end... non ho mai volato così tanto come quell'anno. Inizialmente parlavamo solo in tedesco, poi lei ha studiato un po' di italiano (con esiti sorprendenti, devo dire), e si è trasferita in questo strano Paese nel Settembre 2007. Ora stiamo per diventare genitori.
Perchè vi faccio questo romantico riassunto della nostra vita insieme? Perchè siamo figli di un'esperienza che, a parer mio, andrebbe resa quasi obbligatoria nelle università e, magari, nelle scuole superiori: l'esperienza di vita rappresentata da un anno investito (alcuni usano il termine speso, ma lo trovo svilente), all'estero per motivi di studio.
A Parigi, quest'anno, siamo riusciti ad organizzare per la quarta volta di seguito un incontro dei ragazzi che erano in Erasmus con noi a Stuttgart. Il primo anno, nel 2006, ci siamo incontrati tutti nella città che ci ha regalato tanto (Stuttgart, appunto), poi a seguire abbiamo ripetuto l'esperienza nel 2007 (Budapest), nel 2008 (Barcelona), e quest'anno (Parigi). Per l'anno prossimo siamo già tutti d'accordo che ci incontreremo a Praga. Ogni volta si muovono non meno di venti persone, da 10-11 differenti Paesi europei, tutte impegnate in attività ed esperienze completamente differenti, ma unite da un unico comun denominatore, rappresentato da quei dodici mesi scarsi trascorsi assieme.
Ecco cosa dovrebbe essere, secondo noi, l'Europa Unita: un insieme di persone legate assieme da molto più che qualche accordo economico. Popoli diversi che però condividono destini comuni (e non vuol essere retorica, lungi da me). Credo, in effetti, che se Barroso, Sarkozy o Berlusconi avessero amici stretti in Inghilterra, nella Repubblica Ceca o in Portogallo, ci penserebbero due volte prima di inventarsi qualche nuova norma svilente per quei Paesi, non credete?
Va bene, scusate la parentesi "personale", ma mi andava di condividere con voi questa cosa, per spiegare quello che penso debba essere il senso di questa nostra Europa, divisa a causa di troppe persone ancora convinte, che il proprio orticello vada difeso da un alto muro di cinta.

Saluti

6 commenti:

pia ha detto...

Ottimo esempio.

Andrew ha detto...

Ciao, complimenti per il blog. Ti va uno scambio link? Fammi sapere sul mio

http://andreainforma.blogspot.com/

Maraptica ha detto...

E' una bella storia la tua e quella di tua moglie, siete stati fortunati. Tutto sommato non credo sia una buona idea un anno universitario obbligatorio fuori il proprio paese, è sempre importante (fondamentale?) che ognuno di noi possa scegliere cosa fare e dove andare. Le costrizioni (anche se a buon fine) in generale, non mi piacciono. Credo che per aver rispetto delle altre nazioni (con annesse culture), ci voglia solo buon senso... e quello te lo da l'educazione che hai ricevuto! Un saluto

andreacamporese ha detto...

Certo Maraptica, non fraintendere il senso delle mie parole. Solo che noto una certa disaffezione verso le altre culture, soprattutto nelle nostre scuole, e la pubblicizzazione e la diffusione di programmi di scambio penso possano essere ottimi vettori educativi.
Quanto alle costrizioni, ci mancherebbe: ciascuno di noi dovrebbe essere libero di scegliere del proprio destino.
Saluti

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Un quadro familiare bellissimo!!! Purtroppo l'UE ha nei fini commerciali il suo obiettivo primario. Ed il Trattato di Lisbona mi lascia molto perplesso perché non vedo questo interesse a far crescere l'Europa delle culture ma quella di un potere transnazionale che ancora di più deciderà per noi senza possibilità di difesa alcuna.

amatamari© ha detto...

E come te tantissimi altri giovani - fin dalle superiori...
Il rischio è che l'europa politico-economica si allontani dalla realtà mobile di oggi...
p.s.
Eh, arriverà il 10 gennaio in un battibaleno! Auguri!
:-)