mercoledì 9 settembre 2009

Mozioni PD e dibattito interno

Colgo con positivo stupore la partecipazione al mio ultimo intervento, dove ho raccontato quanto emerso al dibattito alla Festa del PD di Padova con protagonista Piero Fassino, sostenitore della mozione Franceschini.
Nell'essermi espresso sostanzialmente in favore di quanto detto dall'ultimo Segretario DS, ho ricevuto numerosi commenti da parte vostra, ai quali ho cercato di rispondere nella maniera più sincera ed istintiva possibile.
Per arricchire comunque questo scambio di vedute, vi riporto alcuni elementi emersi dai commenti citati prima, perchè penso che sia sempre utile confrontarsi su questi argomenti.

In primis vi segnalo i link riportati da Iazk, sostenitore della mozione Bersani (che potete trovare per intero qui), che si riferiscono ad alcuni interventi alla Festa del PD di Milano di D'Alema, Letta, Bindi e Bersani stesso (http://piazzedemocratiche.ilcannocchiale.it).

In secondo luogo vi riporto i link della mozione Marino e di quella Franceschini, per chi avesse voglia di leggersele.

Infine vorrei riassumere, se ho capito bene, i dubbi emersi dai commenti di Matteo, del Rockpoeta e del Russo, amici di blog che seguo spesso.
Sostanzialmente si accusa il PD (più che un'accusa, forse è un timore), di due cose: il primo è di perdere una vera identità di sinistra; il secondo è di portarsi appresso, come pesi vivi, i teodem come la Binetti.
Il mio punto di vista, in merito, è credo noto a tutti.
Penso che il PD debba necessariamente riallacciare i rapporti con la sinistra, con il mondo dei movimenti e dell'associazionismo, e con i verdi, ma credo anche che questi soggetti, giriamola come vogliamo, si siano tirati più di una zappata sui piedi per forme di purismo identitario. Oggi nessuno di loro siede in Parlamento, questo è il primo dato. Il secondo dato è che, nonostante questo, sono ancora a farsi le pulci in casa su chi sia più di sinistra.
Sinceramente credo che la sinistra abbia sbagliato molto, per esempio, sulle questioni immigrazione e sicurezza. E mi piange il cuore per come sono finiti ideali in cui mi rispecchio e nei quali mi riconosco profondamente.
Quello che, al contrario, non posso evitare di constatare è il risultato elettorale del centro sinistra: quando Prodi si è presentato alle elezioni ha sempre vinto, e questa credo sia la riprova più chiara che, l'Italia, è disposta a dare fiducia ad un'alternativa a Berlusconi (che vince, essenzialmente, perchè ha campo libero attorno a sè, non perchè sia particolarmente bravo). Non solo, è la prova che l'Italia non è (ahimè), un Paese di sinistra (nonostante la grande tradizione del PCI), ma un Paese, fondamentalmente, di centro, magari teso verso il populismo.
Per quanto riguarda invece la questione Teodem, sono abbastanza sicuro che, in un modo o nell'altro, ce li leveremo dalle scatole (spero non sia una pia illusione).

Anche perchè, e questa è la cosa che mi preme più di tutte, o ci diamo una mossa, con grandi sforzi e compromessi, per far partire un'idea di partito, che poi possa essere migliorata in mille e una maniere nel tempo, oppure resteremo sempre al palo, soffocati dai fuochi interni del tutti contro tutti e senza un vero leader in grado di far prevalere una linea politica seria, convincente e, soprattutto, univoca.
Insomma, il PD non è il migliore dei partiti possibili, ma penso sia la nostra uinca speranza, al momento, non solo per battere Berlusconi sui numeri, ma anche (e questo è forse più importante ancora), per batterlo sui programmi e sulle prospettive future.

Infine un commento su Bersani e Marino.
Sinceramente faccio fatica a riconoscermi in Bersani, uomo acclamato a Rimini e vicinissimo a CL. Franceschini avrà i Teodem, ma Bersani ha la Compagnia delle Opere.
Marino? a parole convincente, ma francamente un outsider. Insomma, non voglio criminalizzare la ricchezza culturale, ci mancherebbe (ed è proprio questo il motivo che ci dovrebbe spingere a riallacciare con al sinistra e con i verdi), ma penso sia arrivato il momento, davvero, di fare quadrato attorno ad un'idea di partito, più che ad un'ideologia.

Saluti




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