lunedì 28 dicembre 2009

Aggiornamenti dall'Alluvione Toscana

Ecco le ultime notizie, raccolte nei giorni scorsi.
Dopo che il Serchio ha rotto gli argini all'alba del 15 Dicembre (verso le 5 del mattino), l'acqua ha inondato Santa Maria a Colle, Ponte San Pietro e località limitrofe. Alcune centinaia di persone sono state evacuate dalla Protezione Civile, per motivi di sicurezza, mentre l'acqua allagava scantinati e pian terreni portandosi in alcune zone ad altezze superiori al metro e mezzo. Fortunatamente nel giro di 24-36 ore l'acqua si è gradualmente ritirata, consentendo alle famiglie di rientrare nelle proprie case, e permettendo le prime attività di pulizia e valutazione dei danni. I numerosi scantinati sono stati lentamente svuotati con l'ausilio di pompe messe a disposizione dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile, mentre la solidarietà di numerosi gruppi di volontari e di persone comuni ha permesso alle famiglie coinvolte di procedere speditamente con le attività di sgombero e pulizia dei locali.
Nel caso dei miei zii, fortunatamente una squadra di muratori amici di famiglia ha dato una mano importante. Purtroppo parte dell'arredamento è stato irrimediabilmente danneggiato, così come molti elettrodomestici, ma l'automobile (fortunatamente una Panda di seconda mano), è già stata messa in condizione di ripartire e tanti mobili sono stati appena toccati dall'acqua e dal fango.

Saluti

sabato 26 dicembre 2009

Alluvione in Toscana

Buon Santo Stefano a tutti, buon Natale e buone Feste, catalizzate dal Papa che cade, ora rockstar anche lui, come il nostro Premier, ed oggetto delle attenzioni di qualche Grupy.
Ma in questo Natale 2009, come ogni anno, ci sono anche altre cose, oltre alle cene ed ai bagordi, che sarebbe bene ricordare. Per dirne una l'alluvione in Toscana e Liguria, che ha coinvolto centinaia di persone, fra cui (ahime') i miei zii di Lucca.
Il Serchio (il fiume di Lucca, per l'appunto), ha rotto gli argini proprio all'altezza di Santa Maria a Colle (dove vivono i miei parenti), verso le 5 di mattina del 25 Dicembre, costringendo qualche centinaio di famiglie a lasciare le case. I miei zii erano da noi a Padova per le Feste ma se ne sono dovuti tornare a casa di corsa, non appena appresa la notizia dell'alluvione. La loro casa e' una vecchia casa della campagna toscana, che loro con sforzi e sacrifici hanno rimesso in sesto. Consta di una splendida cantina con volte a botte in mattoni a vista, e tre piani sopraterra. Inizialmente un vicino aveva parlato di acqua fino al primo piano poi, fortunatamente, nel corso della giornata le notizie sono arrivate piu' precise: circa trenta centimetri di acqua a piano terra. Il che, tuttavia, significa cantina completamente allagata, gran parte del mobilio quanto meno da risistemare ed elettrodomestici da buttare, per non parlare della seconda auto e del camper.
Un dramma, nel quale abbiamo cercato un minimo di luce attraverso questa nostra rete italiana lenta ed obsoleta, e trovata solo in qualche sporadica notizia nei blog e nelle pagine di privati. Non un cenno all'emergenza sul sito del Comune di Lucca, non uno sul sito della Provincia di Lucca ne', tantomeno, della Protezione Civile della Toscana, se non in tarda serata allo scadere ormai dello stato d'emergenza che era stato prolungato fino alle 18 di ieri sera.
Queste sono le vacanze di Natale, talvolta, in questo nostro Paese dimentico del terremoto dell'Abruzzo, per dirne una, e di tutte quelle crisi ed emergenze alle quali, una volta spenti i riflettori (talvolta non si accendono nemmeno), nessuno pensa piu'.

Saluti

mercoledì 23 dicembre 2009

Buon Natale a tutti

Buon Natale a tutti, a quelli che vanno al cinema a guardare l'ultimo film dei fratelli Vanzina con De Sica, che hanno ricevuto copiosi aiuti dal Mnistero dei Beni Culturali poichè il film ha "validi contenuti cuturali".
Buon Natale agli abitanti dell'Abruzzo, che sono ancora dentro le tende, mentre l'Italia intera è prona al capezzale di Berlusconi che "perdona" Tartaglia.
Buon Natale ai campani, che hanno un termovalorizzatore inaugurato ad Acerra l'anno scorso dal Presidente del Consiglio, a tutt'oggi fermo, in attesa di un passaggio di consegne verso qualcuno che possa gestirlo e sfruttarlo, mentre nessuno ci racconta cosa accade.
Buon Natale a tutti quelli che hanno passato le ultime giornate in coda a causa dell'inefficacia dei mezzi spargi sale e spazzaneve, e nonostante tutto il Ministro Matteoli commenta dicendo che "l'Italia ha retto all'emergenza".
Buon Natale ad un'Italia che vorrebbe delle feste sempre più bianche, e la Lega propone di rendere ancora più difficile per gli immigrati di ottenere il passaporto italiano.
Buon Natale anche al Vaticano, pronto alla beatificazione del Papa (non merita nemmeno di essere nominato), che appoggio il nazi fascismo.
Buon Natale a D'Alema ed ai suoi inciuci.
Ed infine Buon Natale anche a noi, che viviamo in tutto questo, lottando o provando a resistere ogni giorno, per una società alla deriva, nella speranza che possa migliorare verso qualche cosa di più equo ed onesto.

Saluti

domenica 20 dicembre 2009

L'inciucio di D'Alema

Ancora di inciucio si parla, in questa nostra povera Democrazia sconquassata da duomi volanti e problemi giudiziari, come se nel passato non ne siano stati fatti, a migliaia, e non avessero prodotto altro che danno. Un unico grande processo, ventiquattr'ore su ventiquattro, sembra la vita politica del nostro Paese, all'interno del quale si confonde volutamete il termine "inciucio" con il termine "accordo" o magari "compromesso". D'Alema parla di unico grande inciucio in riferimento alla Costituzione, dall'art. 7 in giù, ma forse confonde l'etimo del termine con compromesso, con accordo (come detto), e dimentica che quell' "inciucio" fu frutto di una Guerra Mondiale, al termine della quale l'Italia aveva necessità di ripartire con il piede migliore. E forse proprio le sofferenze di tanti anni di guerra in casa, del nazismo e del fascismo, infusero ai rappresentati politici del popolo italiano tanta lungimiranza da creare quell'insieme di leggi che è oggi la nostra Costituzione, una delle più complete e apprezzate del mondo democratico.
Allora vorrei chiedere a D'Alema ed al PD cosa intendono, oggi, con il termine "inciucio". Temo nulla di buono, non tanto per loro che come sempre cadranno in piedi, quanto per noi e per questa nostra povera società, che come al solito ce la prenderemo nel di dietro. Mi confortano, in parte, le reazioni indignate di tanti esponenti del PD, da Fassino alla Bindy, passando per Franceschini, Marino e qualche out sider come Scalfaro, alle parole di D'Alema.
Ma mi chiedo: non sarebbe finalmente tempo di smetterla con la retorica ed i giochini etimologici, e di iniziare a parlare seriamente di politica? cari D'Alema & Co. la gente (io) è stufa di sentirsi ripetere quanto marcio sia Berlusconi, o sentirsi dire perchè non dovrebbe più votare per lui: vorrebbe finalmente capire perchè dovrebbe votare per voi.

Saluti

mercoledì 16 dicembre 2009

Vogliamo parlare d'altro?

Tutti siamo consapevoli che "l'Amore vince", come ha mandato a dire il Premier sulla prima pagina del sito web del PdL, ai suoi sostenitori più o meno ottenebrati da amore fisico o platonico nei confronti del Presidente. Questo slogan hollywoodiano, ripetuto da chi scese in campo nel '94 per raccogliere le forze del Bene contro il Male, pare un po' in contrasto con le richieste di abbassare i toni e cercare di concentrare l'attenzione di tutti, non sul gesto di Tartaglia ma su di un'unità si Stato che sembra necessaria come non mai.
E se di unità di Stato si parla ed implora, ecco che, sempre un po' in sordina e sfruttando (scusate il cinismo), la situazione confusionaria, la Maggioranza pone la questione di fiducia sulla Legge Finanziaria (lo sapevate?!?), proprio ieri, con buona pace di chi chiedeva concertazione, sia a destra che a sinistra. Fini ne esce furibondo, giudicando la scelta "deprecabile", ed ovviamente questo non va giù a quanti, nel PdL e nella Lega, intendono solidarietà al Premier e Concertazione fra le parti, come supina arrendevolezza al volere del più forte.
Per fortuna, mentre si consuma tutto ciò, il Premier parla di Amore e cerca di spargere ottimismo da una camera di ospedale che sembra più il set patinato di foto scattate per Chi o Novella 2000, che il reparto di degenza di sofferenti e feriti.

Saluti

martedì 15 dicembre 2009

Aggressione a Berlusconi atto II

E a riprova di quel che scrivevo ieri nel mio intervento sull'aggressione a Berlusconi, ecco che piovono ormai da quarantott'ore ininterrottamente le ipocrisie della gente e la scarsa lungimiranza della politica.
"E' colpa dei comunisti", "No è colpa di Silvio che istigava all'odio". Dove andremo a finire? ho letto dei post, nei quali si giustifica l'atto di Tartaglia, poichè "Chi semina odio, raccoglie tempesta". A parte queste sparate idiote (perchè solo un idiota, scusate, può rispondere ad un atto come quello consumato domenica, con massime di questo tipo), il problema è che troppa gente, da una parte e dall'altra, si sta trincerando dietro le barricate. Qui non si tratta di ipocrisia, di falsa solidarietà, di tradimento dell'ideologia o di genuflessione: si tratta di Stato Civile. Non possiamo permetterci di giustificare l'atto di Tartaglia con il clima di tensione politica perchè, come giustamente diceva un commento che ho letto, da qui a dire "Lei è stata stuprata, ma guarda come andava in giro vestita...", il passo è fin troppo breve.
Dobbiamo metterci in testa che, come la storia insegna, Mussolini è stato impiccato nella pubblica piazza ma il fascismo non è morto (purtroppo), con lui. E lo stesso accadrà a Berlusconi. L'opposizione e tutte le forze alternative dal Centro alla Sinistra Estrema dovrebbero ormai aver capito che il problema non è tanto Berlusconi quanto la testa della gente.
Attenzione, quindi, a frasi del tipo "Beh, in fin dei conti Silvio se l'è cercata", perchè allora anche i pestaggi in carcere, in fin dei conti, se visti da un certo punto di vista sono giuste reazioni a soggetti che, in un modo o nell'altro, se la sono cercata.
Saluti

lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione a Berlusconi

Ieri è stato l'attimo zero.
Io non ero in Italia, ho letto solo oggi la notizia dell'aggressione, ma avrei preferito non vederla sui giornali, non sentirla, non saperla. Avrei preferito che non fosse accaduto nulla.
Per quale motivo? perchè l'aggressione al Premier, fatto senza precedenti nella storia della nostra Repubblica, ha oltrepassato una soglia al di là della quale sarà difficile rientrare.
Già i commenti si sprecano, le speculazioni si susseguono, gli indici puntati e le parole di affetto più o meno ipocrite. La decenza, come sempre, non è di casa in questo nostro povero Paese.
Il fatto è che, al di là di tutto, un avvenimento come questo non era nè augurabile nè auspicabile. Anche e soprattutto perchè, come da sempre sono convinto, ritengo che il vero problema non sia Berlusconi in sè, quanto gli italiani ed il loro approccio con la politica e la vita sociale. Eliminare Berlusconi non ci riporterà un'opposizione ed un centro sinistra degni di questo nome, nè cancellerà con un colpo di spugna i Calderoli, il Vaticano, le Veline ed i Tronisti.
No, Signore e Signori, lo spettacolo proseguirà perchè ce lo siamo costrutio noi, e le immagini di Berlusconi sanguinante sono solo l'apice di quindici anni di ridicolo mal governo, edi diseducazione della gente nei confronti della Cosa Pubblica.

Saluti

giovedì 10 dicembre 2009

Cosentino: atto secondo

Mi ero già interessato al Sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (qui il mio intervento), probabile candidato alla Regione Campania per il PdL, ed alla richiesta di rinvio a giudizio per collusioni con la Mafia. Fino ad oggi la cosa era poi scomparsa dai quotidiani. Fino a oggi, ripeto, quando, dando un'occhiata all'Unità on line, ho letto la notizia: "Cosentino, l'aula nega l'arresto del sottosegretario".
Riassumo: la richiesta d'arresto del Sottosegretario è stata messa i voti della Camera dei Deputati che, in un modo o nell'altro, si è dichiarata contraria con voto segreto alla cosa.
Dato che non mi risulta sia in vigore l'immunità parlamentare, mi chiedo per quale motivo l'arresto di un deputato debba essere messo ai voti in Parlamento, come a dire: se il deputato appartiene alla maggioranza si salverà se appartiene all'opposizione no.
Vorrei una persona qualsiasi che provi ancora a convincermi che la Legge è uguale per tutti.

Saluti

martedì 8 dicembre 2009

Speriamo che muoia

Non ce lo siamo tolto dai piedi dopo quindici anni di mal governo, dopo le leggi ad personam, dopo le puttane, dopo le barzellette agli appuntamenti internazionali, dopo che ha dato del nazista a Schultz, dopo i mille processi caduti in prescrizione e dai quali NON e' uscito pulito, dopo gli stentati tentativi dell'opposizione di batterlo sul suo terreno, dopo che ci siamo resi conto che aveva fatto tabula rasa di una generazione di politici e dei valori etico morali. Non ce lo siamo levati di torno dopo le dichiarazioni di uno dei pentiti (Spatuzza) piu' attendibili degli ultimi tempi, dopo gli evidenti attacchi alla magistratura, dopo i fuori onda di Fini, dopo le chiare ammissioni di difesa dei collusi con la mafia.
Non ce lo siamo tolti di torno dopo tutto questo e l'opposizione, ancora, non ha capito come fare, come rispondere alla terra bruciata ideologica che sta facendo attorno a se', che tipo di proposta concreta fare per poter ricominciare a parlare di politica e societa', invece che sempre e solo di lui. L'opposizione ancora non ha capito come fare per poter ricominciare a parlare di Italia (come fa Fini, almeno lui), per poter dare una risposta ai precari ed ai pensionati, per poter dare una prospettiva ai giovani che non siano solo veline e tronisti, ma anche laureati d'eccellenza e ricercatori equamente pagati. L'unica cosa che stiamo facendo e' continuare a fare cagnara attorno alle origini della Sinistra, in manifestazioni folkloristiche ma che non sono e non possono essere la proposta politica alternativa, non ultimo il "No B Day". Che cosa avrebbe dovuto significare? certo, io sono per le manifestazioni di Piazza, ci mancherebbe, ma a che pro? e dov'e' la proposta di un'alternativa politica? in Toscana, dove mi trovavo nel fine settimana, c'erano i manifesti di Rifondazione che chiamavano alla parteciapazione al No B Day (ma non doveva essere una manifestazione apolitica?!?), ed io mi domandavo "Siete ancora qui a chiamare in Piazza (con la P maiuscola per il rispetto che ne nutro), quella stessa gente che avete tradito facendovi sbattere fuori dal Parlamento, e non vi vergognate? non avete trovato ancora un terreno di dialogo per un programma politico, che non sia solo l'antiberlusconismo, e siete ancora qui a chiedere al Popolo di scendere in Piazza per scalzare Berlusconi? come se una manifestazione fosse sufficiente?". Questo mi dicevo tirando dritto.
Perche' la verita' e' che viviamo in un'Italia dove ormai chi segue le regole e' uno stupido e chi paga le tasse ancor di piu' . L'idraulico che mi deve rifare il bagno prende per quattro giorni di lavoro, in nero, come me in due mesi: ed io, Signor Presidente, sono un laureato!!! non che il titolo debba necessariamente aprire tutte le porte, e certo che contano la bravura, l'esperienza e la dedizione, ma non e' nemmeno possibile che le cose stiano cosi', prendere o lasciare. O dovrei sperare anche io di incontrare un "Figlio/a di Berlusconi" per sistemarmi tutta la vita?!?

L'unica possibilita' credibile, quindi, e' che ci resti secco... o che ce lo teniamo cosi', finche' l'Italia non sara' ridotta talmente male che allora saremo tutti pronti a spergiurare che "No! io non l'ho mai votato", come dopo il vent'ennio fascista.

Saluti

venerdì 4 dicembre 2009

Le schizofrenie di Bonaiuti

Oggi Gaspare Spatuzza, super pentito di Mafia, depone nell'aula bunker del Tribunale di Torino, per quella che Fini stesso ha definito "una bomba atomica". Spatuzza chiama pesantemente in causa Dell'Utri e Berlusconi quale supporto politco alle stragi di Mafia del '93, "... non come quei quattro socialisti che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra ...", e questo ovviamente per qualsiasi persona interessata al futuro del nostro Paese apre scenari importantissimi.
Le prime reazioni del Governo sono ovviamente di difesa del Capo. Spatuzza lavora per la Mafia, commenta lo stesso dell'Utri (già condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, non dimentichiamocelo, ed è ancora a piede libero), mentre Bonaiuti usa queste parole: "... è del tutto logico che la mafia attacchi il presidente del Consiglio perché il governo agisce contro la criminalità organizzata. I risultati del governo contro la mafia non hanno precedenti negli ultimi vent'anni ...", il che ovviamente fa sorridere.
Forse sarebbe il caso di ricordare a Bonaiuti le ultime (di una lunga serie), esternazioni del Premier sulla Mafia? Non fu proprio Berlusconi a ritenere inutile, non più di un mese fa, la riapertura delle indagini in merito alle stragi del '93 ed alla morte dei giudici Falcone e Borsellino? Non è forse il Premier a proporre di mettere le mani sul reato per concorso esterno in associazione mafiosa (che caso, proprio la colpa che si ascrive a Dell'Utri), per eliminarlo? non è stato forse sempre lo stesso Berlusconi, qualche giorno fa, a dichiarare che "... se trovo chi ha fatto le nove serie della Piovra e chi scrive quei libri sulla mafia, che ci fanno fare una bella figura all' estero, lo strozzo ..."?
E questo, caro Bonaiuti, sarebbe il senso civico ed anti mafioso del Suo capo? mi scuso per la disattenzione, ma davvero non colgo nelle parole del Premier la sottile sfumatura che dimostrerebbe la lotta senza quartiere al Crimine Organizzato.
Un'ultima cosa: non fu proprio un esponente del Governo Berlusconi a chiedersi come mai i contribuenti dovrebbero accollarsi l'onere della scorta a persone come Saviano? in fin dei conti, se hanno deciso di mettersi contro Mafia, Camorra o 'Ndrangheta saranno ben fatti loro, giusto?!?

Saluti

martedì 1 dicembre 2009

La lettera di Celli

Oggi, Primo Dicembre, vorrei riportarvi integralmente la lettera, che Pier Luigi Celli, ex Direttore Generale RAI ed ora direttore generale della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (Luiss), ha scritto a suo figlio (prossimo alla laurea), ed inviato direttamente a Repubblica.
Mi ha commosso e credo che vada letta, vada diffusa (ed in questo chiedo anche il vostro aiuto), perchè dimostra come ci sia gente ancora disposta a lottare per un'Italia migliore, un Paese da affrontare con il sorriso e la speranza in un futuro, in una pensione, in un supporto sociale paritario, piuttosto che scoraggiarsi davanti ad una realtà grigia ed individualista, dove l'opportunismo, la disonestà e l'inciucio vincono. Gente, ancora, disposta a combattere contro un sistema basato sulla televisione, sull'apparire, sui soldi e sul successo facile, dove la Storia sono solo parole inutili, dove Scienze e Ricerca buchi neri mangia soldi fine a loro stessi, la professionalità un qualche cosa svilito ogni giorno.
Certo alla lettera sono state mosse anche aspre critiche (e come non farlo), principalmente così riassuminbili: caro Carli, ma tu che sei stato Presidente RAI ed ora dirigi la LUISS, a che compromessi sei sceso? e cosa hai fatto per cambiare quel sistema che ora metti sul banco degli imputati?
La mia esperienza: io da giovane me ne sono andato (avevo 24 anni), ho vissuto due anni in Germania, mi sono laureato lì, poi quattro anni sul Lago Maggiore per lavoro, con quasi due anni e mezzo in giro a cantieri (quasi un anno a Liverpool). Questo a livello personale: ma come cambiare il sistema, i contratti a tempo determinato, l'arroganza del potere, se così tante persone (anche giovani), sono disposte a cedere alla lusinga della televisione e di quello stesso potere che, a parole, tutti demonizzano?
Ecco la lettera.

"Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo Padre"

Qui i commenti.

Saluti