martedì 31 agosto 2010

Gli ultimatum di Gheddafi

Non solo "a Gheddafi piacciono le passerelle femminili, quindi noi gliene offriamo una", con una logica tanto schiacciante quanto disarmante, e buona pace di quel senso di "puttana", che viene attribuito alla femminilità moderna. Non solo questo. C'è anche il ricatto di Gheddafi, che chiede all'Europa almeno 5 miliardi di euro all'anno per fermare il flusso migratorio dall'Africa verso il Vecchio Continente, che nel giro di alcuni anni potrebbe trasformarlo in un nuovo Continente Nero.
Chi segue Società Pensante sa perfettamente, che il problema dell'immigrazione mi ha sempre toccato marginalmente, in quanto elemento storico inevitabile. L'indirizzo che si dovrbbe dare, a mio avviso, dovrebbe essere politico e diplomatico, non certo militare e di chiusura delle frontiere, proprio nell'ottica di una società multirazziale ma che rispetti regole e leggi uguali per tutti.
Quest'idea di società multietnica non accetta minimamente il ricatto di un colonnello golpista che, con le sue sparate da propaganda e le sue amicizie neo capitaliste (cui si annovera, ahimè, anche il nostro Beneamato), vorrebbe pretendere soldi per fermare a suon di fucili un flusso migratorio, che nasce anzi proprio dalle condizioni che lui stesso genere ed alimenta nel suo Paese.
E noi sempre qui ad ascoltare il peggio del peggio.

Saluti

lunedì 30 agosto 2010

Noi, tirapiedi dei peggiori.

Dopo gli ammiccamenti a Putin, con buona pace dei diritti quotidianamenti lesi in Russia, continua la saga "Uccelli di Rovo", con Gheddafi. Non bastava a Berlusconi essersi vantato per mesi di aver trovato un accordo definitivo con la Libia per limitare le partenze dalle sue coste dei barconi della speranza (sui quali la Libia guadagna milioni, e che ovviamente continuano), non era sufficiente sbandierare ai quattro venti l'ennesimo accordo di dipendenza energetica dal Colonnello, anzichè provare ad investire (seriamente e senza tanti incentivi), nel nostro Paese. No, tutto ciò non bastava alla megalomania del Presidente, e così Gheddafi è tornato in visita a Roma (una visita lampo, dell'ultimo minuto, come si conviene fra compagnoni), accolto da 200 hostess (ora si chiamano così? chissà, magari anche quelle di Berlusconi sono solo delle hostess...), cui viene chiesto di convertirsi all'Islam. Non solo. Gheddafi dichiara anche l'Islam dovrebbe diventare religione d'Europa.
Come sa benissimo chi segue questo mio blog, della religione in sè e per sè mi interessa poco. Quando però questa diventa motivo di scontro culturale e sparata propagandistica allora inizio ad innervosirmi. Se poi tali sparate vengono da un Colonnello golpista, che governa un Paese da decenni in maniera del tutto antidemocratica, beh, scusate, ma davvero non ci sto. Se infine aggiungiamo la splendida capacità del nostro Presidente di genuflettersi al potente e di leccare il culo (perchè è questo quel che fa), per poi potersi vantare in patria di aver salvato capra e cavoli (la capra di chi? e perchè a noi toccano sempre i cavoli mentre qualcun'altro si incula pure la nostra magra capretta?!?), allora non ci vedo più e mi incazzo.
Davvero dobbiamo continuare ad ascoltare 'ste stupidaggini? davvero non esiste breccia non dico di etica, ma almeno di buon gusto nella persona di Berlusconi? non c'è davvero limite al peggio?

Saluti

venerdì 27 agosto 2010

Nuova Legge Elettorale?

Ecco che forse, con colpo di reni di fine Agosto, Bersani inizia a giocare la sua partita politica, in una segreteria, direi, un po' in sordina.
La proposta centrale non è quella di andare al voto subito. Non è nemmeno quella di creare una nuova coalizione che, in caso di elezioni, possa sconfiggere Berlusconi. Per lo meno non si tratta solo di questo. Quel che viene invece proposto dal Segretario PD è di cercare di cambiare le regole del gioco prima di cadere nella trappola delle elezioni anticipate, e quindi di trovare una "maggioranza" in Parlamento, che converga su di una riforma della legge elettorale indipendentemente dal PdL.
Mi sembra una proposta seria e sensata, che escluderebbe la necessità di noiosi ed oziosi governi tecnici ed il ricorso alle urne anticipate, con le medesime regole malandate, che hanno portato Berlusconi a vincere l'ultima volta. E con risparmio di soldi e tempo per tutti.
La mia speranza è che i vari soggetti politici non propongano una soluzione diversa ciascuno, perchè altrimenti l'Italia sarebbe destinata a rimanere quel mosaico disomogeo che è da troppi anni.
Saluti

lunedì 23 agosto 2010

Dittatura Aziendale

In Italia, ormai da qualche anno, assistiamo inermi ad una ripresa spregiudicata di comportamenti lesivi per la dignità dei lavoratori e profondamente contrari a decenni di lotte e conquiste sindacali.
Uno degli ultimi e più tristi esempi è la FIAT.
Dopo aver ottenuto soldi dalla Polonia per trasferirvi la produzione sviluppata a Pomigliano d'Arco, ha imposto una sorta di "referendum" ai dipendenti di quest'ultimo stabilimento, dove sostanzialmente si dichiarava: "Se volete continuare a lavorare dovrete accettare regole del gioco molto più stringenti, diversamente trasferiremo la produzione in Polonia".
Le regole del gioco più stringenti sono state, ad esempio, la limitazione del diritto di sciopero, orari meno flessibili, tre turni sulle 24 ore, sabato e domenica compresi. Non voglio nemmeno sapere cosa ne è stato dei diritti di maternità, paternità e malattia.
La cosa più grave? questa geniale pensata di Marchionne (sì, proprio lui, che era stato coccolato anche dal PD), è stata avvallata dai Sindacati. Solo la CGIL si è opposta, e naturalmente è stata accusata di perseguire una logica del lavoro "antica". Se il rispetto per il lavoratore ed i suoi diritti sono una logica "antica", mi iscrivo volentieri nella lista dei demodè.
Come se non bastasse, un'ultima stoccata è arrivata qualche giorno fa, quando ai tre operai dello stabilimento di Melfi, licenziati senza giusta causa e reintegrati al lavoro per sentenza del Tribunale, è stato chiesto di non presentarsi al lavoro. La motivazione? L'azienda (la FIAT), non riteneva opportuno avvalersi delle loro prestazioni.
E nessuno dice alcunchè? E nessuna forza politica alza la voce? E noi abbiamo ancora il coraggio di chiamarci Paese Civilizzato? I nostri diritti stanno andando al macero, e noi continuiamo a vivere la nostra giornata in un eterno fatalismo, accettando tutto quello che ci propinano.

Saluti

domenica 22 agosto 2010

La nostra Impronta Ecologica 2010

Come già ho avuto modo di segnalare in questo mio modesto blog, ormai da alcuni anni studiosi e scienziati di tutto il mondo si stanno arrovellando per determinare e calcolare quella che viene definita "Impronta Ecologica" (Global Footprint, visita il sito del Global Footprint Network), ovverosia l'impatto dell'uomo sull'ambiente che lo circonda, in termini di consumo di risorse primarie, emissioni inquinanti, caccia e pesca, ecc.
Fino al 1986 le risorse che la Terra ci metteva a disposizione erano sovrabbondanti ai bisogni dell'Umanità, o meglio, di anno in anno l'uomo non andava in debito di nulla. Ma a partire dal 1986 questa situazione è mutata: l'uomo ha iniziato a consumare le risorse a sua disposizione prima della fine dell'anno. Precisamente il 19 Dicembre nel 1986 e sempre prima negli anni successivi.
L'anno scorso quello che viene definito Earth Overshoot Day è scattato il 25 Settembre, quest'anno è caduto il 22 Agosto!!! è come se uno terminasse i soldi del suo stipendio annuale ad Agosto invece che a Dicembre o, meglio ancora, invece che riuscire a mettere da parte qualche soldino: sarebbe un problema, no?!?
Questo si traduce in un concetto molto semplice: allo stato attuale delle cose un Pianeta non ci basta, al contrario per mantenere i nostri regimi alimentari e di consumo avremmo bisogno di 1,4 pianeti come media mondiale.
Perchè se è vero che se tutto il mondo si comportasse come gli statunitensi avremmo bisogno di più di 5 pianeti, se ci comportassimo tutti come i cinesi ce ne basterebbe uno solo, mentre agli indiani ne basta circa 0,8, quindi impattano sul pianeta meno di quanto questo possa rigenerarsi.
Meditate.

Saluti

venerdì 13 agosto 2010

Veneto Stato?

A quanto pare Luca Zaia ci sta provando. Il mio Veneto, per l'ennesima volta, viene trasformato nel test-lab della Lega e delle sue paranoie secessioniste, da uno Stato centrale, che pero', nell'azione di Governo, Bossi & Co. continuano a salvare e salvaguardare nella sua componente piu' "ladrona" (per usare un gergo caro a Umberto).
Ora Zaia presenta la bozza della carta regionale (Veneto, Molise e Basilicata sono le uniche regione a non possederla), dove si sancisce innanzitutto il trasformarsi del Presidente di Regione in Governatore e, in secondo luogo, si aprono vie preferenziali nella burocrazia e vita quotidiana, a chi dimostri "particolari e saldi legami con il territorio".
Leggi: se sei veneto avrai vita piu' facile.
Come detto, tuttavia, credo che il vento stia lentamente cambiando, e che la gente cerchi risposte un po' piu' concrete dalla politiche invece della solita propaganda ad alzo zero.
Ecco quindi, che quanto ho segnalato nel mio ultimo post (logo della Lega Nord, lungo la A4, coperto da un enorme Smile), assume forse un significato sempre maggiore.
Saluti

giovedì 12 agosto 2010

Che sia un segnale?

E' da molto che manco. Quasi un mese che non curo e coccolo il mio blog.
In queste settimane molte cose sono accadute, parlo della vita pubblica italiana, la piu' importante fra tutte l'imminente ed ormai forse inevitabile crisi di Governo, con conseguente voto anticipato.
Mi sono interessato alla cosa in forma, potrei dire, privata. Non ho voluto appesantire la rete con commenti banali e giudizi affrettati vista l'estrema delicatezza del momento, e non ho voluto aggiungere nulla al gia' esuberante balletto di articoli, commenti e dichiarazioni (la maggior parte profondamente scomposte), che si sono susseguiti negli ultimi mesi.
Ora, tuttavia, sento il dovere di intervenire perche' ho notato una cosa, una di quelle piccolezze che passano inosservate ai piu' (forse questa volta nemmeno tanto), e che mi piace portare all'attenzione di chi legge.
L'altro giorno ero in autostrada e mi stavo dirigendo verso l'aeroporto di Orio al Serio, tagliando da Padova tutto il Nord Italia o quasi. Ormai da anni, grosso modo fra i caselli di Montecchio Maggiore e di Montebello Vicentino, avevo notato che in prossimita' del terrapieno della ferrovia, che in quel tratto lambisce la A4, erano stati dipinti due grandi loghi della Lega Nord, tanto giganti da essere chiaramente visti dall'autostrada.
Non so se li avete mai notati, ma se non lo avete fatto fin'ora non ci riuscirete piu', perche' sono stati coperti da due enormi smile gialli, con occhi e sorrisi rossi.
Purtroppo non ho avuto modo di fare una fotografia, sarebbe necessario uscire dall'autostrada e trovare il posto preciso, ma provero' a rimediare quanto prima. Per ora mi chiedo: che sia un segnale? che anche il popolo della Lega si stia stancando degli inciuci che Bossi ed i suoi ufficiali, ormai da almeno quindici anni, producono con Berlusconi e farabutti vari?
Non ho risposte a queste domande e posso solo rinnovare il mio interrogativo: che sia un segnale?
Saluti